martedì 7 luglio 2020

Storie di immagini dipinte

In mostra a Pazzo Pitti "Storie di immagini dipinte" dal 24 giugno al 4 ottobre 2020.
Un tesoro di sapere, arte e devozione, prima rubato e poi ritrovato: sono libri antichi e preziosi come il minuscolo Ufficio dei Morti appartenuto a Papa Leone X de’ Medici, i grandissimi corali, le pergamene finemente illustrate e decorate dai alcuni dei più grandi maestri del Medioevo e del Rinascimento. La mostra “Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri” organizzata dalle Gallerie degli Uffizi comprende circa quaranta opere, recuperate dopo il furto da questo speciale comando dell’Arma. I manoscritti e le singole pagine miniate in mostra attraversano la grande stagione di produzione libraria dell’Italia centrale dal Duecento al Cinquecento: provengono da Castelfiorentino, Colle di Val d’Elsa, Firenze, Perugia e Pistoia, e le miniature sono opera di artisti importantissimi come il Maestro di Sant’Alessio in Bigiano, che malgrado sia ancora anonimo era a capo della bottega più attiva in Toscana nell’ultimo quarto del XIII secolo; Pacino di Buonaguida (uno dei primi e più dotati tra i seguaci di Giotto); fino ad Attavante degli Attavanti e Gherardo e Monte di Giovanni, illustratori di libri di fama internazionale ai tempi di Lorenzo il Magnifico.
La bellezza e il pregio delle opere esposte non è la sola attrazione di questa mostra: la sua spettacolarità sta nella storia dei furti e dei recuperi di cui è protagonista ogni volume, ogni singola pagina, ogni miniatura ritagliata. Tra queste i corali provenienti dal convento dei Minori Osservanti di San Lucchese a Poggibonsi, oggetto di ben due furti, negli anni Trenta del ‘900 e poi di nuovo nel 1982; gli oltre venti volumi dell’abbazia benedettina di Montemorcino in Umbria che, trasferiti nell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano, vennero rubati nel 1975; l’Ufficio dei Morti di Leone X de’ Medici, prezioso ed elegante come si conveniva a quel papa, raffinato intellettuale. La rassegna non esclude le opere sfregiate, le pagine da cui sono state ritagliate le miniature, i fogli strappati dai codici, ed è quindi un’occasione per pensare al furto di questi manufatti non solo come a una sottrazione di un bene comune, ma come una violenza che va dritta al cuore della nostra cultura e che attacca i testi, la nostra lingua, le pitture che la accompagnavano.
La realizzazione della mostra è dovuta a storici dell’arte, specializzandi e dottorandi di Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Firenze, sotto la guida della professoressa Sonia Chiodo, una dei massimi esperti della materia. Particolarmente in un campo complesso come lo studio dei volumi (codicologia) e delle loro decorazioni, è indispensabile che il lavoro anti crimine dei Carabinieri si avvalga di precise competenze specialistiche, come in questo caso: ogni miniatura o libro antico recuperato deve poter essere ricondotto al contesto di appartenenza, ed è in questo ambito che un drappello di giovani studiosi ha costruito l’esposizione di Palazzo Pitti. E la concretezza, l’importanza dei risultati da loro raggiunti non saranno legate soltanto all’occasione temporanea della mostra: il loro lavoro include infatti il censimento di tutte le mancanze in modo da mettere a disposizione della Banca Dati dei Carabinieri una messe di informazioni aggiornate, essenziali alle investigazioni in corso e a quelle future.
Storie di pagine dipinte ha anche un particolare corredo infografico: sette disegni della nota illustratrice Vanna Vinci, resi interattivi mediante una tecnologia touch, che presentano ai visitatori, in modo chiaro e accattivante, i luoghi e i protagonisti delle storie che la mostra ricostruisce: copisti, miniatori, religiosi e, da ultimo, i ladri e le forze dell’ordine.
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giovedì 2 luglio 2020

