sabato 13 dicembre 2014

“La Leggenda di Jacopone da Todi” in mostra a Todi (PG)

Sabato 13 dicembre 2014, alle ore 18.00 presso la Sala del Consiglio comunale di Todi (PG), si svolgerà l’inaugurazione della mostra “La Leggenda di Jacopone da Todi”, curata da Fabiola Bernardini (testi) ed Alberto Melari (illustrazioni).
L’esposizione è allestita alla Sala delle Pietre dei Palazzi comunali di Todi, dove sarà visitabile fino al 6 gennaio 2015 (orari: lunedì-domenica, 10.00-12.00 / 15.30-18.30: informazioni: 075.8956700).
Un percorso espositivo tra storia e leggenda, poesia e colore per raccontare, con testi accessibili ed illustrazioni evocative, la vita e le vicende di Jacopone da Todi, il noto frate e poeta (Todi 1230 ca. – 1306) seguace di san Francesco d’Assisi, ricostruita sulla base delle fonti agiografiche e dei riferimenti contenuti nelle Laude.
Dopo i saluti del Sindaco di Todi Carlo Rossini seguirà la presentazione del percorso espositivo da parte del Prof. Emore Paoli, docente di Letteratura latina medievale presso l’Università di Roma Tor Vergata ed esperto di agiografia medievale.
La mostra, realizzata con uno stile di divulgazione letteraria e storica, ha tratto ispirazione dal libro “La leggenda di Jacopone da Todi” prodotto dalla Associazione Faretra con testi a cura di Fabiola Bernardini ed illustrazioni di Alberto Melari.
Il testo, e quindi la mostra, ripercorre le vicende biografiche del frate poeta ricostruite secondo le fonti agiografiche elaborate dal XIV fino a tutto il XVII secolo, esito finale del confondersi e mescolarsi di storie, tradizioni popolari episodi tratti dalle laudi, e sulla base degli esigui dati derivanti dalla documentazione archivistica.
Ad impreziosire il percorso espositivo dei 22 pannelli (2×1,5 mt) che riproducono le vicende di Jacopone, si aggiunge la mostra di 30 originali delle illustrazioni del libro realizzate dall’artista Alberto Melari, pittore, illustratore e disegnatore satirico della casa editrice Comix.

giovedì 11 dicembre 2014

"IN NATIVITATE DOMINI" a Siena

IN NATIVITATE DOMINI
La Natività nei manoscritti della Biblioteca comunale degli Intronati
12 dicembre 2014 - 5 gennaio 2015
Il corpus di codici esposti, esemplati tra l’inizio del secolo XIV e la fine del XV, offre immagini della Natività ascrivibili alla tradizione della miniatura senese, fiorentina, fiamminga.
È possibile ammirare la suggestiva rappresentazione di un sensibile interprete di Duccio di Buoninsegna aperto alla cultura giottesca, variamente identificato con Memmo di Filippuccio, con un esponente della sua bottega o con un anonimo Maestro dei Corali di Massa Marittima attivo a Siena tra il 1290 e il 1324 (ms. H.I.10).
Legate allo stile del pittore senese Martino di Bartolomeo (documentato dal 1389 al 1434) sono le miniature un po’ rustiche del codice G.III.4, attribuite a un suo seguace. 
Una più complessa scena, arricchita con la presenza dei pastori, degli angeli, elementi naturalistici e affiancata da un ricco fregio fogliato, dove si intravedono figure grottesche e animali, si può osservare nel ms. H.I.1, proveniente dall’eremo agostiniano di Lecceto; la decorazione è attribuita a un artista di scuola senese, gravitante nell’ambiente di Andrea di Bartolo, identificato come il Maestro dell’Innario.
Tra gli autori più interessanti è presente Sano di Pietro che con il supporto della sua bottega miniò, intorno alla metà del Quattrocento, il ms. X.IV.2: insieme alla Natività il codice offre nel fregio decorato la scena dell’Annuncio ai pastori.
In questo panorama di esemplari spiccano due codici di provenienza fiamminga, entrambi realizzati nel tardo Quattrocento: decorato da Willelm Vrelant, attivo miniatore di Bruges, è il ms. X.V.1; a un ignoto miniatore di area franco-fiamminga è ascrivibile invece la decorazione del ms. X.V.2. In entrambi i codici la Sacra rappresentazione si svolge sotto un cielo azzurro solcato da raggi dorati di luce divina.
Infine, decorato nel 1494 da Litti Corbizzi, è il magnifico esemplare appartenuto alla Compagnia di S. Caterina in Fontebranda, ms. X.V.3, dove la Natività è inserita in una pagina interamente decorata a fogliami aurei e azzurri, con putti, cammei e perle che offrono all’apparato decorativo una maggiore ricchezza e preziosità.
Biblioteca comunale degli Intronati - via della Sapienza, 1-5 - 53100 Siena - tel. +39 0577 280704/282972 - biblioteca@biblioteca.comune.siena.it - www.bibliotecasiena.it

