martedì 27 settembre 2016

"Orlando furioso 500 anni" mostra a Ferrara

Dal 24 settembre 2016 all'8 gennaio 2017 a Palazzo Diamanti, Ferrara.
Cosa vedeva Ludovico Ariosto quando chiudeva gli occhi? Quali immagini affollavano la sua mente mentre componeva il poema che ha segnato il Rinascimento italiano? Quali opere d’arte furono le muse del suo immaginario? A queste domande vuole dare una risposta la mostra organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte per celebrare i cinquecento anni della prima edizione dell’Orlando furioso. Concepito nella Ferrara estense e stampato in città nel 1516, il poema è uno dei capolavori assoluti della letteratura occidentale che da subito parlò al cuore dei lettori italiani ed europei. Più che una ricostruzione documentaria, l’esposizione sarà una importante rassegna d’arte vera e propria: una straordinaria narrazione per immagini che condurrà il visitatore in un viaggio appassionante nell’universo ariostesco, tra battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e incantesimi. I capolavori dei più grandi artisti del periodo – da Mantegna a Leonardo, da Raffaello a Michelangelo e Tiziano – oltre a sculture antiche e rinascimentali, incisioni, arazzi, armi, libri e manufatti di straordinaria bellezza e preziosità, faranno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato della Ferrara in cui fu concepito il libro e raccontando sogni, desideri e fantasie di quella società delle corti italiane del Rinascimento di cui Ariosto fu cantore sensibilissimo.
Mostra a cura di Guido Beltramini e Adolfo Tura, organizzata da Fondazione Ferrara Arte e MiBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

lunedì 26 settembre 2016

Legni preziosi. Sculture, busti, reliquiari e tabernacoli dal Medioevo al Settecento

Sarà Mario Botta a firmare l’allestimento della raffinatissima esposizione che la Pinacoteca Züst di Rancate, nel Cantone Ticino, dedicherà (dal 16 ottobre 2016 al 22 gennaio 2017) alla scultura lignea.
In mostra una cinquantina di pezzi (alcuni dei quali inediti) di qualità altissima e di suggestione altrettanto notevole. Provenienti da musei, chiese, monasteri del territorio ticinese, con poche eccezioni, questi autentici capolavori sono stati concepiti e creati, oltre che venerati, in queste terre.
Le opere giungono in mostra dopo essere state oggetto di una revisione e talvolta di restauri eseguiti grazie all’importante collaborazione dell’Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino. Sono Madonne, Cristi, Compianti, busti, polittici scolpiti e persino un Presepe, naturalmente ligneo, testimonianze assolute di una tradizione artistica che raggiunse spesso vertici europei.
Nelle sale della Pinacoteca Züst il pubblico potrà ammirare rari esempi di scultura lignea medievale, dal XII secolo al Tardogotico. La successiva sezione, riservata alle opere del Rinascimento, è di grande interesse non solo per la qualità estetica delle opere ma anche per le rilevanti novità critiche stimolate dagli studi condotti per questa esposizione. Molto interessante anche la presenza nel Ticino, e quindi in mostra, di opere di produzione tedesca, con spettacolari polittici scolpiti e dipinti. L’esposizione si completa nelle due ampie sezioni dedicate al Seicento e al Settecento. In esse, troveranno posto sculture a tutto tondo, statue vestite, busti, tabernacoli e il delizioso Presepio proveniente da Giornico.
La mostra è organizzata dalla Pinacoteca Züst e curata da Edoardo Villata, che è stato affiancato da un gruppo di lavoro formato da studiosi svizzeri e italiani i quali hanno anche steso i testi raccolti nel catalogo interamente illustrato: Lara Calderari, Laura Damiani Cabrini, Matteo Facchi, Claudia Gaggetta, Anastasia Gilardi, Claudio Premoli, Federica Siddi.
Per scaricare il pieghevole della mostra in formato PDF clicca qui !
Per seguire la pagina Facebook della Pinacoteca Züst di Rancate clicca qui !

