lunedì 10 aprile 2017

"Storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio" mostra a Milano

E’ curata da uno studioso autorevole come il prof. Cosimo Damiano Fonseca, quindi le premesse per una mostra di livello scientifico ci sono tutte. Perché l’argomento, si sa, è dei più scivolosi e facilmente inclini alle speculazioni pseudo e fantastoriche che invece piacciono tanto agli appassionati di esoterismo.  “Templari: storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio”, ideata e progettata dalla Fondazione DNArt e curata da Fonseca con la collaborazione della dott.ssa Elena Fontanella, sarà inaugurata giovedì 13 aprile 2017 alle ore 18.30 e resterà aperta al pubblico dal 14 aprile fino al 2 luglio 2017 nel nuovo Spazio Cobianchi Duomo, di proprietà Comune di Milano.
Attraverso importanti e significativi reperti storico-artistici l’esposizione si prefigge di illustrare il problema templare innanzitutto nelle sue evidenze storiche. Tra le testimonianze presenti di particolare rilievo sono: il Codice pergamenaceo La Regola dei Cavalieri del Tempio dalla Biblioteca Nazionale Lincei di Roma; i Documenti del processo ai Templari dell’Archivio Segreto Vaticano. Vi sono anche opere di prestigio come: La Grande Tavola a foglia oro di San Nicola pellegrino della Cattedrale di Trani, la Croce stradale del cammino verso la Terra Santa del XII° sec. del Museo Medievale di Arezzo e la Corona di Ruggero II del Museo Nicola Iano di Bari.
La mostra ha anche una finalità simbolica: infatti i reperti artistici che la illustrano – pur nella loro semplice bellezza estetica – racchiudono un complesso di simboli e di metafore che formano un’eredità ancora viva, nella cultura del nostro tempo. 
Si tratta di un’esposizione unica nel suo genere per la portata del tema, per l’alto comitato scientifico coinvolto e per la bellezza e l’unicità di reperti che schiudono, anche al più impreparato visitatore, nuovi orizzonti di interpretazione storica. Attraverso l’esposizione di documenti, quadri, sculture ed oggetti la mostra illustra la nascita, lo sviluppo, la fine e l’eredità dell’Ordine, lungo il percorso storico di diverse tappe e la narrazione delle gesta dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Per questo la mostra ha un alto valore didattico-pedagogico ed è indicata per studenti e ragazzi in età scolare: al fine di facilitare l’ingresso sarà disponibile un’agevolazione Pacchetto Famiglia e agevolazioni varie per gli Studenti anche Universitari.
La protezione dei deboli, la virtù e l’abnegazione al servizio del compimento del dovere, la subordinazione degli interessi particolari ad un concetto di bene universale, rappresentarono in quei secoli a torto definiti bui, le nuove parole d’ordine di una comunità del coraggio e della cavalleria. In forza della dimensione internazionale dei Templari e del loro porsi come ordine monastico-cavalleresco, questi valori diventarono una delle prime forme “politiche” interpreti del concetto di dovere universale in ambito medioevale.
Sono proprio questi valori che danno attualità alla mostra: l’esperienza dei Templari si può infatti leggere anche in chiave di integrazione tra le grandi culture del mediterraneo. Un messaggio di speranza per superare la situazione di contrapposizione che nella nostra epoca storica alimenta le numerose guerre e tensioni dell’area interessata alla storia dei Templari.

Attraverso il cammino espositivo la mostra offre al visitatore la possibilità di scegliere un personale percorso di approfondimento e di scoperta di un mondo che ancora oggi è ricco di fascino. 
Nello stesso giorno dell’inaugurazione sarà aperto un punto vendita permanente dell’Abbonamento Musei Lombardia, la carta che permette di accedere liberamente e ogni volta che lo desideri ai musei, le residenze reali, le ville, i giardini, le torri, le collezioni permanenti e le mostre di Milano e della Lombardia aderenti al circuito, in forza di tale accordo è previsto l’entrata gratuita alla mostra per tutti i possessori dell’Abbonamento Musei.
Informazioni
Spazio Cobianchi Duomo
Milano, entrata dalla Galleria Vittorio Emanuele II lato Via Tommaso Grossi.
Dal 13 aprile al 2 luglio 2017
Orari: martedì-domenica 9:30-20:00
Lunedi 15:00-20:00
Tel. 02.89095044
www.circolocobianchiduomo.it - info@circolocobianchiduomo.it
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domenica 9 aprile 2017

