lunedì 1 giugno 2020

Riapre al pubblico il Museo Garda di Ivrea

Il Museo Civico Pier Alessandro Garda di Ivrea si prepara a riaprire al pubblico, mercoledì 3 giugno 2020, in piena sicurezza e nel rispetto delle misure indicate dal Governo e dalle Regioni. Nel periodo del lockdown le attività sono state curate dallo staff del Museo in modalità di lavoro agile, l'apertura al pubblico avverrà nei consueti giorni e orari. A variare saranno invece le modalità di accesso.
Gli ingressi saranno contingentati e così organizzati: chi desidera visitare il museo potrà farlo preferibilmente con prenotazione da effettuarsi via mail all’indirizzo musei@comune.ivrea.to.it; l’ingresso sarà consentito per un numero massimo di 5-6 persone alla volta, fino a un massimo di 40 persone con accessi scaglionati; i visitatori dovranno obbligatoriamente essere dotati di mascherine e guanti, mentre sarà a disposizione gel igienizzante all’ingresso del museo; l’accesso alla cassa sarà consentito a una persona alla volta.
Il Museo, secondo le indicazioni di un piano elaborato dal responsabile tecnico della sicurezza, si è dotato, in questi mesi, di tutte le misure previste per assicurare la massima protezione ai visitatori.  Il piano prevede tra l’altro la predisposizione di percorsi che permettono l’ingresso e l’uscita attraverso accessi differenziati. Le collezioni permanenti del museo: Archeologica, Orientale, Guelpa-Croff, Medioevo e Rinascimento torneranno così ad essere fruibili.
Il Museo continua ad essere attivo attraverso i suoi canali Facebook, Instagram e Linkedin, mentre sul sito www.museogardaivrea.it l’archivio digitale permette di ammirare centinaia di opere corredate da schede descrittive e di creare percorsi di visita tematici e personalizzati.

venerdì 29 maggio 2020

Schifanoia e Francesco del Cossa. L’oro degli Estens

Riapre Palazzo Schifanoia, anche se parzialmente, dopo il restauro architettonico post sisma grazie al quale il Salone dei Mesi e gli appartamenti del duca Borso offriranno una nuova esperienza di visita immersiva ed emozionale.
Per l'occasione è stata allestita l’esposizione "Schifanoia e Francesco del Cossa. L’oro degli Estensi" (2 giugno13 settembre 2020), una raccolta di opere di pertinenza dei Musei di Arte Antica connesse alla figura di Borso e una significativa selezione di “ospiti” legati all'Officina ferrarese.
Un viaggio tra le medaglie di Pisanello, le sculture di Domenico di Paris e di Guido Mazzoni, i colori dei miniatori estensi e dei pittori attivi nel – o influenzati dal – Salone dei Mesi, in confronto serrato con il protagonista di questo straordinario capolavoro: Francesco del Cossa (c. 1430-1478).
La visita alle sale avverrà secondo modalità previste per la prevenzione e il contenimento del virus Covid-19 nei seguenti orari di apertura:
dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19 (chiusura biglietteria alle 18.30) - Chiuso il lunedì. Info, biglietti e orari https://bit.ly/Schifanoia.

giovedì 28 maggio 2020

Musei civici di Mantova on line: il Virgilio in cattedra

Il Museo della Città di Mantova ha riaperto e vi aspetta a Palazzo San Sebastiano in questi giorni di primavera riscoprire dal vivo le sue collezioni. Lo stesso biglietto è valido anche per Palazzo Te.
Venerdì 29 maggio 2020
, uno dei nostri appuntamenti sul web sarà dedicato all’opera più simbolica per i mantovani: il Virgilio in cattedra conservato proprio in San Sebastiano.
Questa meravigliosa scultura medievale policroma era un tempo posta sull’arengario di Palazzo della Ragione a Mantova e molti studiosi concordano nel considerarlo il simbolo stesso della città. Virgilio, il più alto esponente della poesia latina, è il nume tutelare di Mantova, sua città natale, come indirettamente dimostrato anche dalla fitta presenza di questa stessa effigie nella monetazione comunale del XIV secolo.
Sarà possibile conoscere i dettagli e approfondirne la storia accendendo online ai canali istituzionali dei musei civici: www.palazzote.it, Facebook, Instagram (palazzotemuseicivicimn) e su YouTube (Musei Civici Mantova).

