sabato 21 giugno 2014

Da Giotto a Gentile, pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento

Da Giotto a Gentile, pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento a Fabriano (AN) dal 25 luglio al 30 novembre 2014.
Un territorio apparentemente periferico, marginale rispetto ai tradizionali e acclarati circuiti del turismo culturale, un deposito vasto e inestimabile di capolavori artistici medievali in gran parte poco noti, in molti casi sconosciuti: Fabriano, le sue chiese millenarie, gli eremi che punteggiano l’affascinante paesaggio appenninico, costituiscono lo scenario nel quale si iscrive la mostra “Da Giotto a Gentile”. Una occasione imperdibile per ammirare affreschi, pale d’altare e sculture lignee dipinte, realizzate durante la lunga stagione gotica.
La mostra, che si aprirà al pubblico il 26 luglio e sarà ospitata presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli e in tre splendide chiese del circuito urbano, espone oltre 100 opere tra cui oltre a dipinti, pale d’altare, tavole, affreschi staccati, anche sculture, oreficerie rarissime, miniature, manoscritti, codici. Opere delicate e preziose, concesse in prestito dai più prestigiosi musei italiani e stranieri.
ORARI: 10.00-21.00; we 10.00 -23.00; lunedì mattina chiuso
BIGLIETTO: 9€ ridotto 6€
INFO MOSTRA e PRENOTAZIONI VISITE GUIDATE:  0732/042195
Tutte le info nel sito www.mostrafabriano.it.

domenica 15 giugno 2014

Jacopo del Casentino e la pittura a Pratovecchio nel secolo di Giotto

Jacopo del Casentino e la pittura a Pratovecchio nel secolo di Giotto
14 giugno – 19 ottobre 2014
Pratovecchio, Teatro degli Antei Orari
Lunedì-venerdì 15.00-19.00
Sabato-domenica 10.00-13.00 e 15.00-19.00
Info
Opera Laboratori Fiorentini, Ufficio
Firenze Musei: tel. 055 294883
www.pratovecchiocittadegliuffizi.it

Territorio ricco di storia, oltre che di bellezze naturali, il Casentino conserva ancora oggi molti capolavori d’arte medievale e rinascimentale che attestano i suoi stretti legami con Firenze, in virtù dei floridi commerci e dell’appartenenza dell’intera regione alla vasta diocesi di Fiesole. La mostra sarà la quattordicesima della collana “La città degli Uffizi” e si prefigge di portare all’attenzione del pubblico lo straordinario patrimonio d’arte locale, dialogando con i capolavori conservati nella Galleria degli Uffizi.
L’esposizione prende spunto dalla figura mitica di Iacopo di Landino, pittore nativo di Pratovecchio che Vasari identificava con quel Iacopo del Casentino, contemporaneo di Giotto, di cui la Galleria degli Uffizi possiede l’unica opera firmata, il piccolo trittico donato da Guido Cagnola al museo nel 1947. Sebbene nessuna opera del maestro rimanga sul territorio, le tavole del Maestro di Varlungo di Stia e di Romena, il trittico datato 1357 nella chiesa di Pagliericcio, gli affreschi di Taddeo Gaddi a Poppi, attestano l’esistenza di una fervente vita artistica che ha inizio già alla fine del XIII secolo e che proseguirà nella seconda metà del Trecento con le opere di Giovanni del Biondo, anch’egli di probabile origine casentinese seppure formatosi a Firenze nella bottega di Nardo di Cione.
Agli anni a cavallo fra la fine del secolo e l’inizio del ‘400 risalgono numerose testimonianze di pittura tardogotica riconducibili a maestri affascinanti e sofisticati come il Maestro della Madonna Straus, il Maestro di Borgo alla Collina, recentemente identificato con Scolaio di Giovanni, Giovanni Toscani, pittori che portano in Casentino le tendenze più alla moda della pittura fiorentina del momento rappresentate da Lorenzo Monaco e Gherardo Starnina. I polittici di Bicci di Lorenzo presenti in varie chiese del territorio e il finto trittico di Poppiena dipinto da Giovanni dal Ponte, che per la chiesa delle monache camaldolesi di Pratovecchio aveva eseguito una pala d’altare oggi alla National Gallery a Londra, attestano l’esistenza di rapporti privilegiati fra i committenti del luogo e alcune botteghe fiorentine, concludendo agli albori del Rinascimento il percorso espositivo, prima tappa di un iter artistico che prosegue nei decenni seguenti con documenti figurativi altrettanto straordinari.