Moda e arte alla corte dei Visconti

Da domenica 9  a domenica 30 aprile 2017 nel Palazzo Del Podestà Castell Arquato, un evento unico nel suo genere, una mostra dedicata a più settori nata dalla collaborazione tra Vestioevo e la Dottoressa Daniela Miragoli.
Come vestivano alla corte dei Visconti tra il 1300 e il 1400?
Un'esposizione di abiti storici maschili e femminili realizzati secondo gli aspetti stilistici del XIV/XV secolo; due ambienti dedicati alle vesti in uso tra gli abitanti del borgo fino alle eleganti sopravvesti nobiliari trovando riscontro nelle fonti storiche del periodo e del luogo.
L'Arte:
Un'esposizione di manufatti su tavolette di legno, fogli di carta e di sughero che riproducono fedelmente nei colori e nelle imperfezioni originali diversi Codici Miniati-

Inaugurazione domenica 9 Aprile ore 17:00
Orari:
Pre-festivi 15:00/18:00 - Festivi 10:30/12:00 - 15:00/18:00
Per informazioni: vestioevo@libero.it.
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sabato 1 aprile 2017

Sguardi dal Medioevo a Todi

Sarà inaugurata sabato 1 aprile 2017 alle ore 17,00 nella Sala delle Pietre di Todi la mostra fotografica ‘Sguardi dal Medioevo’ di Roberto Campanaro, visitabile fino al 17 aprile. Dopo la tappa nella cittadina di Jacopone, nell’arco del 2017 l’esposizione toccherà altri quattro comuni dell’Umbria (Narni, Perugia, Bevagna e Trevi) che, insieme alla Regione Umbria, patrocinano l’iniziativa.
Il progetto nasce da una ricerca di oltre due anni, realizzata nelle tante manifestazioni storiche tradizionali che si svolgono in Umbria. Protagonisti, i figuranti in abiti medievali delle diverse rievocazioni, immortalati in un totale di più di trecento scatti, tra i quali ne sono stati selezionati sessanta.
L’esposizione si compone di sessanta stampe fotografiche Fine art a colori di grande formato, raffiguranti ritratti in primo piano, montate su supporti rigidi neri, senza alcuna cornice per evitare la sensazione di delimitazione dei volti. Prosegue Campanaro: «Gente di ogni età e professione, dal sindaco all’imprenditrice, dall’impiegato comunale al fabbro, dal medico alla studentessa, con orgoglio ed entusiasmo hanno posato di fronte alla macchina fotografica, mostrando un vigoroso attaccamento a tradizioni già fortemente radicate nella caratterizzazione stessa dei tanti borghi medievali presenti nel territorio umbro».
Grazie alla collaborazione della Pro Todi, la mostra resterà aperta tutti i giorni dall’1 al 17 aprile dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Nutrimenti. Dopo la permanenza a Todi, l’esposizione sarà ospitata a palazzo Eroli di Narni dal 24 aprile al 14 maggio e, dal 27 maggio all’11 giugno, nella rocca Paolina di Perugia. Dal 16 giugno al 26 giugno ‘Sguardi dal Medioevo’ sarà al teatro Francesco Torti di Bevagna, per arrivare alla tappa finale di palazzo Lucarini a Trevi il 7 ottobre (esposizione fino al 29 ottobre).
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sabato 25 marzo 2017