L’anatomia dal Medioevo a Leonardo da Vinci

L’anatomia dal Medioevo a Leonardo da Vinci, curata da Paola Salvi – presenta, nella sala Federiciana della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, una selezione di volumi, tutti parte del ricchissimo catalogo della Biblioteca Ambrosiana, che consente di tracciare per tappe significative il percorso degli studi di medicina e anatomia dall’inizio del millennio all’epoca in cui fu attivo Leonardo da Vinci.
Fino al 6 settembre 2020 la Sala Federiciana ospiterà una selezione di 16 disegni di Leonardo dal Codice Atlantico. La prima sezione, costituita da 8 fogli e curata dalla Prof.ssa Paola Salvi, sarà dedicata agli studi di anatomia di Leonardo. Tra questi vi sono il celebre f. 327 verso, considerato un “manifesto” del metodo scientifico leonardiano e il f. 834 r, incentrato sulla costruzione di un’ala meccanica che riprende nella forma e nell’articolazione dei segmenti lo scheletro dell’ala naturale di uccello, a sua volta studiata in altri fogli con un criterio comparativo con l’arto umano.
Arricchisce l’esposizione una serie di volumi di argomento anatomico provenienti dai fondi della Biblioteca ed esposti nelle teche del mobile Bagatti Valsecchi. Una menzione particolare merita uno splendido manoscritto che riporta, tra gli altri testi, La Chirurgia di Albucasis e l’Anathomia del monaco cassinese Costantino l’Africano, le cui traduzioni fecero conoscere in Occidente le grandi opere della medicina araba. Esso contiene circa 200 illustrazioni di strumenti chirurgici, molti dei quali disegnati dall’autore.
Nella seconda sezione, sarà possibile ammirare otto disegni del Codice Atlantico dedicati a studi di meccanismi di orologio: Leonardo era affascinato dal potenziale dei meccanismi di orologeria, non solo per capire il funzionamento degli stessi, ma anche per adattare i loro ingranaggi automatici ad altri apparecchi meccanici. Tra i disegni selezionati spicca il celebre f. 1111 v, dove Leonardo riproduce i meccanismi dell’orologio dell’Abbazia di Chiaravalle.

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domenica 28 giugno 2020

I Trionfi del Regno di Sicilia

Torna inoltre fruibile al Civic Center (ex carcere) di corso Vittorio Veneto a Mazara del Vallo (TP) la mostra grafico pittorica “I Trionfi del Regno di Sicilia” a cura degli architetti Mario Tumbiolo e Mario Giubilato dell’Accademia Selinuntina di Scienze, Lettere ed Arti, che era stata inaugurata lo scorso primo marzo e pochi giorni dopo sospesa per l’emergenza sanitaria.
Si tratta di una mostra di opere grafiche (carte illustrate, tarocchi) del prof. Paolo Asaro, composta da 78 tavole aventi come tema il periodo storico che va dalla fondazione del Regno di Sicilia nel 1130 d.c. fino all’epoca di Federico II di Svevia  (dagli Altavilla agli Hohenstaufen).
La mostra, che sarà fruibile fino al 16 luglio 2020, negli stessi giorni ed orari degli altri siti museali, è inserita in una serie di eventi culturali dal tema La Sicilia ed il Medioevo che prevede un ciclo di conferenze, anch’esso avviato a marzo e subito interrotto per l’emergenza Covid, che riprenderà nella prima settimana di luglio.

