martedì 3 maggio 2016

Bari XI secolo. Ricostruzioni

Il Museo Civico di Bari rende omaggio a San Nicola. È stata inaugurata lunedì 2 maggio la mostra “Bari XI secolo – Ricostruzioni”, visitabile sino venerdì 13 maggio 2016.  Le stanze del museo offrono un viaggio nella Bari del 1087, anno che cambiò per sempre volto e identità della città con l’arrivo delle reliquie del Santo patrono. 
In mostra tessuti, decori e trame degli abiti d'epoca realizzati dal costumista Luigi Spezzacatene.  Utilizzati per una mostra in sala Murat dal 2008 al 2011, sono stati indossati da figuranti in una serie di cortei storici, come ad esempio quello dello scorso anno diretto dal Sergio Rubini.
La Nouvelle Esthétique Académie  si è occupata invece di dare dei volti ai manichini che indossano i vestiti dell’epoca. Le foto, scattate da Michele Carnimeo durante la preparazione dei figuranti del corteo storico 2015, restituiscono emozioni e rendono ancor più entusiasmante il viaggio tra le sale del museo civico di Bari. “Non è stato facile – ha spiegato il Senior Executive, Marketing & Operations, Domenico Bellomo – , con il costumista Luigi Spezzacatene pensammo di caratterizzare i volti del vissuto quotidiano. Nel medioevo il trucco era destinato ai nobili e agli altolocati, perciò abbiamo svolto una ricerca approfondita”.
In questa mostra, al di là dei costumi, c’è un lavoro straordinario svolto dall’archeologo medievalista Francesco Sanseverino e dell’ingegner Vitantonio Vacca. Gli apporti scientifici hanno dato vita ad un plastico 3D attraverso il quale si può ammirare l’urbanistica di Bari in quell’epoca.
Si parte dal 1087 per analizzare tre momenti storici principali: il primo che coincide con la traslazione delle reliquie di San Nicola, il secondo che ha come riferimento il borgo ottocentesco murattiano ed infine il terzo che rappresenta la del futuro, quella oltre la stazione centrale.
“Questo piccolo grande esperimento del museo civico – ha dichiarato l’assessore alle Culture della città di Bari, Silvio Maselli – rappresenta un esempio di innovazione sociale: un luogo intorno al quale comunità diverse, provenienti ad esempio da città limitrofe, si aggregano per raccontarci e riannodare i fili della storia della nostra città”.

mercoledì 27 aprile 2016

“Misericordiae Vultus: La Bellezza della Misericordia in Terra di Lavoro”

In occasione del Giubileo straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco, il Museo Diocesano di Aversa organizza una Mostra storico-artistica dal titolo “Misericordiae Vultus: La Bellezza della Misericordia in Terra di Lavoro” (lunedì 2martedì 31 maggio 2016) con opere d’arte e documenti storici provenienti dal centro aversano e dalle chiese della diocesi normanna sul tema della Misericordia.
La presentazione alla stampa è fissata per venerdì 29 aprile 2016 alle ore 11:30 presso la sede della mostra (Museo Diocesano, Deambulatorio della Cattedrale, Piazza Duomo), mentre l’inaugurazione ufficiale è in programma lunedì 2 maggio alle ore 16:30.
Realizzata dall’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici, diretto da Mons. Ernesto Rascato, in collaborazione con le Soprintendenze Belle Arti e Paesaggio per le Province di Caserta, Benevento e Napoli, con il supporto logistico dell’Associazione In Octabo di Aversa, la rassegna iconografica dedicata al Volto della Misericordia offre un percorso storico artistico che va dal romanico all’arte moderna con numerose opere provenienti dal territorio della Diocesi.
L’itinerario è articolato in tre sezioni: Volto di Gesù Misericordioso, Maria Mater Misericordiae, Santi testimoni della Misericordia. La prima sezione offre una breve rassegna di opere: dal Santo Bambinello delle Cappuccinelle, dal Crocifisso catalano della Cattedrale, Crocifisso miracoloso della Trinità di Aversa, il Crocifissso di Lsuciano, da vari Ecce Homo, dipinti e statue come il Gesù Trasfigurato del Santissimo Salvatore di Casal di Principe, il Crocifisso bruciato di Grumo Nevano, dipinti come le Tavolette rinascimentali dello Spirito Santo di sant’Antimo. La seconda sezione presenta alcune immagini preziose per la devozione mariana e l’arte aversana: S.Maria Iconavetere di S.Maria a Piazza, la Galactrouphusa o Madonna Lactans da S. Francesco alla Villa, la Madonna della Strada da S. Maria delle Grazie, il tronetto con l’icona della Madonna di Casaluce proveniente dal monastero benedettino di san Biagio, la statua dell’Addolorata da San Filippo e Giacomo. La terza sezione presenta alcune figure emblematiche di Santi della Misericordia: alcuni busti d’argento come san Giuseppe e san Francesco dal Tesoro della cattedrale, alcuni dipinti come la Vocazione di Matteo di G.B.Lama della chiesa di S.Maria degli Angeli (pertinenza Tribunale Napoli Nord), san Rocco della Confraternita di san Rocco degli Agonizzanti; alcuni busti lignei come santo Stefano di Qualiano, san Filippo Neri, statue come santa Lucia da Santa Sofia di Giugliano in Campania, san Giuseppe Cottolengo da Trentola Ducenta. Una sezione a sorpresa offrirà testimonianze archivistiche con documenti storici e musicali sulle traccie della misericordia nel territorio diocesano.