domenica 17 maggio 2020

A Padova riapre la mostra "A nostra immagine"

Inaugurata a metà febbraio, subito dopo chiusa, aperta e richiusa per il lockdown, mercoledì 20 maggio 2020 riapre al pubblico la mostra A NOSTRA IMMAGINE. Scultura in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio nelle Gallerie di Palazzo Vescovile di Padova, sede delle esposizioni temporanee del Museo diocesano (rimane ancora chiusa invece la parte museale con le esposizioni permanenti).
Le 21 sculture esposte nelle Gallerie del Palazzo per due mesi sono rimaste “sole”. Ora finalmente i visitatori potranno tornare ad ammirarle, nella loro bellezza e nella storia che raccontano, in totale sicurezza, grazie a un protocollo appositamente studiato sulla base delle Linee guida regionali sulla riapertura al pubblico di musei, archivi e biblioteche, che prevede l’accesso contingentato, la sicurezza dei locali, la possibilità anche di visite guidate in piccoli gruppi garantendo il distanziamento sociale, la necessità di indossare mascherina e guanti e di sottoporsi al controllo della temperatura corporea.
Da lunedì 18 maggio la segreteria della mostra sarà operativa telefonicamente al numero 049-8226159 per dare tutte le informazioni al pubblico e raccogliere prenotazioni e da mercoledì 20 maggio si ripartirà con il consueto orario da martedì a venerdì 10.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00; sabato, domenica e festivi 10.00 – 13.00 e 14.00 – 19.00, così almeno fino al 2 giugno, data prevista di chiusura dell’esposizione, mentre è ancora in fase di verifica la possibilità di una proroga.
A NOSTRA IMMAGINE Scultura in terracotta del Rinascimento Da Donatello a Riccio è il frutto di un progetto di restauro e di una campagna di ricerca che ha portato anche interessanti novità tra cui il ruolo centrale di un plasticatore di origine cremasca, Giovanni de Fondulis (a cui sono state attribuite definitivamente alcune terrecotte del territorio diocesano), e la vivacità della sua bottega padovana, rimasta attiva per oltre un ventennio nella seconda metà del Quattrocento. Ma la mostra ha portato anche nuove scoperte, tra cui la Madonna del monastero della Visitazione, che dopo la rimozione delle integrazioni ottocentesche e delle pesanti ridipinture, si è rivelata un capolavoro della tarda attività di Giovanni de Fondulis, e nuove attribuzioni, come la paternità a Pietro Lombardo, da parte dello studioso Francesco Caglioti, della Madonna proveniente dal Museo del Bargello, precedentemente attribuita a Antonio di Chellino.
«La mostra che siamo felici di poter finalmente riaprire dopo questa chiusura forzata – spiega il direttore del Museo diocesano Andrea Nante, ideatore e curatore dell’esposizione insieme al conservatore Carlo Cavalli – è il momento conclusivo di un progetto durato oltre due anni, durante il quale, con il sostegno della campagna Mi sta a cuore, sono state restaurate quattro opere del territorio diocesano, ora inserite nel percorso espositivo (escluso il Compianto di San Pietro conservato nella chiesa di San Pietro). Oltre che operazioni di recupero e valorizzazione, i restauri sono stati un’importante occasione di studio e conoscenza delle opere, uno studio che durante tutto il periodo del progetto si è allargato, per quanto possibile, all’intero patrimonio diocesano di terrecotte rinascimentali, con l’apporto fondamentale del lavoro di specialisti e di giovani studiosi. Il catalogo scientifico raccoglie gli esiti di questa ricerca storico artistica, e la mostra li rende visibili, facendo parlare direttamente le opere».
Il ricco catalogo della mostra, edito da Scripta edizioni, documenta tutta l’esposizione e il progetto culturale che la motiva. Acquistarlo direttamente al Museo diocesano è un modo per sostenere sia il percorso di recupero di opere del territorio, sia la mostra, tanto penalizzata da questi due mesi di chiusura forzata. Per quanti sono interessati ad acquistarlo, ma impossibilitati a raggiungere la mostra fisicamente, il catalogo può essere richiesto alla segreteria che provvederà alla spedizione postale.
La mostra A nostra immagine. Sculture in terracotta del Rinascimento DA DONATELLO A RICCIO è promossa e organizzata dal Museo diocesano di Padova e dall’Ufficio diocesano Beni culturali, con la collaborazione dell’Università di Padova – CIBA Centro per i beni culturali, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno, Padova e Treviso e ha il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Padova, Comune di Padova, Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana.
La realizzazione è stata possibile grazie al contributo speciale di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e ai contributi di Camera di Commercio di Padova, Fondazione Alberto Peruzzo, Fondazione Antonveneta, Ravagnan, Sirman, Confartigianato, dell’8per mille della Chiesa cattolica e di numerosi altri sostenitori.

