giovedì 22 giugno 2017

"Magister Giotto" a Venezia

Magister Giotto dal 13 luglio al 5 novembre 2017 alla Scuola Grande della Misericordia a Venezia.
La voce di Luca Zingaretti come guida, gli ampi spazi della Scuola Grande della Misericordia come cornice e, per sottofondo, la musica originale di Paolo Fresu. Immagini, parole, suoni diventano così un’unica esperienza, si fanno spettacolo per portare il pubblico “dentro” alla produzione artistica del maestro medievale.  I dettagli forniti sull’esposizione-evento, sono ancora pochi. Si sa che ad aprire il percorso nell’immensa navata dell’edifico veneziano,  sarà l’imponente Croce realizzata in 3D del Presepe Greccio, e prosegue al primo piano in sette ambienti di grande impatto con le storie francescane di Assisi, la Cappella degli Scrovegni di Padova, i Crocifissi e le opere fiorentine. Il percorso si conclude con la Missione Giotto dell’Agenzia Spaziale Europea, che nel 1986 per la prima volta nella storia intercettò la Cometa di Halley. La cometa che Giotto dovette vedere nel suo passaggio tra il 1301 e il 1302, tanto da dipingerla con estremo realismo nell’Adorazione dei Magi della Cappella degli Scrovegni.
Magister Giotto vede la direzione artistica dell’autore e regista Luca Mazzieri,  la direzione esecutiva di Alessandra Costantini, la curatela di Alessandro Tomei, ordinario di storia dell’arte medievale all’Università “G. D’Annunzio”, Chieti-Pescara e di Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte membro del Comitato dei Garanti per la Cultura Classica del MIUR col supporto di un notevole comitato scientifico formato da Cesare Barbieri, professore emerito di astronomia presso l’Università di Padova e Stefania Paone, professore aggregato di storia dell’arte medievale presso l’Università della Calabria a Cosenza.
La mostra si avvale anche della consulenza scientifica di Serena Romano Gosetti di Sturmeck, professore ordinario di storia dell’arte medievale presso l’Università di Losanna.
A breve maggiori informazioni e dattagli nel sito ufficiale della mostra.

martedì 20 giugno 2017

"Nel solco di Pietro" a Pisa

Nata da un’idea del Centro Europeo per il Turismo, Cultura e Spettacolo di Roma, e organizzata dall’Opera della Primaziale Pisana in collaborazione con la Reverenda Fabbrica di San Pietro a Roma sarà aperta fino a domenica 23 luglio 2017 nel Palazzo dell’Opera e nel Salone degli Affreschi contiguo al Camposanto Monumentale a Pisa la Mostra “NEL SOLCO DI PIETRO. LA CATTEDRALE DI PISA E LA BASILICA VATICANA”. Il tema principale consiste nel confronto tra l’edificio moderno della Basilica Vaticana e la medievale Cattedrale di Pisa, manifestazione della Chiesa universale la prima e della Chiesa locale la seconda. L’arco cronologico di appartenenza degli oggetti esposti va dall’età di San Pietro all’Ottocento e tramite precise griglie tematiche si restituisce un coerente percorso espositivo che attraversa quasi due millenni di storia religiosa ed artistica.
Importanti testimonianze artistiche pisane mostrano fin dal Medioevo un intenso legame con Roma, legame che vede nella figura di San Pietro e nel suo culto un elemento fondamentale. A Roma, dove Pietro fu sepolto, nel 320 venne costruita la prima basilica vaticana, voluta dal primo imperatore cristiano, Costantino il grande. Questo edificio, distrutto nel corso del Cinquecento per far posto alla basilica attuale, divenne un faro per l’architettura medievale e influenze evidenti si trovano nella Cattedrale di Piazza dei Miracoli.
La Mostra, attraverso cinque sezioni, intende quindi illustrare il forte legame tra queste due città tramite la figura di Pietro e l’influenza della Basilica Vaticana sulla Cattedrale pisana.
La mostra, curata da Marco Collareta, si è avvalso di un prestigioso comitato scientifico, composto da Sua Eccellenza il Cardinale Angelo Comastri, il Presidente dell’Opera della Primaziale Pisana Pierfrancesco Pacini, Maria Grazia Bernardini, Antonino Caleca, Stefano Casciu, Marco Collareta, Andrea Muzzi, Antonio Pinelli, Pietro Zander.
Per tutte le informazioni clicca qui !

lunedì 19 giugno 2017

1143: la croce ritrovata di Santa Maria Maggiore

I Musei Civici d’Arte Antica, in collaborazione con l'Arcidiocesi di Bologna, organizzano presso il Museo Civico Medievale una mostra dedicata alla croce di Santa Maria Maggiore, ritrovata nell'ottobre 2013, durante i lavori di pavimentazione del portico della chiesa. L'esposizione,  in calendario da giovedì 22 giugno 2017 a domenica 7 gennaio 2018, è curata da Massimo Medica e nasce dall'occasione di esporre per la prima volta al pubblico la croce viaria dopo il restauro eseguito da Giovanni Giannelli (Laboratorio di restauro Ottorino Nonfarmale S.r.l.).
L'opera rientra nella tipologia di croci poste su colonne che venivano collocate nei punti focali della città a segnalare spazi sacri come chiese e cimiteri, o di particolare aggregazione come i trivi o i crocicchi e le piazze. Stando alla tradizione tale uso si diffuse già in epoca tardo antica a partire dalle "leggendarie" quattro croci poste a protezione della città retratta romana da sant'Ambrogio o san Petronio e oggi conservate nella basilica petroniana. È però soprattutto a paritre della nascita del Comune (1116) e con l'espansione urbanistica della città del XII e XIII secolo che si venne a sviluppare tale fenomeno. Talvolta le croci venivano protette da piccole cappelle e corredate di reliquie, di altari per la preghiera, e di tutto il necessario per la celebrazione della messa. Segno distintivo e identificativo per la città le croci segnarono lo spazio urbano fino al 1796, quando l’arrivo delle truppe napoleoniche e l’instaurazione della nuova Repubbilica, trasformarono la città e suoi simboli.
La croce ritrovata di Santa Maria Maggiore è di notevole interesse sia perché rientra tra i molti esemplari andati dispersi, sia perchè è possibile datarla
1143, grazie all’iscrizione presente nel braccio destro. L’opera si viene così a collocare tra i più antichi modelli a noi pervenuti, come quella di poco successiva degli Apostoli ed Evangelisti, detta anche di piazza di Porta Ravegnana che risale al 1159. Scolpita su entrambe le facce, la croce ritrovata presenta sul recto la figura del Cristo dal modellato assai contenuto, caratterizzato da incisivi grafismi che rilevano le fisionomie del volto e il gioco delle pieghe del panneggio.
Sul verso invece la scultura è mpreziosita da sinuosi ed eleganti tralci d’acanto, intervallati da fiori e da elementi vitinei posti a cornice della mano di Dio benedicente, ormai non più leggibile. Tali motivi decorativi richiamano modelli antichi o tardoantichi, reinterpretati con una verve esecutiva che trova un suo riscontro in certi repertori decorativi della coeva miniatura come dimostrano i codici miniati dell'XI e XII secolo, esposti in mostra accanto a tavolette d'avorio E preziose opere di oreficeria esempi della cultura artistica diffusa nella città felsinea.

