domenica 13 ottobre 2019

Leonardo da Vinci e il moto perpetuo

“Leonardo da Vinci e il moto perpetuo” è il titolo della mostra che dal 10 ottobre 2019 al 12 gennaio 2020 è aperta al pubblico al Museo Galileo di Firenze.
Fin dal Medioevo l’idea di riprodurre con dispositivi meccanici il moto perpetuo delle sfere celesti ha stimolato l’immaginazione e l’ingegno di tecnici, ingegneri e filosofi naturali, che si sono confrontati con la sfida di costruire macchine che, una volta messe in movimento, potessero funzionare perennemente senza applicazione di forza.
Un nodo fondamentale di questa storia plurisecolare è rappresentato dagli studi nei quali Leonardo ha cercato di stabilire se sia davvero possibile realizzare macchine a moto perpetuo. Le sue ricerche mostrano la serietà e l’impegno con i quali il Genio di Vinci si applicò nella ricerca di soluzioni praticabili. Egli giunse tuttavia alla conclusione che il moto perpetuo non può esistere in natura, anticipando così di oltre tre secoli la dimostrazione definitiva della verità di quel principio fornita da James Clerk Maxwell, protagonista dell’affermazione della termodinamica nella seconda metà del secolo XIX.
La mostra presenta una galleria dei disegni di Leonardo e dei principali protagonisti delle ricerche sul moto perpetuo, affiancata dai modelli di alcuni tra i più intriganti di quei dispositivi e da suggestivi filmati ne illustrano il presunto funzionamento.
Un elemento di grande novità è la sezione dedicata alla realtà aumentata: grazie a questa tecnologia rivoluzionaria, i visitatori potranno interagire con l’ambiente circostante, visualizzando come se fossero reali le macchine a moto perpetuo concepite da Leonardo e dagli altri ingegneri e scienziati.
La mostra, a cura di Juliana Barone e Andrea Bernardoni, è realizzata dal Museo Galileo in collaborazione con Birkbeck–University of London e Ravensbourne University, nel quadro del progetto di ricerca FISR “Scienza, storia, società in Italia. Da Leonardo a Galileo alle ‘case’ dell’innovazione”, promosso e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e si avvale del patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

venerdì 4 ottobre 2019

Paesaggi in trasformazione tra Medioevo e l’età di Leonardo

Paesaggi in trasformazione tra il Medioevo e l’età di Leonardo. Dalla ricerca alla comunicazione: Semifonte e Sandomierz
Palazzo Pretorio, Certaldo
26 settembre 20197 gennaio 2020
Chiesa di San Michele a Semifonte, Barberino Valdelsa
Il paesaggio, nei molteplici elementi naturali e antropici che lo compongono, quale risultato di mutamenti e sconvolgimenti, rappresenta il tema principale di questa mostra organizzata nelle due sedi di Palazzo Pretorio, nel cuore medievale di Certaldo, e della Cappella di San Michele Arcangelo a Semifonte, nel territorio di Barberino Valdelsa.
Recenti ricerche storiche e archeologiche – coordinate dalla Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli studi di Firenze, in collaborazione con l’Istituto per le Tecnologie applicate ai Beni Culturali (CNR Roma) e l’Istituto di Archeologia e Etnologia dell’Accademia Polacca delle Scienze di Varsavia – hanno preso in esame due casi di città distanti tra loro, ma accomunate dal medesimo destino: entrambe furono infatti distrutte e rase al suolo nel Medioevo. Si tratta di Semifonte, in Valdelsa, distrutta nel 1202 dalle truppe fiorentine e della città polacca di Sandomierz spazzata via dall’invasione dei Mongoli, tra 1241 e 1260.
I risultati di questo progetto internazionale sono presentati attraverso suggestive ricostruzioni virtuali realizzate dal Laboratorio di Geografia dell’Università di Firenze e, nel caso di Semifonte, consentono di osservare le trasformazioni del paesaggio dall’età medievale, prima e dopo la fondazione della città, fino alla sua distruzione e le conseguenti modifiche con la nascita di strutture di tipo urbano, le stesse che Leonardo rappresentò nelle sue carte.

giovedì 26 settembre 2019

"Bambin Gesù delle Mani” a Gubbio

Nell'ambito del Festival del Medioevo in programma a Gubbio dal 25 al 29 settembre 2019, in esposizione una straordinaria ed enigmatica opera del Pintoricchio, rimasta ignota per quasi cinquecento anni: il “Bambin Gesù delle Mani”. Prezioso frammento di un affresco scomparso, concepito tra il 1492 e il 1494 per volere di Rodrigo Borgia, salito al soglio di Pietro con il nome di Alessandro VI, l’opera racconta i segreti delle stanze vaticane e la storia di Giulia Farnese, la bellissima “sposa del papa”. L’opera è di proprietà della Fondazione Guglielmo Giordano. L’inaugurazione della mostra sarà preceduta dal focus
Bambin Gesù delle Mani presso la Sala Trecentesca di Palazzo Pretorio, Piazza Grande, venerdì 27 settembre 2019 alle ore 17:00. Al termine del focus, gli Sbandieratori di Gubbio e Viterbo inaugureranno l’esposizione del dipinto con una esibizione in piazza Grande alle ore 19.15.
Approfondimenti: http://www.festivaldelmedioevo.it  Per ulteriori informazioni informazioni: Servizio Turistico Associato IAT - Gubbio, Via della Repubblica 15 - 075 9220693; info@iat.gubbio.pg.it.