giovedì 23 ottobre 2014

"Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento" al Museo Poldi Pezzoli di Milano

Museo Poldi Pezzoli dal 7 novembre 2014 al 16 febbraio 2015
Questa straordinaria mostra ruota intorno al simbolo del museo, il celebre Ritratto di giovane donna dipinto da Piero del Pollaiolo intorno al 1470. Considerato uno dei massimi capolavori della ritrattistica fiorentina del Rinascimento, questo dipinto su tavola viene esposto, per la prima volta nella sua storia, accanto alle sue tre “sorelle.” Raccogliendo varie tipologie di opere - come dipinti, disegni, sculture, gioielli e ricami -, la mostra si propone di mettere in luce il talento a tutto tondo dei fratelli Pollaiolo, così come la diversità di tecniche sperimentate nella loro bottega. L’importanza di questa esposizione risiede non solo nella elevata qualità delle opere riunite, ma anche nel contributo all’eterno dibattito sulle questioni attributive. Fino ad oggi, infatti, i critici hanno espresso opinioni divergenti sulla divisione di mani delle opere tra i due fratelli. Visitando la mostra Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento, avrete l’opportunità di scoprire l’innovativa lettura critica proposta dai curatori. Mentre Piero viene presentato come l’assoluto maestro della tecnica pittorica, Antonio viene celebrato per il suo indiscutibile primato nella scultura e per l’ingegno delle composizioni. A corollario e a completamento della mostra sono previste molteplici iniziative diffuse sul territorio cittadino e rivolte a tutti. Esse consentono al pubblico di vivere approfondimenti legati al tema della bellezza femminile dal Rinascimento ad oggi. Tra le attività in programma sono previsti dibattiti e conferenze, spettacoli teatrali, itinerari speciali condivisi con i Musei della città, concerti e shooting fotografici. Questi ultimi – dal titolo “Ad ogni dama il suo profilo” - sono allestiti in alcuni luoghi simbolo della città e vedono impegnati protagonisti della scena nazionale accanto a giovani promettenti fotografi. Il pubblico femminile, invitato a disporsi di profilo, è protagonista di scatti che sono poi diffusi on line, sui media istituzionali del Museo e su alcune delle principali testate nazionali.
L’esposizione, a cura di Aldo Galli, professore di Storia dell’Arte Moderna all’Università degli Studi di Trento, e di Andrea Di Lorenzo, Conservatore del Museo Poldi Pezzoli, è realizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco (Main Partner), Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. Al fine di valorizzare i grandi capolavori esposti, l’allestimento curato dagli architetti Luca Rolla e Alberto Bertini sarà di grande impatto emotivo e favorirà un incontro attento ed insieme emozionante con le opere esposte.

venerdì 10 ottobre 2014

"Costumi, armature e fregi dell'età medievale" a Martina Franca (TA)

Sabato 11 ottobre 2014, alle ore 11.00, nella Sala Consiliare di Palazzo Ducale a Martina Franca (TA) sarà inaugurata la mostra "Costumi, armature e fregi dell'età medievale" curata dall'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme in collaborazione con il Comune di Martina Franca – Assessorato alle Attività Culturali.
La rassegna, esposta nelle Sale del Piano Nobile di Palazzo Ducale, sarà visitabile fino al 31 dicembre (dal lunedì al venerdì 9.00-13.00 e 16.00-19.00 e sabato e domenica 9.30-12.30 e 17.00-20.00).
La mostra tematica con manichini a figura umana, completi di costumi, giunge a Martina Franca, dopo essere stata allestita ad Asti e alla Reggia di Caserta, poiché la Famiglia Caracciolo ha annoverato nella sua genealogia, due cavalieri e un Gran Maestro di Campo, proprio dell'Ordine gerosolimitano.
"Queste istallazioni rappresentano un utile stimolo per approfondimenti storici, didattici e culturali. Un excursus storico, come una macchina del tempo virtuale, che affascinerà i visitatori immergendoli nei valori cavallereschi e umani, stimolando l'analisi di importanti fatti storici del territorio di Martina Franca attraverso le vite avvincenti di uomini e donne che ancor oggi sopravvivono al tempo nelle testimonianze delle loro gesta", sottolinea l'assessore per il Diritto allo Studio, Antonio Scialpi.