L'inaugurazione al pubblico si terrà giovedì 22 giugno 2017 alle ore 18,00.

domenica 18 giugno 2017

"Omaggio a Giovanni Pisano" a Pistoia

Nell’anno di Pistoia capitale italiana della cultura da domenica 18 giugno a domenica 20 agosto 2017 si tiene a Palazzo Fabroni, Museo del Novecento e del contemporaneo di Pistoia, la mostra omaggio a Giovanni Pisano (c. 1248- c. 1315), curata da Roberto Bartalini con la collaborazione di Sabina Spannocchi.
Spiega il curatore: «L’obiettivo è mettere in luce il percorso di innovazione e continua sperimentazione intrapreso dallo sculture nell’uso dei colori e dei volumi, che lo hanno reso uno dei massimi esponenti del gotico italiano. In particolare nella realizzazione dei crocifissi lignei, a cui la mostra dedica ampio spazio, si evidenzia il passaggio dell’artista dagli stilemi propri della statuaria medievale a una nuova interpretazione artistica della figura umana, che viene liberata dalla propria staticità per esprimere una forte idea di movimento e di pathos. Importante è anche la collocazione di questa mostra, che abbiamo voluto allestire all’interno di un museo dedicato all’arte contemporanea per mettere in risalto questa continuità fra antico e moderno, permettendo alle sculture di Pisano di interfacciarsi con l’arte contemporanea di Parmeggiani. Senza dimenticare la vicinanza tra Palazzo Fabroni e la pieve di Sant’Andrea, che consente al pulpito di Pisano, grande capolavoro della maturità, di intrecciare un dialogo stringente con le opere esposte».
Il percorso espositivo a Palazzo Fabroni è organizzato in nove stanze, ciascuna delle quali ospita un’opera. La mostra parte con un preludio: il rilievo con le Stimmate di San Francesco di Nicola Pisano, padre di Giovanni, proveniente forse dal perduto sepolcro di Filippo da Pistoia (anni Settanta del XIII secolo). Le altre otto stanze sono dedicate a Giovanni Pisano; nella seconda c’è un tondo in marmo che rappresenta la Madonna con Bambino ed è uno dei vertici dell’opera del giovane scultore. Nella terza stanza c’è un’altra opera lignea, un angelo in veste di diacono che estende la testa di San Giovanni Battista. Seguono quattro crocifissi, fra cui quello della cattedrale di Siena, l’unico tra quelli processionali a conservare ancora la croce originale, databile al 1285-1290, e uno, quello della chiesa di San Bartolomeo in Pantano, che viene per la prima volta attribuito a Giovanni giustappunto dal curatore della mostra. Ci sono entrambi i crocifissi della Pieve di Sant’Andrea, autentici capolavori, uno dei quali collocato abitualmente in posizione poco favorevole a mostrarne appieno la bellezza e l’ardimento innovativo.
L’esposizione è promossa e realizzata dal Comune di Pistoia in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.
Dal martedì alla domenica e festivi lunedì 24 luglio e lunedì 14 agosto ore 10,00 - 18,00. Chiuso il lunedì.

venerdì 16 giugno 2017

"Castelli in Aria" mostra al Castello di Bianello

Castello di Bianello da sabato 17 giugno a domenica 24 settembre 2017.
INAUGURAZIONE sabato 17 giugno alle ore 17.00. Servizio di bus navetta dalle ore 16.15 dalla Chiesa di Quattro Castella.
La mostra sarà visitabile durante gli orari di apertura del castello consultabili sul sito www.bianello.it.
Saranno in mostra novanta oggetti – in gran parte facenti parte della collezione di Giuliano Grasselli, per molti anni regista del Corteo storico matildico e da decenni appassionato ricercatore di oggetti legati alla storia della Grancontessa – tra cui quadri, libri e stampe antiche riguardanti i castelli matildici, reggiani ma non solo.
Per prenotazione visite rivolgersi a Ideanatura cell. 338-6744818
Informazioni: biblioteca di Quattro Castella tel. 0522-249232
Comune di Quattro Castella; Amici di Matilde di Canossa e del castello di Bianello; con il contributo di Regione Emilia Romagna

