sabato 19 luglio 2014

“In punta di lancia e a fil di spada - Armi d'attacco e da difesa tra XII e XIV secolo”

L'Associazione Palio di Castelfranco Veneto avrà in gestione la torre civica, che diventerà un nuovo museo. La convenzione che avrà durata fino a fine anno è stata siglata con l’amministrazione comunale. A proporrla è stata l'associazione stessa, che organizzerà alla torre anche una mostra dedicata ad armi e attrezzature di epoca medievale. L'esposizione sarà inaugurata sabato 3 agosto e rimarrà aperta fino a domenica 2 novembre 2014, con possibilità di prolungamento. Il titolo dell'esposizione è “In punta di lancia e a fil di spada - Armi d'attacco e da difesa tra XII e XIV secolo”. Allestita nei piani espositivi della torre, sarà aperta al pubblico sabato e domenica con orario 10-13 e 15-19. «L'associazione si rende disponibile a garantire l'apertura della torre civica alle visite del pubblico a partire da metà luglio fino a inizio della mostra», spiega Sergio Gazzola, presidente dell'Associazione Palio, «gli spazi della torre verranno quindi allestiti nel periodo luglio-agosto quale luogo presidiato dalle guardie locali in periodo medievale, a cura del Gruppo Armigeri dell’Associazione Palio. Ci faremo carico, per l’intero periodo della gestione della torre civica, quindi della vendita dei biglietti il cui prezzo è già stabilito dall'amministrazione comunale, della sorveglianza e della guida ai visitatori utilizzando il nostro personale volontario che vedrà una ventina di giovani che si alterneranno per l'intero periodo. Sarà compito dell'associazione, dare una veloce formazione e informazione a chi assumerà questo ruolo. Previa prenotazione si potrà anche garantire le visite guidate di gruppi anche in giorni e orari diversi da quelli previsti». Il restauro della torre civica è stato completato l'anno scorso. «Con l’allestimento della mostra la torre apparirà come un percorso storico interessante tutto da riscoprire».

mercoledì 2 luglio 2014

"Petala Aurea" in mostra a Chianciano Terme (SI)

Ori bizantini e longobardi nelle terre di Siena. La mostra Petala aurea (“petali d’oro”, in riferimento alle decorazioni a sbalzo in lamina dorata) aprirà i battenti venerdì 4 luglio 2014 alle ore 18.00 nel Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme, presentando al pubblico circa cinquanta opere provenienti dalla collezione privata del Professor Luigi Rovati, appassionato collezionista di monete e reperti altomedievali.
Fino a domenica 28 settembre 2014, gli spazi del museo, già scrigno prestigioso capace di narrare la storia dei popoli etruschi, verranno arricchiti da rari pezzi di oreficeria dei maestri bizantini e longobardi, in un affascinante dialogo “multiculturale” con la collezione del museo.
La mostra, promossa e realizzata da Rottapharm|Madaus in collaborazione con Comune di Chianciano Terme e Fondazione Musei Senesi, propone una raffinata selezione di croci d’ambito longobardo e lamine sagomate di cultura bizantina, prevalentemente databili al VI e VII secolo e realizzate attraverso la lavorazione di sottili lamine e foglie d’oro, quindi utilizzate per decorare manufatti in legno, osso o avorio (come cassette o reliquiari), in cuoio (come cinture o borse) oppure tessuti (come abiti cerimoniali, coperte di uso liturgico, o infine sudari e veli funebri). Un repertorio iconografico che varia dai semplici motivi geometrici e vegetali, alle figure umane e animali, che perfettamente si raccorda alla collezione del museo e, in particolare, a un corredo funebre longobardo, fino ad oggi conservato nei depositi, rinvenuto pochi anni fa nel territorio di Chianciano Terme.
L’inaugurazione della mostra prevista per le ore 18.00 sarà preceduta, alle ore 17.30, dalla presentazione dei lavori di ristrutturazione, adeguamento e arredo del museo, del laboratorio di restauro e di Villa Simoneschi, ubicata sul lato opposto del museo, che insieme costituiscono il PACT ovvero il Polo Archeologico di Chianciano Terme: un complesso museale unico e completato grazie ad ARCUS Spa in collaborazione con Fondazione Musei Senesi.
5 luglio 2014 - 28 settembre 2014 - Inaugurazione 4 luglio ore 18.00
Museo Civico Archeologico – Chianciano Terme (SI)
Orari: aperto dal martedì alla domenica ore 10-13/16-19, chiuso il lunedì.
Ingresso libero incluso nel biglietto di accesso al museo (5 € intero, 4 € ridotto, gruppi 2,50 €)
Informazioni: tel. 0578 30471; 0577 530164