mercoledì 20 aprile 2016

"Metope e leoni del Duomo nell’immaginario del Medio Evo" alla Galleria Civica di Modena

Mostri, bestiari e popoli favolosi. Metope e leoni del Duomo nell’immaginario del Medio Evo”. Questo è il titolo dell’incontro aperto a tutti con Giovanna Caselgrandi, direttrice dei Musei del Duomo, che si svolgerà giovedì 21 aprile 2016 alle ore 18,00 alla Galleria civica di Modena a Palazzo Santa Margherita, nell'ambito della mostra “Nino Migliori, Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena”, mostra visitabile gratuitamente fino al 5 giugno 2016.
Le fotografie di Nino Migliori donano un nuovo fascino ai “mostri di pietra” della Cattedrale: luci e ombre sollecitano la nostra immaginazione e attirano il nostro sguardo. Perché le cattedrali medievali erano “abitate” da animali reali e immaginari, da creature fantastiche e mitologiche? Perché non c’era timore a raffigurare ammalianti sirene e pericolosi draghi dentro e fuori le chiese? Queste domande trovano risposta nel significato che tali raffigurazioni rivestivano all’interno dell’immaginario simbolico del Medioevo.
La rassegna modenese è il risultato dell’ultimo progetto di ricerca sulla visione condotto da Nino Migliori, che consiste nel fotografare sculture romaniche utilizzando come unica fonte luminosa la luce di una candela, che rende viva l’immagine e vibrante la pietra corrosa dal tempo.
A Modena, in particolare, Nino Migliori ha fotografato i leoni stilofori del transetto della Cattedrale e, più recentemente, le otto metope, sculture attribuite al cosiddetto “Maestro delle Metope” (prima metà XII secolo) utilizzate originariamente per decorare le terminazioni dei quattro contrafforti della navata.
Stampate in bianco e nero, le immagini consentono di analizzare la figura e i dettagli delle singole sculture.
Attraverso l’analisi delle opere, e il loro confronto con i Bestiari, le Enciclopedie e le Mappe del mondo antico, questo ricco apparato di immagini e di simboli troverà nella lezione di Giovanna Caselgrandi, una lettura che rivelerà un Medioevo non stereotipato, fonte di stupore e di ammaestramento.
Le Metope originali sono visibili ai Musei del Duomo, via Lanfranco 6, da martedì a domenica 9,30 – 12,30 e 15,30 – 18,30. Lunedì chiuso - Ingresso ridotto (3 euro) presentando il biglietto rilasciato in sede di mostra I leoni stilofori fotografati sono visibili in Duomo da martedì a domenica dalle 7 alle 19 a orario continuato; lunedì dalle 7 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19.

lunedì 18 aprile 2016

Moda al Castello di Zumelle (BL)

"Moda al Castello: un salto tra abiti e accessori da Carlo Magno al Rinascimento" con l'esposizione di abiti e accessori curata da Sara Piccolo Paci, dal 23 aprile al 16 ottobre 2016.
Legato a questo evento, un workshop sulla sartoria e sulla cucina medievale il 24 aprile.
Per info e programma visita il sito ufficiale del Castello.