martedì 7 aprile 2020

1338: Andrea e Guglielmo di Nascio, dal Catai ad Avignone

Fabrizio Benente
Nell'attesa di poter risolvere questa terribile emergenza e tornare così alla vita di tutti i giorni ecco che tra le molteplici iniziative che stanno spopolando in rete, tra dirette, collegamenti streaming e portali online, apre le proprie sale sul web anche il Museo Archeologico Lomellino.
E' già presente sul sito del Museo un primo racconto curato dal Prof. Fabrizio Benente su due imperdibili viaggi medievali. L'archeologo e docente presso l'Università di Genova ci porta dal nostro salotto di casa fino nel lontano e tenebroso Medioevo attraverso due storie da lui interpretate.
Il primo intervento è già disponibile sul sito del Museo Archeologico Lomellino e sulla pagina Facebook del Prof. Fabrizio Benente e ci riporterà nel 1338, alle vicende di Andrea e Guglielmo Di Nascio in viaggio dal Catai ad Avignone.
Le fonti avignonesi relative ad Andrea “Franco” da Nascio sono state ben segnalate, negli anni ’70, da Benjamin Kedar. Abbiamo un pugno di testimonianze che ci narrano la vicenda di Andrea e Guglielmo. Nasci, Naxi, Nassio è il nome con cui nei documenti d’archivio genovesi viene definita Nascio, in Val Graveglia, a partire dall’XI secolo. Sulla mobilità degli uomini di Nascio nel Mediterraneo medievale ha scritto poche e chiare pagine Geo Pistarino.
Per visualizzare il video clicca qui

lunedì 6 aprile 2020

Santa Maria della Scala di Siena “riapre” al pubblico grazie all’avatar Bernardino

Visitare il complesso di Santa Maria della Scala di Siena stando comodamente seduti sul proprio divano? Da oggi è possibile, grazie al nuovo BrainControl Avatar, il robottino che consente di muoversi all’interno degli splendidi ambienti museali dell’edificio senese anche a distanza.
Pensato inizialmente per assistere le persone con difficoltà motorie, permettendo loro di visitare “da remoto” il complesso, Bernardino – questo il nome dell’avatar – aiuterà in queste settimane di isolamento domestico tutti coloro che, desiderosi di arricchire il proprio bagaglio culturale, avranno voglia di godere delle bellezze presenti nel museo senza uscire dalla propria dimora.
Pilotando il robottino – una sorta di alter ego capace di muoversi a comando – sarà possibile passeggiare all’interno di alcune sale del museo, osservare gli oggetti esposti in maniera ravvicinata e interagire con la guida che accompagnerà l’utente all’interno del percorso. Per utilizzare il sistema basterà prenotare la propria visita in anticipo sul sito web del museo; i tour da remoto avranno luogo ogni martedì dalle 15,00 alle 18.00.
BrainControl Avatar rende i prestigiosi ambienti museali del Santa Maria della Scala sempre più inclusivi. E’ possibile regolare audio, video e altezza del campo visivo, per osservare meglio gli oggetti esposti o leggere le didascalie descrittive, rendendo l’esperienza veramente immersiva.
L’uso dell’Avatar è previsto il Martedì pomeriggio e le sale che attualmente è possibile visitare sono: Sale Mascioli (mostra Spannocchi), Pellegrinai, Cappella del Manto, Museo D’Arte per bambini.