"Il Vangelo secondo Giotto" a Torino

Sabato 1 aprile 2017 a Torino presso il Salone Faà di Bruno, in Via San Donato 31, verrà inaugurata la mostra Il vangelo secondo Giotto, con una fedele riproduzione fotografica in scala 1:4, delle pareti della cappella degli Scrovegni che Giotto affrescò oltre sette secoli fa, fra il 1303 e il 1305, per ordine del banchiere padovano Enrico Scrovegni.
Questa cappella è riconosciuta come l'espressione più alta dell'arte medievale e la mostra itinerante è organizzata dal Museo Francesco Faà di Bruno e dal suo Centro Studi.
Tra il 1303 e il 1305 Giotto affrescò la cappella intitolata a Santa Maria della Carità su commissione del banchiere padovano Enrico Scrovegni, concepita per accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte e oggi nota come cappella degli Scrovegni.
Gli affreschi, dopo un accurato restauro, sono tornati all’antico splendore e mostrano la bellezza e la genialità della pittura giottesca che influenzò generazioni di artisti e mutò i canoni stilistici della pittura italiana ed europea.
Nella pittura di Giotto tutto è simbolo di Dio che si fa uomo, che egli mette in scena perché, attraverso i colori e le immagini, i fedeli possano meditare sulle storie di Maria e di Gesù.
Il ciclo pittorico della cappella sviluppa tre temi principali, divisi in dodici episodi disposti sulle pareti della navata: l’Immacolata Concezione di Maria, la sua nascita e presentazione al tempio, fino alle nozze con Giuseppe; l’infanzia e la vita pubblica di Gesù; l'apice della Redenzione, con la Passione, Morte, Risurrezione, Ascensione e infine la Pentecoste.
Nello zoccolo monocromo delle due pareti si vedono le conseguenze morali di quell’avvenimento: le personificazioni dei sette vizi e delle sette virtù che conducono rispettivamente all’Inferno e al Paradiso del grande Giudizio universale dipinto sulla controfacciata.
In un periodo in cui gli artisti bizantini dipingevano Santi e Madonne idealizzati, Giotto descrisse col pennello i vari episodi della vita di Gesù raffigurando i veri protagonisti della sua storia come uomini di tutti i giorni.
Dopo i restauri del 2002, per ragioni conservative è stato ridotto a pochi minuti il tempo permesso per ammirare questo capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo.
La mostra è una buona opportunità di guardare gli affreschi con il tempo necessario per cogliere la poesia iconica delle corrispondenze verticali e frontali, del simbolismo dei colori, dei numeri, delle prospettive architettoniche.
Prodotta da Itaca, società editoriale e di promozione culturale, la mostra è curata dal professor Roberto Filippetti, che da anni percorre l’Italia per introdurre bambini, giovani e adulti all’incontro con la grande arte, autore dei due volumi, editi da Itaca, dedicati alla mostra, L’Avvenimento secondo Giotto. Cappella degli Scrovegni - Padova e Il Vangelo secondo Giotto. La vita di Gesù raccontata ai ragazzi attraverso gli affreschi della cappella degli Scrovegni.
L’esposizione è ideata grazie al contributo di Regione Veneto e Consorzio Giotto Padova, in collaborazione con l’Azienda Turismo Padova Terme Euganee e con il patrocinio di Provincia di Padova, Comune di Padova e Camera di Commercio di Padova.
La mostra sarà visitabile nei giorni feriali dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18, sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, mentre sarà chiusa a Pasqua e Pasquetta.

domenica 19 marzo 2017

"Haveria carissimo vedervi in questo habito"

