venerdì 23 ottobre 2020

I segreti della Vercelli medievale

"I segreti della Vercelli medievale", in programma nell’ex chiesa di San Marco dal 31 ottobre 2020 al 6 gennaio 2021.
In mostra quaranta testimonianze di quella che fu Vercelli durante il Medioevo, trenta delle quali di proprietà ecclesiastiche (ventitré del Capitolo e sette delle Diocesi). Si tratta di documenti fondamentali, alcuni dei quali esposti per la prima volta come il Fondo Avogadro del 1384 o il Protocollo Passardo del 1361.
Inoltre il curatore Daniele De Luca ha aggiunto oggetti riguardanti l’architettura e si è basato sui video di Alessandro Barbero. Quattro ambientazioni, ciascuna facilmente distinguibile per i setti di separazione e per l’elastica e progressiva cromia degli spazi, rappresentano un ideale periodo temporale, caratterizzato da precisi tematismi, che va dal IX al XIV secolo. 
La visita si concluderà con la maestosità di immagini suggestive riproducenti i quattro Crocifissi medievali (Vercelli, Pavia, Casale e Milano), di grande richiamo visivo e spirituale grazie alle pietre e ai metalli preziosi di cui sono composti. Sono i quattro Crocifissi che il sindaco Corsaro vorrebbe riunire per una futura mostra, magari già il prossimo anno.  
All’iniziativa culturale in Arca, parteciperanno anche i musei vercellesi: Leone, Borgogna e Tesoro del Duomo. L’altra intenzione è quella di aprire al pubblico i palazzi storici come Centoris, Tizzoni e la Torre dell’Angelo, al fine di garantire la massima conoscenza delle testimonianze del passato medievale della Città. A causa delle restrizioni anti Covid-19 l’ingresso alla mostra va obbligatoriamente prenotato a eventi@comune.vercelli.it.

 

sabato 17 ottobre 2020

"Mantegna ritrovato" al Museo Poldi Pezzoli

Dal 15 ottobre 2020 viene esposto nuovamente al pubblico uno dei capolavori del Museo Poldi Pezzoli finalmente “recuperato”: la Madonna col Bambino di Andrea Mantegna,
un dipinto tempera su tela (43x35 cm) di Andrea Mantegna, databile al 1490-1500 circa e conservato nel Museo Poldi Pezzoli di Milano.
La mostra-dossier, a cura del Museo Poldi Pezzoli e dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, allestita nel Salone dell’Affresco, presenta l’opera raccontandone le diverse fasi del restauro – realizzato da Lucia Bresci, sotto la direzione di Cecilia Frosinini dell’Opificio delle Pietre Dure, in collaborazione con Andrea Di Lorenzo, conservatore del Museo Poldi Pezzoli – e le vicende collezionistiche.
Per questa importante operazione di tutela del nostro patrimonio è stato determinante il sostegno della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus. L’allestimento, realizzato da Unifor, su progetto di Luca Rolla e Alberto Bertini, presenta due stanze: la prima, introduttiva, con i pannelli esplicativi; la seconda, con protagonista l’opera di Mantegna. Una tenda cinge il tutto isolandolo dal resto del Museo e concentrando l’attenzione unicamente sul capolavoro.
Il restauro del capolavoro – dichiara Annalisa Zanni, direttore del Poldi Pezzoli – è stato un lungo lavoro di squadra, anche grazie al Club del Restauro del Museo, che ha visto restauratori, storici dell’arte, ma anche filosofi, dibattere a lungo sulle modalità di intervento da effettuare per restituire all’opera l’identità conferitale dal suo creatore, prima degli interventi di Giuseppe Molteni che l’avevano resa diversa ma sicuramente amata e riconoscibile a tutti, una vera e propria ‘icona pop’. Questo non sarebbe stato possibile senza la riconosciuta professionalità dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e la sensibilità della Marchesa Giovanna Sacchetti, generosa e attenta mecenate”.
Arricchisce l’esposizione un video che racconta le diverse fasi di lavorazione intraprese durante l’intervento di restauro, oltre a una brochure di approfondimento con testi di Roberto Bellucci, Lucia Bresci, Andrea Di Lorenzo e Cecilia Frosinini.