sabato 24 settembre 2016

Via Francigena Entry Point a Lucca

Aperto venerdì 23 settembre 2016 e presentato a stampa locale ed istituzioni, lo stabile della Casa del Boia, interamente e definitivamente rinnovato, e che va quindi a chiudere il completamento del complesso denominato Via Francigena Entry Point, composto dal Museum, appunto presso la Casa del Boia (o qual si voglia dire, Casa del Maestro di Giustizia), e l' Hospitality, presso la casermetta del baluardo di San Salvatore, che dopo anni di degrado, e dopo mesi di restauri, l'opera risanata, può oggi definirsi finalmente pronta per essere aperta a tutti i visitatori, turisti e/o pellegrini della via Francigena.
Il piano terra dello stabile, con accesso da via dei Bacchettoni, presenta la magnificenza dei sotterranei con le sue bellissime volte in pietra a vista, dove, sulla verticalità delle pareti vengono proiettati spettacolari  video illustrativi in 3d, che raccontano la storia del percorso che i pellegrini, nel corso dei secoli, hanno intrapreso, passando da Lucca. Passando per la reception, salendo le scale o prendendo l'ascensore, al piano superiore, si entra dentro lo stanzone di un'altra aula didattica multimediale, dove sono presenti grandi schermi touch screen che consentono di ammirare filmati esplorativi dei percorsi che da Canterbury portano a Roma. I video illustrativi sono visibili in quattro lingue, e l'utente può scegliere se visitare il percorso medioevale o moderno, con addirittura filmati adatti ai più piccoli. Tra le funzionalità digitali del piano primo, è presente anche una simpatica osteria virtuale, animata da un altrettanto virtuale oste che elenca la scelta delle pietanze di cui all'epoca si cibavano i pellegrini, ed una colonnina elettronica con video, che facendo percorrere al visitatore alcuni metri del corridoio della stanza, calcola il tempo che questo può impiegare nel coprire tutti i km della via francigena, per finire poi con l'immancabile schermo che dipinge e racconta la storia di Lucca. Tutto questo impianto museale digitale, - sostiene uno dei realizzatori -  è in grado di trasferire buona parte delle vere emozioni, a chi non ha mai intrapreso il cammino francigeno. Al piano secondo invece, la sala conferenze, che ospiterà mostre e dibattiti inerenti il cammino del pellegrino.
Stamani viene esposto solo una piccola parte delle funzionalità – ha  spiegato Gabriele Tabarrini, uno degli appartenenti al team di imprese che ha preso parte ai lavori di realizzazione dell'impianto museale – il resto con l'apertura ufficiale del 22 ottobre prossimo. La Casa del Boia resterà aperta, infatti, fino al giorno 21 ottobre con ingresso libero aperto a tutti.
Nel mese di settembre, il museo sarà visitabile per l'ultimo weekend, il venerdì dalle 15.30 alle 18.30, il sabato dalle 10 alle 13 e la domenica dalle 15.30 alle 18.30. Nel mese di ottobre, invece, il sabato dalle ore 10 alle 13, e la domenica dalle ore 15.30 alle 18.30.
Dal giorno 22 ottobre 2016, la Casa del Boia, sarà accessibile previo pagamento del biglietto di ingresso. Nei giorni feriali, solo su appuntamento. Per informazioni e prenotazioni, telefonare al 0583.496554 o visitare il sito www.viafrancigenaentrypoint.eu.