venerdì 13 giugno 2014

Riaprono i Musei Civici di Monza

Nuovi dettagli sui Musei civici di Monza che saranno inaugurati sabato 28 giugno 2014 all’ex Casa degli Umiliati di via Teodolinda. Intanto, un sito internet (qui il link) interamente dedicato al museo con tutte le informazioni necessarie sul percorso espositivo, i prezzi, gli orari.
Appunto, gli orari: il museo sarà aperto da giugno a settembre (cioè dal 29 giugno in poi) tutti i giorni dalle 15 alle 18. Il giovedì anche dalle 20 alle 23. Da venerdì a domenica anche al mattino dalle 10 alle 13. Il biglietto di ingresso costa 6 euro, il ridotto 4 e le riduzioni valgono per ragazzi da 6 fino a 18 anni, adulti sopra i 65 anni, studenti universitari muniti di libretto, possessori di carte convenzionate o turistiche o soci di associazioni convenzionate muniti di tessera, gruppi precostituiti di adulti oltre le 10 persone con prenotazione (a persona), scolaresche (a studente).
Solo per il giorno dell'inaugurazione: ingresso a € 3 e gratuito per i ragazzi sotto i 16 anni.

giovedì 12 giugno 2014

Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea nel Patriarcato di Aquileia

Aprirà i battenti sabato 12 luglio 2014, a Cividale del Friuli (UD), la mostra Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea nel Patriarcato di Aquileia al tempo di Pellegrino II (secoli XII e XIII), promossa dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Udine. Fino a domenica 12 ottobre, nel palazzo De Nordis di Cividale (città patrimonio dell’Unesco), si potranno ammirare trenta opere, alcune delle quali rarissime e mai esposte al pubblico.
Simbolo della mostra (curata da Luca Mor), sarà il maestoso Crocifisso ligneo tardo-romanico restaurato dalla Soprintendenza tra il 2005 e il 2012: un capolavoro prototipo per altri esemplari diffusi nelle Chiese del Patriarcato aquileiese almeno fino dal Duecento.
«Il fulcro della mostra ruoterà attorno a quest’opera - ricorda il Soprintendente del Fvg Luca Caburlotto -. Nord Europa e Bisanzio, ma anche l’eredità romana di Aquileia, trovano infatti suprema sintesi artistica e sentimentale proprio nel Crocifisso di Cividale, capolavoro di caratura europea ed espressione del ruolo di capitale anche artistica della città di Cividale».
Saranno esposte opere rarissime (molte delle quali monumentali), provenienti da Friuli Venezia Giulia, Carniola slovena, Istria, Veneto, Alto Adige, Tirolo, Carinzia, Stiria e Baviera. Un’occasione davvero unica che permetterà di ammirare, riunite in un’unica sede espositiva, la quasi totalità delle sculture lignee superstiti del contesto patriarcale dall’inizio del XII secolo, dimostrazione del forte legame esistente tra la Chiesa aquileiese e il mondo germanico.
Quattro le sezioni della mostra: la prima dedicata agli esempi di opere lignee d’Oltralpe, in particolare provenienti dal Reno al Tirolo e dall’ambito svevo alla Stiria. Le due sezioni successive presentano il panorama della scultura lignea nei territori del Patriarcato di Aquileia partendo dal modello del Crocifisso di Cividale fino ad accostare opere di cultura e provenienza extraterritoriale.
La quarta sezione ruota attorno all’eccezionale Antependio in argento dorato, datato 1204 e commissionato dal patriarca Pellegrino II per il Duomo di Cividale, e ad altri preziosissimi esempi di croci astili e arte suntuaria del contesto altoadriatico, tra cui coprievangeliari con valve eburnee di provenienza bizantina rifiniti con lamine d’argento e gemme.
La mostra è stata resa possibile grazie al supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, dell’Azienda Speciale “Villa Manin”, della Provincia di Udine, del Comune di Cividale del Friuli, della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, della Banca Popolare di Cividale, dell’Arcidiocesi di Udine e della parrocchia di Santa Maria Assunta di Cividale del Friuli.