sabato 16 aprile 2016

"La superstizione del Medioevo", mostra a Altamura

Appena inaugurata presso la sede della Pro Loco Altamura, la mostra “Superstizione nel Medioevo”. Un evento che si inserisce nell’ambito della festa federiciana di città.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 25 aprile 2016, è a cura di Michele Tota. Disegni e opere di Giuseppe Dilena e allestimento di Oronzo Petronella. Inoltre per tutta la durata della mostra, in sede sarà esposto l’unicorno ad opera di Dilena.
L’ingresso è gratuito. Orari: 9.30-13.00; 17.30-21.00.

lunedì 4 aprile 2016

"Il Medioevo nei centri minori" mostra a Visso (MC)

VISSO - Palazzo dei Priori mostra "IL MEDIOEVO NEI CENTRI MINORI"
Il territorio marchigiano dispone di una straordinaria ricchezza di micro insediamenti e di beni culturali d'interesse architettonico e meritano di essere valorizzati e conservati partendo da una approfondita documentazione.
Nel Medioevo sono sorti molti insediamenti, alcuni di essi sono presenti nella provincia di Macerata con affascinanti testimonianze, una fra tutte il sistema difensivo delle torri, delle rocche e dei castelli.
Da sabato 16 a sabato 30 aprile 2016 a Visso si terrà una mostra con i lavori svolti dagli studenti del Corso di Rilievo della Scuola di Architettura e Design di Ascoli Piceno - Università degli Studi di Camerino, nei comuni di Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Castelraimondo, Fiuminata, Pieve Torina, San Severino Marche e Camerino finalizzati allo studio del paesaggio e alla valorizzazione dello sviluppo culturale dei centri minori.
Nello specifico nel centro di Visso si è svolto il rilievo dell’urbano, ovvero sono stati misurati e riprodotti i prospetti delle vie del centro storico, elaborate le viste assonometriche di vari settori urbani infine attraverso l’utilizzo del disegno tecnico e la rappresentazione a china sono stati riprodotti alcuni dettagli dell’urbano che identificano e caratterizzano il paese di Visso.
L'inaugurazione della Mostra avverrà SABATO 16 APRILE ore 17:30 presso PALAZZO DEI PRIORI , sede del Comune di Visso, e sarà aperta con ingresso libero dal Lunedì al Sabato dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

lunedì 28 marzo 2016

"Il Trecento a Morimondo" mostra al Monastero di Morimondo (MI)

Il Trecento a Morimondo
Frammenti di Storia
Domenica 10 aprile - domenica 4 settembre 2016
Non sempre i documenti d'archivio consentono una ricostruzione del passato che sia narrazione di eventi tra loro connessi. Spesso infatti quelle fonti risultano tra loro isolate e quindi prive di consequenza, uno scoordinamento dovuto alle vicende che interessarono l'archivio nel corso dei secoli, come distruzioni magari dolose, dispersioni per incuria e altro. Così si presentano oggi anche le pergamene del monastero di Morimondo risalenti al Trecento: già il loro numero – 177 – fa pensare a un impoverimento rispetto alla documentazione che dovette essere stata prodotta in quel secolo, anche considerando che le pergamene superstiti risalenti al Duecento sono 266 e pure esse denunciano lacune.
Tuttavia anche un documento isolato restituisce comunque un'immagine, per quanto circoscritta, del passato. Potremmo dire un fotogramma. E se quell'immagine non può generare il movimento proprio della narrazione mancando altri fotogrammi ad essa prossimi, la visuale può essere allargata con la ricostruzione del più ampio contesto in cui era inserito quell'accadimento documentato dalla pergamena considerata.
E questa è l'impostazione della presente esposizione: partire da un documento per cercare di ricostruirgli attorno il suo contesto storico, in un gioco di specchi per cui gli elementi presenti nella pergamena presa in esame ne richiamano altri esterni e nel contempo vengono da questi ultimi richiamati e magari giustificati. "Frammenti di storia", appunto, nel senso di frammenti che si cerca di ricondurre e ricomporre nel loro quadro storico.
La mostra sarà visitabile ogni sabato e ogni domenica dalle 15,00 alle 17,00.
Per informazioni e prenotazioni contattare la segreteria
Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo
tel 02 9496 1919 dal lunedì al giovedì ore 9:00 – 12:00
Web: www.abbaziamorimondo.it; E-mail: fondazione@abbaziamorimondo.it.