Visualizzazione post con etichetta Matilde di Canossa. Mostra tutti i post
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venerdì 13 aprile 2018

Matilde. Luce splendente

Un insolito percorso di opere nato dopo la visita delle terre Matildiane da parte dell’artista giapponese Makiko Asada; la partecipazione a una mostra a Reggio Emilia fece nascere nell’artista il desiderio di approfondire un elemento che caratterizzasse fortemente la storia di quel territorio. Durante la sua ricerca trovò nella figura grande e immortale di una donna guerriera e pacificatrice, carnale e spirituale, dedita agli ideali e talvolta machiavellica, uno dei più fulgenti esempi di potere femminile del medioevo italiano: Matilde di Canossa.
A tutti è nota l’espressione Andare a Canossa, simbolo dell’umiliazione e del pentimento: infatti, questo detto affonda le proprie radici nella vicenda dell’atto di contrizione di Enrico IV dopo la scomunica di Gregorio VII, l’evento in cui, più di ogni altro, Matilde è passata alla storia in qualità di mediatrice tra papato e impero. All’inizio della propria vita pubblica, Matilde fu dunque una pacificatrice nei rapporti tra il papa e l’imperatore, in quanto la famiglia dei Canossa era parente della casa imperiale, ma era anche tradizionalmente legata agli affari della chiesa, avendo un certo peso nella scelta dei pontefici. Quando lo scontro tra papa e imperatore divenne inevitabile, diede il proprio appoggio alle riforme di Gregorio VII, anche se andavano spesso contro i propri interessi materiali e i doveri del proprio rango. Sacrificò se stessa, sposando uomini che non amava, per salvare le sue terre dall’egemonia imperiale in Italia: si consacrò per un’idea, per una fede politica, per salvare la chiesa e l’Italia dalle spregiudicata condotta di Enrico IV. Alla fine della propria vita, ormai stanca e malata, scese a compromessi col nuovo imperatore Enrico V, riacquistando i territori persi e divenendo vicaria imperiale in Italia. Dopo la sua morte, la sua vicenda umana è stata stravolta da racconti esagerati e di tendenze opposte.
Chiaramente la verità sta nel mezzo: probabilmente non era colei che fece uccidere a tradimento suo marito e non fu l’amante di Gregorio VII come vollero i suoi nemici, ma non fu neanche la contessa-monaca, completamente dedita alla fede disinteressata e alla contemplazione, come la dipingevano i miti agiografici fioriti dopo la sua morte. La statura del personaggio, la sua forza d’animo e la sua non-conformità agli stereotipi femminili dell’epoca si possono apprezzare anche dalle parole che rivolge al suo futuro sposo Guelfo V, tramandate dal Chronicon Boemorum di Cosma di Praga: “Non per leggerezza femminile o per tracotanza, ma per il bene di tutte le mie terre, ti invio questa lettera; accogliendola, tu accogli me e tutto il governo della Longobardia. Ti darò tante città, tanti castelli, tanti nobili palazzi, oro ed argento a profusione e soprattutto tu avrai un nome famoso, se ti renderai a me caro; e non biasimarmi per l’audacia perché per prima mi rivolgo a te con questo discorso. Sia al sesso maschile sia al sesso femminile è lecito aspirare ad una legitta unione ed è indifferente se sia l’uomo o la donna a toccare la prima linea dell’amore, basta solo che si raggiunga un matrimonio indissolubile”.
L’artista Makiko Asada, ispirandosi a due note miniature, tratte dalla Vita Mathildis di Donizone, e lasciandosi guidare dalla narrazione dello storico Paolo Golinelli, ci restituisce l’immagine di una donna in quanto essere e non in quanto ruolo sociale o politico. La vicenda terrena di Matilde viene affrontata attraverso l’uso di simboli tratti dall’immaginario cristiano e dai segni metaforici di alcuni elementi che hanno segnato la vita di questa donna. L’immagine di Matilde è cangiante come i moti dell’animo, le sue forme sono quelle della maschera sociale e politica che la storia ci tramanda, ma i colori e i simboli cambiano, gettando luce su alcuni aspetti privati della vita della contessa. L’artista ci illustra questo processo usando l’espediente della serialità che da Monet alla Pop Art ha permesso di indagare in ogni aspetto un singolo soggetto. Forte è poi l’influsso della tradizione figurativa giapponese, la quale crea, insieme ai rimandi all’arte miniaturistica medievale, quel proficuo dialogo tra oriente e occidente che spesso si è rivelato motore di grandi progressi artistici.
Makiko Asada Makiko Asada nasce a Tokyo, in Giappone, nel 1970 dove si laurea in scultura presso l’Università d’Arte Musashino nel 1996. L’anno successivo si trasferisce a Milano e negli anni 1997-1999 frequenta il corso di scultura con Hidetoshi Nagasawa presso la Nuova Accademia. Nel 2005 si diploma nel corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Ha esposto in Italia presso il Consolato Generale del Giappone e al Palazzo delle Stelline di Milano. Ha esposto inoltre presso il MA-EC, lo Spazio Lumera a Milano, l’Orto Botanico di Napoli e presso il Castello Visconteo di Trezzo sull’Adda (MI). In Giappone ha all’attivo diverse mostre presso la Galleria Yamaguchi e l’Art Space Kimura ASK di Tokyo. Ha esposto anche in Svizzera nello Studio Cristina Del Ponte di Locarno e alla Documenta-Halle di Kassel.
In mostra allo spazio Lumera di Milano da venerdì 13 a giovedì 26 aprile 2018.
Per seguire la mostra su Facebook clicca qui !