mercoledì 4 marzo 2020

Taddeo di Bartolo alla Galleria Nazionale dell'Umbria

Taddeo di Bartolo, Santo Stefano. Museo di Palazzo Ducale, Gubbio
Da sabato 7 marzo a domenica 7 giugno 2020, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia sarà teatro di un eccezionale evento espositivo.
Per la prima volta si terrà un’ampia monografica dedicata a Taddeo di Bartolo (1362 ca. – 1422), una delle più significative presenze artistiche dell’epoca, in patria e non solo. Da vero e proprio maestro itinerante, infatti, egli trascorse buona parte della carriera spostandosi tra Toscana, Liguria, Umbria, e Lazio al servizio di famiglie politicamente ed economicamente potenti, autorità pubbliche, grandi ordini religiosi e confraternite.
La mostra, curata da Gail E. Solberg, la più accreditata studiosa del pittore, presenterà 100 tavole del pittore senese, in grado di ricostruire l’intera sua parabola artistica, dalla fine degli anni ottanta del Trecento fino al 1420-22, con prestiti provenienti da prestigiosi musei internazionali, quali il Louvre di Parigi e il Szépművészeti Múzeum di Budapest, e con la decisiva collaborazione di enti e istituti italiani.
Taddeo di Bartolo è stato il più grande maestro del polittico del suo tempo. La rassegna darà quindi particolare enfasi a questa forma d’arte sacra, grazie alla presenza di pale complete e di tavole disassemblate che, riaffiancate, consentiranno di ricomporre per la prima volta i complessi di appartenenza.
Per l’occasione, in un ambiente che ricreerà l’interno di una chiesa francescana ad aula, sarà ricostruito l’imponente apparato figurativo della ormai smembrata pala di San Francesco al Prato di Perugia, di cui la Galleria Nazionale dell’Umbria conserva ben 13 elementi. A questi si aggiungeranno le parti mancanti, finora individuate, come le sette tavole della predella raffiguranti Storie di san Francesco, conservate tra il Landesmuseum di Hannover (Germania) e il Kasteel Huis Berg a s’-Heerenberg (Paesi Bassi), e il piccolo San Sebastiano del Museo di Capodimonte a Napoli, che probabilmente decorava uno dei piloni della carpenteria.
Dal Palazzo Ducale di Gubbio giungeranno le otto tavolette, dipinte a tempera su fondo oro con figure di Santi, originariamente appartenute al polittico della chiesa eugubina di San Domenico. Questi lavori di Taddeo di Bartolo sono stati recentemente acquisiti dal MiBACT, che ha esercitato il diritto di prelazione riconoscendo in essi un eccezionale interesse storico-artistico, restituendoli così al patrimonio culturale della città.
La mostra documenterà inoltre le altre tipologie di opere, come gli stendardi processionali o le piccole tavole di devozione privata, consentendo una ricostruzione quanto più completa del suo catalogo.
Si tratterà quindi di una panoramica completa dell’arte di Taddeo, dalla prima opera firmata e datata – alla quale apparteneva l’Annunciazione del Kode Museum di Bergen (Norvegia) (1389) – fino alla Madonna Avvocata del Museo di Arte Sacra di Orte (VT), del 1420, passando attraverso prove capitali della sua carriera quali il polittico di Montepulciano, di cui si espongono le tre cuspidi, e l’imponente polittico della Pinacoteca di Volterra (PI).
Taddeo di Bartolo, San Tommaso, Museo di Palazzo Ducale, Gubbio
L’importante attività di Taddeo di Bartolo come frescante sarà illustrata da una ricostruzione video in 3D degli affreschi della cappella del Palazzo Pubblico di Siena, parte di un ricco apparto multimediale che si ripropone di documentare i restauri e le indagini diagnostiche eseguiti in occasione della mostra grazie al contributo della Galleria Nazionale dell’Umbria, e di illustrare l’altissima qualità tecnica e stilistica della produzione di questo grande maestro.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo scientifico bilingue (italiano e inglese) edito da Silvana Editoriale, contenente saggi di Gail E. Solberg, Emanuele Zappasodi, Veruska Picchiarelli, Donal Cooper e Alberto Sartore, Machtelt Brüggen Israëls, Christa Gardner von Teuffel, Daniele Costantini, Cristina Tomassetti ed Emanuela Massa. Inoltre, come è ormai consuetudine della Galleria, in occasione della mostra verrà realizzata anche una pubblicazione ad hoc per il pubblico dei più piccoli, una favola-racconto su Taddeo scritta da Carla Scagliosi, funzionario storico dell’arte della Galleria,  illustrata dalla disegnatrice Chiara Galletti ed edita da Aguaplano.
Per maggiori informazioni e programma completo clicca qui !