mercoledì 14 ottobre 2020

Inaugurazione del nuovo polo culturale “EmozionArti” del Comune di Minervino Murge (BT)

S
arà inaugurato giovedì 15 ottobre 2020 alle ore 10,00 presso il Palazzo Comunale di Minervino Mirge (BT) il nuovo polo culturale “EmozionArti” del Comune di Minervino Murge (BT). Le antiche stanze della zona medievale del nostro castello di origini normanne saranno adibite a luoghi della cultura, della conoscenza, del sapere, dell’arte a disposizione di tutti i cittadini. Al già presente Museo Archeologico “D’Aloja” ospitato nelle sale al piano terra, vengono aggiunte, nel corpo sul piano soprastante, la Biblioteca Comunale “Barbera”, trasferita dalla precedente sede privata di Corso De Gasperi, e la nuova pinacoteca comunale “Roccotelli”.
Libri, pitture e sculture insieme per dare alla lettura, allo studio, alla ricerca un contesto tutto speciale fatto di colore, arte, paesaggio, luce. Noi di Minervino Live abbiamo avuto il privilegio speciale da parte dell’Amministrazione di visitare in anteprima il nuovo sito culturale ristrutturato. Le aule che fino a qualche anno fa ospitavano gli uffici e il tribunale del Giudice di Pace, sono state adeguate per ospitare i libri del fondo comunale e le opere d’arte donate alla comunità cittadina dall’artista minervinese Michele Roccotelli, in un' integrazione tra pinacoteca e biblioteca. Si tratta di un vero e proprio percorso che partendo dalla maestosa scalinata che succede il museo ti accompagna nel cuore del castello dove ammirare tra androni, stanze, torri e corridoi, le tele e le sculture del Roccotelli con lo sguardo sempre teso sul territorio, immergendosi nei testi dei libri conservati, su postazioni multimediali allestite, con lo sfondo dei paesaggi incantevoli mostrati dalle finestre nel “nido d’aquila”, come definì la sua dimora arroccata sulla Murgia uno dei primi abitanti di questo luogo, il principe Giovanni Pipino.  
Le stanze che diedero alla luce la regina d’Italia Isabella Del Balzo, che divennero rifugio per il Cavalier Bayard, che furono da casa d’infanzia per il papa Innocenzo XII, oggi diventano la casa di tutti, la casa della cultura, un luogo per “EmozionArti”.
L’evento inaugurale organizzato dalla Sindaca, prof.ssa Maria Laura Mancini, dall’Amministrazione Comunale e il contributo dell’azienda Sangalli Ambiente, avrà luogo alla presenza del prefetto della BAT, dott. Mauzio Valiante, ospite d’onore il principe don Marzio Pignatelli, gli interventi di Bianca Tragni, Lino Patruno, Yvonne Carbonaro, Rita Ceci. Nel corso dell’inaugurazione della nuova sede della Biblioteca Comunale “Luigi Barbera” e della Pinacoteca Comunale “Michele Roccotelli”, sarà presentato il libro “La camera delle meraviglie” a cura di Rita Ceci e dello stesso autore. Saranno inoltre sorteggiate le opere che faranno parte di un concorso social dedicato ai lettori del libro.

domenica 4 ottobre 2020

Riapre la sala di San Pier Scheraggio agli Uffizi

Agli Uffizi apre al pubblico dopo restauri la sala con gli scavi della Chiesa di San Pier Scheraggio, luogo di culto che nel ‘500 venne inglobato nel complesso vasariano e che adesso per la festa di San Francesco d’Assisi (la morte fu il 3 ottobre 1226) rientra nel percorso di visita. Si potrà “camminare” sugli scavi sopra un pavimento di cristallo e ammirare un affresco del ‘300 che raffigura il Santo opera di artista ignoto. L’omaggio a San Francesco continua sul sito web del museo con una mostra virtuale. Spiega il direttore Eike Schmidt: “Aprire San Pier Scheraggio è evento denso di significati se si pensa al ruolo di spazio civico che ebbe in epoca medievale. Ed è importante che dopo quasi due decenni torni visibile l’affresco con San Francesco, antica immagine del santo nazionale, in un’istituzione statale come gli Uffizi. Per celebrare la festa del santo gli dedichiamo anche una mostra virtuale, occasione per ripensare al valore universale del suo messaggio di amore per il Creato”. San Pier Scheraggio fu riferimento religioso e civile della Firenze medievale, lo stesso Dante Alighieri vi parlò in pubblico nel 1300.