lunedì 19 marzo 2018

"Matilde, luce splendente" a Reggio Emilia

Matilde fanciulla, che intreccia ghirlande di fiori e si muove con grazia di ballo: Dante, nel XXVIII Canto del Purgatorio, così la descrive e le dà il compito di accompagnare le anime in Paradiso. Alta e slanciata nella figura, capelli rossi e denti bianchissimi. Bellissima. Così la ritrae Il Parmigianino, quattrocento anni dopo la sua morte.
Makiko Asada, pittrice giapponese, in “Matilde, luce splendente“, la mostra, in corso fino a venerdì 30 marzo 2018 alla Galleria San Francesco di Reggio Emilia,  parte proprio da qui. Matilde di Canossa: una donna due volte infelicemente sposata e che a soli trent’ anni si ritrova sola a capo di un immenso stato cuscinetto tra i poteri forti dell’Alto Medioevo. Sola, perché già a quell’ età, aveva perso tutti i suoi familiari, il padre, i fratelli, la figlia di pochi mesi, il rozzo marito e infine la sua più fidata consigliera, la madre Beatrice. Ritorna a Canossa, perché qui è stata felice bambina; qui ha ricevuto un’ educazione non comune per le fanciulle dell’ epoca. Qui sceglie di diventare la “Dilecta filia Petri“, la fedelissima alleata del Papa Gregorio VII, che ama di un amore solo platonico, perché il fervore religioso dell’ epoca era legato ad un sincero terrore di farsi cogliere dalla morte seconda, ossia di morire in stato di peccato mortale.
Qui, nel castello di Canossa, assume coscienza di se stessa. In “Matilde e Pensiero“, il dipinto scelto come immagine forte della mostra, Makiko Asada racconta di questo preciso momento della vita di questa donna straordinaria. Matilde regge nella mano destra, la mano del comando, una nuvola opalescente da cui germogliano timide verdi foglioline: l’annuncio di una nuova vita, che non proviene dal ventre ormai sterile, ma dalla conoscenza; la mano sinistra appoggiata sull’esile corpo, la mano del cuore, è rigida e impotente nella regale eleganza. Disegno puro di contorno in colore giallo dorato per diffondere la luce splendente di Matilde.
Nei quarant’ anni del suo regno Matilde, coltissima, è protettrice dei maggiori pensatori del tempo; fu sotto la sua protezione che Irnerio insegnò all'università di Bologna diritto romano, restaurandolo attraverso la “Summa Codicis”; poi costruisce strade, canali, chiese e monasteri, numerosissimi castelli e case torre. Tutto si sgretola alla sua morte: il suo immenso stato e, nei secoli successivi, l’ amatissima Rocca di Canossa.

