mercoledì 3 febbraio 2016

"Da Zancle a Messina. 2016"

Venerdì 5 febbraio 2016, alle ore 12,00, sarà inaugurata a Villa Pace la mostra archeologica “Da Zancle a Messina. 2016”. L’esposizione, realizzata dalla Soprintendenza BB.CC.AA. in collaborazione con l'Università di Messina, resterà aperta fino al 28 febbraio 2016. L’Ateneo sarà scientificamente parte attiva nell’evento, attraverso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, insieme agli archeologi della Soprintendenza U.O. 5-Beni Archeologici e al Museo Regionale di Messina, che ha messo a disposizione reperti numismatici di pregio. Sarà l’occasione per presentare al grande pubblico le novità frutto delle ricerche condotte nel centro urbano. Il percorso, all’interno della Sala museale, è stato organizzato per temi (abitato, necropoli) e per epoche (età preistorica; greco-romana; medievale e moderna). Potranno essere ammirati 170 reperti, prevalentemente inediti, selezionati tra quelli più significativi e di maggiore pregio artistico e storico.
Il percorso dell’allestimento, organizzato in cinque grandi saloni, è stato pensato su più livelli di fruizione: per temi (abitato, necropoli) e per epoche (età preistorica; greco-romana; medievale e moderna). I ben 170 reperti esposti, prevalentemente inediti, sono stati selezionati dal team di archeologi della Soprintendenza tra quelli più significativi e di maggiore pregio artistico e storico.
Il visitatore potrà ammirare ceramiche di varie epoche, per esempio un raro cratere figurato di VII sec. a. C. di produzione euboica dall’abitato, e tre magnifici crateri figurati (V- IV sec. a.C.) dalla necropoli; oppure i modellini di imbarcazione del III sec. a.C. o la danzatrice dalla sepoltura di una bambina del II sec. a.C.; saranno esposti anche manufatti in bronzo ed elementi architettonici e decorativi.
Ci sarà poi una sezione dedicata alle epigrafi, con epitaffi funerari e anche due iscrizioni di eccezionale interesse: una dedica della prima età imperiale romana, probabilmente ad Orione, il mitico creatore della Falce e del Peloro, proveniente dallo scavo di via Geraci, e un eccezionale cippo miliare attribuibile all’età di Costantino, che viene da Pistunina, dal sito comunemente denominato “Villa Melania”.
Per quel che riguarda la sezione numismatica che fa parte delle bellissime collezioni del Museo Regionale, le tante monete esposte ci racconteranno la lunga, unica e prestigiosa storia della Zecca di Messina e la cosiddetta “circolazione monetale” che è stata documentata dai vari scavi archeologici.
L’esposizione si chiude idealmente con la sezione dedicata al periodo medievale e moderno, un ambito scientifico che in questi ultimi anni ha fatto registrare un’intensa attività di ricerca, con risultati di rilievo soprattutto nel campo delle produzioni ceramiche. E tra i reperti esposti ci saranno anche un catino della prima Età normanna, e un grande frammento dell’affresco del XIII secolo, che proviene dall’antica Chiesa di S. Giacomo.
La mostra resterà aperta tutti i giorni, con i seguenti orari: – lunedì-giovedì: dalle 9,00 alle 14,00; – venerdì-sabato: dalle 9,00 alle 18,00; – domenica: dalle 9,30 alle 13,30.

sabato 30 gennaio 2016

Chiese Romaniche dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea: Il progetto

Il progetto, ideato dall'Ecomuseo AMI, coinvolge un gruppo di comuni dell'area con l'intento condiviso di valorizzare il patrimonio delle chiese romaniche del territorio, realizzando un circuito culturale e turistico. L'iniziativa mira quindi a creare un sistema culturale diffuso e permanente che metta in rete le chiese romaniche attraverso una promozione e comunicazione unitaria, l'organizzazione d'itinerari specifici e l'apertura al pubblico dei siti coinvolti in giorni ed orari definiti. L'obiettivo generale è quello di innescare un forte processo di presa di coscienza del valore storico, culturale ed identitario di questi monumenti e, nello stesso tempo, del loro potenziale valore turistico e, dunque, economico.
Al momento sono presenti le schede di 13 edifici romanici del territorio, ognuna con notizie storiche, riferimenti, immagini, utili per programmare un itinerario tematico nel cuore del Medioevo.
Vai all'elenco delle Chiese Romaniche.

