sabato 28 marzo 2015

I Templari nel Castello di Rocca Imperiale (CS)

Il castello federiciano di Rocca Imperiale abbassa il suo ponte levatoio per ospitare la mostra living history “Templaris”. La particolare vetrina dedicata ai cavalieri templari, con la storia e le leggende di cui si circondano, aprirà i battenti domenica 29 marzo e resterà a disposizione dei visitatori sino al 20 aprile 2015.
La mostra è organizzata dalle associazioni “Itineraria Bruttii", diretta da Paolo Gallo, e Antiquitas, con la collaborazione del Comune di Rocca Imperiale. Il giorno dell’inaugurazione, domenica delle Palme (29 marzo) alle 18, il taglio del nastro sarà accompagnato da una degustazione di dolci e bevande medievali, curata dal Polo tecnico-professionale “Tra Sybaris e Laos” operativo nella Calabria citra (Sibartide, Tirreno e Pollino) in un vasto progetto di alternanza scuola-lavoro che coinvolge scuole e partner privati in un’ottica di sviluppo turistico del comprensorio.
La scuola del Polo che organizzerà il banchetto medievale sarà l’Ipsia-Iti di Cariati. I ragazzi dell’Istituto che prendono parte al progetto sono impegnati in questi giorni in uno stage nell’Alto Jonio con residenza presso il Circolo Velico Lucano di Policoro (Mt), partner del Polo. Lo stage si concluderà il 1 aprile. Nel corso di questi giorni i ragazzi sono alle prese con laboratori di accoglienza turistica e dimostrazioni quotidiane di preparazioni di cibi e prodotti gastronomici presso l’azienda partner. Per gli studenti anche l’affascinante opportunità di escursioni didattiche su barche a vela e visite guidate nel territorio dell’Alto Jonio.
Per quanto riguarda, invece, la mostra “Templaris” al castello di Rocca Imperiale, sarà aperta a singoli, gruppi e scolaresche. Visitabile su prenotazione al n. 328.6879172 nei giorni feriali, mentre sarà aperta al pubblico nei giorni di sabato e domenica.

giovedì 26 marzo 2015

"Nelle Terre di Matilde: tra pievi, acque e sentieri" mostra a San Benedetto Po (MN)

Sabato 28 marzo 2015 alle ore 17.00 presso il Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po (MN)inaugurazione della mostra: "Nelle Terre di Matilde: tra Pievi, Acque e Sentieri", un percorso nel territorio attraverso le immagini di Maurizio Setti.
L'entrata al Museo Civico Polironiano è da via Dugoni (ingresso lato ufficio postale)
La mostra sarà visitabile fino al 3 maggio 2015.

martedì 24 marzo 2015

A Rouen il museo dedicato a Giovanna d’Arco

Non solo “Pulzella d’Orleans”, Giovanna d’ Arco, la più popolare eroina di Francia, è legata anche al borgo di Rouen, nel nord, per aver liberato la città assediata dagli inglesi durante la Guerra dei cent’anni. Finalmente la città rivendica il legame con la giovane morta sul rogo, dedicandole un museo. Dopo tre anni di lavori costati 10 milioni di euro, si è aperto il 21 marzo 2015 in questa cittadina dell’alta Normandia, l’Historial Jeanne d’Arc, mille metri quadri di spazi espositivi nel Palazzo medievale dell’Archevechè, dietro la famosa cattedrale, per ripercorrere la vita, la storia e il mito di questo personaggio.
“Mentre il mondo intero associa Giovanna d’Arco a Rouen, abbiamo dovuto attendere il 1928 affinchè un monumento nella città le rendesse omaggio e solo oggi c’è finalmente un luogo di memoria”, afferma il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ex presidente del Rouen District Council, un aggomerato di diversi comuni della Normandia, che fu l’iniziatore del progetto. Fu proprio nel palazzo arcivescovile della città che ebbe luogo il processo di riabilitazione postumo dell’eroina, 25 anni dopo la condanna al rogo per eresia nel 1431. Fu quindi elevata al rango di martire, poi beata e infine santa. Profondamente credente, visionaria, la sua figura è ben vista sia dalla sinistra, che la vede come eroina del popolo tradita dal re e bruciata viva dalla Chiesa, che dalla destra, in quanto fervente cattolica e monarchica. In particolare l’estrema destra si è appropriata fin dai tempi dell’Action Francaise della sua eredità, poi trasferita al Fronte nazionale, che da oltre 20 anni organizza ogni primo maggio una cerimonia con manifestazione a Parigi.
“L’Historial vuole permettere a ciascuno di riflettere sulla nostra storia e al modo in cui si è scritta – ha proseguito Fabius durante l’inaugurazione – si tratta anche di preservare Giovanna d’Arco da ogni tentativo di appropriazione politica”. Il percorso espositivo, su 5 piani, tra cripta, cucine e vari saloni, comincia con una scenografia multimediale in 3d che riproduce i momenti più importanti del processo del 1456 di riabilitazione della donna. Poi si narra la vita della giovane, dalla nascita al momento in cui è diventata simbolo della resistenza francese nella guerra dei cent’anni. Beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, Giovanna fu proclamata patrona di Francia. Si passa poi al mito dell’eroina, con bronzi, oggetti dipinti, romanzi e locandine di film.