venerdì 16 giugno 2017

"Castelli in Aria" mostra al Castello di Bianello

Castello di Bianello da sabato 17 giugno a domenica 24 settembre 2017.
INAUGURAZIONE sabato 17 giugno alle ore 17.00. Servizio di bus navetta dalle ore 16.15 dalla Chiesa di Quattro Castella.
La mostra sarà visitabile durante gli orari di apertura del castello consultabili sul sito www.bianello.it.
Saranno in mostra novanta oggetti – in gran parte facenti parte della collezione di Giuliano Grasselli, per molti anni regista del Corteo storico matildico e da decenni appassionato ricercatore di oggetti legati alla storia della Grancontessa – tra cui quadri, libri e stampe antiche riguardanti i castelli matildici, reggiani ma non solo.
Per prenotazione visite rivolgersi a Ideanatura cell. 338-6744818
Informazioni: biblioteca di Quattro Castella tel. 0522-249232
Comune di Quattro Castella; Amici di Matilde di Canossa e del castello di Bianello; con il contributo di Regione Emilia Romagna

lunedì 19 settembre 2016

Matilda di Canossa. La donna che mutò il corso della storia

Presso Casa Buonarroti a Firenze rimarrà aperta fino a lunedì 10 ottobre 2016 una mostra che illustra, in occasione della ricorrenza del nono centenario della morte di Matilde di Canossa (1046-1115), gli eventi straordinari della lunga vita di questa figura di donna. E’, nell’immaginario collettivo, la protagonista della così detta “Umiliazione di Canossa” del 1077, quando, nel traumatico scontro della “lotta per l’investitura”, lo scomunicato Enrico IV è rimasto in lunga attesa, nelle vesti di penitente, inginocchiato e a piedi nudi nella neve davanti all’entrata del suo Castello di Canossa, implorante il perdono del Papa Gregorio VII, alleato di Matilde.
E’ significativo che questo evento culturale si svolga a Firenze, città a lei molto cara, dove abitò dagli 8 ai 22 anni e nel 1078 fece costruire la “cerchia antica” delle sue mura di dantesca memoria. La fama di Matilde ha contagiato lo stesso Michelangelo, poiché in una sua leggendaria biografia del 1553 si legge: “Michelangiol Buonarroti, pittore e scultore singolare, ebbe l’origin sua da’ conti da Canossa, nobile e illustre famiglia di Reggio si per virtù propria e antichità, si per aver fatto parentado col sangue imperiale…donde ne nacque Matilda, donna di rara e singular prudenza et religione” E’ una leggenda alla quale Michelangelo ha sempre prestato fede, convincendo non pochi suoi contemporanei e tra questi il conti Alessandro Canossa, che in una sua lettera dell’ ottobre 1520 definiva l’artista fin dall’indirizzo “parente onorando”. L’esposizione vuole inoltre dimostrare quanto Metilde sia ricordata ancora oggi, non solo nei luoghi canossiani, ma anche nelle altre città dove aveva donato fondi e terreni per la costruzione e il rinnovamento di “cento chiese”, tra cui Lucca, Mantova, Pisa, Volterra e Modena, quest’ultima con le famose sculture di Wiligelmo. Teologi, giuristi, poeti, chierici e artisti, frequentavano la corte di Metilde, certamente la più importante del suo vasto territorio che si estendeva dal Tirreno all’Adriatico da Mantova a Tarquinia. A Canossa Matilde creò un’officina di artigiani, scribi e miniatori. Lo testimonia in mostra alcuni pregevoli esempi, tra i quali il “Psaterium Davidicum” databile 1090-1100 e le “Orationes sive meditationes” di Anselmo d’Aosta, contenenti un ritratto della Contessa. La vitalità della corte metilica è dimostrata tra l’altro dalla splendida “Croce astile” in oro, cristalli e gemme proveniente dal Museo Civico di Modena. Si possono ammirare numerosi capolavori d’arte medioevale e documenti originali prestati da musei e istituzioni italiane e straniere; antiche miniature contenute in manoscritti dell’epoca, ma anche opere più vicine ai nostri tempi come il bozzetto per la tomba della Contessa in San Pietro e una sua graziosa statuetta bronzea del Bernini.

