giovedì 17 aprile 2014

"Bernardino Luini e i suoi figli", grande mostra a Milano

Dal 10 aprile al 30 luglio 2014 l’arte del Rinascimento è tornata nelle sale di Palazzo Reale a Milano con una grande mostra dedicata a Bernardino Luini, curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, con l’allestimento di Piero Lissoni e l’immagine coordinata a cura dello Studio Dondina Associati
La mostra, ospitata nelle sale del piano nobile di Palazzo Reale e nella sala delle Cariatidi, racconta l’intero percorso dell’artista, dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato, al lavoro dei suoi contemporanei (Bramantino, Lorenzo Lotto, Andrea Solario, Giovanni Francesco Caroto, Cesare da Sesto e molti altri); dall’altro, alla traiettoria artistica dei figli di Luini, e in particolare del più piccolo Aurelio. Un intero secolo di arte lombarda va dunque in scena a Palazzo Reale, attraverso tele, tavole, disegni, affreschi staccati, arazzi, sculture in legno e in marmo, codici miniati, volumi a stampa.
Il percorso espositivo presenta una selezione di duecento opere provenienti soprattutto dalle raccolte milanesi (dalla Madonna del roseto della Pinacoteca di Brera al Gesù Bambino dell’Ambrosiana, dal Sant’Antonio del Poldi Pezzoli al ciclo con i ritratti sforzeschi del Castello Sforzesco), ma integrate da significativi prestiti europei (per esempio dal Louvre e dallo Jacquemart-André di Parigi, dall’Albertina di Vienna, dal Szépművészeti Múzeum di Budapest) e americani (dai musei di Houston e di Washington).
Il progetto, oltre ad essere la più grande retrospettiva mai dedicata a uno dei protagonisti dell’arte del Cinquecento in Lombardia, è anche una saga famigliare, quella di Bernardino e dei suoi figli appunto, che vivono in un contesto in cui l’attività artistica è un mestiere, con regole ben precise. “La mostra intende dare atto di questa concretezza dell’agire dell’artista, dentro le pratiche di bottega: un modo di procedere ben diverso dalle mitologie romantiche”, affermano i curatori.
“La mostra di Luini è nata dentro la scuola e per la scuola – sottolineano i curatori -. Nel disegnare questo progetto, infatti, ci siamo mossi come insegnanti e non (solo) come studiosi, con l’intenzione di coinvolgere direttamente gli studenti nel momento di preparazione della manifestazione: hanno collaborato infatti sia studenti di diciotto anni che giovani studiosi che si sono formati con noi”.
“Tratto questa mostra come se Bernardino Luini fosse un pittore contemporaneo – spiega l’architetto Piero Lissoni –. Ho usato la presenza di monoliti molto efficaci per allestire un’esposizione di circa 200 opere, le quali non toccano mai le pareti. Mi piace l’idea che i dipinti siano leggermente fuori contesto e che dialoghino con Palazzo Reale attraverso un intermediario, le grandi quinte appositamente create. Al contributo del mio studio si aggiungono le aziende che hanno deciso quest’anno di fare sistema con le sedi espositive milanesi per parlare a un pubblico internazionale. Milano è pronta a mostrare la sua leadership come città, al pari di Londra e di Parigi”.
Segui la mostra su Facebook.

venerdì 4 aprile 2014

“I Cavalieri Templari 1118-1314” in mostra a Sermoneta (LT)

La storia dei Cavalieri Templari è avvolta da un indiscutibile alone di fascino: oltre alle vicende militari e le battaglie combattute dall’ordine, ciò che colpisce l’immaginario moderno è la complessa organizzazione dei Cavalieri Templari e tutta la simbologia religiosa e mistica che è fortemente legata ad essi. L’affascinante scenario del Comune di Sermoneta si mostra come cornice ideale per accogliere la mostra “I Cavalieri Templari 1118-1314”, in programma da sabato 5 a domenica 13 aprile 2014 presso Palazzo Caetani in Corso Garibaldi. Ad organizzarla è il Sacrum Ordinis Militum Templi e il Gruppo Nazionale Protezione Civile Cavalieri Templari, con il patrocinio del Comune di Sermoneta (LT).
Sui Cavalieri Templari si sono sempre scritte migliaia di pagine e si sono sempre costruite fantasiose leggende e miti esoterici. La Mostra “I Cavalieri Templari 1118-1314″ si basa esclusivamente su fatti storici ed inoppugnabili che mettono in luce le gesta, le opere e la storia dei mitici Cavalieri del Tempio di Gerusalemme.
Nella Mostra verranno esposte  riproduzioni di armi e armature del XII e XIII secolo,  plastici  riproducenti  fortezze della Terrasanta e costruzioni Templari, oltre alle riproduzioni di documenti storici ed oggettistica. Nella Sala Sigilli, sabato 5 aprile alle ore 17,30 vi sarà la presentazione della Mostra alle autorità. Durante tutto il periodo la mostra sarà visitabile dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 19.
Sabato 12 aprile in aula consiliare si terrà la conferenza su “Le Armi al tempo dei Templari – simbologia, storia, evoluzione” (relatori: Prof.ssa Sandra Mazza, Gran Maestro dell’Ordine S.O.M.T. Cavaliere Augusto Fenili, Gran Ufficiale Cerimoniere dell’Ordine S.O.M.T. Cavaliere Marco Pozzuoli).
Domenica 13 aprile ci sarà infine la “Giornata Medievale”, con l’allestimento di un accampamento Templare  e vi sarà una dimostrazione di duelli di uomini d’arme, il tutto a cura della Compagnia D’Arme Sancto Eramo. L’ingresso è libero.