lunedì 23 marzo 2015

"Donatello svelato", capolavori a confronto in mostra a Padova

Sarà difficile non emozionarsi di fronte ai tre Crocifissi di Donatello esposti nella mostra allestita al Museo Diocesano di Padova da venerdì 27 marzo a domenica 26 luglio 2015.
Il termine “svelato” utilizzato nel titolo non è affatto casuale. Al centro dell’esposizione sarà infatti un Donatello che va ad aggiungersi al catalogo delle opere certe del maestro fiorentino, il Crocifisso della chiesa di Santa Maria dei Servi, antica chiesa padovana. Svelato nell’attribuzione ma anche nella sostanza perché grazie al recente restauro il grande Crocifisso è emerso in tutta la straordinaria finezza dell’intaglio e nella originale cromia: Padova ritrova un capolavoro che va ad aggiungersi alle altre opere che Donatello ha lasciato durante la sua permanenza in città (1443-1453), la statua equestre del Gattamelata, l'altare e il Crocifisso bronzeo per la Basilica di Sant'Antonio.
La mostra, ospitata nella scenografica Sala dei Vescovi, offrirà la storica occasione di ammirare riuniti per la prima volta tre grandi Crocifissi che Donatello produsse nel corso della sua vita: quello realizzato per la chiesa di Santa Croce in Firenze (1406-08) – oggetto di una celebre gara con l'antagonista Filippo Brunelleschi raccontata da Giorgio Vasari nelle sue Vite –, quello dei Servi e quello bronzeo della Basilica di Sant'Antonio (1443-1449).
Un'opportunità assolutamente unica e inedita di osservare da vicino i tre capolavori, leggendo attraverso di essi il percorso compiuto dall'artista dagli anni giovanili alla piena maturità.
Orari
tutti i giorni (esclusi i lunedì non festivi)
dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Biglietti d’ingresso
€ 5,00 intero
€ 4,00 ridotto
Visite guidate per gruppi
(massimo 25 persone)
€ 7,00 a persona
Per informazioni e prenotazioni
tel. 049 8761924/ 049 652855
www.museodiocesanopadova.it
info@museodiocesanopadova.it
www.facebook.com/donatellosvelato

venerdì 20 marzo 2015

Il sogno e la gloria. L’armeria di Frederick Stibbert attraverso i suoi capolavori

IL SOGNO E LA GLORIA
L’armeria di Frederick Stibbert attraverso i suoi capolavori
27 marzo6 settembre 2015
Museo Stibbert
Via Federigo Stibbert 26 - Firenze