venerdì 27 giugno 2014

Tracce di Medioevo. Architravi incisi di Cannero Riviera e del Verbano

Il tema individuato per l’estate 2014 al Museo di Cannero è il Medioevo, epoca di cui il territorio cannerese conserva ricche testimonianze. A fare da filo conduttore e ad accompagnare la visita in museo per tutta l’estate sarà una mostra, che si inaugura sabato 5 luglio, dedicata a documentare gli architravi monolitici con incisioni dal titolo Tracce di Medioevo. Architravi incisi di Cannero Riviera e del Verbano”. Queste testimonianze, che caratterizzano con i loro segni, a volte anche enigmatici, le architetture medievali, vengono presentate attraverso schede descrittive e fotografiche, realizzate dagli Amici del Museo e dalla Rete Museale, nella persona della coordinatrice Elena Poletti, con la collaborazione scientifica di Fabio Copiatti, già autore di una pubblicazione specifica sulle incisioni medievali canneresi.
Un video, realizzato dal video maker Alessandro Tomarchio, accompagna il piccolo allestimento espositivo in museo.
L’inaugurazione della mostra, visitabile negli orari di apertura del museo (Luglio e Agosto: Martedì 10-12, Venerdì e Sabato 20-22) sarà accompagnata da una suggestiva passeggiata alle frazioni “alte” di Cannero alla scoperta degli antichi architravi incise con il seguente programma:
Sabato 5 luglio ore 15.00 ritrovo in Museo, attraverso antiche mulattiere salita alle frazioni di Donego, Ponte, Cassino, rientro alle ore 18.00 con inaugurazione di piccola mostra fotografica e aperitivo.
Gli approfondimenti sul Medioevo cannerese continueranno secondo il seguente calendario:
Venerdì 1 agosto ore 21.00: “Gli antichi portali incisi di Cannero e del Verbano”, conferenza con proiezione di Fabio Copiatti con la collaborazione di Elena Poletti.
Venerdì 8 agosto ore 21.00, “Museo in musica”, nel giardino del Museo concerto di musica popolare del gruppo musicale Quatrad, proveniente dal Ricetto di Candelo, con l’uso di strumenti musicali medievali.
Ricordiamo inoltre che tutti i martedì mattina di luglio e agosto a partire dal Museo visite guidate gratuite, anche in lingua straniera, al Parco agrumi con il giro del paese e particolare attenzione alle testimonianze medievali del centro storico cannerese.
INFORMAZIONI: Rete Museale Alto Verbano 0323 840809; museotattile@tiscali.it;; last minute 348 7340347.

domenica 22 giugno 2014

«C’era una volta una principessa» in mostra a Olbia

Una storia di amori e di battaglie è l’occasione per un tuffo nella profondità pressoché sconosciuta della Olbia medioevale. Un viaggio nel tempo lungo otto secoli, alle radici del Giudicato di Gallura. Una recherche affidata non a un libro di testo, ma a uno shooting fotografico che colpisce al cuore l’immaginazione e stimola la curiosità.
L’intuizione storica e artistica è del fotografo Giuseppe Ortu, ozierese di nascita ma olbiese di adozione, che dopo un lungo lavoro di ricerca storica (in collaborazione con l’associazione culturale ArcheOlbia) ha ricostruito attraverso una serie di immagini fotografiche un episodio cruciale di quel tempo: il matrimonio tra la tredicenne Elena De Lacon, giudicessa di Gallura, e il pisano Lamberto Visconti, celebrato nella basilica di San Simplicio nel 1207. Evidentemente non si tratta di una semplice storia d’amore, piuttosto il passaggio storico della Gallura del giudice Barisone I consegnata ai pisani proprio attraverso le nozze celebrate tra Lamberto ed Elena. Un matrimonio chiaramente politico che ha condizionato tutta la storia gallurese.
Il prodotto del lungo e impegnativo set fotografico allestito lo scorso aprile nella chiesa di Sant’Antioco di Bisarcio, a Ozieri (del tutto simile a quella di San Simplicio) è una serie di 16 immagini, impressionanti per l’ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi. Gli scatti oggi sono raccolti nella mostra «C’era una volta una principessa», inaugurata giovedì 19 giugno all’Olbia Expo, in via Porto Romano, 6, visitabile sino a domenica 6 luglio 2014 (tutti i giorni dalle 19 alle 24). In mostra anche un video girato proprio sul set e un libro-catalogo che raccoglie le foto e i contributi storici.
All’ambizioso progetto hanno partecipato circa 60 persone tra modelli, comparse, costumisti e truccatori. Gli interpreti sono stati selezionati in Gallura, nessun attore e nessun modello con esperienze di cinematografia o fotografia. Insomma, tutte persone comuni legate da un filo comune: si tratte di straordinari volti da Medioevo. Gli abiti storici e gli accessori sono stati selezionati e messi a disposizione dall’Associazione Giudicato di Torres, dalla Compagnia d’armi medioevali di Sanluri, dalla Sala d’armi Le 4 porte, più un bellissimo falco pellegrino addestrato dall’associazione Falconieri di Sardegna. Importante il contributo offerto da don Francesco Tamponi, incaricato regionale per la cura dei beni culturali ecclesiastici che ha autorizzato l’utilizzo di arredi, accessori e beni archeologici. Fondamentale, poi, l’apporto di esperti e appassionati di storia medioevale della Sardegna, come Gianfranco Saba.
«La mostra – spiega Giuseppe Ortu – si propone un obiettivo didattico: raccontare soprattutto alle giovani generazioni uno dei periodi più controversi e affascinanti del nostro medioevo. Attraverso le immagini fotografiche abbiamo cercato di evidenziare l’importanza del Giudicato di Gallura tra la Sardegna e la Toscana, ma allo stesso tempo sottolineare la condizione della donna nel medioevo e la religiosità del matrimonio. Abbiamo voluto descrivere gli abiti, le armi e persino le musiche del tempo proponendo una valorizzazione del territorio attraverso la sua storia e la sua cultura».

