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lunedì 25 marzo 2024
"Dai Castelli alla Fortezza" mostra a Bellinzona
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tardo antico
Ubicazione:
Via Sasso Corbaro 44, 6500 Bellinzona, Svizzera
venerdì 21 agosto 2020
Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna
RavennAntica arricchisce l’offerta culturale cittadina con il nuovo evento espositivo Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna, allestito presso il Museo Classis Ravenna
La mostra temporanea TESORI RITROVATI. IL BANCHETTO DA BISANZIO A RAVENNA, approfondisce il tema del banchetto tardoantico e presenta alcuni oggetti da mensa in argento scoperti a Cesena e nell’area archeologica dell’Antico Porto di Classe.
La narrazione prende avvio dalla documentazione del loro ritrovamento: nell’immaginario collettivo, il tema del tesoro nascosto e ritrovato per caso è al centro di numerosi rinvenimenti archeologici. In antico, molti occultamenti venivano fatti intenzionalmente per proteggere beni preziosi a fronte di una minaccia imminente (guerre, lotte civili, epidemie). Il sotterramento, nelle intenzioni di chi lo ha fatto doveva essere provvisorio e con la speranza del recupero. In realtà, come nel caso degli oggetti in mostra, spesso si rivela definitivo perché per molte ragioni non è stato possibile recuperarli: da qui il titolo Tesori ritrovati.
I ceti dirigenti della tarda antichità hanno molti modi per autorappresentarsi. Uno dei principali è commissionare oggetti preziosi ad artigiani specializzati. Un settore di grande prestigio è quello dell’argenteria: coppe, boccali, posate e grandi piatti sono tra gli oggetti più richiesti dalle aristocrazie. Spesso questi oggetti recano delle raffigurazioni di miti antichi o scene agresti e di banchetto. Il senso di queste rappresentazioni si giustifica nei modelli della loro committenza. Importanti personaggi vogliono comunicare il loro status symbol, le loro radici culturali. In molti casi si tratta di prodotti di alta qualità realizzati nei più importanti centri culturali dell’Impero.
La mostra, promossa e organizzata dalla Fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica, dal Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini, si inserisce perfettamente nel percorso espositivo del Classis Ravenna approfondendone alcuni aspetti: attraverso la selezione degli oggetti esposti, fornisce un focus ed una riflessione sulla ritualità del banchetto tardoantico. Inoltre, grazie al confronto tra i piatti provenienti dal Museo Archeologico di Cesena e il Tesoretto di Classe, composto da sette cucchiai e una patera, è possibile tracciare la storia e l’evoluzione del simposio, comprenderne la ritualità, valorizzando e mettendo in dialogo le diverse realtà museali del territorio, favorendo uno scambio di saperi e conoscenze sul nostro passato.
L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 20 settembre 2020 con i seguenti orari: tutti i giorni 10.00 – 19.00
Per informazioni: 0544 473717 oppure www.ravennantica.it.
La mostra temporanea TESORI RITROVATI. IL BANCHETTO DA BISANZIO A RAVENNA, approfondisce il tema del banchetto tardoantico e presenta alcuni oggetti da mensa in argento scoperti a Cesena e nell’area archeologica dell’Antico Porto di Classe.
La narrazione prende avvio dalla documentazione del loro ritrovamento: nell’immaginario collettivo, il tema del tesoro nascosto e ritrovato per caso è al centro di numerosi rinvenimenti archeologici. In antico, molti occultamenti venivano fatti intenzionalmente per proteggere beni preziosi a fronte di una minaccia imminente (guerre, lotte civili, epidemie). Il sotterramento, nelle intenzioni di chi lo ha fatto doveva essere provvisorio e con la speranza del recupero. In realtà, come nel caso degli oggetti in mostra, spesso si rivela definitivo perché per molte ragioni non è stato possibile recuperarli: da qui il titolo Tesori ritrovati.
I ceti dirigenti della tarda antichità hanno molti modi per autorappresentarsi. Uno dei principali è commissionare oggetti preziosi ad artigiani specializzati. Un settore di grande prestigio è quello dell’argenteria: coppe, boccali, posate e grandi piatti sono tra gli oggetti più richiesti dalle aristocrazie. Spesso questi oggetti recano delle raffigurazioni di miti antichi o scene agresti e di banchetto. Il senso di queste rappresentazioni si giustifica nei modelli della loro committenza. Importanti personaggi vogliono comunicare il loro status symbol, le loro radici culturali. In molti casi si tratta di prodotti di alta qualità realizzati nei più importanti centri culturali dell’Impero.
La mostra, promossa e organizzata dalla Fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica, dal Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini, si inserisce perfettamente nel percorso espositivo del Classis Ravenna approfondendone alcuni aspetti: attraverso la selezione degli oggetti esposti, fornisce un focus ed una riflessione sulla ritualità del banchetto tardoantico. Inoltre, grazie al confronto tra i piatti provenienti dal Museo Archeologico di Cesena e il Tesoretto di Classe, composto da sette cucchiai e una patera, è possibile tracciare la storia e l’evoluzione del simposio, comprenderne la ritualità, valorizzando e mettendo in dialogo le diverse realtà museali del territorio, favorendo uno scambio di saperi e conoscenze sul nostro passato.
L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 20 settembre 2020 con i seguenti orari: tutti i giorni 10.00 – 19.00
Per informazioni: 0544 473717 oppure www.ravennantica.it.
lunedì 25 giugno 2018
A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo
Dal 26 giugno al 14 ottobre 2018 nella Limonaia Grande del Giardino di Boboli sarà allestita la mostra "A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo", curata da Lorenza Camin e Fabrizio Paolucci.