martedì 7 ottobre 2014

Voyager au Moyen-Åge

Da martedì 22 ottobre 2014 a martedì 24 febbraio 2015 al Museo di Cluny di Parigi, Museo Nazionale del Medioevo, si terrà la mostra dedicata al viaggio nel Medioevo, una approfondita retrospettiva che illustra un tema interessantissimo, concepita e offerta al pubblico con l’intento di mostrare itinerari e rotte, affrontati via terra o via mare, per motivi diversi, dal pellegrinaggio alle crociate. La mostra infatti vuole rendere testimonianza di un fenomeno sociale di grande importanza che è all’origine di contaminazioni e scambi, anche a livello di produzione artistica. Il viaggio è sempre occasione di conoscenza e i curatori della mostra hanno voluto in questo modo offrire un quadro di ampio respiro, mai affrontato finora, utile a ricostruire, attraverso le testimonianze materiali e le opere d’arte, una geografia umana e sociale.
Tra i partners principali di questa mostra figura il Museo Schüntgen di Colonia e il Bargello di Firenze, ma c’è anche il Museo Lia di La Spezia, che partecipa all’evento con il prestito di due prestigiosi oggetti, in accordo con la competente Soprintendenza. Si tratta di un rarissimo reliquario a forma di croce dell’VIII secolo, chiamato encolpion, parola che letteralmente vuol dire “in petto”, proprio perché questi oggetti, prodotti in genere in centri monastici copti e bizantini, erano portati al collo per mezzo di una lunga catena che faceva in modo che la croce cadesse proprio al centro del petto. Questa tipologia di oggetti si diffonde in Occidente a seguito dei Crociati, che li portano di ritorno dalle loro imprese, diffondendo l’uso, pur rarefatto, di questi preziosi quanto ambiti oggetti. Oltre all’encolpion a Parigi andrà anche un medaglione smaltato dell’inizio del 1300, sul quale è raffigurato San Giacomo con gli attributi classici del pellegrino, vale a dire il bastone, il caratteristico cappello e la bisaccia, circondato da sette conchiglie, suo simbolo principale: un oggetto del tutto esemplare, dunque, per testimoniare il pellegrinaggio a San Giacomo di Compostela, come è noto il più importante d’Europa.
Scarica il comunicato stampa in PDF con tutte le informazioni.

venerdì 3 ottobre 2014

"Imperituro. Renovatio Imperii" una mostra a Ravenna

A Ravenna è stata organizzata una mostra didattica, “Imperiituro”, allestita in collaborazione col Comune, la fondazione RavennAntica e la biblioteca Classense, ospitata da sabato 4 ottobre 2014 a martedì 6 gennaio 2015 nelle due sedi del museo Tamo e della Classense. La mostra si articola in diverse sezioni: Carlo Magno e l’Italia, Gli Ottoni, Ravenna e l’Italia.
Il ruolo della tradizione classica e la circolazione dei modelli in epoca ottoniana a Tamo, dove sarà illustrato il ruolo di Ravenna come punto di riferimento culturale per Carlo Magno nella sua impresa di trasformare Aquisgrana nella Roma secunda e poi per gli Ottoni, come dimostra il sito archeologico di San Severo a Classe. Sarà visibile l’antico pavimento proveniente dal sacello della basilica, restaurato dal laboratorio di restauro di RavennAntica, unitamente alla planimetria e a un modellino ricostruttivo della basilica stessa.
Alla biblioteca Classense, con il titolo Da Carlo Magno agli Ottoni, testimonianze documentarie, storiografiche, iconografiche, attorniati dalle immagini dei rappresentanti imperiali di età Ottoniana, saranno esposti nell’Aula Magna dell’antico monastero camaldolese, importanti e vetusti documenti della politica degli Ottoni a Ravenna. Saranno anche in mostra esemplari classensi delle prime testimonianze della storiografia ravennate e le immagini della città e dei suoi monumenti nell’opera di Vincenzo Coronelli. Per avvicinare i giovani ai temi del progetto, è stata organizzata una sezione della mostra, Disegnare il Medioevo che, lungo il Corridoio Grande della Classense, esporrà i lavori di alcuni illustratori realizzati per l’occasione e ispirati al periodo storico di cui si occupa “Imperiituro”. La mostra sarà accompagnata da una serie di eventi, fra cui un ciclo di conferenze (dal 9 ottobre).
La mostra Imperiituro è aperta al pubblico dal 4 ottobre fino al 6 gennaio 2015. Nella sede di Tamo (via Rondinelli) dal 4 ottobre al 2 novembre (gli orari poi cambieranno): tutti i giorni dalle 10 alle 18.30 (info 0544 213371, www.ravennantica.it). Alla Classense di via Baccarini da martedì a sabato 10 -17; lunedì e festivi chiuso (info 0544-482116,segreteriaclas@classense.ra). Per saperne di più: www.imperiituro.eu.