venerdì 5 dicembre 2014

Inaugurazione mostra “Il Medioevo. Arcidosso e la nascita del paesaggio amiatino e maremmano (secc. X – XIV)”

Sabato 6 dicembre 2014 si inaugura nel castello di Arcidosso una mostra-museo permanente, frutto delle ricerche svolte dal 2000 al 2013 dagli archeologi medievali dell’Università di Firenze (ore 15,30 - Arcidosso, Grosseto). Il percorso espositivo “Il Medioevo. Arcidosso e la nascita del paesaggio amiatino e maremmano (secc. X – XIV)” verrà inaugurato dal sindaco del comune amiatino Jacopo Marini, dal soprintendente ai Beni Archeologici della Toscana Andrea Pessina, dal direttore scientifico e curatore Michele Nucciotti, ricercatore dell’Università di Firenze, e da Guido Vannini, ordinario di Archeologia cristiana e medievale dell’Ateneo fiorentino.
Nella mostra-museo si ripercorre in modo nuovo e approfondito la storia del castello e dei centri della montagna e delle colline del Fiora (da Abbadia San Salvatore a Sovana, da Pitigliano a Manciano) nel quadro delle vicende geo-politiche italiane ed europee, attraverso figure come il marchese Ugo di Toscana, i conti Aldobrandeschi, fino a Guidoriccio da Fogliano che guidò la conquista di Arcidosso da parte dei senesi.
Il progetto è stato finanziato dalla Regione Toscana, dall’Università di Firenze attraverso il Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS), dal Comune di Arcidosso e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Il castello è stato valorizzato, attraverso l’Archeologia pubblica, come luogo della memoria storica ma anche del dibattito culturale contemporaneo ed è stato dotato di percorsi di visita per famiglie, testi multilingue, misure di accessibilità per non vedenti e ipovedenti, con il contributo dell’arte contemporanea per la comunicazione storico-archeologica per mezzo delle opere di Riccardo Polveroni. Specifiche informazioni sono offerte sui più recenti metodi della ricerca archeologica medievistica nazionale e internazionale.

mercoledì 3 dicembre 2014

"Il Cantico delle Creature", novanta artisti in mostra a Castel di Sangro (AQ)


Il Cantico delle Creature
Novanta artisti omaggiano San Francesco d’Assisi con opere di pittura e di scultura.
 