L’esposizione intende rendere noto al pubblico il forte legame che esiste tra uomo e cavallo fin dalla Preistoria.
L’esposizione intende rendere noto al pubblico il forte legame che esiste tra uomo e cavallo fin dalla Preistoria.
Saranno esposte riproduzioni di quattro reperti d’arte paleolitica
scoperti a Grotta Paglicci (Rignano Garganico, Foggia); sarà presente
inoltre un’ampia varietà di oggetti provenienti dai principali musei
archeologici italiani ed esteri risalenti al periodo compreso tra il X
secolo a.C. e il XV secolo d.C: statue, urne, rilievi, vasi, terrecotte
che raffigurano l’impiego del cavallo nel corso dei secoli.
Orari: Da lunedì a domenica dalle 8.15 alle 19.30 nei mesi di giugno,
luglio e agosto; dalle 8.15 alle 18.30 nei mesi di settembre e ottobre.
Chiuso il primo e l’ultimo lunedì del mese.
Per maggiori informazioni: www.uffizi.it.
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Ubicazione:
Piazza de' Pitti, 1, 50125 Firenze FI, Italia
giovedì 21 giugno 2018
Viaggio nel tempo con M4
Un ponte tra passato e futuro, dove ingegneria e archeologia
viaggiano in parallelo per realizzare un’opera pubblica fondamentale e
per valorizzare il patrimonio storico e culturale di Milano. È il
significato di “Viaggio nel tempo con M4”, un progetto dedicato
ai ritrovamenti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi per la
realizzazione della Blu.
Così, dal 20 giugno al 23 settembre 2018 al Museo Archeologico di corso Magenta 15 (aperto da martedì a domenica dalle ore 9alle ore 17:30. La
biglietteria chiude alle ore 16:30. Ingresso gratuito il primo e il
terzo martedì del mese dalle ore 14) è possibile visitare una mostra
originale: reperti inediti e un percorso informativo ci
raccontano tasselli importanti della storia della nostra città. Ma
questo racconto dei ritrovamenti è possibile leggerlo anche su pannelli speciali posizionati sulle cesate di alcuni cantieri
(Stazione S.Babila, Manufatto di Largo Augusto, Stazione Vetra,
Manufatto S.Calimero – via S.Sofia, angolo Corso di Porta Romana -,
Stazione De Amicis e Manufatto De Amicis, in via De Amicis). E una
sezione speciale del sito www.metro4milano.it è dedicata al progetto.
“Costruire un’opera fondamentale per il futuro di Milano non è in
contrasto con la riscoperta e la tutela della storia della nostra città –
hanno dichiarato gli assessori alla Mobilità e Cultura del Comune di
Milano Marco Granelli e Filippo Del Corno -. Questa mostra è
un’occasione unica per vedere le tracce della Milano romana e medievale che emergono
dagli scavi delle gallerie della M4. Ingegneri e archeologi hanno
sempre lavorato fianco a fianco per mappare e conservare i ritrovamenti
archeologici senza compromettere la costruzione della nuova linea
metropolitana che percorre un lungo tratto entro le mura di Mediolanum”.
Secondo la Soprintendente Antonella Ranaldi “si tratta di capire come
coniugare modernità e passato. I lavori in corso, compiuti con
l’assistenza degli archeologi, offrono un’occasione di metodo per
esplorare un passato nascosto nella terra”.
“Viaggio nel tempo con M4” è promosso dall’Assessorato alla Mobilità
del Comune di Milano, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per la Città Metropolitana di Milano, M4 spa e MM spa. Un
ringraziamento particolare ai consorzi dei costruttori CMM4 e MetroBlu
scrl che hanno reso possibile la realizzazione del progetto.
Qui una sintesi dei principali ritrovamenti: Scheda.
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Ubicazione:
Corso Magenta, 15, 20123 Milano MI, Italia
sabato 6 maggio 2017
Tra archeologia e antropologia nella Valle dei Monaci
L'inaugurazione della mostra “Tra archeologia e antropologia nella Valle dei Monaci. Lo scavo nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo de Noseda (Nosedo, Milano)” si terrà martedì 9 maggio 2017 alle 16.00 presso l’Antiquarium Alda Levi, in Via De Amicis, 17 a Milano.
Verranno esposte monete del IV secolo, frammenti di anfore, ciotole, scodelle a partire dal primo secolo a.C., ma anche piccoli bottoni, aghi crinali, manufatti ornamentali rinvenuti nelle sepolture messe in luce durante la campagna di scavo del 2013 nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Nocetum che rivelano affinità inaspettate tra centro città e periferia.
La mostra sarà visitabile fino al 30 novembre 2017 da martedì a sabato dalle 9,30 alle 14,00
Ingresso libero. Chiuso il mese di agosto.
Verranno esposte monete del IV secolo, frammenti di anfore, ciotole, scodelle a partire dal primo secolo a.C., ma anche piccoli bottoni, aghi crinali, manufatti ornamentali rinvenuti nelle sepolture messe in luce durante la campagna di scavo del 2013 nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Nocetum che rivelano affinità inaspettate tra centro città e periferia.
La mostra sarà visitabile fino al 30 novembre 2017 da martedì a sabato dalle 9,30 alle 14,00
Ingresso libero. Chiuso il mese di agosto.
Per maggiori dettagli visita il sito www.nocetum.it.
Per informazioni: info@nocetum.it | 02 55230575
Per informazioni: info@nocetum.it | 02 55230575
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