giovedì 5 giugno 2014

Si riaprono le Stanze Segrete del Palazzo Pubblico di Siena

Si aprono nuovamente ai visitatori le stanze segrete di Palazzo Pubblico. Sabato 21 e domenica 22 giugno 2014, con visite guidate su prenotazione, sarà possibile intraprendere un esclusivo viaggio nell’arte senese, alla scoperta di capolavori che normalmente non sono visibili perché collocati all’interno degli uffici comunali. Un’opportunità straordinaria per osservare i luoghi di uno dei palazzi più celebrati del medioevo europeo, e rivivere un passato ricco di storia e cultura che va dal Trecento al Novecento. Il Palazzo Comunale, infatti, celebre per il ciclo di affreschi con le Allegorie del Buono e Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti e per la Maestà di Simone Martini, svela in questa occasione sei “stanze segrete” e due atri, custodi di importanti opere d’arte. Dalle lupe lapidee attribuite a Giovanni Pisano agli affreschi di maestri quali Sano di Pietro, Lorenzo di Pietro detto Vecchietta e Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma; dai fondi oro dei maestri trecenteschi come Lippo Memmi ai capolavori del Seicento senese (Domenico e Rutilio Manetti, Deifebo Burbarini, Astolfo Petrazzi, Bernardino Mei, Francesco Rustici). Un insieme di opere che rappresenta un unicum, per un suggestivo e interessante spunto di riflessione sulla storia civile e politica della città, sulla sua organizzazione, le sue strutture di giustizia, e il suo governo.
I tour giornalieri (massimo 35 persone) inizieranno alle ore: 10,30, 11,30, 12,30, 16, 17 e 18. Biglietto intero: € 11 (€ 8 + € 3 servizio visita guidata),mentre i bambini fino a 11 anni pagano solo € 3 come servizio visita guidata. Obbligatorie le prenotazioni: sienastanzesegrete@operalaboratori.com oppure telefonando allo 0577 286300.