giovedì 22 settembre 2016

"Barbare Presenze" al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo

Il Museo dei Grandi Fiumi aspetta numerosi visitatori in occasione delle giornate del patrimonio. Sabato 24 e domenica 25 settembre 2016 alle 10.30 e alle 16.30, si terranno le consuete visite guidate alle 5 sezioni museali. Il costo per la visita guidata è di 3 euro a persona (oltre al biglietto d’ingresso).
Le attività proseguiranno anche per la Notte europea dei ricercatori. Il Comune di Rovigo-Museo Grandi Fiumi e Aqua organizzano per venerdì 30 settembre 2016 alle 21.30, “Barbare presenze”. Valeria Cobianchi condurrà i visitatori in un coinvolgente percorso all’interno della sezione medievale del Museo dei Grandi Fiumi, tra dati archeologici, living history e archeologia sperimentale, alla scoperta della cultura barbara nell’Altomedioevo.
La visita guidata propone ad un pubblico, massimo 25 partecipanti, un nuovo percorso che, partendo dai materiali presenti nelle teche, intreccia i dati archeologici e storici con quelli dell’archeologia sperimentale e della living history. Saranno allestiti all’interno della sezione Medioevo del Museo dei Grandi Fiumi quattro punti focali relativi a un preciso aspetto della vita e della cultura barbara nell’Altomedioevo. 
In particolare due manichini illustreranno l’abbigliamento maschile e femminile concentrandosi sulla foggia degli abiti, il tipo di tessitura e le fibre vegetali utilizzate; i colori, la tipologia dei tessuti e gli oggetti appartenenti al corredo completano la ricostruzione di un abito altomedievale, inteso anche come indicatore di status sociale e benessere economico.
Il terzo punto focalizzerà l’attenzione sull’alimentazione altomedievale: dalla lista della spesa alle diverse modalità di preparazione e cottura dei cibi, dalle stoviglie utilizzate al nuovo modo di stare a tavola.
Il quarto e ultimo punto riguarda l’artigianato nell’Altomedievo e mette in luce gli aspetti tecnici riguardanti la lavorazione della ceramica, il vetro e l’oreficeria.
Il biglietto d’ingresso è gratuito fino ai 6 anni, ridotto a 2 euro dai 6 ai 18 anni, over 65 e gruppi di almeno 20 persone, intero 4 euro dai 18 ai 65 anni. Per i gruppi familiari composti da uno o due genitori con figli fino a 18 anni l'ingresso per i figli è gratuito.

mercoledì 21 settembre 2016

"Mindful Hands. I capolavori miniati della Fondazione Giorgio Cini" mostra a Venezia

Si intitola Mindful Hands. I capolavori miniati della Fondazione Giorgio Cini la grande mostra in programma sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia dal 17 settembre 2016 all’8 gennaio 2017, prodotta da Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con Studio Michele De Lucchi e Factum Arte, realizzata grazie al supporto di Helen Hamlyn Trust e con il contributo di Pirelli. Verrà esposta per la prima volta dopo oltre 35 anni più della metà di una delle collezioni più importanti e preziose custodite dalla Fondazione Cini: la raccolta di 236 miniature acquisita dal conte Vittorio Cini tra il 1939 e il 1940 dalla Libreria Antiquaria Hoepli di Milano e donata alla Fondazione nel 1962. In mostra il pubblico potrà ammirare una selezione di oltre 120 delle miniature più significative e importanti della collezione, e un nucleo scelto di pregevoli codici miniati. Curatori scientifici del progetto sono Federica Toniolo, docente di Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Padova, Massimo Medica, direttore del Museo Civico Medievale di Bologna, e Alessandro Martoni, Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, che hanno curato anche la catalogazione scientifica dell’intera raccolta
La collezione di miniature di Vittorio Cini rappresenta una delle più importanti raccolte al mondo di questo genere, formata da pagine e iniziali miniate ritagliate, per lo più provenienti da libri liturgici (graduali e antifonari), paragonabile sia per tipologia che per qualità a collezioni come la Wildenstein custodita al Musée Marmottan di Parigi o quella di Robert Owen Lehman Senior, fino a pochi anni depositata al Metropolitan Museum di New York. La collezione Cini è rappresentativa delle principali scuole italiane di miniatura e raccoglie le creazioni di alcuni dei più importanti miniatori attivi tra XII e XVI secolo.