sabato 10 giugno 2017

Siena dal '200 al '400

Siena dal '200 al '400 l’importante e ricco allestimento, con le opere dei grandi maestri della scuola senese, sarà ospitato nei Magazzini del Sale da giovedì 15 giugno a venerdì 15 settembre 2017.
Grazie al mecenatismo dell’architetto SimonPietro Salini l’Amministrazione comunale offrirà al pubblico una eccezionale mostra che narra l’apice della storia senese attraverso l’evoluzione della sua arte dal Duecento al Quattrocento. Saranno esposte opere di alcuni degli artisti senesi più illustri: da Duccio a Giovanni Pisano, i Lorenzetti, Simone Martini, Jacopo della Quercia, Sassetta, Francesco di Giorgio e molti altri.
Più di ottanta opere, alcune mai esposte prima, per celebrare il genio creativo di Siena, oltre a rari pezzi tra oreficerie, maioliche e arredi. Per volontà del Comune e del proprietario la mostra sarà a ingresso gratuito, salvo un’offerta libera da destinare ad un’opera di beneficenza al restauro di opere d’arte e monumenti (anche delle zone del terremoto dell’Italia Centrale), ed avverrà nel suggestivo scenario dei Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico.
Salini è un grande costruttore e progettista di opere di edilizia civile e industriale, in Italia e in tutto il mondo. Innumerevoli le realizzazioni che portano il suo nome: ospedali, strade, ponti, ferrovie, dighe, acquedotti, piani urbanistici e territoriali in Europa come in Africa, Medio Oriente, Cina e Brasile.
Ambrogio Lorenzetti – Crocifissione
L’allestimento è stato seguito personalmente dall’architetto Salini; l’organizzazione generale da Donatella Capresi e Gianni Maccherini; la supervisione dell’Assessorato alla Cultura. Cittadini e turisti, cultori e appassionati d’arte, avranno così la possibilità di visitare un’esposizione di grande spessore ed inedita per la completezza della raccolta, visto che questo inestimabile patrimonio di opere d’arte è raccolto come collezione privata in un castello in terra senese, accumulato in molti anni.
Dello stesso avviso il sindaco di Siena Bruno Valentini, grato al proprietario per questo straordinario omaggio all’arte senese.
L’esposizione sarà aperta tutti i giorni in orario 10,00-19,00 con ingresso gratuito.
A corredo un ricco catalogo per illustrare le opere curato da Andrea De Marchi e Gabriele Fattorini, edito da M studio, Firenze.
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domenica 21 maggio 2017

"L'Inferno degli Italiani" mostra a Ravenna

Aprirà giovedì 25 maggio 2017 alle 18.30 la mostra che la Biblioteca Classense organizza in occasione della XXVIII edizione del Ravenna Festival.
In parallelo allo spettacolo “Inferno”, in coproduzione con Ravenna Teatro/Teatro delle Albe, ideato e diretto da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, viene presentata una selezione di edizioni illustrate moderne e contemporanee tratte dalle collezioni classensi, vera e propria ricostruzione dell’immaginario dantesco che dalla seconda metà dell’Ottocento ai nostri giorni ha ispirato artisti tra loro diversissimi per temperamento, formazione e percorsi biografici.
L’esposizione comprende opere di alcuni tra i più celebri artisti che dal XIX secolo si sono cimentati con l’iconografia dell’Inferno dantesco, quali Francesco Scaramuzza e Gustave Dor. e si snoda fino alle graphic novel e alle illustrazioni contemporanee, tra gli altri, del giapponese Gō Nagai e di Paolo Barbieri. Tutti gli artisti sono accomunati dalla sensibilità nei confronti delle infinite suggestioni della prima cantica della Commedia e con la loro produzione aggiungono elementi di riflessione al tema dell’edizione 2017 del Festival, “Il rumore del tempo”, che esplora il complesso e spesso drammatico rapporto tra intellettuale e potere e che trova in Dante e nel suo Poema un formidabile esempio.
La mostra: L’Inferno degli Italiani. L’immaginario dantesco nelle edizioni moderne della Classense dal 25 maggio al 3 luglio 2017.
Manica Lunga della Biblioteca Classense, via Baccarini 3/A tutti i giorni tranne il luned. e sabato 17/6 ore 17.30 – 19.30 dal marted. al venerd. ore 10 – 12 su richiesta Ingresso libero

martedì 16 maggio 2017

Antichi Erbari della Biblioteca di Trento in mostra a Castel Caldes

Un’interessante rassegna dedicata agli antichi erbari conservati nella Biblioteca Comunale di Trento, verrà proposta dal 20 maggio al 16 ottobre 2017 nella magnifica cornice di Castel Caldes. Rari e preziosi volumi dal XV al XVIII, saranno esposti nel maniero che domina l’imbocco della valle di Sole: un'occasione unica per scoprire volumi rari, illustrati da xilografie e incisioni su rame di grande pregio artistico, che hanno permesso di tramandare fino ad oggi antichi saperi e conoscenze su piante e fiori che in essi vengono accuratamente descritti. Sarà esposta anche una selezione di antichi strumenti da farmacia, provenienti da Casa de Gentili di Sanzeno, e cortesemente prestati dall'ente proprietario, ossia il BIM dell'Adige.
La proposta offre in visione al grande pubblico opere d'arte che rimarrebbero altrimenti accessibili solo a pochi intenditori, valorizzando così il patrimonio culturale cittadino. Alcuni tra i più bei codici miniati del Quattrocento e del Cinquecento, oggi conservati in alcune delle più importanti biblioteche europee, sono stati, almeno per qualche tempo, nelle mani dei principi vescovi di Trento che li hanno acquistati o posseduti.
Tra questi, ad esempio, il Tacuinum Sanitatis della fine del Trecento, oggi alla Österreichische Nationalbibliothek di Vienna, che appartenne al vescovo Giorgio di Lichtenstein. Le sue splendide miniature furono realizzate in ambiente veronese e si inquadrano chiaramente nell’ambiente del gotico internazionale che si manifestò a Trento negli affreschi dei Mesi di Torre Aquila del maestro Venceslao di Boemia. Presente in mostra vi è l’Erbario di Trento (esposto in fac-simile) un prezioso manoscritto della seconda metà del Quattrocento, che raccoglie tavole con illustrazioni di piante officinali e medicinali corredate da spiegazioni sul loro impiego e sui rimedi realizzabili. Si ammirano le rappresentazioni di note piante disegnate e colorate ad acquarello, bizzarre formule magiche, cabale, citazioni evangeliche, preghiere, vengono citate piante e animali i cui nomi sono talvolta inventati con etimologie assurde e ingenue. Il prezioso codice conservato nel Castello del Buonconsiglio realizzato da artisti di bottega veneta è un’opera in cui si sposano felicemente la finalità scientifica e la riuscita artistica, strumento di lavoro per botanici e medici, di guarigione per i malati, per noi di conoscenza della vita reale di quel tempo in cui si integravano gli apporti culturali più diversi. È coinvolgente e suggestivo osservare dall’interno un mondo lontano in parte scomparso (alcune piante non esistono più), in parte mai esistito (vegetali e animali fantastici), in parte tuttora attuale nella medicina alternativa. 
Inaugurazione: venerdì 19 maggio 2017 ore 17.30.