venerdì 29 gennaio 2016

“Bologna 1116. Dalla rocca imperiale alla città del Comune”

Al Museo Civico Medievale da venerdì 18 marzo a domenica 17 luglio 2016 nell'ambito delle celebrazioni per il IX Centenario della nascita del Comune di Bologna è in programma la mostra “Bologna 1116. Dalla rocca imperiale alla città del Comune”.
La mostra si propone di illustrare alcuni aspetti sociali ed artistici della città agli esordi delle sue istituzioni politiche e culturali. Particolare rilievo viene dato alla città delle Quattro Croci e al castello imperiale che i Bolognesi distrussero nel 1115 all'indomani della morte di Matilde di Canossa, signora delle città padane e toscane con vicariato imperiale. Il castello, di cui il Palazzo Ghisilardi (sede del museo) conserva alcuni notevoli resti murari in selenite, fu sede dei funzionari matildici che si opponevano al dinamismo politico ed economico della città, ormai da tempo avviata ad affermare l'autonomia comunale. Mentre si consumava anche il conflitto della Lotta per le Investiture, la ribellione dei Bolognesi fu ricomposta nel 1116 dall'imperatore Enrico V con un diploma che favorì indirettamente l'affermazione del Comune, di cui vengono tracciate le fasi istituzionali, fino all'apertura di Piazza Maggiore (1200-1201) e alla liberazione dei servi (1256). Una specifica sezione è dedicata anche alla storia dello Studium (Università), da Irnerio ai monumenti dei dottori presenti in museo.
L'esposizione, oltre a valorizzare il patrimonio presente in museo, si avvale di alcuni importanti prestiti, per portare all'attenzione dei visitatori significativi manufatti dei secoli XI, XII e XIII, tra cui sculture, armi, oreficerie, documenti e codici miniati. Museo Davia Bargellini “Il Senato bolognese” Un percorso fra i ritratti dei senatori della famiglia Bargellini esposti in museo, per evidenziare il ruolo delle famiglie senatorie bolognesi nel governo della città. Collezioni Comunali d'Arte “Palazzo d'Accursio centro del Governo” Un percorso negli ambienti monumentali del primo piano di Palazzo d'Accursio (Cappella Farnese e Sala Farnese) per ricostruire alcuni dei momenti salienti della storia della città, quali l'incoronazione di Carlo V e la presenza dei Pontefici e dei Legati in città.
Museo Civico Medievale
Via Manzoni, 4
40121 Bologna
tel. 051 2193930 - 2193916
fax 051 232312

lunedì 25 gennaio 2016

"Scacco al rischio! Fortuna, sventura, calcolo nell’assicurazione dal Medioevo ad oggi", mostra a Milano