sabato 21 giugno 2014

Da Giotto a Gentile, pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento

Da Giotto a Gentile, pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento a Fabriano (AN) dal 25 luglio al 30 novembre 2014.
Un territorio apparentemente periferico, marginale rispetto ai tradizionali e acclarati circuiti del turismo culturale, un deposito vasto e inestimabile di capolavori artistici medievali in gran parte poco noti, in molti casi sconosciuti: Fabriano, le sue chiese millenarie, gli eremi che punteggiano l’affascinante paesaggio appenninico, costituiscono lo scenario nel quale si iscrive la mostra “Da Giotto a Gentile”. Una occasione imperdibile per ammirare affreschi, pale d’altare e sculture lignee dipinte, realizzate durante la lunga stagione gotica.
La mostra, che si aprirà al pubblico il 26 luglio e sarà ospitata presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli e in tre splendide chiese del circuito urbano, espone oltre 100 opere tra cui oltre a dipinti, pale d’altare, tavole, affreschi staccati, anche sculture, oreficerie rarissime, miniature, manoscritti, codici. Opere delicate e preziose, concesse in prestito dai più prestigiosi musei italiani e stranieri.
ORARI: 10.00-21.00; we 10.00 -23.00; lunedì mattina chiuso
BIGLIETTO: 9€ ridotto 6€
INFO MOSTRA e PRENOTAZIONI VISITE GUIDATE:  0732/042195
Tutte le info nel sito www.mostrafabriano.it.

domenica 15 giugno 2014

Jacopo del Casentino e la pittura a Pratovecchio nel secolo di Giotto

Jacopo del Casentino e la pittura a Pratovecchio nel secolo di Giotto
14 giugno19 ottobre 2014
Pratovecchio, Teatro degli Antei Orari
Lunedì-venerdì 15.00-19.00
Sabato-domenica 10.00-13.00 e 15.00-19.00
Info
Opera Laboratori Fiorentini, Ufficio
Firenze Musei: tel. 055 294883
www.pratovecchiocittadegliuffizi.it

Territorio ricco di storia, oltre che di bellezze naturali, il Casentino conserva ancora oggi molti capolavori d’arte medievale e rinascimentale che attestano i suoi stretti legami con Firenze, in virtù dei floridi commerci e dell’appartenenza dell’intera regione alla vasta diocesi di Fiesole. La mostra sarà la quattordicesima della collana “La città degli Uffizi” e si prefigge di portare all’attenzione del pubblico lo straordinario patrimonio d’arte locale, dialogando con i capolavori conservati nella Galleria degli Uffizi.
L’esposizione prende spunto dalla figura mitica di Iacopo di Landino, pittore nativo di Pratovecchio che Vasari identificava con quel Iacopo del Casentino, contemporaneo di Giotto, di cui la Galleria degli Uffizi possiede l’unica opera firmata, il piccolo trittico donato da Guido Cagnola al museo nel 1947. Sebbene nessuna opera del maestro rimanga sul territorio, le tavole del Maestro di Varlungo di Stia e di Romena, il trittico datato 1357 nella chiesa di Pagliericcio, gli affreschi di Taddeo Gaddi a Poppi, attestano l’esistenza di una fervente vita artistica che ha inizio già alla fine del XIII secolo e che proseguirà nella seconda metà del Trecento con le opere di Giovanni del Biondo, anch’egli di probabile origine casentinese seppure formatosi a Firenze nella bottega di Nardo di Cione.
Agli anni a cavallo fra la fine del secolo e l’inizio del ‘400 risalgono numerose testimonianze di pittura tardogotica riconducibili a maestri affascinanti e sofisticati come il Maestro della Madonna Straus, il Maestro di Borgo alla Collina, recentemente identificato con Scolaio di Giovanni, Giovanni Toscani, pittori che portano in Casentino le tendenze più alla moda della pittura fiorentina del momento rappresentate da Lorenzo Monaco e Gherardo Starnina. I polittici di Bicci di Lorenzo presenti in varie chiese del territorio e il finto trittico di Poppiena dipinto da Giovanni dal Ponte, che per la chiesa delle monache camaldolesi di Pratovecchio aveva eseguito una pala d’altare oggi alla National Gallery a Londra, attestano l’esistenza di rapporti privilegiati fra i committenti del luogo e alcune botteghe fiorentine, concludendo agli albori del Rinascimento il percorso espositivo, prima tappa di un iter artistico che prosegue nei decenni seguenti con documenti figurativi altrettanto straordinari.