domenica 3 aprile 2022

“Medioevo – Storia, storie e mito a fumetti” a Milano

Da sabato 14 aprile a domenica 18 settembre 2022 da Wow Spazio Fumetto di Milano arriva la mostra “Medioevo – Storia, storie e mito a fumetti”.
La mostra racconta attraverso tavole originali a fumetti, riproduzioni di armi e armature, manifesti, e tanto altro un periodo storico fondamentale, sia attraverso i punti fondamentali che permettono di comprendere meglio un millennio di Storia, sia attraverso i miti e le leggende ancora amatissime ai giorni nostri, dal Sacro Graal a Re Artù fino a Robin Hood passando, ovviamente, per il falso mito della Terra piatta.
ll Medioevo è un’età storica affascinante e misteriosa: la parola significa età di mezzo, e la definizione viene inventata nel Rinascimento. Agli occhi dei sapienti di quel periodo, il Medioevo era un lungo periodo di decadenza, tra le meraviglie dell’antichità e quelle nuove che sarebbero sicuramente arrivate. Ma non fu così!  In un periodo di 1000 anni, dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C. alla scoperta dell’America nel 1492, è successo davvero di tutto, tantissimo è quello che forse non è nemmeno successo, ma che ha ispirato fumettisti, artisti, ma anche registi e scrittori, imponendosi come un tassello fondamentale del nostro immaginario e della nostra storia. Fumetto, illustrazione e cinema d’animazione hanno avuto un ruolo fondamentale in tutto questo parlando ai giovani lettori, talvolta ingannandoli, talvolta istruendoli, ma sempre con grandi immagini magnifiche di castelli, dame, armi, qualche mago e strega di troppo, e cavalieri a catturare l’attenzione.
 

venerdì 17 dicembre 2021

Inaugurazione sezione medievale Torre del Marcangione del Museo “Pallottino” di Melfi

Venerdì 17 dicembre 2021
alle ore 12,00 nel Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi (PZ) è in programma l’inaugurazione della sezione medievale Torre del Marcangione a cura di Annamaria Mauro e Erminia Lapadula.
La sezione medievale del Museo, ospitata nella Torre del Marcangione, espone i reperti rinvenuti nel corso dei numerosi lavori di restauro del castello e in particolare quelli che hanno interessato la stessa torre.
Grazie all’intervento Opere di riqualificazione e valorizzazione funzionale del Castello di Melfi, inserito nel programma PON “Cultura e Sviluppo” FESR 2014-2020, avviato nel 2016 e portato avanti dal Segretariato Regionale insieme agli altri Istituti periferici del Ministero della Cultura, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e la Direzione Regionale Musei, si è potuto completare il restauro della torre e contestualmente procedere al suo allestimento. Le nuove sale ampliano il percorso del museo “Massimo Pallottino”.
La nuova sezione espone i reperti compresi tra il 1100 e il 1700 che documentano la storia del castello e la sua importanza. Grazie agli oggetti, ai colori e ai decori si viaggia attraverso seicento anni di storia, testimoniata anche dalla torre che conserva tra le sue mura le tracce di un passato importante.
I materiali esposti nei tre piani della Torre del Marcangione raccontano i cambiamenti nel gusto e negli usi alimentari, l’evoluzione della tecnologia nella produzione delle ceramiche, ma anche la ricchezza e la raffinatezza che hanno caratterizzato soprattutto l’età di Federico II di Svevia. È in questo periodo, infatti, che si assiste ad un fenomeno davvero significativo: la tangibile commistione tra la cultura islamica, retaggio della Sicilia arabo normanna, quella bizantina, cui l’imperatore era stato educato, e le tradizioni più radicate nei territori peninsulari dell’Italia meridionale.
L’ambiente centrale ospita il bacino da parata in protomaiolica policroma con la scena simbolica del grifone che aggredisce un cervo. Attraverso questa si accede alla sala delle ceramiche dove è esposto il vasellame da mensa: dalle prime produzioni con rivestimento vetroso, alle protomaioliche degli inizi del XIII secolo ed ancora alle invetriate policrome di età angioina. Il viaggio continua con i manufatti tecnologicamente più complessi, con decorazioni graffite su ingobbio, ed ancora con le ceramiche smaltate e le maioliche policrome cinquecentesche e seicentesche.
Scendendo di un piano, la sala dei bestiari ci introduce nella tradizione simbolica del Medioevo qui rappresentata attraverso le ceramiche con animali o scene di caccia.
La sala dei vetri, invece, ospita una raccolta di bicchieri, coppe e bottiglie con pregevoli decorazioni a smalto e iscrizioni pseudo cufiche.
Il percorso di visita si conclude nell’ambiente più alto della torre, pregevole per la sua architettura, dove si conservano parti dell’armatura, nonchè la spada dal fodero decorato con simboli cristiani, appartenute ad un soldato delle guarnigioni poste a difesa del castello. Siamo, ormai, agli inizi dell’Età moderna.