La Mostra è un omaggio a Frederick Stibbert (1838-1906) e alla sua opera: lo straordinario Museo che porta il suo nome e che racchiude una delle più vaste collezioni al mondo di armi e armature antiche.
IL SOGNO E LA GLORIA, mette in mostra alcuni dei capolavori raccolti da Stibbert in tutto il mondo, attraverso un allestimento che non solo ne evidenzia la bellezza e le particolarità, ma introduce il visitatore nell’atmosfera culturale ottocentesca in cui nacque la visione, anche didattica, di questo eclettico collezionista.
Quindi non solo spade, pistole e armature cesellate e sbalzate, vere opere d’arte di famosi armorari italiani e stranieri, ma fanno parte della mostra anche oggetti, dipinti, schizzi e fotografie che testimoniano il gusto dell’epoca per il revival romantico della vita medioevale e documentano il profondo interesse di Frederick Stibbert per la storia del costume civile e militare.
Nell’ambito della mostra è stato ricreato anche uno dei laboratori dei tanti artigiani: orafi, armaioli, cesellatori, fabbri, e ebanisti, incaricati dei restauri e delle ricomposizioni delle collezioni, spesso veri artisti che aiutarono Frederick Stibbert anche nella realizzazione del grandioso impianto scenografico del Museo nei magnifici ambienti della sua villa di Montughi, come il sorprendente Salone della Cavalcata. In questi ultimi anni restaurato secondo il progetto originale, il Museo, che era stato ideato da Frederick Stibbert come un viaggio nel tempo e in paesi lontani, in cui ogni sala era stata costruita nell’intento di rievocare periodi storici e ambiti culturali diversi, si presenta di nuovo com’era nel 1884 quando venne visitato dai Duchi di Tek e da molti ospiti illustri tra i quali nel 1890 la Regina Vittoria, e in seguito tra gli altri anche Oscar Wilde, e Gabriele D’Annunzio. Il Museo Stibbert conta circa cinquantamila oggetti, e si articola in varie sezioni allestite su una superficie di più di tremila metri quadrati.
Il Museo Stibbert, una delle più ricche e preziose case-museo dell’ottocento esistenti, è stato creato a Firenze negli anni dell’Unità d’Italia, da Frederick Stibbert (1838-1906) come racconta la mostra IL SOGNO E LA GLORIA,  Museo Stibbert  (27 marzo - 6 settembre), che riporta l’attenzione su questo brillante collezionista, espressione della cultura europea ottocentesca, appassionato alla storia del costume civile e militare.
Educato a Cambridge, in linea con la tradizione della famiglia originaria dell’Inghilterra, amante delle arti, con una spiccata dote nel disegno, Frederick Stibbert, dandy raffinato e milionario, nel 1859 a ventun’anni poteva contare su un patrimonio di oltre cinque milioni di lire toscane, che a Firenze, dove era nato da madre italiana, Giulia Cafaggi, lo inseriva nell’élite più in vista della città.
Nipote di Giles Stibbert, Comandante della Compagnia delle Indie nel Bengala, Frederick, socio del Circolo dell’Unione e della Società delle Corse dei Cavalli, aveva una delle più prestigiose scuderie di Firenze, e presenziava tutti gli eventi artistici e mondani. Nel 1866 si arruolò nelle Guide di Garibaldi nella campagna del Trentino ed ebbe una medaglia d’argento al valore, ma alla vita militare preferì i viaggi, che gli permettevano di dedicarsi alle proprie collezioni di oggetti d’arte. E, come le varie sezioni della mostra: IL SOGNO E LA GLORIA rivelano, oltre alle armi e alle armature, c’erano i costumi, gli arazzi, i quadri che, come vediamo dai suoi taccuini, erano frutto di un attento studio fatto di schizzi e di disegni delle opere viste nei musei che orientavano la sua ricerca degli oggetti in giro per il mondo. Viaggiò in Russia, in Turchia, in Egitto in occasione della apertura del Canale di Suez nel 1869; negli Stati Uniti per l’esposizione di Filadelfia nel 1876, per il Centenario della Dichiarazione d’Indipendenza; senza contare gl’innumerevoli viaggi in Germania e in Francia, o a Londra, anche in estate per la season.
Frederick Stibbert epigono del proprio tempo, di quella cultura ottocentesca dalla visione romantica del Medioevo, non si contentava di collezionare, ma amava mettere in scena i costumi, le armature, le decorazioni che sfoggiava volentieri organizzando feste, manifestazioni storiche, o scenografie fotografiche, di cui vediamo numerosi esemplari eseguiti dal suo fotografo di fiducia Olimpio Galli. Ma fu anche capace di trasformarsi in abile fotografo lui stesso, così come seppe prendere in mano la realizzazione del Museo, non solo come ideazione, ma anche come allestimenti delle due ville appositamente riunite in sale e saloni magnifici, ognuno dei quali, realizzato nello stile del periodo e del paese che si voleva evocare per l’esposizione di oggetti di particolare fattura.
Nella creazione del suo Museo, Frederick Stibbert spese una fortuna, ma era anche un oculato uomo di affari, che non smise mai d’investire in avvedute operazioni finanziarie sui mercati europei, del vicino Oriente, ma anche nel settore delle ferrovie e dei monopoli e di altre attività che ebbero grande impulso con l’Unità d’Italia, moltiplicando il proprio patrimonio. Alla sua morte il 10 aprile 1906 Frederick Stibbert, cittadino britannico dal cuore italiano, grande amico di Guy Francis Laking, curatore dell’armeria del Castello di Windsor, citava come primo legatario dell’eredità museale il Governo Britannico, con l’obbligo di mantenere la collezione a Firenze e di istituire il Museo a suo nome. In caso di rinuncia sarebbe subentrato il comune di Firenze, come effettivamente accadde nel 1908.           
Il Museo Stibbert attualmente si compone di varie sezioni: Armeria Europea, Ameria Islamica, Armeria Giapponese, Quadreria, Porcellane, Costumi.
Museo Stibbert
Via Federigo Stibbert, 26 – Firenze
27 marzo – 6 settembre 2015
Orario: lun, mar e mer ore 10-14 / ven, sab e dom ore 10-18 / giovedì chiuso.
Biglietto: intero 8,00 euro / ridotto 6,00 euro / scuole 2,00
Biglietteria: 055.475520; biglietteria@museostibbert.it.
Info: 055.486049; www.museostibbert.it.