mercoledì 17 agosto 2016

Memoriae Mathildis, mostra a San Benetto Po (MN)

La mostra Memoriae Mathildis a San Benedetto Po propone la rilettura del mito di Matilde di Canossa, signora del Medioevo, attraverso la preziosa e unica collezione di Giuliano Grasselli, precursore e cultore della storia del mito della Grancontessa. E’ la prima volta che la collezione viene esposta nel monastero fondato dai Canossa e caro a Matilde che qui volle essere sepolta.
Si tratta di un evento a livello nazionale frutto della collaborazione tra i comuni matildici di Emilia e Lombardia. Il percorso espositivo è allestito nel Refettorio Monastico di San Benedetto Po, sito cluniacense europeo per eccellenza. Al visitatore viene offerto un viaggio nel tempo attraverso un’ampia serie di immagini iconografiche riportate su stampe, incisioni, libri antichi inediti, quadri e oli. Testimonianze preziose che raffigurano Matilde dai mille volti e che si si sono succedute nei secoli nell’immaginario collettivo storico e letterario , dedicando spazio anche ai grandi personaggi storici con cui si relazionò la signora di Canossa, papa Gregorio VII e i papi suoi successori oltre all’imperatore tedesco Enrico IV, il grande antagonista dell’incontro epocale di Canossa. L’iconografia tedesca dell’800 che fa rinascere la memoria di questi luoghi e eventi è ampliamente documentata.
La mostra è stata curata da Donatella Jager Bedogni. E’ promossa dal comune di San Benedetto Po in collaborazione con l’Associazione Amici di Matilde di Canossa e del Castello di Bianello, con i patrocini dei comuni di Canossa, Correggio e Quattro Castella.
La mostra verrà inaugurata sabato 3 settembre 2016 alle ore 17.00 nel Ex Refettorio Monastico alla presenza delle autorità e sarà aperta fino a sabato 26 novembre 2016, aperture tutti i giorni da martedì alla domenica, orari 10.00-12.00 e 15.00-17.30.
Per informazioni: ufficio IAT Informazione e Accoglienza Turistica, tel. 0376/623036, e-mail: iat@oltrepomantovano.eu.

sabato 19 marzo 2016

La storia di Bologna tra arte e parole

La storia di Bologna rivive tra arte e parole. Sabato 19 marzo 2016 inaugurano le prime due mostre del progetto Concives 1116-2016, il programma di eventi dedicato al nono centenario del Comune di Bologna, promosso dall'amministrazione comunale, a cui partecipa anche l'Università di Bologna.
Fino al 17 luglio 2016, al Museo Civico Medievale sarà possibile visitare la mostra "Bologna 1116. Dalla Rocca imperiale alla città del Comune", che si propone di illustrare alcuni aspetti sociali ed artistici della città agli esordi delle sue istituzioni politiche e culturali. Particolare rilievo viene dato alla città delle Quattro Croci e al castello imperiale che i Bolognesi distrussero nel 1115 all'indomani della morte di Matilde di Canossa. La ribellione dei Bolognesi fu ricomposta nel 1116 dall'imperatore Enrico V con un diploma che favorì indirettamente l'affermazione del Comune. Questo documento, che convenzionalmente è considerato l'origine del Comune di Bologna, viene esposto in mostra nell'originale rilegato nel celebre Registro Grosso. Completano l'esposizione significativi manufatti dei secoli XI, XII e XIII, tra cui sculture, armi, oreficerie, documenti e codici miniati.
Alla Biblioteca dell'Archiginnasio, invece, fino al 19 giugno 2016, è allestita "Dieci parole per Bologna. Nove secoli di vita comunale". Dieci parole per evocare in una mostra le tappe più importanti, secolo per secolo, della vita sociale, culturale, politica ed economica di Bologna, dal 1116 ad oggi, con l’obiettivo di leggere il passato alla luce delle problematiche del presente. Da autonomia nel XII secolo, a democrazia per il XX secolo, passando attraverso partecipazione, manifattura, sapere, innovazione, territorio, ragione, indipendenza; e per finire con la parola accessibilità, scelta per indicare le maggiori sfide che si trova di fronte il mondo contemporaneo. La mostra è a cura della Biblioteca dell'Archiginnasio in collaborazione con Archivio Storico del Comune di Bologna e Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.