mercoledì 1 ottobre 2014

"Fanti, Cavalieri e Re" in mostra a Bologna

Fanti, Cavalieri e Re.
I soldatini raccontano Bologna e il Medioevo
Dal 3 ottobre al 9 novembre 2014 al Lapidario del Museo Civico Medievale di Bologna.
La mostra, realizzata dal Museo Nazionale del Soldatino e Figurino storico di Bologna "Mario Massaccesi" in collaborazione con il Museo Civico Medievale di Bologna, si pone l'obiettivo di ripercorrere la storia di Bologna tra il XII e il XV secolo e di ricostruire quello che contemporaneamente accadeva in Europa, attraverso i suoi personaggi più rappresentativi come Taddeo Pepoli o Giovanni II Bentivoglio. L'esposizione vuole fare rivivere la storia attraverso soldatini in miniatura che riproducono fedelmente le araldiche e gli stendardi delle famiglie nobili bolognesi, mostrando - attraverso ricostruzioni di scene realizzate con grande dovizia di particolari - come si svolgeva la vita nella Bologna Guelfa e in Italia nel periodo della battaglia della Fossalta (1249), evento che vide i Bolognesi prevalere sulle truppe dell'Imperatore Federico II di Svevia e decretò l'inizio del tramonto del Sacro Romano Impero. Sono ricostruiti inoltre lo sviluppo di Bologna e le vicende che stavano accadendo in quegli stessi anni nell'Europa attraversata e martoriata dalla guerra dei Cent'anni, guerra che si combatté per rivalità dinastiche e per supremazie territoriali. Sono inoltre esposti oltre duecento soldatini in miniatura, tra cui alcuni appositamente realizzati per l'occasione, costruiti e dipinti anche da campioni del mondo del settore, insieme ad altri provenienti da varie collezioni private italiane ed estere. È con questo spirito che si vuole regalare alla città una mostra unica ed esclusiva nel suo genere, per cercare di fare rivivere a tutti coloro che la visiteranno i colori e le vestigia di quegli anni.
La mostra è accompagnata da un ricco calendario di laboratori e visite guidate.
Inaugurazione venerdì 3 ottobre 2014 alle ore 17,30.