La mostra sarà inaugurata lunedì 8 dicembre 2014 dal prof. Massimo Pasqualone a Castel di Sangro (AQ) e rimarrà aperta al pubblico fino al 30 di Gennaio 2015. Parteciperanno gli artisti dell’Associazione “Lejo” presso il Museo Civico - Convento della Maddalena e quelli dell’Associazione culturale “L’Incontro degli artisti” che esporranno presso la Pinacoteca Patiniana. Per l’occasione è stato realizzato un elegante catalogo che contiene tutte le opere presenti in entrambi i Musei.
Il tema dell’evento, “Il Cantico delle Creature”, componimento laudatorio concepito da San Francesco d’Assisi, proposto dal Maestro Lino Alviani, è stato interpretato da tutti gli artisti, i quali hanno realizzato opere con tecniche le più svariate. Al di là della fede religiosa e delle proprie intime convinzioni, tutti hanno colto l’universalità del pensiero di San Francesco, e su questo hanno sviluppato le loro creazioni. In un’epoca dove i veri valori perdono sempre più  di importanza con il predominio dell’apparenza e della forma, è importante prendere spunto dal pensiero del Santo per meditare sull’orientamento che stiamo dando alla nostra vita. Gli artisti lo hanno fatto  trasferendo sull’opera l’emozione suscitata dalla lettura del “Cantico”.

L’insegnamento che ci ha tramandato questo ispirato grande Poverello di Assisi, San Francesco, ha un profondo significato storico e morale. La partecipazione, l’amore, l’umiltà, la rinuncia sono tutti valori che non si devono smarrire nel tempo, anzi il tempo deve rafforzarli. Gli artisti, concordemente accogliendo questa nobile iniziativa, hanno voluto dare un piccolo contributo, affinché il torpore morale che ci soffoca venga diradato e disperso  e tutti possano ritrovare nella fin troppo vituperata Natura un’amorevole “Sorella”, ignorata, o peggio irresponsabilmente offesa da taluni del nostro stesso genere umano. “Arte e Spiritualità” non possono prescindere l’una dall’altra e l’osservazione attenta delle opere esposte ne darà chiara dimostrazione. Gli artisti partecipanti sono: Lino  Alviani, Luciano  Astolfi, Sonia Babini, Luisa Balzano, Rosalba, Barillà, Glauco Barlecchini, Gino Berardi, Floriana Bianchi, Massimo, Bigioni, Mario Buongrazio, Umbertina Cappelletti, Enrico, Cappuccilli, Carma, Alfredo Celli, Gabriella Cellini, Carla Cerbaso, Francesco Ciccolone, Olga Claudiani, Ileana Colazzilli, Gastone Costantini, Leone D’Aguì, Concetta Daidone, Sabina D’Alfonso Patrizia D’Andrea, Mirella D’Amico, Rita  D’Emilio, Giuseppe De Matteo, Vincenzo De Sanctis, Franca Di Bello, Mario Di Donato, Massimo Di Febo, Giuseppe Di Giacomo, Roberto Di Giampaolo, Elvio Di Gianvincenzo, Valentina Di Iorio, Rita Di Marcantonio, Franco Di Nicola, Bruna Di Pietrantonio, Mario Di Profio, Angela Di Teodoro, Gabriella Fabbri, Maria Luisa Falanga, Diana Ferrante, Silvio Fortebraccio, Daniele Fortunato, Patrizia Franchi, Carmine Galiè Domenico Giarratano, Giacomo Giovannelli, Gianna Giovannini, Daniele Guerrieri, Concetta Iaccarino, Annarita Izzarelli, Giuseppe Liberati, Graziano Livorni, Nadia  Lolletti, Pasquale Lucchitti, Lucilla  Luciani, Giselda Marocchi, Violetta  Mastrodonato, Teresa Michetti, Lucio Monaco, Vittorina Mura, Giuseppina Narducci, Bruno Paglialonga, Leonardo Paglialonga, Gaetano Pallozzi, Francesca Panetta, Roberta Papponetti,Vincenzo Petruccelli, Carla Picciani, Maria Pierdomenico, Nestore Presutti, Terezina Radovani, Cinzia Rai, Lucia Ruggieri, Miriam Salvalai, Vilma Santarelli, Romina Scipione, Paola Spaventa, Marcello Specchio, Mirella Spinosa, Maria Luisa Torlontano, Pina Trabucco, Fernanda Trozzi, Loriana  Valentini, Canziana Virtù, Cesira Vitiello, Gianfranco Zazzeroni, Alberto Zoina.
 