giovedì 3 dicembre 2015

"Matilde, splendente fiaccola" al Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra di Nonantola (MO)

Inaugurata lo scorso 28 novembre al Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra la mostra “Matilde, splendente fiaccola” che permetterà ai visitatori di calarsi nel tempo della famiglia Canossa e di indagare i rapporti tra il potente monastero e la famiglia della contessa, attraverso un percorso fatto di antiche pergamene custodite presso l’Archivio Storico Abbaziale, rimarrà aperta fino a domenica 10 aprile 2016.
L’abbazia è stata uno  dei più luminosi fari nella storia, nella cultura e nella società dell’Europa Medievale, e custodisce ancora oggi preziose testimonianze di quel periodo. Accanto alle pergamene trovano spazio in mostra infatti due celebri codici medievali dell’epoca: la Relatio dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Modena (esposto in facsimile) e l’Evangelistario di Matilde di Canossa (secolo XI), fabbricato dai monaci benedettini nello scriptorium dell’Abbazia di Nonantola, uno dei codici medievali più importanti, splendido per il ciclo delle 10 miniature con gli episodi principali dell’anno liturgico e la lavorazione della coperta in argento dorato con la Crocifissione e Dio benedicente all’interno della mandorla.
All’interno della mostra sarà esposta una preziosa e rara colomba eucaristica, realizzata da botteghe orafe di Limoges all’inizio del XIII secolo e che fa parte del Tesoro dell’Abbazia di Frassinoro, fondata da Matilde di Canossa nel 1071.
Accanto alla mostra di pergamene, sarà inaugurata l’esposizione “Icone Matildiche. Spirito e devozione”, a cura delle iconografe Annalisa Fanfoni e Sabina Marconi, con immagini tratte dal ciclo delle preziose miniature dell’Evangelistario di Matilde di Canossa.

Orari di  visita
Dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 12.30  (La biglietteria chiude mezz’ora prima). Venerdì, sabato e domenica dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14 alle 18 (La biglietteria chiude mezz’ora prima).
Info: Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra, via Marconi 3, Nonantola. Tel. 059-549025; museo@abbazia-nonantola.net – www.abbazia-nonantola.net.