venerdì 19 settembre 2014

La Madonna di San Giorgio alla Costa in mostra a Lucca

Quello che il pittore fiorentino non ha mai fatto quando era in vita, avendo attraversato la Toscana in più occasioni senza però giungere a Lucca, lo farà ora, a distanza di settecento anni, con ciò che di più autentico, vivo e concreto alimenta i nostri giorni: la sua arte. Rivoluzionaria, senza tempo, capace di creare corpi veri e solidi nello spazio pur dipinti su una tavola o su un muro. Proprio come si presenta la Madonna di San Giorgio alla Costa, il capolavoro che il Comitato Nuovi Eventi per Lucca (organismo creato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dalla Fondazione Ragghianti) porta in città da sabato 4 ottobre 2014, nel giorno della Festa di San Francesco. Giotto in San Francesco, questo il nome della mostra, che vedrà protagonista un'unica opera dell’allievo di Cimabue, in esposizione per due mesi, fino all’8 dicembre 2014, nell'Oratorio di San Franceschetto, annessa al complesso monumentale dedicato al Santo di Assisi.
Giotto, unanimemente riconosciuto come il primo grande iconografo del Santo di Assisi e come il più diretto interprete artistico della poetica di fede, vita e sensibilità dell'Assisiate, realizzò quest’opera, databile intorno al 1295, negli anni della sua giovinezza. Il capolavoro del Duecento, proveniente dal Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte di Firenze, rimase coinvolto nell'attentato di via dei Georgofili nella notte tra il 26 e 27 maggio del '93. In quell’occasione la Madonna fu trafitta da una miriade di schegge di vetro, iniziando un lunghissimo percorso di restauro, affidato alle abili mani di Paola Bracco dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Oltre a neutralizzare buona parte dei danni provocati dall’esplosione, il restauro riuscì anche a eliminare completamente tutti i deleteri interventi da cui lo strato pittorico originale era stato coperto nei secoli. L’urgenza del restauro è diventata, in corso d’opera, anche l’occasione per una riscoperta e un approfondimento degli studi intorno ad uno dei capisaldi della pittura giottesca: uno dei recuperi più affascinanti e insperati, quasi un restauro di rivelazione alla “vecchia maniera”, comunque suffragato dal dispiego eccezionale di metodi di indagine modernissimi. Solo una piccola fenditura, nella spalla di un angelo “reggicortina”, è stata lasciata volontariamente a ricordare i tragici eventi di cui la tavola è stata ad un tempo testimone e vittima. Anche il supporto ligneo fu recuperato e risanato, sempre nei laboratori dell’Opificio, da Ciro Castelli, autore di vari e autentici miracoli ascrivibili alla storia del restauro moderno. Da quel giorno di maggio del 1993, la tavola più volte è stata richiesta da importanti musei d’Europa e d’Oltreoceano, ma per il nostro Paese, questa di Lucca è l’occasione per rivederla in tutto lo splendore dei colori ritrovati e in un luogo che ne esalterà la bellezza. A dicembre, infine, terminata l'esposizione in San Franceschetto, l’opera tornerà “a casa”, nel Museo Diocesano di Firenze, che riaprirà finalmente le sue porte dopo anni di forzata chiusura.

martedì 9 settembre 2014

Doni d'amore. Donne e rituali in epoca tardogotica e rinascimentale

Doni d'amore
Donne e rituali in epoca tardogotica e rinascimentale
A cura di Patricia Lurati
12 ottobre 2014 - 11 gennaio 2015
La mostra presenta al pubblico una selezione di oggetti preziosi che tra il XIV e il XVI secolo venivano offerti alla donna per celebrare il fidanzamento, il matrimonio e la nascita di un erede. In queste occasioni la cultura del tempo conferiva alla figura femminile, solitamente relegata all’ambito domestico, un ruolo fondamentale che le famiglie abbienti festeggiavano con fastose cerimonie e commissionando pregiati manufatti da offrirle in dono. Si tratta della prima manifestazione su questo tema. L’esposizione propone al pubblico i doni destinati alla figura femminile: dal cofanetto contenente piccoli oggetti in avorio e costose cinture, che il futuro sposo inviava alla giovane per suggellare il fidanzamento, ai gioielli e alle suppellettili, offerte dal marito e dal suo parentado il giorno delle nozze, fino a comprendere le stoviglie in maiolica utilizzate per servire alla puerpera il primo pasto rinvigorente dopo le fatiche, e lo scampato pericolo, del parto.
Tra i regali nuziali figurano anche cassoni - e fronti di cassoni dipinti -, arredi nei quali la sposa riponeva il corredo. Attraverso questi oggetti è possibile delineare una storia del ruolo della figura femminile in epoca tardogotica e rinascimentale e dei rituali che ne segnavano il passaggio da fanciulla posta sotto la tutela del padre a sposa assoggettata al marito. Tema dominante del percorso espositivo sarà la lettura delle valenze simboliche attribuite dalla società del tempo alle suppellettili realizzate per questi eventi.

Ad arricchire e rendere più suggestiva la rassegna è proposto l’accostamento con dipinti coevi nei quali i gioielli, i tessuti, i mobili, le maioliche presenti in mostra si trovano raffigurati, in modo da creare un dialogo stimolante.
Orari Martedì – Venerdì: 09.00-12.00 / 14.00-18.00 Sabato, Domenica e festivi: 10.00-12.00 / 14.00-18.00 Chiuso il lunedì (festivi aperto); 24 e 25/12. Altri festivi aperto. Ingresso: CHF 10.-/€8,70; ridotto (pensionati, studenti, gruppi): CHF 8.-/€7; gratuito per le scuole ticinesi; visite guidate su prenotazione anche fuori orario.