giovedì 19 marzo 2015

“LUCERIA 1269 - in castris in obsidione Lucerie”, mostra a Lucera (FG)

L’Associazione Storico Culturale “Imperiales Friderici II” presenta, con il contributo della Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo, e col patrocinio dell’Amministrazione comunale di Lucera, l’evento dal titolo:
“LUCERIA 1269 - in castris in obsidione Lucerie”
Mostra con Rievocazione storica sull’assedio di Lucera dal 1268 al 1269 che si terrà da sabato 21 a sabato 28 marzo 2015 presso il palazzo Cavalli – de’ Nicastri, sede del Museo Civico di Lucera.
L’evento sarà caratterizzato da una ricostruzione storica su base storico-scientifica ed avrà come oggetto la capitolazione dei saraceni, ultimo baluardo svevo/regnicolo del XIII secolo, ad opera delle truppe angioine; si prevede l’allestimento di situazioni altamente funzionali allo scopo di proiettare il visitatore convenuto nel 1268-69, nonché attività di didattica e divulgazione delle tematiche del periodo tardo svevo / primo angioino.
La mostra con rievocazione storica vuole ricordare ai convenuti sia l’importanza storica dell’assedio che ha visto la città contrapposta per diversi mesi a Carlo I D’Angiò che la breve e intensa storia della comunità musulmana al tramonto della dinastia sveva.
Il sig. Walter Di Pierro, nota personalità dalla pregnante e ferrea conoscenza della storia lucerina, il Dott. Michele Giardino, archeologo e Presidente dell’Ass.ne “Imperiales Friderici II”, il Dott. Alessandro De Troia, cultore di storia locale e Vice-Presidente dell’Ass.ne “Imperiales Friderici II”, con la collaborazione di Alessandro Strinati, socio responsabile della ricostruzione degli usi e costumi dei saraceni dell’Ass.ne “Imperiales Friderici II”, introdurranno l’evento illustrando i caratteri salienti del percorso didattico-divulgativo allestito con pannelli esplicativi “roll-up” e manichini. Al termine della Mostra con rievocazione storica saranno date esaustive dimostrazioni di carattere ricostruttivo.
Palazzo Cavalli – de’ Nicastri, sede del Museo Civico di Lucera
Orari evento dal 21 al 28 marzo 2015
Mattina: dal martedì alla domenica dalle ore 09,00 alle 13,00
Pomeriggio: dal martedì al sabato dalle ore 15,30 alle 19,30
Lunedì 23 marzo chiuso
Sarà cura da parte di tutti i figuranti e i rievocatori coinvolti evidenziare al pubblico l’aspetto divulgativo e culturale delle attività rappresentate, cercando di coinvolgerlo attivamente.
Si ringraziano per la partecipazione la Ditta “Riccardo Armature Medievali”, le Associazioni “I Cavalieri del Tau” di Altopascio (LU) e “Compagnia del Lupo Errante” di Montesilvano (PE).
NOTA BENE PER I NON RESIDENTI A LUCERA: l'ingresso alla mostra preusuppone il pagamento indispensabile del biglietto del museo della quota di 3€. Tale importo non viene percepito dall'associazione inerentemente la sua iniziativa ma è la quota che va corrisposta normalmente per l'ingresso alla struttura comunale. Con il pagamento di detto ticket, quindi, si ha diritto a visionare l'intero percorso museale + gli spazi espositivi della mostra "Luceria 1269".