lunedì 19 settembre 2016

Matilda di Canossa. La donna che mutò il corso della storia

Presso Casa Buonarroti a Firenze rimarrà aperta fino a lunedì 10 ottobre 2016 una mostra che illustra, in occasione della ricorrenza del nono centenario della morte di Matilde di Canossa (1046-1115), gli eventi straordinari della lunga vita di questa figura di donna. E’, nell’immaginario collettivo, la protagonista della così detta “Umiliazione di Canossa” del 1077, quando, nel traumatico scontro della “lotta per l’investitura”, lo scomunicato Enrico IV è rimasto in lunga attesa, nelle vesti di penitente, inginocchiato e a piedi nudi nella neve davanti all’entrata del suo Castello di Canossa, implorante il perdono del Papa Gregorio VII, alleato di Matilde.
E’ significativo che questo evento culturale si svolga a Firenze, città a lei molto cara, dove abitò dagli 8 ai 22 anni e nel 1078 fece costruire la “cerchia antica” delle sue mura di dantesca memoria. La fama di Matilde ha contagiato lo stesso Michelangelo, poiché in una sua leggendaria biografia del 1553 si legge: “Michelangiol Buonarroti, pittore e scultore singolare, ebbe l’origin sua da’ conti da Canossa, nobile e illustre famiglia di Reggio si per virtù propria e antichità, si per aver fatto parentado col sangue imperiale…donde ne nacque Matilda, donna di rara e singular prudenza et religione” E’ una leggenda alla quale Michelangelo ha sempre prestato fede, convincendo non pochi suoi contemporanei e tra questi il conti Alessandro Canossa, che in una sua lettera dell’ ottobre 1520 definiva l’artista fin dall’indirizzo “parente onorando”. L’esposizione vuole inoltre dimostrare quanto Metilde sia ricordata ancora oggi, non solo nei luoghi canossiani, ma anche nelle altre città dove aveva donato fondi e terreni per la costruzione e il rinnovamento di “cento chiese”, tra cui Lucca, Mantova, Pisa, Volterra e Modena, quest’ultima con le famose sculture di Wiligelmo. Teologi, giuristi, poeti, chierici e artisti, frequentavano la corte di Metilde, certamente la più importante del suo vasto territorio che si estendeva dal Tirreno all’Adriatico da Mantova a Tarquinia. A Canossa Matilde creò un’officina di artigiani, scribi e miniatori. Lo testimonia in mostra alcuni pregevoli esempi, tra i quali il “Psaterium Davidicum” databile 1090-1100 e le “Orationes sive meditationes” di Anselmo d’Aosta, contenenti un ritratto della Contessa. La vitalità della corte metilica è dimostrata tra l’altro dalla splendida “Croce astile” in oro, cristalli e gemme proveniente dal Museo Civico di Modena. Si possono ammirare numerosi capolavori d’arte medioevale e documenti originali prestati da musei e istituzioni italiane e straniere; antiche miniature contenute in manoscritti dell’epoca, ma anche opere più vicine ai nostri tempi come il bozzetto per la tomba della Contessa in San Pietro e una sua graziosa statuetta bronzea del Bernini.