San Bernardino da Siena, De contractibus et usuris
Da venerdì 29 gennaio a sabato 9 aprile 2016, lo Scalone Monumentale della Sala del Grechetto, alla Biblioteca Sormani di Milano, ospita una mostra che ripercorre 700 anni di storia dell’assicurazione, dal Medioevo a oggi.
L’esposizione, dal titolo "Scacco al rischio! Fortuna, sventura, calcolo nell’assicurazione dal Medioevo ad oggi", curata da Marina Bonomelli e Claudia Di Battista, organizzata da Fondazione Mansutti e Biblioteca Sormani, con il contributo di Fondazione Cariplo, presenta rari materiali come libri, polizze, targhe, manifesti, provenienti dalla Fondazione Mansutti di Milano, che conserva una collezione specialistica unica al mondo.
La rassegna ripercorre le tappe fondamentali di un viaggio che dalla Firenze di Giotto e Petrarca, passa dalla Spagna per arrivare alla fine del 1500 in Olanda e in Inghilterra, da dove l’assicurazione si è infine diffusa in tutto il mondo, per giungere alla contemporaneità.
Il percorso si sviluppa seguendo tre aree cronologiche.
La prima - Il Medioevo - si apre con la polizza di assicurazione più antica a noi pervenuta, stilata da un notaio genovese il 18 febbraio 1343, proveniente dall’Archivio di Stato di Genova. Nel Trecento, il ceto mercantile aveva raggiunto una notevole potenza economica e politica, fino ad allora sconosciuta. I rischi dei viaggi oltremare con l’Estremo Oriente e con le ricche colonie levantine si erano così sviluppati che si riteneva indispensabile trovare il modo di non annullare il guadagno ottenuto con trasferimenti così avventurosi.
L’intuizione dei grandi mercanti fiorentini e genovesi portò alla creazione di uno strumento che potesse trasferire il rischio della perdita di un carico o della stessa nave ad altri che fossero disposti a prenderlo su di sé al fine di ottenere, a loro volta, un’analoga copertura per le loro spedizioni. Questa pratica si diffuse rapidamente per tutto il Quattrocento, al punto da diventare vitale per il commercio, nonostante la Chiesa e suoi illustri teologi cercassero di definire i confini tra liceità dell’assicurazione e pericoli di usura.
Nella seconda sezione – L’età Moderna - si analizza quanto la diffusione della pratica dell’assicurazione necessitasse di una sistemazione unitaria realizzata attraverso leggi organiche e con l’apporto di giuristi che hanno dedicato a questa materia interi trattati. Sarà esposto, ad esempio, il Consolato del mare nell'edizione veneziana del 1549, il Tractatus De assecurationibus nella rara prima edizione di Pietro Santerna del 1552, il De mercatura di Benvenuto Stracca del 1622. Molto interessante è anche l’Ordonnance de la Marine, promulgata da Luigi XIV nel 1681. Tra le sue norme, ad esempio, vi è quella che vieta l’assicurazione sulla vita delle persone ma dà la facoltà di assicurare la vita degli schiavi che erano trattati alla stessa stregua delle merci trasportate sulla nave. Di importanza fondamentale per lo sviluppo della tecnica assicurativa è stato il contributo dato da importanti scienziati quale Jakob Bernoulli, autore del primo trattato sul calcolo delle probabilità, esposto in mostra nella rara edizione del 1713.
L’età Contemporanea, oggetto d’indagine della terza sezione, segna la definitiva affermazione dell’attività assicurativa, ora non più in mano a singoli mercanti, ma a compagnie dotate di elevate disponibilità finanziarie che si dedicarono alla copertura di rischi diversi da quelli marittimi. Dopo l’assicurazione contro l’incendio e sulla vita, la prassi si è estesa ad altri rami assicurativi destinati a coprire i nuovi rischi determinati dalla società in continua evoluzione tra cui il furto, gli infortuni, le malattie, la responsabilità civile, i trasporti.
Nel Novecento, la nuova forma di comunicazione pubblicitaria non lasciò insensibili le compagnie assicuratrici che coinvolsero, per reclamizzare i loro prodotti, alcuni dei maggiori artisti dell’epoca. La mostra offre un’ampia selezione di manifesti, creati da autori quali Boccioni, Dudovich, Metlicovitz, Hohenstein, Mucha e un centinaio di targhe-incendio originali di compagnie di assicurazioni.
Tra le rarità si segnalano il manoscritto membranaceo De contractibus et usuris di San Bernardino da Siena del 1470, polizze manoscritte e a stampa delle principali piazze italiane (Firenze, Venezia, Genova) strumenti di navigazione antichi, portolani e atlanti tascabili provenienti dalla Fondazione Mansutti e da collezioni private.
Un percorso virtuale interattivo, realizzato con il contributo scientifico e didattico di Forum-Ania Consumatori, riassume le fasi storiche del fenomeno assicurativo, offrendo ai visitatori l’opportunità di rivivere la mostra in formato digitale. Accompagna la mostra il volume “L’affascinante storia dell’assicurazione. Manifesti, libri, targhe, polizze”, pubblicata da Silvana editoriale.
Orari: lunedì-venerdì, 15.00-19.00; sabato, 9.00-13.00
Ingresso libero
Info: Tel. 02.87064280; bilbioteca@mansutti.it. 