sabato 6 maggio 2017

Tra archeologia e antropologia nella Valle dei Monaci

L'inaugurazione della mostra “Tra archeologia e antropologia nella Valle dei Monaci. Lo scavo nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo de Noseda (Nosedo, Milano)” si terrà martedì 9 maggio 2017 alle 16.00 presso l’Antiquarium Alda Levi, in Via De Amicis, 17 a Milano.
Verranno esposte monete del IV secolo, frammenti di anfore, ciotole, scodelle a partire dal primo secolo a.C., ma anche piccoli bottoni, aghi crinali, manufatti ornamentali rinvenuti nelle sepolture messe in luce durante la campagna di scavo del 2013 nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Nocetum che rivelano affinità inaspettate tra centro città e periferia.
La mostra sarà visitabile fino al 30 novembre 2017
da martedì a sabato dalle 9,30 alle 14,00
Ingresso libero
. Chiuso il mese di agosto.
Per maggiori dettagli visita il sito www.nocetum.it.
Per informazioni: info@nocetum.it | 02 55230575

lunedì 10 aprile 2017

"Storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio" mostra a Milano

E’ curata da uno studioso autorevole come il prof. Cosimo Damiano Fonseca, quindi le premesse per una mostra di livello scientifico ci sono tutte. Perché l’argomento, si sa, è dei più scivolosi e facilmente inclini alle speculazioni pseudo e fantastoriche che invece piacciono tanto agli appassionati di esoterismo.  “Templari: storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio”, ideata e progettata dalla Fondazione DNArt e curata da Fonseca con la collaborazione della dott.ssa Elena Fontanella, sarà inaugurata giovedì 13 aprile 2017 alle ore 18.30 e resterà aperta al pubblico dal 14 aprile fino al 5 novembre 2017 nel nuovo Spazio Cobianchi Duomo, di proprietà Comune di Milano.
Attraverso importanti e significativi reperti storico-artistici l’esposizione si prefigge di illustrare il problema templare innanzitutto nelle sue evidenze storiche. Tra le testimonianze presenti di particolare rilievo sono: il Codice pergamenaceo La Regola dei Cavalieri del Tempio dalla Biblioteca Nazionale Lincei di Roma; i Documenti del processo ai Templari dell’Archivio Segreto Vaticano. Vi sono anche opere di prestigio come: La Grande Tavola a foglia oro di San Nicola pellegrino della Cattedrale di Trani, la Croce stradale del cammino verso la Terra Santa del XII° sec. del Museo Medievale di Arezzo e la Corona di Ruggero II del Museo Nicola Iano di Bari.
La mostra ha anche una finalità simbolica: infatti i reperti artistici che la illustrano – pur nella loro semplice bellezza estetica – racchiudono un complesso di simboli e di metafore che formano un’eredità ancora viva, nella cultura del nostro tempo. 
Si tratta di un’esposizione unica nel suo genere per la portata del tema, per l’alto comitato scientifico coinvolto e per la bellezza e l’unicità di reperti che schiudono, anche al più impreparato visitatore, nuovi orizzonti di interpretazione storica. Attraverso l’esposizione di documenti, quadri, sculture ed oggetti la mostra illustra la nascita, lo sviluppo, la fine e l’eredità dell’Ordine, lungo il percorso storico di diverse tappe e la narrazione delle gesta dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Per questo la mostra ha un alto valore didattico-pedagogico ed è indicata per studenti e ragazzi in età scolare: al fine di facilitare l’ingresso sarà disponibile un’agevolazione Pacchetto Famiglia e agevolazioni varie per gli Studenti anche Universitari.
La protezione dei deboli, la virtù e l’abnegazione al servizio del compimento del dovere, la subordinazione degli interessi particolari ad un concetto di bene universale, rappresentarono in quei secoli a torto definiti bui, le nuove parole d’ordine di una comunità del coraggio e della cavalleria. In forza della dimensione internazionale dei Templari e del loro porsi come ordine monastico-cavalleresco, questi valori diventarono una delle prime forme “politiche” interpreti del concetto di dovere universale in ambito medioevale.
Sono proprio questi valori che danno attualità alla mostra: l’esperienza dei Templari si può infatti leggere anche in chiave di integrazione tra le grandi culture del mediterraneo. Un messaggio di speranza per superare la situazione di contrapposizione che nella nostra epoca storica alimenta le numerose guerre e tensioni dell’area interessata alla storia dei Templari.
Attraverso il cammino espositivo la mostra offre al visitatore la possibilità di scegliere un personale percorso di approfondimento e di scoperta di un mondo che ancora oggi è ricco di fascino. 
Nello stesso giorno dell’inaugurazione sarà aperto un punto vendita permanente dell’Abbonamento Musei Lombardia, la carta che permette di accedere liberamente e ogni volta che lo desideri ai musei, le residenze reali, le ville, i giardini, le torri, le collezioni permanenti e le mostre di Milano e della Lombardia aderenti al circuito, in forza di tale accordo è previsto l’entrata gratuita alla mostra per tutti i possessori dell’Abbonamento Musei.
Informazioni
Spazio Cobianchi Duomo
Milano, entrata dalla Galleria Vittorio Emanuele II lato Via Tommaso Grossi.
Dal 13 aprile al 5 novembre 2017
Orari: martedì-domenica 9:30-20:00
Lunedi 15:00-20:00
Tel. 02.89095044
www.circolocobianchiduomo.it - info@circolocobianchiduomo.it
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domenica 9 aprile 2017

Moda e arte alla corte dei Visconti

Da domenica 9  a domenica 30 aprile 2017 nel Palazzo Del Podestà Castell Arquato, un evento unico nel suo genere, una mostra dedicata a più settori nata dalla collaborazione tra Vestioevo e la Dottoressa Daniela Miragoli.
Come vestivano alla corte dei Visconti tra il 1300 e il 1400?
Un'esposizione di abiti storici maschili e femminili realizzati secondo gli aspetti stilistici del XIV/XV secolo; due ambienti dedicati alle vesti in uso tra gli abitanti del borgo fino alle eleganti sopravvesti nobiliari trovando riscontro nelle fonti storiche del periodo e del luogo.
L'Arte:
Un'esposizione di manufatti su tavolette di legno, fogli di carta e di sughero che riproducono fedelmente nei colori e nelle imperfezioni originali diversi Codici Miniati-

