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giovedì 30 gennaio 2020

Ab artis inventae origine alla Braidense di Milano

Chissà se Johann Gutenberg, quando alla metà del Quattrocento inventò la stampa a caratteri mobili, fosse consapevole di cambiare il mondo. Da quel momento il prodotto tipografico entrò prepotentemente nella vita delle persone e la nuova tecnica – la «sancta ars» come la definì il cardinale filosofo Niccolò da Cusa – fu impiegata per oltre tre secoli, senza particolari stravolgimenti.
L’incunabolo, ovvero convenzionalmente il libro a stampa prodotto durante i primi cinquant’anni di vita dell’arte tipografica, sarà l’oggetto della mostra Biblioteche riscoperte. Ab artis inventae origine: storie di libri, persone e biblioteche milanesi tra le edizioni quattrocentesche della Braidense, che si svolgerà presso la sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano da martedì 4 febbraio giorno dell'inaugurazione a sabato 28 marzo 2020. Due mesi in cui uno dei più importanti istituti italiani di conservazione aprirà le porte al grande pubblico che potrà ammirare, in un affascinante percorso adatto a tutti, oltre cento volumi, estremamente preziosi e rari, stampati entro la fine dell’anno 1500.
La Biblioteca Braidense possiede una delle maggiori raccolte di edizioni quattrocentesche a livello nazionale. Al fine di valorizzare questo inestimabile patrimonio culturale, la Regione Lombardia, con la collaborazione operativa del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (CRELEB) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha sostenuto un ampio lavoro di censimento e catalogazione dell’intero fondo, che ha richiesto oltre tre anni di impegno e che è giunto in porto solo pochi mesi fa. Ora una minuziosa descrizione del patrimonio braidense è gratuitamente disponibile on line per il pubblico degli studiosi (ma non solo) di tutto il mondo, nel grande database internazionale: Material Evidence in Incunabula gestito dal prestigioso Consortium of European Research Libraries (CERL) di Londra. Per quanto riguarda la Braidense, si tratta di dati estremamente preziosi per ricostruire figure di antichi lettori e collezionisti, perdute raccolte librarie e biblioteche di istituti religiosi milanesi e non solo. Soprattutto queste notizie rappresentano una fonte indispensabile per ricostruire la formazione di una grande biblioteca, accresciutasi anche tramite le acquisizioni derivate dalle soppressioni degli istituti religiosi.
La Regione Lombardia è all’avanguardia nel settore sia in Italia sia nel mondo, avendo già riversato nel database MEI i dati relativi a oltre i due terzi dell’intero patrimonio di incunaboli conservato nelle biblioteche del territorio (per un totale di quasi 9.000 esemplari). Per Milano, si pensi alla grande collezione dell’Archivio storico civico e Biblioteca Trivulziana, cui si aggiungono i fondi della Biblioteca civica “Angelo Mai” di Bergamo e della Biblioteca civica Queriniana di Brescia, oltre a numerose biblioteche “minori”.
Il percorso espositivo della mostra Biblioteche riscoperte. Ab artis inventae origine sarà articolato in tre sezioni: la prima introdurrà il visitatore alla conoscenza degli aspetti tipici del libro a stampa del XV secolo, mettendone in risalto gli elementi di novità e invitandolo a riflettere sul rapporto tra tradizione e innovazione; nella seconda, invece, si potranno ammirare alcuni esemplari particolarmente preziosi per rarità o valore storico; l’ultima sezione, infine, mirerà a ricostruire la storia, ovvero il percorso secolare dei singoli volumi. Attraverso lo studio dei segni lasciati sui libri dagli antichi lettori nel corso dei secoli, infatti, si dimostrerà come essi abbiano viaggiato nel tempo e talvolta nello spazio, prima di confluire nella raccolta braidense. Alcuni pannelli descrittivi faciliteranno il visitatore nell’esperienza del percorso, che sarà anche arricchito dall’esposizione di una selezione di attrezzature tipografiche, gentilmente messe a disposizione dal Museo della Stampa e Stampa d’Arte “Andrea Schiavi” di Lodi. Un’occasione unica per entrare dal vivo nel mondo di Gutenberg e dei suoi successori.
La mostra intende rivolgersi sia al visitatore che si avvicina per la prima volta al libro antico sia a quello più esperto, con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere una porzione importante del patrimonio librario della Biblioteca Nazionale Braidense.

mercoledì 17 agosto 2016

Memoriae Mathildis, mostra a San Benetto Po (MN)

La mostra Memoriae Mathildis a San Benedetto Po propone la rilettura del mito di Matilde di Canossa, signora del Medioevo, attraverso la preziosa e unica collezione di Giuliano Grasselli, precursore e cultore della storia del mito della Grancontessa. E’ la prima volta che la collezione viene esposta nel monastero fondato dai Canossa e caro a Matilde che qui volle essere sepolta.
Si tratta di un evento a livello nazionale frutto della collaborazione tra i comuni matildici di Emilia e Lombardia. Il percorso espositivo è allestito nel Refettorio Monastico di San Benedetto Po, sito cluniacense europeo per eccellenza. Al visitatore viene offerto un viaggio nel tempo attraverso un’ampia serie di immagini iconografiche riportate su stampe, incisioni, libri antichi inediti, quadri e oli. Testimonianze preziose che raffigurano Matilde dai mille volti e che si si sono succedute nei secoli nell’immaginario collettivo storico e letterario , dedicando spazio anche ai grandi personaggi storici con cui si relazionò la signora di Canossa, papa Gregorio VII e i papi suoi successori oltre all’imperatore tedesco Enrico IV, il grande antagonista dell’incontro epocale di Canossa. L’iconografia tedesca dell’800 che fa rinascere la memoria di questi luoghi e eventi è ampliamente documentata.
La mostra è stata curata da Donatella Jager Bedogni. E’ promossa dal comune di San Benedetto Po in collaborazione con l’Associazione Amici di Matilde di Canossa e del Castello di Bianello, con i patrocini dei comuni di Canossa, Correggio e Quattro Castella.
La mostra verrà inaugurata sabato 3 settembre 2016 alle ore 17.00 nel Ex Refettorio Monastico alla presenza delle autorità e sarà aperta fino a sabato 26 novembre 2016, aperture tutti i giorni da martedì alla domenica, orari 10.00-12.00 e 15.00-17.30.
Per informazioni: ufficio IAT Informazione e Accoglienza Turistica, tel. 0376/623036, e-mail: iat@oltrepomantovano.eu.

mercoledì 12 agosto 2015

“Subiaco 1465-2015”

Esattamente cinque secoli e mezzo fa il Monastero di Santa Scolastica di Subiaco fu il luogo dove furono stampati i primi libri della storia italiana. Ora il borgo medioevale nell’alta valle dell’Aniene celebra la storica ricorrenza con la mostra “Subiaco 1465-2015”. Un percorso espositivo  a cura di Valerio Ottavino e Marco Valentini con chiari intenti divulgativi, che si snoda nelle sale del pian terreno dello storico palazzo della Rocca Abbaziale, tra pannelli descrittivi e ricostruzioni di macchine d’epoca e di un'intera tipografia, oltre alle copie fedeli dei primi due libri stampati: il “De Oratore” e il “Lattanzio”, esaltate da un'illuminazione mirata ed evocativa.
Subiaco, Rocca Abbaziale, fino a sabato 31 ottobre solo nei weekend, aperta tutti i giorni fino al 23 agosto, dalle ore 10,00 alle 19,00.