Come si vestivano nel 1300 e nel 1400 gli abitanti e i frequentatori del Castello Visconteo di Pavia? Quali abiti, calzature e copricapi, quali accessori e tessuti indossavano i cavalieri e gli umanisti, le dame di corte e i castellani, i duchi e i loro ospiti illustri? Sono domande che sorgono spontanee percorrendo i loggiati e le immense sale del trecentesco castello.
La mostra "Haveria carissimo vedervi in questo habito – dettagli di moda alla corte dei Visconti e degli Sforza" in programma da domenica 19 marzo a lunedì 19 giugno 2017 prova a rispondere a queste domande, proponendo al visitatore un itinerario attraverso tre sezioni dei Musei Civici di Pavia: Bibliothec@ di corte, Pinacoteca Malaspina e Quadreria dell’Ottocento.
Questa mostra, che si disloca in tre sezioni dei nostri Musei Civici, si presenta come un percorso per suggestioni, dove lo spettatore è guidato alla scoperta di oggetti, provenienti direttamente da un passato affascinante e remoto, quali dipinti, miniature, incisioni, illustrazioni e carte da gioco, che descrivono abitudini e occasioni della vita di corte, racconti di un mondo di sfarzo e attenzione al dettaglio pregiato. Tra gli oggetti, spicca una minuscola scarpetta ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del Castello, preziosa per la rarità del reperto, molto ben conservato, e documenti solo apparentemente aridi, come i lunghi elenchi di capi d’abbigliamento e biancheria registrati nei corredi nuziali delle spose legate alla famiglia ducale, dichiara Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura del Comune di Pavia.
Le tre sezioni museali corrispondono alle tre parti in cui è suddivisa la mostra: Tesori raccoglie, nell’antica sala che ospitò per più di un secolo la ricchissima Biblioteca visconteo-sforzesca, una minuscola scarpetta ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del Castello, preziosa per la rarità del reperto, molto ben conservato, e insieme, alcuni pezzi notevoli come un tessuto con il celebre emblema del biscione visconteo, miniature francesi e un esempio dei Tarocchi cosiddetti del Mantegna.
Fonti presenta dettagli di moda come le pale d’altare, i dipinti, gli affreschi della Pinacoteca Malaspina e, oltre le opere della collezione permanente, esemplari di pregio come una copia quattrocentesca delle Cronache di Norimberga.
Visioni illustra, nella Quadreria dell’Ottocento, come i miti, le vicende, i protagonisti della storia milanese e pavese rivivano attraverso il recupero romantico, intriso di implicazioni risorgimentali. Pittori come Hayez, Faruffini, Massacra si misurano con il passato medievale e rinascimentale e ricostruiscono l’apparenza di un mondo fatto di architetture, gesti, fogge di abiti e accessori. La messa in scena richiede una regia efficace e un’attenta resa dei costumi, attraverso un linguaggio, che migra anche sulle pagine dei libri, nelle illustrazioni di romanzi storici e fiabe, e che va ad arricchire il nostro immaginario.
In occasione della mostra sono previste iniziative collaterali, quali itinerari guidati, conferenze e visite guidate gratuite per le scolaresche, che si possono prenotare presso Decumano Est: decumanoest@yahoo.it; tel. 3480624218.

giovedì 9 marzo 2017

“Hoc instrumentum scripsi ego”, mostra a Caiazzo (CE)

Lo scorso 13 dicembre, dopo un deposito di decenni presso l’Archivio di Stato di Napoli, la Diocesi di Alife-Caiazzo ha riportato a casa oltre 1000 pergamene appartenenti all’antica Diocesi di Caiazzo.
L’intero fondo comprende 1411 documenti che coprono un arco di tempo compreso tra l’anno 1007 e il 1887, oggi conservate nei locali del rinnovato Archivio storico diocesano a Caiazzo.
In una mostra allestita dal 25 marzo al 1 aprile 2017 nella Chiesa Concattedrale di Maria SS. Assunta e S. Stefano Menecillo, la Direzione dell’Archivio Storico Diocesano intende sintetizzare le dinamiche del recupero di tale patrimonio documentario – bene di notevole valore storico per la Diocesi e la città di Caiazzo, attraverso un percorso espositivo tematico in grado di trasmettere al visitatore la reale portata dei risultati raggiunti.
“Hoc instrumentum scripsi ego”: il notariato caiatino nelle pergamene dell’archivio dell’Antica Diocesi di Caiazzo è il titolo della mostra che sarà inaugurata il giorno 25 alle 11.30, e che vedrà accanto al Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo e al direttore dell’Archivio, dott. Luigi Arrigo con il suo staff, due presenze d’eccezione:  Mons Pagano dell’Archivio segreto Vaticano e il dott. Paolo Franzese, Direttore dell’Archivio di Stato di Napoli.
L’attesa per molti studiosi, cultori, o semplicemente curiosi è per alcuni documenti in particolare che richiamano devozione, fede, storia. Si tratta della Pergamena di Santo Stefano dell’anno 1007 e due documenti del conte di Alife, Rainulfo, corrispondenti a due donazioni, la prima al vescovo di Caiazzo, Orso (1117), la seconda ad un privato (1129).
L’esposizione proporrà ai visitatori il tema del notariato così come ricavabile dai documenti a disposizione, ponendo particolare attenzione al periodo riferibile alla seconda metà del XIII secolo. Le ragioni di questa scelta affondano le proprie radici nell’interesse suscitato dai documenti appartenenti a questo periodo cronologico, che evidenziano la vivacità politica e culturale di Caiazzo di quel tempo attraverso gli atti documentari di ben quattordici notai pubblici regolarmente operanti.