giovedì 3 aprile 2014

"Forma e vita di una città medievale. Leopoli-Cencelle" mostra a Roma

I magnifici spazi dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali ospitano dal 3 aprile al 27 luglio 2014 la mostra Forma e vita di una città medievale. Leopoli-Cencelle, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, dalla Sapienza Università di Roma e dall’Università “G. d’Annunzio” Chieti – Pescara con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e il sostegno di Porti di Roma e del Lazio.
L’esposizione è una ‘memoria ritrovata’ su una delle rare città di fondazione altomedievale in Italia, dalla sua consacrazione, il 15 agosto dell’854, fino al XVII secolo. Leopoli sorse per volontà di papa Leone IV, al quale si erano rivolti gli abitanti di Centumcellae (odierna Civitavecchia lungo il litorale laziale a Nord di Roma) per chiedere aiuto contro le incursioni saracene.
Il percorso espositivo offre la possibilità di leggere archeologicamente la nascita e lo sviluppo di uno dei due esempi di città a fondazione papale esistenti al mondo (l’altro è la Città del Vaticano) attraverso tre diverse fasi: da centro di tradizione classica – sede vescovile al momento del suo impianto – a realtà comunale stabile, fino alla riconversione in azienda agricola, legata all’economia di indotto della produzione di allume, alla metà del XV secolo.
Nella prima sezione si mostrano i resti della città altomedievale, fondata su un centro etrusco, come indica un magnifico sarcofago appena rinvenuto ed esposto. La città, posta su un’alta collina per metà circondata da burroni e dirupi, permetteva di far scorgere eventuali attacchi da parte dei saraceni e di chiunque volesse occupare il porto di Centumcellae. La sua collocazione la rendeva ideale baluardo per Roma.
La seconda sezione racconta il successivo sviluppo, tra XII e XIII secolo, in un percorso fra case e botteghe di ceramisti, fabbri, mugnai, calzolai, osti, campanari di una città medievale vitale ed articolata.
La trasformazione di Cencelle in tenuta agricola, affittata nel 1532 al cardinal Farnese per poi passare definitivamente alla Camera Apostolica, occupa la terza e ultima sezione della mostra.L’individuazione di giacimenti di alumite sui Monti della Tolfa diede avvio ad un’imponente operazione di estrazione e trasporto del minerale verso i porti tirrenici, in particolare quello di Civitavecchia. I dati archeologici, meglio delle attestazioni documentarie, permettono di affermare che l’assetto urbano che si era delineato tra XII e XIV secolo viene ampiamente ripristinato dopo il terremoto del 1349  e  che fino al XVI secolo ci sono stati continui interventi di restauro e/o rifunzionalizzazione degli spazi.
La mostra è arricchita, oltre che da un plastico della città e da un video, dall’offerta di visite guidate e laboratori didattici per le scuole e per il pubblico. Docenti dell’Accademia delle Belle Arti a Roma propongono invece incontri sulla storia del costume antico, sulle tecniche di tintura dei tessuti e sulla fusione a cera persa nel periodo tardo antico.
Orari:
Dal 3 aprile al 27 luglio 2014
Da martedì a domenica ore 9.00 - 19.00;
La biglietteria chiude un’ora prima
Chiuso il lunedì