venerdì 18 settembre 2020

Il bacino ceramico dell'Abbazia di Santa Maria di Lucedio

Sarà presentato al pubblico sabato 26 settembre 2020 alle ore 17,00 nel corso di una breve cerimonia che si terrà presso la Sala d’Ercole del Museo Leone di Vercelli, il bacino ceramico di origine medievale proveniente dalla torre campanaria della abbazia di Santa Maria di Lucedio, dove si trovava murato fino al 2007, quando, nel corso dei restauri del complesso abbaziale fu asportato per essere custodito in sicurezza presso la sede dell’amministrazione provinciale, proprietaria del bene.
Nel corso dell’estate 2020, attraverso un accordo concretizzatosi in una convenzione di deposito con il Museo Leone e la Soprintendenza, la Provincia ha affidato la conservazione e la valorizzazione del prezioso reperto proprio al Museo Leone, da oltre un secolo custode e promotore delle memorie storiche e archeologiche del territorio vercellese.

Il bacino, termine che identifica un recipiente in ceramica usato come elemento decorativo sulle superfici esterne di edifici (soprattutto religiosi, ma anche civili) è uno dei quattro esemplari (di cui oggi solo due conosciuti) murati ciascuno su un diverso lato della torre campanaria. Quello depositato al Leone, già oggetto di un primo consolidamento dopo il distacco, è un piatto circolare decorato nel cavo da un quadrato e dipinto in verde e giallo. Non è caratteristico delle produzioni locali o piemontesi e trova rimandi in tipologie geograficamente lontane come la griffata orientale o l’arcaica tirrenica, con le quali si riscontrano analogie anche per il motivo decorativo. La sua datazione non è certa ma compatibile con la costruzione del campanile, quindi nel secondo – terzo decennio del 1200.
L’esposizione è stata decisa in collaborazione dal Museo Leone (custode del bene), dalla Provincia di Vercelli (ente proprietario) e dalla Delegazione FAI di Vercelli il cui Gruppo Giovani da due anni a questa parte organizza, in convenzione con la Provincia di Vercelli, le viste accompagnate al campanile di Lucedio.
Accanto al bacile verranno esposte anche tre formelle in pietra arenaria (sempre di proprietà della Provincia e sempre in deposito presso il Museo Leone) che rispettivamente rappresentano:

  • una raffigurazione dell’Agnus Dei
  • un falconiere a cavallo
  • uno stemma gentilizio forse raffigurante l’antico stemma della città di Trino.

Una trentina di anni fa (intorno agli anni Novanta del ‘900), le formelle furono rimosse dalla loro collocazione dopo un tentativo di furto e quindi restaurate nel laboratorio della Soprintendenza. Erano murate anch’esse nel campanile della chiesa di Lucedio, nel vano al piano terreno, in un allestimento di tipo antiquario che risaliva alla riedificazione seicentesca della chiesa.                                   
Una prima interpretazione critica ne propone la datazione entro la prima metà del Quattrocento a testimoniare la stagione tardogotica di arredo dell’edificio. Una diversa lettura ne mette invece in evidenza i rapporti con la cultura dei tempi di Federico II, anticipandone la datazione al pieno medio evo (1240 – 1250).

Completeranno l’esposizione alcune ceramiche di ambito medievale appartenenti alle collezioni di Camillo Leone e alcuni volumi illustrati provenienti dalla biblioteca antica del notaio vercellese, attraverso i quali si cercherà di ritrovare, per confronto, le suggestioni della cultura figurativa che informa i reperti provenienti da Lucedio.

L’esposizione sarà visitabile, da sabato 26 settembre a domenica 4 ottobre 2020 compresa, nei consueti orari apertura del Museo Leone, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 17.30 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. L’ingresso all’esposizione è libero previo il rispetto delle norme anti Covid vigenti. A questo scopo il personale di sala del Museo Leone fornirà tutte le indicazioni necessarie e vigilerà sul rispetto dei protocolli.