Inaugurazione domenica 9 Aprile ore 17:00
Orari:
Pre-festivi 15:00/18:00 - Festivi 10:30/12:00 - 15:00/18:00
Per informazioni: vestioevo@libero.it.
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sabato 1 aprile 2017

Sguardi dal Medioevo a Todi

Sarà inaugurata sabato 1 aprile 2017 alle ore 17,00 nella Sala delle Pietre di Todi la mostra fotografica ‘Sguardi dal Medioevo’ di Roberto Campanaro, visitabile fino al 17 aprile. Dopo la tappa nella cittadina di Jacopone, nell’arco del 2017 l’esposizione toccherà altri quattro comuni dell’Umbria (Narni, Perugia, Bevagna e Trevi) che, insieme alla Regione Umbria, patrocinano l’iniziativa.
Il progetto nasce da una ricerca di oltre due anni, realizzata nelle tante manifestazioni storiche tradizionali che si svolgono in Umbria. Protagonisti, i figuranti in abiti medievali delle diverse rievocazioni, immortalati in un totale di più di trecento scatti, tra i quali ne sono stati selezionati sessanta.
L’esposizione si compone di sessanta stampe fotografiche Fine art a colori di grande formato, raffiguranti ritratti in primo piano, montate su supporti rigidi neri, senza alcuna cornice per evitare la sensazione di delimitazione dei volti. Prosegue Campanaro: «Gente di ogni età e professione, dal sindaco all’imprenditrice, dall’impiegato comunale al fabbro, dal medico alla studentessa, con orgoglio ed entusiasmo hanno posato di fronte alla macchina fotografica, mostrando un vigoroso attaccamento a tradizioni già fortemente radicate nella caratterizzazione stessa dei tanti borghi medievali presenti nel territorio umbro».
Grazie alla collaborazione della Pro Todi, la mostra resterà aperta tutti i giorni dall’1 al 17 aprile dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Nutrimenti. Dopo la permanenza a Todi, l’esposizione sarà ospitata a palazzo Eroli di Narni dal 24 aprile al 14 maggio e, dal 27 maggio all’11 giugno, nella rocca Paolina di Perugia. Dal 16 giugno al 26 giugno ‘Sguardi dal Medioevo’ sarà al teatro Francesco Torti di Bevagna, per arrivare alla tappa finale di palazzo Lucarini a Trevi il 7 ottobre (esposizione fino al 29 ottobre).
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sabato 25 marzo 2017

"Il Vangelo secondo Giotto" a Torino

Sabato 1 aprile 2017 a Torino presso il Salone Faà di Bruno, in Via San Donato 31, verrà inaugurata la mostra Il vangelo secondo Giotto, con una fedele riproduzione fotografica in scala 1:4, delle pareti della cappella degli Scrovegni che Giotto affrescò oltre sette secoli fa, fra il 1303 e il 1305, per ordine del banchiere padovano Enrico Scrovegni.
Questa cappella è riconosciuta come l'espressione più alta dell'arte medievale e la mostra itinerante è organizzata dal Museo Francesco Faà di Bruno e dal suo Centro Studi.
Tra il 1303 e il 1305 Giotto affrescò la cappella intitolata a Santa Maria della Carità su commissione del banchiere padovano Enrico Scrovegni, concepita per accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte e oggi nota come cappella degli Scrovegni.
Gli affreschi, dopo un accurato restauro, sono tornati all’antico splendore e mostrano la bellezza e la genialità della pittura giottesca che influenzò generazioni di artisti e mutò i canoni stilistici della pittura italiana ed europea.
Nella pittura di Giotto tutto è simbolo di Dio che si fa uomo, che egli mette in scena perché, attraverso i colori e le immagini, i fedeli possano meditare sulle storie di Maria e di Gesù.
Il ciclo pittorico della cappella sviluppa tre temi principali, divisi in dodici episodi disposti sulle pareti della navata: l’Immacolata Concezione di Maria, la sua nascita e presentazione al tempio, fino alle nozze con Giuseppe; l’infanzia e la vita pubblica di Gesù; l'apice della Redenzione, con la Passione, Morte, Risurrezione, Ascensione e infine la Pentecoste.
Nello zoccolo monocromo delle due pareti si vedono le conseguenze morali di quell’avvenimento: le personificazioni dei sette vizi e delle sette virtù che conducono rispettivamente all’Inferno e al Paradiso del grande Giudizio universale dipinto sulla controfacciata.
In un periodo in cui gli artisti bizantini dipingevano Santi e Madonne idealizzati, Giotto descrisse col pennello i vari episodi della vita di Gesù raffigurando i veri protagonisti della sua storia come uomini di tutti i giorni.
Dopo i restauri del 2002, per ragioni conservative è stato ridotto a pochi minuti il tempo permesso per ammirare questo capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo.
La mostra è una buona opportunità di guardare gli affreschi con il tempo necessario per cogliere la poesia iconica delle corrispondenze verticali e frontali, del simbolismo dei colori, dei numeri, delle prospettive architettoniche.
Prodotta da Itaca, società editoriale e di promozione culturale, la mostra è curata dal professor Roberto Filippetti, che da anni percorre l’Italia per introdurre bambini, giovani e adulti all’incontro con la grande arte, autore dei due volumi, editi da Itaca, dedicati alla mostra, L’Avvenimento secondo Giotto. Cappella degli Scrovegni - Padova e Il Vangelo secondo Giotto. La vita di Gesù raccontata ai ragazzi attraverso gli affreschi della cappella degli Scrovegni.
L’esposizione è ideata grazie al contributo di Regione Veneto e Consorzio Giotto Padova, in collaborazione con l’Azienda Turismo Padova Terme Euganee e con il patrocinio di Provincia di Padova, Comune di Padova e Camera di Commercio di Padova.
La mostra sarà visitabile nei giorni feriali dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18, sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, mentre sarà chiusa a Pasqua e Pasquetta.