venerdì 30 maggio 2014

Medievalia ad Aosta

Laboratorio "Lo scriptorium"
Da sabato 31 maggio a domenica 15 giugno 2014 sarà possibile approfondire le conoscenze sulla storia dell’antico convento di San Francesco, sulla quotidianità e le articolate attività medievali attraverso gli elaborati che gli allievi dell’Istituzione scolastica San Francesco, la più antica della città di Aosta, hanno prodotto durante l’anno scolastico che sta per chiudersi. Attivi fin dalla loro rentrée gli studenti, dalla scuola dell’infanzia dei plessi di Signayes, di Excenex e della Rodari di Aosta, la scuola primaria e la secondaria di primo grado, hanno partecipato in partenariato con il MAR – Museo Archeologico Regionale al progetto interdisciplinare denominato Patrimoine, la cui finalità di base è stata quella di stimolare la curiosità degli alunni attraverso l’apprendimento attivo. Per dare ai ragazzi la consapevolezza di come la storia della scuola, del quartiere, della città di Aosta e della Valle d’Aosta s’inserisce, di fatto, in una realtà di più ampio respiro, hanno collaborato, sotto il coordinamento del MAR della Struttura Restauro e Valorizzazione, archeologi, restauratori, architetti e storici, oltre allo Studio Vellum di Cividale del Friuli, che insieme hanno contribuito alla formazione degli straordinari e recettivi giovani apprendisti.
Oltre alle lezioni frontali, allo studio e alla rielaborazione del Cantico delle Creature, alle esperienze grafiche e musicali, all’educazione dell’interpretazione delle architetture sacre e militari, alla realizzazione di erbari e alle indicazioni sulle principali piante officinali, condotte dagli addetti ai lavori e attivamente coordinate dagli insegnanti, gli studenti si sono messi in gioco “praticamente” durante i laboratori svoltisi ininterrottamente presso le aule didattiche del MAR.
Sono stati realizzati, per Medievalia, 5 inediti laboratori:
- Braghe… pillole di moda medievale (Katia Gianotti)
- Geometria di Dio (Cinzia Payn)
- Lo scriptorium (Leila Colombo e Sara Pellicoro dello Studio Vellum di Cividale del Friuli)
Laboratorio "Sinopia? Il buon Fresco"
- La ceramica in architettura (Katia Gianotti) 
- Sinopia? Il buon fresco (Katia Gianotti) 
Nelle sale del secondo piano del MAR, nella Saletta d’arte del Comune di Aosta e nelle aule della scuola San Francesco potrete fare un tuffo indietro nel tempo e scoprire i lavori di queste animate squadre di affrescatori, di scribi, di artigiani dediti alla preparazione del buon fresco sui cui dipingere, o delle formelle in terracotta su cui imprimere, eccezionalmente, i propri stemmi araldici. Inoltre scoprirete dei veri e propri stilisti che, con tessuti recuperati, hanno saputo creare, rivisitandoli, interessanti modelli di abiti medievali sulla base di quelli rappresentati nelle lunette del castello di Issogne.
Un video di Alessandro Stevanon, le animazioni al computer realizzate nelle classi e gli approfonditi pannelli didattici, completeranno la ricca offerta espositiva che lega l’area di San Francesco all’adiacente ex convento delle suore della Visitazione, ora sede del Museo. Nella mattina dell’inaugurazione, alle ore 9.00 del 31 maggio 2014 in Piazza San Francesco 2, vi aspetteranno altre sorprese che animeranno le sedi e il centro storico di Aosta.
ORARI di apertura delle sedi espositive:
- MAR – Museo Archeologico Regionale, piazza Roncas 12 chiuso lunedì 9 giugno; tutti gli altri giorni è aperto dalle 10.00 alle 18.00.

sabato 19 aprile 2014

"Fiesole e i Longobardi" in mostra al Museo Archeologico

Per la prima volta riuniti tutti i reperti longobardi fiesolani e per la maggior parte mai esposti al pubblico
Mostra a cura di: Giuseppina Carlotta Cianferoni e Marco De Marco
Museo Civico Archeologico di Fiesole
16 aprile - 31 ottobre 2014

Fibule, aghi crinali, raffinati manufatti in vetro, gioielli, ma soprattutto armi: spade, cupidi di lance, coltelli e punte di freccia. E poi ornamenti di cinture, vasealllame e utensili vari. Questi i reperti, in buona parte mai esposti al pubblico, della mostra “Fiesole e i Longobardi”, che viene inaugurata oggi martedì 15 alle ore 17 e in programma dal 16 aprile al 31 ottobre 2014 nelle sale del Museo Archeologico di Fiesole (via Portigiani, 1).

La mostra è organizzata dall’Unione di Comuni Fiesole - Vaglia e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana che, in occasione dei cento anni del Museo Civico Archeologico, che ricadono quest’anno, grazie anche al sostegno del Rotary Club Fiesole, hanno realizzato un nuovo allestimento della sezione altomedievale del museo. È stato così possibile riportare a Fiesole, ed esporre riunito per la prima volta in un’unica sede, tutto il patrimonio dei reperti longobardi rinvenuti sul territorio.

L'itinerario della mostra, curato dal Conservatore dei Musei di Fiesole, Marco De Marco, e da Giuseppina Carlotta Cianferoni, Funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, presenta una sessantina di reperti databili fra gli ultimi decenni del VI e tutto il VII secolo, che sono stati rinvenuti in contesti di sepolture, le cui prime scoperte risalgono alla fine dell’Ottocento.