sabato 28 novembre 2015

Memoriae Mathildis. Immagini e visioni di un mito

MEMORIAE MATHILDIS
Una grande mostra nella galleria espositiva del Museo Il Correggio a Correggio (RE) conclude l'anno del Novecentenario dedicato a Matilde di Canossa.
L’iconografia di un personaggio come Matilde di Canossa, che appartiene alla storia di quasi mille anni fa, non può che condurci al mito stesso che da sempre l’ha circondata. Non semplice per una donna del Medio Evo, anche se potente, passare alla memoria dei posteri nell’immaginario collettivo di epoche diverse, a partire da Dante fino ai giorni nostri.
La rilettura del mito di Matilde avviene attraverso la preziosa e unica collezione di Giuliano Grasselli, un precursore e cultore della storia del mito della Grancontessa. Il percorso espositivo è allestito nella sala del Mantegna e in quella degli Arazzi a Palazzo Principi. Al visitatore viene offerto un viaggio nel tempo attraverso un’ampia serie di immagini, testi antichi, quadri e oli. Incisioni preziose che raffigurano Matilde con volti diversi, immaginati dai suoi entusiasti biografi di ogni tempo, incisori e cronisti dall’XIII al XXI secolo, accostate a quelli dei grandi uomini con cui si relazionò, papa Gregorio VII e i papi suoi successori oltre all’imperatore tedesco Enrico IV, il grande antagonista. Notevoli gli oggetti antichi che fanno parte della stessa collezione e che rivelano un mondo medievale raffinato e artisticamente in grande fervore a testimonianza che la ricerca del bello è alla base della nostra cultura.
Cinque pezzi della collezione Grasselli fanno da introduzione alle sezioni dedicate al mito moderno di Matilde che vedono protagonisti gli allievi di Omar Galliani dell’’Accademia di Brera e Carrara con le loro opere più recenti.
In esposizione, opere di Sofia Bersanelli, Luca Caniggia, Dellaclà, Dhan Fabbri Adhikary, Miriana Gamiddo, Caterina Sbrana, Antonio Sidibè e Matteo Tenardi.
Giovani artisti che riprendono alcuni temi caratterizzanti il personaggio storico e umano di Matilde e lo reinterpretano con gli occhi della modernità rivolta all’iconografia del passato e con l’entusiasmo della scoperta di un mito.
La sede dell’esposizione al Museo “Correggio” a Palazzo Principi, oltre che per il valore architettonico e artistico dell’edificio, riporta all’antico collegamento della famiglia dei da Correggio con quella dei Canossa, recuperando un’antica relazione feudale.
La mostra è stata curata da Donatella Jager Bedogni e Gabriele Fabbrici. La Mostra è promossa dal Comune di Correggio, in collaborazione con l’Associazione Amici di Matilde di Canossa e del Castello di Bianello, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Brera.
All’inaugurazione, prevista per sabato 5 dicembre 2015 alle ore 17.00, interverrà il sindaco di Correggio Ilenia Malavasi.
La mostra sarà aperta fino a domenica 17 gennaio 2016, aperture il sabato dalle 15.30 alle 18.30 e domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

venerdì 13 novembre 2015

Intrecci e Basilischi. Libri di pietra ai tempi di Matilde

In occasione della Fiera di S. Martino e per celebrare i 900 anni della morte di Matilde, il Comune di Canossa (RE) con il patrocinio del Comune di Campagnola Emilia, dedica alla “Gran Contessa” una mostra di scultura che richiama alcuni temi dell’arte medievale: “Intrecci e Basilischi. Libri di pietra ai tempi di Matilde”.
La mostra, allestita presso il Teatro comunale “Matilde di Canossa” a Ciano d’Enza, vede diverse riproduzioni di decorazioni e sculture di capitelli, portali e facciate di antiche chiese dell’XI e XII secolo situate in area matildica. Le opere sono realizzate in arenaria dalla scuola di scultura su pietra di Canossa, i bassorilievi sono realizzati in cotto e graffiti in ceramica dagli alunni della scuola di primo grado “G. Galilei” di Campagnola Emilia.
L’inaugurazione della mostra è prevista per venerdì 13 novembre 2015, alle ore 18.00, e sarà visitabile poi fino al 4 dicembre prossimo. L’orario di apertura è lo stesso della Biblioteca comunale di Canossa.
Per informazioni: Biblioteca comunale di Canossa, tel. 0522248423, mail: biblio@comune.canossa.re.it / www.comune.canossa.re.it.