mercoledì 18 marzo 2015

Leonardo da Vinci 1452-1519 a Palazzo Reale Milano

Leonardo da Vinci 1452-1519
Palazzo Reale, Milano
da mercoledì 15 aprile a domenica 19 luglio 2015
 
Leonardo da Vinci, uomo poliedrico e d’ingegno, talento assoluto del Rinascimento italiano, incarnò in pieno lo spirito universalista della sua epoca. Pittore, scultore, ingegnere, anatomista, musicista e inventore, fu attivo nei più disparati campi dell'arte e della scienza, ed è oggi considerato il più noto tra i protagonisti della cultura, non solo del Rinascimento, ma di tutti i tempi e di tutti i luoghi.
Da un lato l’estro, dall’altro una mente razionale, così Leonardo viene identificato con l’immagine del Genio, grazie alla sua abilità di saper spaziare in ogni campo del sapere umano del suo tempo: dagli studi di anatomia alla progettazione di macchine da guerra, dalla fisica alla filosofia, dalla botanica alle lettere, dalla pittura alla scultura.
Quale migliore occasione di Expo 2015, dunque, per dedicargli una monografica, la più importante mai organizzata in Italia. La mostra, promossa dal Comune di Milano e ideata e prodotta da Palazzo Reale e Skira Editore, in programma a partire da mercoledì 15 aprile 2015 (giorno che nel 1452 diede i natali all’artista) rappresenta un’occasione unica per ammirare e comprendere in una visione d’insieme la straordinaria complessità di questa figura come artista, pittore e disegnatore, e, in parte, la sua attività di scienziato e tecnologo, mai considerata nelle mostre sinora realizzate.
Dodici sezioni accompagneranno i visitatori a scoprire l’attività poliedrica del Genio, attraverso i suoi codici originali, oltre cento disegni autografi (di cui circa trenta dal celeberrimo “Codice Atlantico”) e un cospicuo numero di opere d’arte: disegni, manoscritti, sculture, incunaboli e cinquecentine provenienti dai più celebri Musei e Biblioteche del Mondo.
Significativo il numero di dipinti di Leonardo presenti in mostra: San Gerolamo della Pinacoteca Vaticana, Madonna Dreyfuss della National Gallery of Art di Washington, Scapiliata della Galleria Nazionale di Parma. Particolarmente importante, poi, il prestito di ben tre dipinti dal Museo del Louvre: Belle Ferronière, Annunciazione, San Giovanni Battista.
Un Genio universale, per un’esposizione universale, a celebrazione dell’indiscusso simbolo dell’arte e della creatività italiana, figura immediatamente riconoscibile dal pubblico internazionale, e simbolo anche di Milano e della sua attività eclettica nel campo delle arti, dell’industria e della tecnologia. 
ORARI
Lunedì: 14.30-19.30 
Martedì e mercoledì: 9.30-19.30 
Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica: 9.30-24.00
la biglietteria chiude un’ora e mezza prima