giovedì 21 gennaio 2016

Genova nel Medioevo. Una capitale del Mediterraneo nell'età degli Embriaci

Genova nel Medioevo. Una capitale del Mediterraneo nell'età degli Embriaci, che si svolge al Museo di Sant'Agostino da sabato 19 marzo a domenica 26 giugno 2016. Una rassegna articolata a tappe per mostrare l'apertura della città al mondo orientale. Una storia che sarà ripercorsa attraverso quegli oggetti e quelle famiglie di mercanti, in questo caso gli Embriaci, che hanno intessuto rapporti con l'Oriente. In esposizione ci sarà anche il Sacro Catino, divenuto uno dei simboli della città. All'interno della Chiesa di Sant'Agostino ci saranno 200 opere orientali e occidentali, tra cui sculture, dipinti, manoscritti miniati, avori, tessuti, ceramiche, metalli e monete, per rivelare il complesso intreccio di rapporti culturali, politici e commerciali instaurati tra la Liguria, Bisanzio e i territori del mondo islamico tra XI e XIII secolo, che hanno reso la Repubblica una vera porta tra Oriente e Occidente.
Torre degli Embriaci nel centro storico di Genova
La Genova medievale, al tempo degli Embriaci, è al centro della mostra che espone documenti, oggetti-simbolo, pitture e sculture databili tra XII e XIII secolo. Troviamo presentati oltre cinquanta reperti provenienti dallo scavo della “Curia Embriacorum”, ma anche oggetti in avorio, manoscritti miniati, ceramiche, tessuti e arredi preziosi provenienti dal Mediterraneo e dal Mar Nero, a testimonianza dei fitti rapporti intessuti tra la Repubblica e il mondo islamico. La straordinaria ricchezza di apporti culturali che animavano la vita cittadina medievale, in uno dei periodi più emblematici della sua storia, è così presentata attraverso i manufatti e le opere d’arte. La mostra mette anche in evidenza gli influssi “esterni” sulla cultura artistica locale, sulla tipologia architettonica degli edifici e sulla struttura urbanistica della città di Genova, ma anche sulla vita quotidiana.

mercoledì 20 gennaio 2016

"Voci dalle pietre. Manufatti romani e bizantini" in mostra a Ferrara

Voci dalle Pietre, esposizione fotografica di marmi romani e bizantini finalizzata a presentare e a far conoscere le "antichità" romane e bizantine che Ferrara conserva: vi confluirono a partire dal momento in cui sorse la cattedrale.
Epigrafi funerarie variamente decorate, lastre con fregi floreali, un clipeo con il busto di una divinità classica e altro ancora, proveniente dai territori ravennati e veneti, furono murati nella nuova fabbrica.
Successivamente, vi furono trasferiti da Voghenza arredi sacri di manifattura orientale e alcuni sarcofagi ravennati divennero arche per illustri personaggi della comunità locale.
La Chiesa e l'Antiquaria (si veda, ad esempio, la stele di Aelia Regilla e L. Annius Decoratus, appartenuta al Baruffaldi, scoperta in Ferrara durante i lavori per la costruzione del castello, ora nel civico lapidario) furono i principali trait d'union con il passato.
Il numero delle "antichità" ferraresi si accrebbe con "arrivi" più recenti, quali il sarcofago portato dalla capitale nel palazzo delle Poste Italiane e il cippo funerario donato all'Università di Ferrara.
E' quindi giunto il momento di richiamare nuovamente l'attenzione su questi pezzi ripresentandoli alla città con una mostra fotografica e con alcuni incontri di approfondimento e di aggiornamento. Nel periodo compreso tra gennaio e marzo sul contenuto dell'esposizione e per una più incisiva conoscenza delle "antichità" e dei monumenti nei quali talune di esse sono murate; saranno tenute cinque conferenze con relatori, oltre all'arcivescovo di Ferrara-Comacchio Luigi Negri, gli studiosi Stella Patitucci, Sauro Gelichi, Paola Porta, Stefano Bruni.
La mostra, con le fotografie e con il commento che accompagna queste "pietre", spesso parlanti in virtù delle epigrafi che le corredano, intende rinnovare l'interesse su "pezzi" dal complesso e forse oggi da troppo tempo dimenticato significato storico e culturale.
L'esposizione si compone di 19 pannelli; in 17 sono presentate le 17 "pietre". Negli altri 2 pannelli, in uno viene presentata la pianta della città e il percorso che, partendo dalla cattedrale, consente di raggiungere gli edifici nei quali le varie "pietre" sono conservate e visibili: il Lapidario civico, Palazzo di Renata di Francia, basilica di S. Francesco, chiesa soppressa di S. Apollonia, monastero di S. Giorgio, Museo della Cattedrale, Palazzo delle Poste Italiane; e nell'altro i promotori della mostra: l'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, il Capitolo della Cattedrale, il Comune di Ferrara, l'Associazione Ferrariae Decus, la Deputazione Ferrarese di Storia Patria, il Polo Museale Emilia Romagna Ferrara, il Comune di Voghiera.
La mostra verrà inaugurata venerdì 22 gennaio 2016 alle h. 17,30 nel Palazzo Municipale di Ferrara (Salone d'Onore), e resterà aperta fino a venerdì 19 febbraio 2016; successivamente, sarà visibile prima nel Palazzo di Ludovico il Moro, sede del Museo Archeologico Nazionale e poi nel Comune di Voghiera.
Coordinatori della mostra sono la dott.ssa Fede Berti, il prof. Franco Cazzola, il dott. Francesco Guaraldi, l'arch. Michele Pastore, il dott. Aniello Zamboni.