domenica 6 settembre 2015

In mostra alla Rotonda le foto che raccontano vita e storia di Matilde

Interno della Rotonda di San Lorenzo
Matilde di Canossa racconta se stessa, il formarsi della sua personalità e i suoi pensieri più intimi, da quando, ragazzina, le muore il padre, fino alla vigilia della morte, nella mostra dell'americana Selby Hickey, inaugurata sabato 5 settembre nella Rotonda di San Lorenzo a Mantova da Giovanni Pasetti e che sarà visitabile fino a domenica 1 novembre 2015 (ore 10-19 nei week end e durante il Festivaletteratura, 10-13 e 14-16.30 gli altri giorni, ingresso libero).
È l'opera di una docente di scienze politiche all'università di Stato di New York, ora in pensione, che si dedica da tempo alla fotografia, e con il marito, il pittore Luiz Camnitzer, ha una casa a Bagni di Lucca, vicino al Ponte del Diavolo nelle zone di origine dei Canossa. Selby Hickey, conosciuta la figura di Matilde, ne è rimasta affascinata. E si è messa in contatto con Paolo Golinelli, lo storico mantovano tra i massimi studiosi della Grancontessa. La mostra comprende una serie di fotografie, tutte molto suggestive, che ritraggono vecchi muri, figure in ombra, particolari di oggetti, macchie, sprazzi di luce che evocano, spiega il critico Giovanni Pasetti, l'oscurità del periodo medievale che Matilde attraversa, ma anche la forza positiva e la ricerca dell'equilibrio tra papato e impero che la donna riesce a esprimere.
Ogni fotografia è accompagnata da una frase attribuita a Matilde da Selby Hickey. «Mi ha spiegato - ha detto Paolo Golinelli - che avrebbe voluto utilizzare le parole della Grancontessa dal libro del Donizone, ma erano troppo arcaiche e impersonali e quindi le ha riscritte lei, componendo una biografia». Il percorso è affascinante perché Matilde parla della madre, dei fratelli morti, dei matrimoni di convenienza (il secondo a 43 anni con un ragazzo di 17) all'intesa con il Papa, fino alla sommossa dei mantovani quando la credevano già in fin di vita. Ma lei ebbe ancora la forza di venire in città e sedare gli animi.
L'Associazione per i monumenti domenicani celebra i 900 anni dalla morte di Matilde con questa mostra e altri due appuntamenti. Giovedì 24 settembre 2015 alle 17.30, Paolo Golinelli, ordinario di Storia Medievale all'Università di Verona, parlerà della "Donna di potere" e presenterà due suoi libri, venerdì 9 ottobre 2015 alle 21,00, lo spettacolo Matilde, donna e contessa della compagnia teatrale Hic sunt Istriones sul sagrato della Rotonda di San Lorenzo.

venerdì 22 maggio 2015

"Bianello e Matilde di Canossa", mostra al Castello di Bianelo

Sabato 23 maggio 2015 alle ore 17.00, al  Castello di Bianello – Quattro Castella (Re) inaugurazione della mostra documentaria “Bianello e Matilde di Canossa”, curata da Paolo Golinelli,  che rimmarrà aperta fino al 31 ottobre 2015, mentre alle ore 18.00,  si terrà la presentazione al pubblico dell’ultimo volume dal titolo “L’Ancella di san Pietro. Marilde di Canossa e la Chiesa”, sempre dello stesso Golinelli.

venerdì 1 maggio 2015

“Lo scettro e la preghiera. Carlo Magno e i Carolingi nelle pergamene dell’Abbazia di Nonantola”