Orari  delle mostre: Museo Civico Aufidenate: mattina 10,30 / 12,30 - pomeriggio 17,00 / 18,30 - chiuso lunedì e martedì - Pinacoteca Patiniana dal lunedì alla domenica: mattino 10,30 /12,30 - pomeriggio 17,00 / 19,00.
Nel 2015 la mostra verrà trasferita ad Assisi presso la Pinacoteca Comunale.

martedì 2 dicembre 2014

"La cavalleria medievale" in mostra a Vercelli

Da domenica 7 a domenica 21 dicembre 2014 in mostra "La cavalleria medievale" presso il Museo Leone a Vercelli, nel corridoio delle cinquecentine, un percorso fatto di libri antichi, pergamene e documenti aventi per protagonista la figura del cavaliere. Un'occasione unica per conoscere le preziose collezioni librarie e documentarie custodite presso il Museo. Orari apertura: da martedì a venerdì 15.00-17.30; sabato e domenica 10.00-12.00 e 15.00-18.00. A pagamento. Info: Museo Leone. Tel. 0161.253204.

lunedì 1 dicembre 2014

Giovanni da Modena. Un pittore all'ombra di San Petronio

Giovanni da Modena, Cappella Bolognini, part., Bologna, Basilica di San Petronio
Dal 12 Dicembre 2014 al 12 Aprile 2015 il Museo Civico Medievale di Bologna, in collaborazione con la Basilica di San Petronio, dedica ad uno dei maggiori protagonisti della pittura tardogotica in Italia, Giovanni di Pietro Falloppi, meglio noto come Giovanni da Modena, l'esposizione Giovanni da Modena. Un pittore all'ombra di San Petronio a cura di Daniele Benati e Massimo Medica.
Si tratta della prima mostra dedicata a questo importante artista, modenese di nascita, ma bolognese di adozione, autore della decorazione della ben nota Cappella Bolognini in San Petronio (1411-12 ca), con Il Giudizio universale, Storie dei Magi e Storie di San Petronio, capolavoro assoluto della pittura tardogotica bolognese che, insieme alle altre testimonianze ancora presenti nella basilica - tra cui i grandi affreschi di significato allegorico nella Cappella dei Dieci di Balia (1420) - costituisce un necessario completamento del percorso espositivo.
L'esposizione mette a confronto varie opere del pittore provenienti da musei e collezioni private - dipinti su tavola come San Giacomo, San Pietro, San Francesco, San Nicola da Tolentino (Bologna, Compagnia dei Lombardi), Madonna con Gesù Bambino (Modena, Museo Civico d'Arte) e Madonna con Bambino (Ferrara, Pinacoteca Nazionale), affreschi come la Madonna con Bambino e due angeli (Carpi, chiesa di San Francesco), Vergine con il Bambino (Bologna, chiesa di Santa Maria dei Servi ) e miniature - tentando di ricostruirne il lungo periodo di attività, avviato all'inizio del XV secolo, come rivelano le due miniature all'interno degli Statuti dell'Arte dei Drappieri (1407, Bologna, Museo Civico Medievale), quando la sua presenza risulta già documentata a Bologna, dove rimane fino agli anni Cinquanta del Quattrocento, come testimonia la tempera con San Bernardino (1451, Bologna, Pinacoteca Nazionale).
Per quasi quattro decenni, la figura di Giovanni da Modena domina il panorama della cultura artistica bolognese, contribuendo ad aggiornarla agli esiti del gotico internazionale, di cui seppe offrire una variante fortemente personalizzata che, per i suoi accenti di forte ed immediata espressività, si ricollega alla precedente tradizione locale.
È quanto evidenziano le prime opere bolognesi, per lo più connesse all'importante cantiere di San Petronio, in grado di sollecitare nuove presenze in città di artisti forestieri, attirati anche dalla permanenza della corte del nuovo pontefice, eletto nel 1410.
Si tratta dell'antipapa Giovanni XXIII, al secolo Baldassarre Cossa, il quale fu Legato della città dal 1403. Un fatto che dovette certamente influire sulle vicende dell'arte locale, favorendo l'emergere di un'illustre committenza, desiderosa di possedere sontuosi codici miniati, un genere a cui lo stesso Giovanni da Modena si dedicò durante la propria carriera, come dimostrano alcuni esempi esposti in mostra.
Nell'ambito della mostra l'attività di Giovanni è indagata anche nel dialogo fecondo con le novità emergenti all'interno del cantiere di San Petronio, dove l'opera di scultori forestieri (Alberto da Campione, Jacopo della Quercia) va esplorando sistemi di rappresentazione di spazio e forma alternativi rispetto alla proposta fiorentina della scienza prospettica.
Inaugurazione: venerdì 12 dicembre, ore 17.30
dal 13 dicembre:
dal martedì al venerdì: 9-15
sabato, domenica e festivi: 10-18.30

