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venerdì 12 febbraio 2021

Riapre "I Colori della Giostra" di Arezzo

Da mercoledì 10 febbraio 2021 ha riaperto al pubblico “I Colori della Giostra”. Il percorso espositivo dedicato al Saracino, posto a piano terra di Palazzo Comunale di Arezzo, ha utilizzato questi mesi di chiusura forzata causa contenimento pandemia Covid-19 per apportare una ulteriore novità. Dopo il restyling che ha trasformato il museo attraverso tecnologie digitali, immersive e interattive, è stato introdotto un potenziamento dell’oculus, il visore in realtà aumentata che permette al visitatore che lo indossa di simulare la carriera del giostratore contro il Buratto.

Grazie al nuovo progetto di sviluppo, con il quale l’amministrazione comunale di Arezzo – Ufficio Politiche Culturali e Turistiche ha partecipato al bando del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ottenendo dal Fondo Nazionale per la Rievocazione Storica un contributo di 24.640 euro, il contenuto dell’oculus non sarà più fruibile soltanto in maniera individuale da chi lo indossa ma sarà a disposizione di tutti i visitatori mediante monitor che proietteranno immagini interattive.
Il percorso espositivo, la cui gestione è affidata alla Fondazione Arezzo Intour, sarà aperto mercoledì 10, giovedì 11 e venerdì 12 febbraio e poi da lunedì 15 febbraio ogni giorno dal lunedì al venerdì con orario 14.30 - 18.30 in ottemperanza al dpcm che vede la chiusura dei musei il sabato e la domenica.
Per tutte le informazioni clicca qui !

sabato 7 novembre 2020

Torna ad Arezzo dopo il restauro un capolavoro di Pietro Lorenzetti

Dopo sei anni di restauro, torna a casa a Arezzo uno dei capolavori del Trecento, la Madonna con Bambino, santi, Annunciazione e Assunzione di Pietro Lorenzetti, meglio noto come il Polittico Tarlati dal nome del suo committente, il vescovo Guido Tarlati. Il polittico sarà quindi ricollocato nella Pieve di Santa Maria Assunta. Purtroppo, a causa dell’emergenza sanitaria, sono stati rinviati a data da destinarsi gli eventi programmati per il ritorno dell’opera. Si conclude ad ogni modo un importante lavoro di pulitura, consolidamento e messa in sicurezza che restituisce uno dei capolavori indiscussi dell’arte medievale.
Si tratta di una tempera su tavola fondo oro realizzata tra il 1320 e il 1324. Lo documenta il contratto stipulato il 17 aprile 1320, con il quale il vescovo Guido Tarlati impegna il maestro senese, chiedendogli espressamente di dipingere figure bellissime con colori pregiati, in campi dorati con oro da cento fogli a fiorino. Il documento, che testimonia la relazione opera-artista-committente, impone al pittore di impegnarsi senza interruzioni e senza assumere altre committenze fino al raggiungimento della perfezione dell’opera e specifica che spetta al vescovo Guido e ai canonici della Pieve approvare la tavola finita (pattuita per centosessanta lire pisane). Pietro Lorenzetti raggiunse veramente la perfezione: il dipinto piacque alla committenza e fu collocato sull’altare maggiore della Pieve, dove ora verrà ricollocato.