martedì 19 gennaio 2016

“Da Otranto a Santa Maria al Bagno. 2000 anni di presenze ebraiche in provincia di Lecce”

“Da Otranto a Santa Maria al Bagno. 2000 anni di presenze ebraiche in provincia di Lecce”
Castello Carlo V di Lecce
La mostra nasce dall’idea di creare un percorso espositivo documentario che testimoni e faccia conoscere alla popolazione locale e ai turisti una interessante parte della storia del territorio salentino dai più ancora poco conosciuta. La presenza di comunità ebraiche nel territorio, attestata fin da età antica, come testimonia una stele funeraria del III sec. d.C. rinvenuta ad Otranto, ha avuto una funzione importante nello sviluppo economico e culturale del Salento in età medievale. Dopo una “scomparsa silenziosa” di alcuni secoli causata dagli editti di espulsione della monarchia spagnola, gli Ebrei ricompaiono nel Salento del secondo dopoguerra, in una realtà fortemente provata dal conflitto che, nonostante questo, li accolse in alcuni di campi di accoglienza istituiti in alcune delle più rimate località balneari.
La mostra racconta attraverso documenti, testimonianze e immagini una storia di convivenza e integrazione tra la popolazione ebraica e quella locale sia in età antica, ma ancora di più nel periodo recente, come dimostrano le numerose testimonianze lasciate da persone che nel transitare nel nostro territorio provenienti dai campi di concentramento, ricordano il Salento come una terra di “accoglienza”. Per questo motivo si è scelto di collocare la mostra nel periodo in cui si celebra la “Giornata della Memoria”, il cui intento è di “conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano più accadere”.
La mostra, allestita all’interno delle sale polifunzionali del Castello Carlo V, luogo simbolo della presenza ebraica medievale in città, si svolgerà da venerdì 22 gennaio a domenica 28 febbraio 2016.
La realizzazione della mostra, indirizzata a turisti, locali e soprattutto alle nuove generazioni si pone la finalità di approfondire tematiche relative alla tolleranza, l’inclusione sociale, la discriminazione, partendo dal presupposto che la conoscenza della storia, e ancora di più della storia del territorio in cui si vive, può aiutare alla comprensione e all’analisi critica del presente. A questo proposito l’esposizione risponde perfettamente alle finalità della legge 20 luglio 2000, n. 211 di istituzione del “Giorno della Memoria”.
La mostra è promossa dalla Cooperativa Theutra, con la collaborazione del prof. F. Lelli (Università del Salento), dell’Archivio di Stato di Lecce, dell’Arci Lecce, della Pro Loco Leuca, dell’Ass. Meditinere e della società A.R.Va e con il patrocinio di Comune di Lecce, Nardò, Tricase, Castrignano del Capo, Sogliano Cavour, Soleto, Otranto.
Castello Carlo V, Via XXV Luglio, Lecce
Orari: dal lun. al ven. 9.00 - 20.30 /sab. e dom. 9.30 - 20.30
Info, tariffe e visite guidate: 0832/246517
Biglietti:
Residenti a Lecce e Provincia: Intero:3 € , € Ridotto: 2 € , Bambini:2 €, Scolaresche/Gruppi:2 €
Non Residenti: Intero:5 € (Mostra+Ingresso al Castello), Ridotto: 4 € (Mostra+Ingresso al Castello), Bambini:2 €, Scolaresche/Gruppi:2 €.