domenica 19 marzo 2017

"Haveria carissimo vedervi in questo habito"

Come si vestivano nel 1300 e nel 1400 gli abitanti e i frequentatori del Castello Visconteo di Pavia? Quali abiti, calzature e copricapi, quali accessori e tessuti indossavano i cavalieri e gli umanisti, le dame di corte e i castellani, i duchi e i loro ospiti illustri? Sono domande che sorgono spontanee percorrendo i loggiati e le immense sale del trecentesco castello.
La mostra "Haveria carissimo vedervi in questo habito – dettagli di moda alla corte dei Visconti e degli Sforza" in programma da domenica 19 marzo a lunedì 19 giugno 2017 prova a rispondere a queste domande, proponendo al visitatore un itinerario attraverso tre sezioni dei Musei Civici di Pavia: Bibliothec@ di corte, Pinacoteca Malaspina e Quadreria dell’Ottocento.
Questa mostra, che si disloca in tre sezioni dei nostri Musei Civici, si presenta come un percorso per suggestioni, dove lo spettatore è guidato alla scoperta di oggetti, provenienti direttamente da un passato affascinante e remoto, quali dipinti, miniature, incisioni, illustrazioni e carte da gioco, che descrivono abitudini e occasioni della vita di corte, racconti di un mondo di sfarzo e attenzione al dettaglio pregiato. Tra gli oggetti, spicca una minuscola scarpetta ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del Castello, preziosa per la rarità del reperto, molto ben conservato, e documenti solo apparentemente aridi, come i lunghi elenchi di capi d’abbigliamento e biancheria registrati nei corredi nuziali delle spose legate alla famiglia ducale, dichiara Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura del Comune di Pavia.
Le tre sezioni museali corrispondono alle tre parti in cui è suddivisa la mostra: Tesori raccoglie, nell’antica sala che ospitò per più di un secolo la ricchissima Biblioteca visconteo-sforzesca, una minuscola scarpetta ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del Castello, preziosa per la rarità del reperto, molto ben conservato, e insieme, alcuni pezzi notevoli come un tessuto con il celebre emblema del biscione visconteo, miniature francesi e un esempio dei Tarocchi cosiddetti del Mantegna.
Fonti presenta dettagli di moda come le pale d’altare, i dipinti, gli affreschi della Pinacoteca Malaspina e, oltre le opere della collezione permanente, esemplari di pregio come una copia quattrocentesca delle Cronache di Norimberga.
Visioni illustra, nella Quadreria dell’Ottocento, come i miti, le vicende, i protagonisti della storia milanese e pavese rivivano attraverso il recupero romantico, intriso di implicazioni risorgimentali. Pittori come Hayez, Faruffini, Massacra si misurano con il passato medievale e rinascimentale e ricostruiscono l’apparenza di un mondo fatto di architetture, gesti, fogge di abiti e accessori. La messa in scena richiede una regia efficace e un’attenta resa dei costumi, attraverso un linguaggio, che migra anche sulle pagine dei libri, nelle illustrazioni di romanzi storici e fiabe, e che va ad arricchire il nostro immaginario.
In occasione della mostra sono previste iniziative collaterali, quali itinerari guidati, conferenze e visite guidate gratuite per le scolaresche, che si possono prenotare presso Decumano Est: decumanoest@yahoo.it; tel. 3480624218.

giovedì 9 marzo 2017

“Hoc instrumentum scripsi ego”, mostra a Caiazzo (CE)

Lo scorso 13 dicembre, dopo un deposito di decenni presso l’Archivio di Stato di Napoli, la Diocesi di Alife-Caiazzo ha riportato a casa oltre 1000 pergamene appartenenti all’antica Diocesi di Caiazzo.
L’intero fondo comprende 1411 documenti che coprono un arco di tempo compreso tra l’anno 1007 e il 1887, oggi conservate nei locali del rinnovato Archivio storico diocesano a Caiazzo.
In una mostra allestita dal 25 marzo al 1 aprile 2017 nella Chiesa Concattedrale di Maria SS. Assunta e S. Stefano Menecillo, la Direzione dell’Archivio Storico Diocesano intende sintetizzare le dinamiche del recupero di tale patrimonio documentario – bene di notevole valore storico per la Diocesi e la città di Caiazzo, attraverso un percorso espositivo tematico in grado di trasmettere al visitatore la reale portata dei risultati raggiunti.
“Hoc instrumentum scripsi ego”: il notariato caiatino nelle pergamene dell’archivio dell’Antica Diocesi di Caiazzo è il titolo della mostra che sarà inaugurata il giorno 25 alle 11.30, e che vedrà accanto al Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo e al direttore dell’Archivio, dott. Luigi Arrigo con il suo staff, due presenze d’eccezione:  Mons Pagano dell’Archivio segreto Vaticano e il dott. Paolo Franzese, Direttore dell’Archivio di Stato di Napoli.
L’attesa per molti studiosi, cultori, o semplicemente curiosi è per alcuni documenti in particolare che richiamano devozione, fede, storia. Si tratta della Pergamena di Santo Stefano dell’anno 1007 e due documenti del conte di Alife, Rainulfo, corrispondenti a due donazioni, la prima al vescovo di Caiazzo, Orso (1117), la seconda ad un privato (1129).
L’esposizione proporrà ai visitatori il tema del notariato così come ricavabile dai documenti a disposizione, ponendo particolare attenzione al periodo riferibile alla seconda metà del XIII secolo. Le ragioni di questa scelta affondano le proprie radici nell’interesse suscitato dai documenti appartenenti a questo periodo cronologico, che evidenziano la vivacità politica e culturale di Caiazzo di quel tempo attraverso gli atti documentari di ben quattordici notai pubblici regolarmente operanti.