Informazioni
060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00

mercoledì 2 aprile 2014

Ferrara al tempo di Ercole I d'Este

Ferrara al tempo di Ercole I d'Este
Scavi archeologici, restauri e riqualificazione urbana nel centro storico della città
da domenica 6 aprile a domenica 13 luglio 2014
L’evoluzione del Palazzo Ducale
Inaugurazione presso la Residenza Municipale
venerdì 4 Aprile 2014, ore 11
Piazza Municipio n. 2
info 0532 419111  www.comune.fe.it
La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.30
Gli scavi archeologici e i materiali
Inaugurazione al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
sabato 5 aprile 2014, ore 17
Via XX Settembre n. 122
info 0532 66299
La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 17 (chiusura biglietteria ore 16.30)
Ingresso  € 5,00 incluso nel biglietto del museo
I lavori di riqualificazione del centro storico di Ferrara hanno consentito di realizzare una serie di indagini archeologiche che hanno fornito nuovi elementi utili a comprendere meglio il complesso palinsesto costituito dalle residenze estensi.  Gli scavi archeologici hanno interessato l’area dell’attuale piazza Municipale, del retrostante Giardino delle Duchesse, dell’edificio che ne costituiva la cerniera verso nord - noto come “ex Bazzi” - e più recentemente tutto il percorso di corso Martiri della Libertà. Altri interventi effettati all’interno del Castello Estense, seconda residenza in ordine di tempo degli Estensi, hanno fornito ulteriori dati su alcune parti dell’edifico tra cui la zona dei famosi “Camerini d’alabastro”.
Si è dunque avuta l’occasione di investigare un’area che fu oggetto di una delle più importanti operazioni di trasformazione urbana avviata da Ercole I, culminata nella famosa Addizione erculea del 1492.
Già dal 1470 il Duca si era posto l’obiettivo di un radicale rinnovamento dell’assetto cittadino, rimodernando prima tutti gli edifici che si affacciavano sulla vecchia piazza comunale, per poi passare alla residenza ducale. Nel 1479 venne creato il nuovo Cortile Ducale, corrispondente all’attuale piazza Municipale, realizzato abbattendo parte della precedente residenza, la nuova ala sul Cortile e il Giardino interno.
I risultati delle indagini archeologiche sono ora i protagonisti di due mostre incentrate su "Ferrara al tempo di Ercole I d'Este. Scavi archeologici, restauri e riqualificazione urbana nel centro storico della città" curate, per la parte archeologica,  dall'archeologa della Soprintendenza, Chiara Guarnieri.
La prima mostra, dedicata specificatamente a "L'evoluzione del Palazzo Ducale", espone tavole tematiche sul  palazzo e sugli affreschi scoperti durante i restauri e sarà inaugurata venerdì 4 aprile, alle ore 11, nella Residenza Municipale in piazza Municipio 2 a Ferrara (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.30, info info 0532 419111  www.comune.fe.it).
La seconda, ospitata al piano nobile del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, è incentrata su "Gli scavi archeologici e i materiali" rinvenuti nelle indagini e ha come temi principali la vita a corte e l’aspetto del palazzo estense, illustrati attraverso i numerosissimi reperti rinvenuti negli scavi (inaugurazione il 5 aprile 2014, ore 17).
Leggi tutto il programma completo online.

sabato 22 marzo 2014

Inaugurazione del Museo dell'Alto Medioevo a Ascoli Piceno

Con una vista scenografica su Ascoli Piceno, inaugura sabato 22 marzo 2014 il Museo dell’Alto Medievo, all’interno del Forte Malatesta, una delle architetture fortificate rinascimentali più importanti e spettacolari in Italia e uno dei siti monumentali più affascinanti della raffinata città marchigiana.
All’ultimo piano del Forte Malatesta per un totale di sei ambienti comprendendo anche l’ultimo livello della chiesa della Madonna del Lago. Il livello destinato a museo si sviluppa su circa 565 mq di superficie di cui 441 fruibile e accessibile anche ai portatori di handicap. La ‘Sala degli Ori di Castel Trosino’ sarà l’elemento centrale di tutta l’esposizione sia per l’importanza dei reperti sia per il fatto che l’esposizione avverrà nell’ambiente a maggiore valenza storico monumentale di tutto il Forte Malatesta.
Nell’ambito delle Giornate FAI di Primavera, visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni® appartenenti agli Istituti di Ascoli Piceno: Liceo Classico “Francesco Stabili”, Liceo Scientifico “Antonio Orsini”, Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Umberto Primo”, Liceo delle scienze Umane/Liceo della Comunicazione “Tecla Relucenti”, Liceo Artistico “O. Licini”, Istituto Tecnico agrario “Celso Ulpiani”, UNICAM Beni culturali – Corso di Laurea in Tecnologie e Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro. Collaborano anche allievi degli, Istituti Superiori di San Severino Marche, Fermo, Ancona e Teramo.”
Orari:
martedì e giovedì dalle 10 alle 13
mercoledì e venerdì dalle 15 alle 18
sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 10 alle 19
Chiusura: lunedì
Info e prenotazioni: 0736/262833 – 0736/298213