venerdì 16 settembre 2016

“Le confraternite di Misericordia” Mostra diffusa

La Diocesi di Tortona, in collaborazione con il Gruppo FAI di Novi Ligure ed il SIPBC delegazione del Tortonese e con il patrocinio del Comune di Novi Ligure, propone l’evento “Le confraternite di Misericordia”.
Partendo dal tema dell’anno giubilare della Misericordia l’evento culturale sarà occasione per raccontare la storia di alcune Confraternite diocesane, valorizzandone il ruolo che le ha caratterizzate sin dalle origini come prime dispensatrici di opere di misericordia.
L’iniziativa si inserisce all’interno del più ampio progetto, denominato ‘Città e Cattedrali’, che vede la partecipazione di diversi soggetti: la Consulta Regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta, la Fondazione CRT, la direzione Regionale Mibact, la Società Arcus, la Regione Piemonte e le Diocesi delle due regioni coinvolte. Obiettivo comune è la valorizzazione del patrimonio ecclesiastico delle regioni Piemonte e Valle d’Aosta tenendo aperti i beni, garantendone la fruibilità e l’accoglienza.
Sabato 17 settembre 2016, alle ore 11, nel settecentesco Oratorio della Misericordia di Novi Ligure sarà inaugurata la mostra temporanea “Le Confraternite di Misericordia”, mostra diffusa che già dallo stesso pomeriggio vedrà in contemporanea l’apertura di diversi luoghi: il Museo Diocesano di Tortona, gli Oratori di San Rocco e San Carlo a Tortona, l’oratorio della Maddalena a Novi Ligure, gli Oratori dei Bianchi e dei Rossi di Serravalle Scrivia, il Museo d’Arte Sacra di Rocchetta Ligure, l’Oratorio di San Rocco a Casalnoceto.
All’inaugurazione saranno presenti mons. Mario Bonati, Vicario della Diocesi di Tortona; Rocchino Muliere, Sindaco di Novi Ligure; Massimo Bianchi Consigliere della Fondazione CRT; Maria Cattaneo Leonetti, Presidente Regionale FAI Piemonte; don Gianluca Popolla, Delegato per i Beni Culturali Ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta; Fulvio Cervini, professore di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università di Firenze (già funzionario di zona della Soprintendenza Piemonte).
L’Oratorio della Misericordia, chiuso al pubblico da tempo, è stato riaperto solo quest’anno per la prima volta durante le Giornate FAI di Primavera, grazie alla collaborazione tra la Diocesi e il Gruppo FAI di Novi Ligure; era sede della Confraternita Orazione e Morte, che aveva come compito quello di dare sepoltura a coloro che non potevano essere tumulati nei cimiteri consacrati.
Oggi spoglio di ogni arredo (le tele recuperate sono custodite presso i locali della Diocesi di Tortona per motivi di sicurezza) diventa oggetto di valorizzazione e luogo espositivo temporaneo in questa parte del Piemonte, appartenente alla Diocesi tortonese, ma storicamente e culturalmente ligure anche nelle sue tradizioni, come quelle legate alle confraternite.
In questa occasione, all’interno dell’Oratorio della Misericordia saranno esposti alcuni abiti delle confraternite, stendardi e bastoni processionali; saranno ricollocate nelle loro sedi originarie le riproduzioni di alcune tele facenti parte dell’arredo originario della chiesa; attraverso dei pannelli didattici verrà ricostruita la storia e l’attività delle Confraternite diocesane, in qualità di primi enti dediti alle opere di misericordia.
Nel periodo di apertura della mostra, dal 17 settembre al 30 ottobre 2016, le scuole saranno coinvolte attraverso visite guidate, svolte dai volontari del FAI, e laboratori didattici gratuiti appositamente studiati.
In contemporanea la Diocesi propone un’esposizione temporanea, all’interno del suo percorso permanente presso i locali del Museo Diocesano di Tortona, di documenti provenienti dall’Archivio Storico Diocesano e dagli archivi delle confraternite.
La mostra sarà aperta al sabato e alla domenica sino al 30 ottobre con orari differenti nei diversi siti.
Per informazioni si può visitare il sito (www.cittaecattedrali.it) e per le prenotazioni si può contattare l’Ufficio Beni Culturali Diocesano di Tortona, dal lunedì al venerdì mattina, (tel. 0131.816609; mail: beniculturali@diocesitortona.it).
Nella giornata di sabato 17 settembre, inoltre, si terrà anche una lezione del Corso di Formazione per Volontari Diocesani dei Beni Culturali Ecclesiastici che si sta svolgendo dallo scorso aprile e che si concluderà in ottobre.
Alle ore 15 i volontari parteciperanno alla conferenza sul tema “L’Oratorio della Maddalena come mecenate d’arte” presso l’Oratorio della Maddalena.
Relatrice sarà la restauratrice Silvia Balostro.