L’Abbazia romanica di Nonantola (VIII sec.), patrimonio architettonico-storico-culturale di importanza europea, apre le porte del proprio straordinario archivio e mette in mostra preziosi tesori finora inediti e mai esposti tutti insieme. Da domenica 3 maggio 2015, infatti, presso il Museo Benedettino e Diocesano, sarà possibile visitare un nuovo spazio espositivo riallestito che andrà ad ospitare una mostra di pergamene straordinarie, se si considera che qui sono custoditi documenti dei più celebri imperatori e papi: “Lo scettro e la preghiera. Carlo Magno e i Carolingi nelle pergamene dell’Abbazia di Nonantola”. Il caso dell’Abbazia di Nonantola è significativo: questo è uno dei rarissimi luoghi al modo in cui sono custoditi i documenti di quasi tutti gli imperatori carolingi, con i tre diplomi di Carlo Magno, quelli di Ludovico il Pio, Lotario, Ludovico II, Carlomanno, ed alcuni messi imperiali della stessa epoca.
La nuova esposizione permanente intende valorizzare un ricchissimo patrimonio archivistico di proprietà dell’Abbazia: presso l’Archivio Storico Abbaziale si conservano 4.537 pergamene, numero straordinario che fa di questo sito un punto di interesse europeo per la storia medievale. In particolare, verranno esposte dodici inedite pergamene di Carlo Magno e dei suoi successori, gli imperatori carolingi. Tre sono i documenti di Carlo Magno, di cui uno recante il suo celeberrimo monogramma, ed un altro dell’801 che cita – primo caso al mondo – Carlo Magno col titolo di imperator, affiancati da altri che portano i nomi di Ludovico il Pio, Lotario, Carlomanno, Ludovico II. L’Abbazia di Nonantola, fondata nel 752 durante il regno del longobardo Astolfo, fu uno dei centri monastici più importanti al servizio dei sovrani nei secoli dell’Alto Medioevo, ed ebbe contatti frequenti con Carlo Magno ed i Carolingi, che se ne servirono per l’amministrazione del proprio impero in chiave politica, economica, sociale, giuridica, culturale ed ovviamente religiosa. Carlo stesso con ogni probabilità fece sosta nel monastero nonantolano nel tragitto che da Aquisgrana lo portò a Roma per essere incoronato imperatore la notte di Natale dell’800. Gli abati d’età carolingia ebbero funzioni di ambasciatori per conto di Carlo e dei suoi successori presso Costantinopoli, sede dell’Impero Romano d’Oriente, legame stretto che è attestato, oltre che per la presenza dell’Insigne Reliquia della Santa Croce (sec. X), anche dal recente ritrovamento in Abbazia del prezioso sciamito rosso con aquile (sec. VIII-IX).

Accanto alle pergamene troveranno nuova collocazione i tre codici medievali miniati, fabbricati dai monaci amanuensi e miniatori nello scriptorium che qui fu attivo dall’ VIII al XII secolo, unici superstiti di un ricco patrimonio oggi disperso in diverse biblioteche europee. Il primo è l’Evangelario di Matilde di Canossa (XI sec.), sontuosamente miniato con 10 illustrazioni dei principali eventi della vita di Cristo insieme alla sua preziosa coperta in argento dorato, libro che la contessa utilizzò durante i suoi soggiorni nel monastero. Poi vi è il Graduale o Cantatorio (XI sec.), uno dei più antichi codici musicali con le melodie gregoriane, ed infine l’Acta Sanctorum, contenente le vicende agiografiche relative ai sette santi venerati nell’Abbazia.
La mostra intende chiudere le celebrazioni dell’anno dedicato al XII Centenario della morte di Carlo Magno (814-2014). A corredo della mostra è stato realizzato un prezioso volume con le pergamene carolinge commentate, ampia documentazione fotografica sia delle pergamene che dei codici dello scriptorium e la raccolta dei luoghi in Italia e nel modenese riferibili alla figura di Carlo Magno.
Orari di apertura: dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 18.00. Ingresso dal Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra, Via Marconi 3 – Nonantola (MO).
Info e prenotazioni (obbligatoria per comitive): 059 549025 o museo@abbazia-nonantola.net. web: www.abbazia-nonantola.net.

giovedì 26 marzo 2015

"Nelle Terre di Matilde: tra pievi, acque e sentieri" mostra a San Benedetto Po (MN)

Sabato 28 marzo 2015 alle ore 17.00 presso il Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po (MN)inaugurazione della mostra: "Nelle Terre di Matilde: tra Pievi, Acque e Sentieri", un percorso nel territorio attraverso le immagini di Maurizio Setti.
L'entrata al Museo Civico Polironiano è da via Dugoni (ingresso lato ufficio postale)
La mostra sarà visitabile fino al 3 maggio 2015.