Fra questi si annoverano le crocette, esempio di tecnica orafa, i raffinati calici in vetro soffiato e l’umbone di scudo riccamente decorato. Di particolare suggestione sono poi le ricostruzioni delle tombe. Quattro quelle esposte e relative a un guerriero, una donna d'alto lignaggio, un maestro d'ascia e una bambina, a rappresentare le sepolture più significative fra quelle individuate nell’Area Garibaldi, lo spazio che si estende alle spalle del Palazzo Municipale. Qui è emersa, dopo un lungo e paziente lavoro iniziato 20 anni fa, una estesa necropoli - al momento sono più di 40 le sepolture rinvenute ma lo scavo è tutt'ora in corso - che, sommate a quelle già note di fine Ottocento, portano a un centinaio le tombe venute alla luce in vari luoghi del centro cittadino e che fanno salire di diritto Fiesole alla ribalta dell'archeologia longobarda.

La ricchezza dei corredi recuperati ha fatto pensare che quest’area fosse destinata alle sepolture del gruppo dominante. Le indagini condotte sul campo dagli archeologi, e coordinate nei vari anni dalle Funzionarie della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana Anna Rastrelli, Giuliana Guidoni, Giuseppina Carlotta Cianferoni, sono state affiancate dalle ricerche dell’antropologa Elsa Pacciani che, con la sua equipe, ha effettuato uno studio approfondito sui resti ossei.

Ma chi erano i Longobardi? Invasori rozzi che devastarono e seminarono il terrore, oppure un popolo di migranti già romanizzato? Il dibattito su questo popolo guerriero che nel 568, al seguito del re Alboino, scese dalla Pannonia nella Penisola è ancora aperto. Un contributo e nuovi spunti di riflessione è quanto si propongono di offrire le iniziative che saranno organizzare per tutto il periodo della mostra. Spazio anche all’archeologia sperimentale con i laboratori didattici di oreficeria e di tessitura, realizzati nell’ambito delle “Domeniche ai Musei”. L'archeologia fiesolana e i ritrovamenti delle ultime campagne di scavo saranno inoltre al centro di una serie di incontri di studio, organizzati nei prossimi mesi.
La mostra “Fiesole e i Longobardi” è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale, in particolare dall’assessore alla Cultura Paolo Becattini, che ha così inteso valorizzare i cento anni del Museo Civico Archeologico che si sono aperti con la presentazione del volume “Fiesole Museo Civico Archeologico. Un secolo di Bellezza” (Edizione Polistampa). Fra le iniziative di prossima attuazione vi è l’inaugurazione dei nuovi pannelli tattili per ipovedenti, dono del Rotary Club Fiesole e destinati all’Area Archeologica e alle sale del Museo. Si tratta di tavole didattico-divulgative, con planimetrie a rilievo e testi in braille, che consentiranno una comprensione immediata delle strutture e del loro rapporto con il contesto grazie ad un percorso studiato per le persone con disabilità visive.
All'interno del percorso della mostra sono presenti anche due manichini con ricostruzioni di personaggi in costume longobardo. I costumi sono stati realizzati dal gruppo "Cucito e Ricamo" della Fratellanza Popolare di Caldine. Le calzature sono opera di Paola Volpi
“Fiesole e i Longobardi”
LUOGO - Fiesole, Museo Civico Archeologico, Via Portigiani, 1
DATE – 16 aprile – 31 ottobre 2014
ORARI – aprile/settembre tutti i giorni 10.00 –19.00; ottobre tutti i giorni 10.00 –18.00
INGRESSO- 12 € intero e 8 € ridotto - venerdì, sabato e domenica comprensivo dell’Area Archeologica, del Museo Civico Archeologico e del Museo Bandini; 10 € intero e 6 € ridotto - lunedì, martedì, mercoledì e giovedì, comprensivo dell’Area Archeologica, del Museo Civico Archeologico
INFORMAZIONI - Musei di Fiesole, Via Portigiani 3; Tel. 055 5961293; infomusei@comune.fiesole.fi.it.