mercoledì 24 giugno 2020

Riapre il Museo Casa di Dante

Il Museo casa di Dante, dopo 4 mesi, mercoledì 24 giugno 2020 riapre al pubblico nel giorno del patrono di Firenze, San Giovanni, con una nuova veste tutta tecnologica. Un modo per raccontare in modo contemporaneo la vita e le opere di Dante Alighieri integrando alla verità storica una rinnovata spinta emozionale.
Aspettando l’anniversario del 2021 «Dovevamo inaugurare il nuovo allestimento in Marzo ma a causa del Covid abbiamo rimandato e siamo felici di riaprire nella data cara ai fiorentini del 24 giugno in cui si festeggia il patrono San Giovanni — spiega Tullia Carlino coordinatrice del Museo — Il compimento di questo progetto arriva alla vigilia del 2021, l’anniversario dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, con l’idea che la tecnologia sia uno strumento che non sostituisce ma integra la realtà. Siamo felici di vederlo finalmente decollare con la consapevolezza che il nostro museo fosse ormai datato e si rendesse sempre più necessario un restyling che lo tenesse al passo con i tempi senza, però, strappargli anima e identità».
Tra aspetti pubblici e privati Nel nuovo allestimento ogni spazio coincide con un momento essenziale della storia di Dante Alighieri. Ogni sala è la tappa di un percorso che unisce attraverso legami narrativi gli aspetti privati e pubblici, familiari, letterari e politici che hanno intessuto la vita del Sommo Poeta. Accolti da un Dante virtuale disegnato da un illustratore, i visitatori accedono così al Museo che nella giornata inaugurale del 24 giugno dalle 12 alle 18 possono entrare gratuitamente.
Il volto del Divin Poeta in 3D «Il primo piano - racconta Adele Magnelli International Project Manager di Ett S.p.A. che ha realizzato progetto di riallestimento multimediale – è dedicato alla vita alla politica e al rapporto di Dante con la Firenze medievale, fino all’esilio». È qui che grazie ad un display olografico si potrà vedere il volto di Dante in 3D con il suo celebre profilo, assistere quindi in una sala immersiva dove immagini girate con droni si avvicendano ad illustrazioni originali di computer grafica, alla battaglia di Campaldino, divertirsi quindi a giocare con gli stemmi delle «Arti Fiorentine» o vedere su un plastico multimediale gli edifici simbolo della vita politica di Firenze dell’epoca.
Si dovrà salire al secondo piano per scoprire invece il Dante poeta, uomo di cultura e padre della lingua italiana. «Tra le chicche di questo piano — precisa Adele Magnelli — c’è la sala dedicata alla Divina Commedia. Al centro si trova un grande volume aperto dove viene riprodotto il viaggio dantesco attraverso una proiezione in video mapping. Il libro sembrerà sfogliarsi da solo mentre scorrono le immagini accompagnate da alcuni versi della Commedia letti da Francesco Pannofino».
Soddisfazione per il nuovo progetto del Museo Casa di Dante è stato espresso anche da Eugenio Giani, Presidente della storica istituzione culturale. «Questo riallestimento della ‘sua casa’ è la migliore delle maniere per tenere viva la memoria e la grande opera di Dante. È un luogo che ci deve stimolare a riflessioni sulla figura di uno dei personaggi più importanti della storia della letteratura e da oggi lo fa grazie alla più innovative tecnologie che abbiamo a disposizione. Del resto Dante, fiorentino e toscano, rappresenta l’unità del Paese attraverso una unica lingua e ora più che mai c’è bisogno di un senso di unione e condivisione. Dante e la cultura sono un mezzo perché questo sentimento emerga nella giusta maniera».

martedì 23 giugno 2020

Il Santo che battezzò Cristo

In occasione del 24 giugno, festa del santo patrono di Firenze, san Giovanni Battista, le Gallerie degli Uffizi presentano sul sito una mostra virtuale dedicata alla figura di Giovanni Battista nell’arte. Titolo dell’ipervisione è Il Santo che battezzò Cristo. Scene dalla vita di San Giovanni Battista, a cura di Anna Bisceglia: esposte online quindici opere delle collezioni realizzate tra Trecento e Novecento, tra cui capolavori di grandi artisti quali Leonardo, Raffaello, Bronzino, Veronese e un’icona russa. 
Il Battista è stato infatti molto rappresentato nell’arte figurativa, dal Medioevo al Novecento, in quanto figura chiave, anello di congiunzione tra Vecchio e Nuovo Testamento, tra la tradizione ebraica e il messaggio di Gesù.
Il percorso virtuale ha inizio con la pala d’altare del pittore giottesco Giovanni del Biondo; seguono il San Giovannino nel deserto, opera che Raffaello eseguì a Roma intorno al 1518, e quello di Andrea del Sarto. E ancora, le raffigurazioni della prima infanzia del Battista dipinte da Pontormo e dal Bronzino, e il Battesimo di Cristo raffigurato nei dipinti del Verrocchio e Leonardo e del Veronese. Il martirio e la decollazione sono descritti invece nelle opere di Cranach il Vecchio e di Alonso Berruguete.
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venerdì 19 giugno 2020

Riaperto il Museo Archeologico di Castellina (SI)

Porte aperte da alcuni giorni al Museo Archeologico del Chianti senese a Castellina in Chianti (SI), dove sono tornate a disposizione dei cittadini più piccoli anche le attrezzature da gioco presenti nei parchi pubblici, nel rispetto delle misure di sicurezza anti Covid-19.  
Il Museo Archeologico del Chianti senese è pronto ad accogliere i visitatori con il regolare orario estivo, che prevede l’apertura tutti i giorni dalle ore 11,00 alle ore 19,00 con ultimo ingresso alle ore 18.15. La visita comprende le sale del Museo Archeologico e la Rocca medievale, con i camminamenti e l’arrivo sulla sommità della torre quattrocentesca da cui è possibile ammirare il territorio circostante. Insieme alle visite, ripartono anche le attività educative e culturali per visitatori di tutte le età. A pochi passi dal centro storico e dal Museo Archeologico del Chianti senese, inoltre, è possibile visitare, con accesso libero, il Tumulo etrusco di Montecalvario, monumento funerario aristocratico risalente a 2700 anni fa.
Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il Museo Archeologico del Chianti senese al numero 0577-742090 oppure all’indirizzo mail info@museoarcheologicochianti.it.