Museo Civico Medievale
tel. 051 2193930 - 2193916
fax 051 232312
E-mail: museiarteantica@comune.bologna.it € 6,00 intero / € 4,00 ridotto

mercoledì 26 novembre 2014

Bramante a Milano. Le arti in Lombardia (1477-1499)

Bramante a Milano. Le arti in Lombardia (1477-1499)
Pinacoteca di Brera dal 4 dicembre 2014 al 22 marzo 2015
A cinquecento anni dalla morte di Donato Bramante (1443/44 - 1514), la Pinacoteca di Brera celebra l’artista con una mostra, curata da Sandrina Bandera, Matteo Ceriana, Emanuela Daffra, Mauro Natale e Cristina Quattrini, con Maria Cristina Passoni e Francesca Rossi, che nel tratteggiarne la poliedrica personalità (“cosmografo, poeta volgare, et pittore valente... et gran prospettivo “ lo dice fra’ Sabba da Castiglione) ricostruisce il suo lungo soggiorno in Lombardia e a Milano (almeno dal 1477 fino al 1499), e l’impatto che la sua opera ha avuto sugli artisti lombardi.
Spirito inquieto e ingegnoso, Donato Bramante si è sicuramente educato alla corte dei Montefeltro a Urbino, dove è stato in contatto con gli architetti, gli scultori e i pittori attivi per il duca Federico. Piero della Francesca deve avere giocato un ruolo fondamentale nella sua formazione ma, rispetto all’impegno speculativo del pittore di San Sepolcro, in Donato ha prevalso un’attitudine pragmatica, una predisposizione a essere «risoluto, presto e bonissimo inventore» (Vasari), da cui sono scaturite realizzazioni celeberrime, che hanno profondamente rinnovato il linguaggio architettonico in Italia tra Quattro e Cinquecento.
"Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499" intende evocare in primo luogo le tappe essenziali per la formazione dell’artista, e indagare il seguito che la sua attività ebbe in modo particolare a Milano e in Lombardia tra gli esponenti delle diverse arti figurative. Sarà allestita nelle sale della Pinacoteca di Brera, dove le varie sezioni dell’esposizione interagiranno, in un dialogo serrato, con le opere della collezione permanente, secondo il progetto di Corrado Anselmi. Il catalogo sarà edito da Skira.
Pinacoteca di Brera via Brera, 28 – Milano (accesso disabili da via Fiori Oscuri, 2)
Orari 8.30-19.15 da martedì a domenica (la biglietteria chiude alle 18.40) chiuso lunedì
Biglietti Intero: € 10,00 Ridotto: € 7,00 Gruppi: prenotazione obbligatoria, € 2,00 a persona
Scuole: prenotazione obbligatoria € 10,00 per classe
Prenotazioni per gruppi, scuole e singoli tel. 02 92800361 - www.pinacotecabrera.net.