mercoledì 12 marzo 2014

Riapre a Prato il Museo di Palazzo Pretorio

La città cambia volto, e lo fa guardandosi indietro, ovvero riscoprendo e valorizzando un patrimonio artistico di rilevanza e prestigio internazionali, che sino ad anni recentissimi passavano a torto in secondo piano. Il dinamico distretto tessile, con la sua cultura del lavoro, lasciava poco tempo e poco spazio ai pratesi, perché questi potessero attentamente osservare la loro città.
A sedici anni dalla chiusura per lavori di restauro, sabato 12 aprile 2014 segnerà la riapertura del Museo Civico di Palazzo Pretorio, uno dei simboli dell’identità cittadina, nonché scrigno di preziosi tesori artistici che datano dal Medioevo al Novecento. Un traguardo fortemente voluto dall’attuale Giunta, e che viene raggiunto in un momento in cui la città mostra anche altri segnali positivi, quali il primo posto fra le città d’Italia per il numero di imprese gestite da donne, e ancora l’alto livello di attenzione all’ambiente e alle politiche giovanili. Adesso, con l’apertura del nuovo Museo Civico, si tratta d’intraprendere una convinta ed efficace politica culturale che possa far conoscere Prato sui circuiti turistici, e attrarre visitatori da ogni dove, sviluppando sinergie fra la cultura storico-artistica e quella eno-gastronomica, e coinvolgendo tutte le associazioni di categoria per creare una rete appetibile ai potenziali turisti. La cultura, porta con sé le premesse per un progresso economico, ma anche civile. Riaprire un Museo Civico, e rendere visibili, ad esempio, i capolavori di Filippo Lippi, Giovanni da Milano, Fra’ Bartolomeo, significa anche ricordare ai pratesi quel lungo e proficuo legame fra la città e l’arte che si creò sin dal Medioevo per proseguire fino al primo Novecento, con la cosiddetta Scuola di Prato. Aggirarsi fra quelli che saranno i saloni riaperti, e ammirarvi le Storie della Cintola di Bernardo Daddi, così come il Polittico di Giovanni da Milano, la Madonna del Ceppo di Filippo Lippi, il Tabernacolo del figlio Filippino, passando per l’Annunciazione del Bilivert, i gessi di Lorenzo Bartolini, per giungere alla Scuola di Prato, significa compiere un ideale viaggio nella storia artistica della città, che si interseca con quella del Paese. Il Rinascimento, ha infatti prese le mosse dalle invenzioni stilistiche di Filippo Lippi, che affrescando le pareti del Duomo gettò le basi di quella maniera secca che rappresenta il primo superamento dello stile degli antichi. Un secolo, il Quattrocento, che vide fiorire numerose committenze pubbliche e private, capaci di dar slancio alla produzione pittorica di quegli artisti, fra cui lo stesso Lippi, Fra’ Diamante, e Zanobi Strozzi, che compongono l’ideale Officina Pratese. Anche nei secoli successivi le committenze, in particolare quelle religiose, continuarono, lasciando inalterato quel proficuo rapporto con l’arte che la città si era creata. Recuperarlo dopo quasi un secolo di pressoché totale cultura tessile, significa riscoprire le nostre radici, e aprire nuove strade per un futuro di sviluppo economico.
Adesso il Museo ritorna alla città, caratterizzato da uno splendido restauro conservativo, e da un allestimento non particolarmente importante da un punto di vista estetico, che però ha il pregio di avere flessibilità di utilizzo, oltre a non sopraffare visivamente le opere d’arte.
L’invito del Sindaco è rivolto a tutti i pratesi, affinché vengano a conoscere il loro Museo, la cui attività sarà continuativa per tutto il 2014, grazie alla mostra con i capolavori della Banca popolare di Vicenza in programma a settembre. Soddisfazione espressa anche dagli assessori Beltrame e Caverni per il raggiunto obbiettivo.
Non passa in secondo piano lo splendore di Palazzo Pretorio, considerato fra i più belli edifici medievali dell’Italia Centrale. La sua storia ha inizio negli anni Ottanta del XIII Secolo, quando era adibito a residenza dei magistrati stranieri in servizio a Prato. Sede di mandamento nel Trecento, a partire dal Settecento il palazzo ospitò uffici governativi lorenesi, per divenire, nel 1788, Pinacoteca Civica. Un progetto che decollerà solo nel 1858, per iniziativa di Cesare Guasti, un’attività che prosegue con l’arricchimento della collezione - in particolare con il nucleo di opere appartenuto alla famiglia Martini -, fino alla chiusura a causa della Seconda Guerra Mondiale. Riaperto nel ‘54, sarà ancora il Museo della città fino al 1997, anno della chiusura per restauri, mentre la collezioni viene esposta attraverso mostre temporanee, dedicate di volta in volta alla scultura del Trecento, a Bartolini, fino all’appena acquisita donazione Lipchitz lo scorso marzo, che completa quel percorso che si apre con l’Età Medievale, e giunge quindi all’arte contemporanea.