mercoledì 8 marzo 2017

Colosseo. Un'icona

Il Colosseo che racconta se stesso, dalle origini all'età contemporanea attraverso reperti, utensili, modelli in scala, dipinti, installazione: è la grande mostra allestita dall'8 marzo 2017 al 7 gennaio 2018 nell'ambulacro del secondo ordine dell'Anfiteatro Flavio, che racconta la storia millenaria del monumento, visitato ogni anno da circa 6,5 milioni di persone. Tra capitelli riccamente decorati e vedute settecentesche, si possono scoprire anche i più recenti ritrovamenti archeologici, emersi durante l'ultima campagna di restauro, come il camminamento dei soldati a guardia della fortezza dei Frangipane, edificata dentro al Colosseo intorno al 1130.
Intitolata 'Colosseo. Un'icona', la rassegna è stata ideata e organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l'area archeologica centrale di Roma in collaborazione con Electa, al fine di illustrare, a chi arriva da tutto il mondo, cosa sia stato e cosa sia diventato l'anfiteatro più grande e famoso. E' la prima in assoluto che documenti anche il periodo medievale.
La mostra è curata da Rossella Rea, Serena Romano e Riccardo Santangeli Valenzani. Progetto di allestimento di Francesco Cellini e Maria Margarita Segarra Lagunes.
Per maggiori informazioni e programma completo clicca qui

sabato 4 marzo 2017

Jheronimus Bosch e Venezia

Visioni inquietanti, scene convulse, paesaggi allucinati con città incendiate sullo sfondo, mostriciattoli e creature oniriche dalle forme più bizzarre: è questo l’universo di Jheronimus Bosch affascinante ed enigmatico pittore vissuto tra il 1450 circa e il 1516 a ’s-Hertogenbosch (Boscoducale) in Olanda, ricordato in occasione dei 500 anni dalla morte con due grandi mostre monografiche, rispettivamente nella città natale e al Prado di Madrid. A questo straordinario artista, Venezia, unica città in Italia a conservare suoi capolavori, dedica a Palazzo Ducale fino a domenica 4 giugno 2017 una mostra di grande fascino per il pubblico e di notevole rilevanza per gli studi, il cui punto focale sono proprio le tre grandi opere di Bosch custodite in laguna alle Gallerie dell’Accademia – due trittici e quattro tavole – riportate all’antico splendore grazie a una importante campagna di restauri finanziata dal Bosch Research and Conservation Project (brcp) e dalla Fondazione Getty di Los Angeles: Il martirio di santa Ontocommernis (Wilgefortis, Liberata), Tre santi eremiti e Paradiso e Inferno (Visioni dell’Aldilà). “Jheronimus Bosch e Venezia” co-prodotta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dal Museo Nazionale Gallerie dell’Accademia di Venezia, con il patrocinio del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona, grazie agli spettacolari capolavori boschiani e alle quasi 50 opere di contesto provenienti da importanti collezioni internazionali pubbliche e private – dipinti tra gli altri di Jacopo Palma Il Giovane, Quentin Massys, Jan Van Scorel, Joseph Heintz, disegni e bulini straordinari di Dürer, Bruegel, Cranach e Campagnola, bronzi e marmi antichi, preziosi e rari manoscritti e volumi a stampa – condurrà i visitatori a scoprire una città che accanto al classicismo tizianesco e al lirismo tonale inseguiva una passione dotta per il tema del sogno e le visioni oniriche; chiarirà i collegamenti tra le Fiandre e uno dei più raffinati e colti protagonisti della scena veneziana, il Cardinale Domenico Grimani che volle i capolavori dell’artista; mostrerà le connessioni di questo ambiente culturale con la cabala ebraica e la cultura giudaica in generale; rievocherà i salotti e le straordinarie collezioni che a Venezia diventavano luogo e occasione di discussioni e scambi d’opinione, di natura filosofica e morale.
L’intervento conservativo non ha solo consentito infatti una migliore leggibilità delle opere ma ha portato anche alla luce una serie di indizi fondamentali per ripensare le molte questioni sospese: sulle origini e il significato dei lavori dell’artista, sulla presenza di tali opere a Venezia ma anche sull’impatto di Bosch sull’arte italiana. Bosch e Venezia risulta dunque un capitolo chiave nell’iter ancor pieno di punti interrogativi del grande pittore fiammingo, come è spiegato con dati nuovi e inediti nel catalogo e nella mostra, curata da Bernard Aikema con il coordinamento scientifico di Gabriella Belli e Paola Marini. Una mostra emozionante, che tra visioni infernali, “chimere e stregozzi”, per usare le parole di Anton Maria Zanetti, ci porta a riscoprire un’arte volutamente enigmatica e una cultura figurativa assolutamente ambigua che non smette di incuriosire, di far discutere, di meravigliare. Così come sarà emozionante, alla fine del percorso, entrare virtualmente nell’opera, immergersi negli anfratti dell’Inferno e nelle luci del Paradiso grazie a un’innovativa tecnologia che permetterà – indossando gli Oculus – una visione emozionale, di grande impatto e totalmente immersiva delle Visioni dell’Aldilà di Jheronimus Bosch. In una app, tanti contributi di realtà aumentata fruibili grazie al WiFi.