mercoledì 8 marzo 2017

Colosseo. Un'icona

Il Colosseo che racconta se stesso, dalle origini all'età contemporanea attraverso reperti, utensili, modelli in scala, dipinti, installazione: è la grande mostra allestita dall'8 marzo 2017 al 7 gennaio 2018 nell'ambulacro del secondo ordine dell'Anfiteatro Flavio, che racconta la storia millenaria del monumento, visitato ogni anno da circa 6,5 milioni di persone. Tra capitelli riccamente decorati e vedute settecentesche, si possono scoprire anche i più recenti ritrovamenti archeologici, emersi durante l'ultima campagna di restauro, come il camminamento dei soldati a guardia della fortezza dei Frangipane, edificata dentro al Colosseo intorno al 1130.
Intitolata 'Colosseo. Un'icona', la rassegna è stata ideata e organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l'area archeologica centrale di Roma in collaborazione con Electa, al fine di illustrare, a chi arriva da tutto il mondo, cosa sia stato e cosa sia diventato l'anfiteatro più grande e famoso. E' la prima in assoluto che documenti anche il periodo medievale.
La mostra è curata da Rossella Rea, Serena Romano e Riccardo Santangeli Valenzani. Progetto di allestimento di Francesco Cellini e Maria Margarita Segarra Lagunes.
Per maggiori informazioni e programma completo clicca qui

sabato 4 marzo 2017

Jheronimus Bosch e Venezia

Visioni inquietanti, scene convulse, paesaggi allucinati con città incendiate sullo sfondo, mostriciattoli e creature oniriche dalle forme più bizzarre: è questo l’universo di Jheronimus Bosch affascinante ed enigmatico pittore vissuto tra il 1450 circa e il 1516 a ’s-Hertogenbosch (Boscoducale) in Olanda, ricordato in occasione dei 500 anni dalla morte con due grandi mostre monografiche, rispettivamente nella città natale e al Prado di Madrid. A questo straordinario artista, Venezia, unica città in Italia a conservare suoi capolavori, dedica a Palazzo Ducale fino a domenica 4 giugno 2017 una mostra di grande fascino per il pubblico e di notevole rilevanza per gli studi, il cui punto focale sono proprio le tre grandi opere di Bosch custodite in laguna alle Gallerie dell’Accademia – due trittici e quattro tavole – riportate all’antico splendore grazie a una importante campagna di restauri finanziata dal Bosch Research and Conservation Project (brcp) e dalla Fondazione Getty di Los Angeles: Il martirio di santa Ontocommernis (Wilgefortis, Liberata), Tre santi eremiti e Paradiso e Inferno (Visioni dell’Aldilà). “Jheronimus Bosch e Venezia” co-prodotta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dal Museo Nazionale Gallerie dell’Accademia di Venezia, con il patrocinio del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona, grazie agli spettacolari capolavori boschiani e alle quasi 50 opere di contesto provenienti da importanti collezioni internazionali pubbliche e private – dipinti tra gli altri di Jacopo Palma Il Giovane, Quentin Massys, Jan Van Scorel, Joseph Heintz, disegni e bulini straordinari di Dürer, Bruegel, Cranach e Campagnola, bronzi e marmi antichi, preziosi e rari manoscritti e volumi a stampa – condurrà i visitatori a scoprire una città che accanto al classicismo tizianesco e al lirismo tonale inseguiva una passione dotta per il tema del sogno e le visioni oniriche; chiarirà i collegamenti tra le Fiandre e uno dei più raffinati e colti protagonisti della scena veneziana, il Cardinale Domenico Grimani che volle i capolavori dell’artista; mostrerà le connessioni di questo ambiente culturale con la cabala ebraica e la cultura giudaica in generale; rievocherà i salotti e le straordinarie collezioni che a Venezia diventavano luogo e occasione di discussioni e scambi d’opinione, di natura filosofica e morale.
L’intervento conservativo non ha solo consentito infatti una migliore leggibilità delle opere ma ha portato anche alla luce una serie di indizi fondamentali per ripensare le molte questioni sospese: sulle origini e il significato dei lavori dell’artista, sulla presenza di tali opere a Venezia ma anche sull’impatto di Bosch sull’arte italiana. Bosch e Venezia risulta dunque un capitolo chiave nell’iter ancor pieno di punti interrogativi del grande pittore fiammingo, come è spiegato con dati nuovi e inediti nel catalogo e nella mostra, curata da Bernard Aikema con il coordinamento scientifico di Gabriella Belli e Paola Marini. Una mostra emozionante, che tra visioni infernali, “chimere e stregozzi”, per usare le parole di Anton Maria Zanetti, ci porta a riscoprire un’arte volutamente enigmatica e una cultura figurativa assolutamente ambigua che non smette di incuriosire, di far discutere, di meravigliare. Così come sarà emozionante, alla fine del percorso, entrare virtualmente nell’opera, immergersi negli anfratti dell’Inferno e nelle luci del Paradiso grazie a un’innovativa tecnologia che permetterà – indossando gli Oculus – una visione emozionale, di grande impatto e totalmente immersiva delle Visioni dell’Aldilà di Jheronimus Bosch. In una app, tanti contributi di realtà aumentata fruibili grazie al WiFi.

mercoledì 15 febbraio 2017

"Tesori inesplorati. Le Biblioteche dell’Università di Firenze in mostra"

Da mercoledì 15 febbraio a venerdì 23 giugno 2017, nelle sale espositive della Biblioteca Medicea Laurenziana, sarà allestita la mostra "Tesori inesplorati. Le Biblioteche dell’Università di Firenze in mostra".
Il patrimonio bibliografico dell’Ateneo fiorentino ammonta a oltre 3.800.000 volumi, molti dei quali sono esemplari antichi, rari e di pregio che richiamano studiosi e ricercatori da tutto il mondo. Un patrimonio di ricchezze tutto da scoprire, che l’Università di Firenze intende adesso svelare alla città.
Il percorso espositivo è articolato in sei settori tematici, che si richiamano l’un l’altro in un dialogo ideale: il corpo umano e la sua cura; le scienze naturali dal Medioevo all’età moderna; le origini del diritto; tecnologie in evoluzione; Firenze, il Mediterraneo e l’Oriente; il Novecento.

Culture a confronto in un ampio arco diacronico, dal mondo antico al Novecento. Dai papiri ai manoscritti, agli esemplari a stampa tra Umanesimo e Illuminismo, sino alla stagione delle avanguardie. L’esposizione propone anche carte geografiche, disegni originali, incisioni, acquerelli e altro ancora.