mercoledì 15 febbraio 2017

"Tesori inesplorati. Le Biblioteche dell’Università di Firenze in mostra"

Da mercoledì 15 febbraio a venerdì 23 giugno 2017, nelle sale espositive della Biblioteca Medicea Laurenziana, sarà allestita la mostra "Tesori inesplorati. Le Biblioteche dell’Università di Firenze in mostra".
Il patrimonio bibliografico dell’Ateneo fiorentino ammonta a oltre 3.800.000 volumi, molti dei quali sono esemplari antichi, rari e di pregio che richiamano studiosi e ricercatori da tutto il mondo. Un patrimonio di ricchezze tutto da scoprire, che l’Università di Firenze intende adesso svelare alla città.
Il percorso espositivo è articolato in sei settori tematici, che si richiamano l’un l’altro in un dialogo ideale: il corpo umano e la sua cura; le scienze naturali dal Medioevo all’età moderna; le origini del diritto; tecnologie in evoluzione; Firenze, il Mediterraneo e l’Oriente; il Novecento.

Culture a confronto in un ampio arco diacronico, dal mondo antico al Novecento. Dai papiri ai manoscritti, agli esemplari a stampa tra Umanesimo e Illuminismo, sino alla stagione delle avanguardie. L’esposizione propone anche carte geografiche, disegni originali, incisioni, acquerelli e altro ancora.

La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì (chiusa sabato, domenica e festivi) con orario 9.30-13.30.

sabato 11 febbraio 2017

"Pietre color delle acque. Il Romanico del Lario" mostra a Lecco

Un itinerario espositivo che si snoda da un ramo all’altro del Lario, alla riscoperta dei gioielli romanici che da secoli si riflettono nelle acque del lago. Nata dall’omonimo libro di Angelo Sala, la mostra “Pietre color delle acque. Il Romanico del Lario” conduce lo spettatore in un percorso a tappe in cui sette sono le aree toccate: Como, l’Intelvese, la via Regina, l’alto Lario, la sponda lecchese del Lario, il triangolo Lariano e Civate. Per ognuna di queste zone vengono presentati i principali edifici romanici, con una rassegna completa degli altri monumenti esistenti nelle vicinanze. Lungo un percorso che a molti sembrerà quasi “domestico”, si riscoprono così piccoli e grandi capolavori del Romanico, che a volte si mescola a influssi gotici.
"Una mostra per far conoscere il patrimonio romanico del nostro territorio". Presenta così l'esposizione visitabile da sabato 18 febbraio a domenica 19 marzo 2017 in Torre Viscontea l'assessore alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza, che prosegue spiegando: "Si tratta di itinerari spesso sconosciuti, ma di grande valore culturale e bellezza paesaggistica, luoghi che è importante far conoscere e valorizzare anche nell'ottica del potenziamento, nel nostro territorio, di un turismo di matrice culturale".
Gli itinerari proposti lungo le sponde del Lago di Como prendono spunto da quella luce di religiosità in cui il Manzoni colloca gli edifici sacri. Il taglio dell’esposizione non è quindi prettamente storico-artistico; l’intento di fondo è infatti quello di ripercorrere con rinnovata ammirazione le testimonianze di fede che i nostri progenitori dell’età medioevale ci hanno lasciato. Le diverse tappe del percorso espositivo, il cui allestimento è stato curato da Paolo Vallara, prevedono fotografie degli edifici accompagnate da tavole descrittive. Verrà infine esposto un plastico rappresentante il complesso di San Pietro al Monte di Civate, fornito dall'Associazione Amici di San Pietro al Monte.
L'esposizione verrà inaugurata venerdì 17 febbraio alle ore 18.30, presso la Torre Viscontea. Per l’occasione, alle 17.00 dello stesso giorno, sarà presentato il volume “Pietre color delle acque. Il Romanico del Lario” nel vicino Palazzo delle Paure. Interverranno Monsignor Rolla, vicario episcopale di Lecco, e Andrea Dusio, che ha collaborato alla realizzazione della mostra.

mercoledì 1 febbraio 2017

"La scrittura dipinta" mostra a Pavia

Un’occasione unica per ammirare oltre trenta preziosi codici manoscritti miniati custoditi a Pavia: la mostra “La scrittura dipinta”, i corali di San Michele Maggiore e la miniatura tra sacro e profano nei manoscritti della Biblioteca Universitaria di Pavia, sarà inaugurata sabato 4 febbraio 2017. E’ nata dalla collaborazione della Bibloteca universitaria con l’associazione “Il Bel San Michele onlus”.
La Basilica di San Michele Maggiore possiede tre codici liturgici splendidamente miniati databili all’ultimo quarto del XV secolo. Dal loro recentissimo restauro, affidato al laboratorio di Chiara Perugini e Francesca Toscani, ha preso l’avvio questa mostra che, accanto ai due antifonari e al graduale della chiesa pavese, raduna una trentina di manoscritti miniati conservati presso la Biblioteca Universitaria di Pavia.
Sono per la maggior parte codici miniati di carattere liturgico o legati alla pratica religiosa (libri d’ore, breviari, innari, evangeliari), cui si aggiunge una significativa esemplificazione di manoscritti contenenti testi letterari, filosofici, giuridici e scientifici che costituiscono quasi una brevissima storia della miniatura dal XIII al XV secolo. Le miniature dei corali di San Michele permettono di aprire uno spiraglio su un momento importante della cultura artistica a Pavia nell’ultimo quarto del Quattrocento di cui è protagonista un notevole miniatore denominato Maestro dei corali di San Salvatore, ma altri manoscritti aggiungono nuovi tasselli al panorama della miniatura pavese dal 300 al 400. La mostra, a cura di Maria Grazia Albertini Ottolenghi, verrà inaugurata sabato alle ore 11.00, con interventi della curatrice, di Saverio Lomartire, docente di Storia dell’Arte Medievale, e delle restauratrici Chiara Perugini, Francesca Toscani.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 4 marzo 2017, con ingresso gratuito e orario continuato: da lunedì a venerdì 8.30-18.30; sabato 8.30-13.30.
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domenica 29 gennaio 2017

"L'anima del gotico mediterraneo" al Cervantes di Napoli

Sarà visitabile fino a venerdì 3 marzo 2017 “L’anima del gotico mediterraneo”, mostra allestita all’Instituto Cervantes di Napoli (via Nazario Sauro), diretto da Luisa Castro. L’esposizione, frutto di un progetto di ricerca finanziato dal governo di Aragona in collaborazione con l’ambasciata di Spagna in Italia, le università di Saragozza e di Salerno, comprende analizza le relazioni architettoniche della Corona D’Aragona e dei vari territori che ne fecero parte. Dal regno di Aragona, alle contee catalane-Principato di Catalogna dai tempi di Pedro IV il Cerimonioso, fino al regno di Valenza, ai regni insulari di Sardegna e Maiorca e ai regni di Sicilia e di Napoli. Entità storicamente e culturalmente diverse, che  riuscirono a mantenere le proprie peculiarità nonostante avessero intrapreso un innovativo progetto politico comune. Dal punto di vista temporale, vengono analizzati gli anni di espansione della corona, dal 1282 al 1516 (anno in cui Carlo I di Spagna unifica definitivamente i regni di Castiglia e Aragona). Alle 60 fotografie stampate su alluminio, si affiancano cartelli interattivi che si integrano con un catalogo bilingue spagnolo-italiano e una cartografia cronologica didattica realizzata dai professori Luis Agustín Hernández, Aurelio Vallespín Muniesa, Angélica Fernandez Morales e Ricardo Santonja Jiménez.