La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì (chiusa sabato, domenica e festivi) con orario 9.30-13.30.

sabato 11 febbraio 2017

"Pietre color delle acque. Il Romanico del Lario" mostra a Lecco

Un itinerario espositivo che si snoda da un ramo all’altro del Lario, alla riscoperta dei gioielli romanici che da secoli si riflettono nelle acque del lago. Nata dall’omonimo libro di Angelo Sala, la mostra “Pietre color delle acque. Il Romanico del Lario” conduce lo spettatore in un percorso a tappe in cui sette sono le aree toccate: Como, l’Intelvese, la via Regina, l’alto Lario, la sponda lecchese del Lario, il triangolo Lariano e Civate. Per ognuna di queste zone vengono presentati i principali edifici romanici, con una rassegna completa degli altri monumenti esistenti nelle vicinanze. Lungo un percorso che a molti sembrerà quasi “domestico”, si riscoprono così piccoli e grandi capolavori del Romanico, che a volte si mescola a influssi gotici.
"Una mostra per far conoscere il patrimonio romanico del nostro territorio". Presenta così l'esposizione visitabile da sabato 18 febbraio a domenica 19 marzo 2017 in Torre Viscontea l'assessore alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza, che prosegue spiegando: "Si tratta di itinerari spesso sconosciuti, ma di grande valore culturale e bellezza paesaggistica, luoghi che è importante far conoscere e valorizzare anche nell'ottica del potenziamento, nel nostro territorio, di un turismo di matrice culturale".
Gli itinerari proposti lungo le sponde del Lago di Como prendono spunto da quella luce di religiosità in cui il Manzoni colloca gli edifici sacri. Il taglio dell’esposizione non è quindi prettamente storico-artistico; l’intento di fondo è infatti quello di ripercorrere con rinnovata ammirazione le testimonianze di fede che i nostri progenitori dell’età medioevale ci hanno lasciato. Le diverse tappe del percorso espositivo, il cui allestimento è stato curato da Paolo Vallara, prevedono fotografie degli edifici accompagnate da tavole descrittive. Verrà infine esposto un plastico rappresentante il complesso di San Pietro al Monte di Civate, fornito dall'Associazione Amici di San Pietro al Monte.
L'esposizione verrà inaugurata venerdì 17 febbraio alle ore 18.30, presso la Torre Viscontea. Per l’occasione, alle 17.00 dello stesso giorno, sarà presentato il volume “Pietre color delle acque. Il Romanico del Lario” nel vicino Palazzo delle Paure. Interverranno Monsignor Rolla, vicario episcopale di Lecco, e Andrea Dusio, che ha collaborato alla realizzazione della mostra.

mercoledì 1 febbraio 2017

"La scrittura dipinta" mostra a Pavia

Un’occasione unica per ammirare oltre trenta preziosi codici manoscritti miniati custoditi a Pavia: la mostra “La scrittura dipinta”, i corali di San Michele Maggiore e la miniatura tra sacro e profano nei manoscritti della Biblioteca Universitaria di Pavia, sarà inaugurata sabato 4 febbraio 2017. E’ nata dalla collaborazione della Bibloteca universitaria con l’associazione “Il Bel San Michele onlus”.
La Basilica di San Michele Maggiore possiede tre codici liturgici splendidamente miniati databili all’ultimo quarto del XV secolo. Dal loro recentissimo restauro, affidato al laboratorio di Chiara Perugini e Francesca Toscani, ha preso l’avvio questa mostra che, accanto ai due antifonari e al graduale della chiesa pavese, raduna una trentina di manoscritti miniati conservati presso la Biblioteca Universitaria di Pavia.
Sono per la maggior parte codici miniati di carattere liturgico o legati alla pratica religiosa (libri d’ore, breviari, innari, evangeliari), cui si aggiunge una significativa esemplificazione di manoscritti contenenti testi letterari, filosofici, giuridici e scientifici che costituiscono quasi una brevissima storia della miniatura dal XIII al XV secolo. Le miniature dei corali di San Michele permettono di aprire uno spiraglio su un momento importante della cultura artistica a Pavia nell’ultimo quarto del Quattrocento di cui è protagonista un notevole miniatore denominato Maestro dei corali di San Salvatore, ma altri manoscritti aggiungono nuovi tasselli al panorama della miniatura pavese dal 300 al 400. La mostra, a cura di Maria Grazia Albertini Ottolenghi, verrà inaugurata sabato alle ore 11.00, con interventi della curatrice, di Saverio Lomartire, docente di Storia dell’Arte Medievale, e delle restauratrici Chiara Perugini, Francesca Toscani.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 4 marzo 2017, con ingresso gratuito e orario continuato: da lunedì a venerdì 8.30-18.30; sabato 8.30-13.30.
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domenica 29 gennaio 2017

"L'anima del gotico mediterraneo" al Cervantes di Napoli

Sarà visitabile fino a venerdì 3 marzo 2017 “L’anima del gotico mediterraneo”, mostra allestita all’Instituto Cervantes di Napoli (via Nazario Sauro), diretto da Luisa Castro. L’esposizione, frutto di un progetto di ricerca finanziato dal governo di Aragona in collaborazione con l’ambasciata di Spagna in Italia, le università di Saragozza e di Salerno, comprende analizza le relazioni architettoniche della Corona D’Aragona e dei vari territori che ne fecero parte. Dal regno di Aragona, alle contee catalane-Principato di Catalogna dai tempi di Pedro IV il Cerimonioso, fino al regno di Valenza, ai regni insulari di Sardegna e Maiorca e ai regni di Sicilia e di Napoli. Entità storicamente e culturalmente diverse, che  riuscirono a mantenere le proprie peculiarità nonostante avessero intrapreso un innovativo progetto politico comune. Dal punto di vista temporale, vengono analizzati gli anni di espansione della corona, dal 1282 al 1516 (anno in cui Carlo I di Spagna unifica definitivamente i regni di Castiglia e Aragona). Alle 60 fotografie stampate su alluminio, si affiancano cartelli interattivi che si integrano con un catalogo bilingue spagnolo-italiano e una cartografia cronologica didattica realizzata dai professori Luis Agustín Hernández, Aurelio Vallespín Muniesa, Angélica Fernandez Morales e Ricardo Santonja Jiménez.