Agli Uffizi apre al pubblico dopo restauri la sala con gli scavi della
Chiesa di San Pier Scheraggio, luogo di culto che nel ‘500 venne
inglobato nel complesso vasariano e che adesso per la festa di San
Francesco d’Assisi (la morte fu il 3 ottobre 1226) rientra nel percorso
di visita. Si potrà “camminare” sugli scavi sopra un pavimento di
cristallo e ammirare un affresco del ‘300 che raffigura il Santo opera
di artista ignoto. L’omaggio a San Francesco continua sul sito web del museo con una mostra virtuale. Spiega il direttore Eike Schmidt: “Aprire
San Pier Scheraggio è evento denso di significati se si pensa al ruolo
di spazio civico che ebbe in epoca medievale. Ed è importante che dopo
quasi due decenni torni visibile l’affresco con San Francesco, antica
immagine del santo nazionale, in un’istituzione statale come gli Uffizi.
Per celebrare la festa del santo gli dedichiamo anche una mostra virtuale, occasione per ripensare al valore universale del suo messaggio
di amore per il Creato”. San Pier Scheraggio fu riferimento religioso e
civile della Firenze medievale, lo stesso Dante Alighieri vi parlò in
pubblico nel 1300.
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domenica 4 ottobre 2020
mercoledì 25 aprile 2018
L'antica arte dell'affresco agli Spazi Medina di Roma
L'antica arte dell'affresco di Patrizia Gioia
„In mostra presso gli Spazi Medina Roma fino a martedì 15 maggio 2018 le opere di Patrizia Gioia realizzate con l’antica tecnica dell’affresco. Durante il periodo di esposizione e oltre si terranno anche seminari e laboratori per apprendere l’antica arte dell’affresco.
Apertura al pubblico: Lun.- Ven. 10:00-13:00 e 15:00-19:00
“L’antica arte dell’affresco”
‘Il più vago e il più dolce lavorar che sia’
Cennino Cennini XV secolo
L’antica arte dell’affresco è una tecnica pittorica affascinante che regala grandi emozioni e soddisfazioni a quanti la ammirano e a quanti la praticano e le ragioni sono molteplici. Utilizza materiali semplicissimi e naturali, che sono rimasti immutati nei secoli, calce e terre naturali. E’ il sistema pittorico che ha resistito più a lungo nei tempi, frutto quindi di una tradizione secolare e grande patrimonio dell’arte italiana ed è la tecnica più impegnativa fra le tecniche artistiche, la madre di tutte le tecniche.
Richiede una summa di competenze per arrivare ad un buon risultato finale del quale la pittura vera e propria è solo una fase, infatti tutte le fasi contribuiscono a rendere l’opera in affresco eterna ed eccellente. La complessità di questa tecnica fa sì che la qualità e le competenze dell’affreschista siano legate all’esperienza, alla conoscenza dei materiali e dei colori e non solo alla sua sensibilità e abilità nel disegno.
L’insieme di questi motivi fa sì che il dipingere in affresco rappresenti molto di più del solo gesto pittorico, esigendo dall’affreschista conoscenze e competenze non comuni ed una rigorosa e attenta pianificazione del lavoro. Ogni fase del lavoro deve essere studiata con metodo, devono essere eseguiti bozzetti, disegni preparatori e provini di colori, per far proprio il soggetto in modo che nella fase pittorica vera e propria l'esecuzione avvenga con quella sicurezza della quale parlava il Vasari.
Il disegno e il colore vanno studiati in maniera dettagliata senza lasciare spazio alla casualità e all’errore in fase di esecuzione. Una caratteristica importante della tecnica è la variazione del tono, della saturazione e della luminosità del colore una volta asciutto l’intonaco. Il lavoro non può essere interrotto per essere poi ripreso in un secondo momento e impegna fisicamente per ore senza certezza del risultato. Ciò che rende questa tecnica così affascinante è il mezzo sul quale si dipinge ovvero l'intonaco fresco.
L’emozione, la lavorazione artigianale e artistica alla base della realizzazione di un affresco, sono uniche, come unico e irripetibile è il risultato del lavoro. Gli affreschi sono pitture murali di grandi dimensioni tramite le quali si raccontavano storie, miti o leggende grazie alle immagini dipinte comprensibili da tutti dall’uomo del medioevo e dall’uomo contemporaneo. Dovremmo tornare ad essere il punto di riferimento a livello internazionale per l’insegnamento e la divulgazione e non solo per quanto riguarda il restauro degli affreschi.
„In mostra presso gli Spazi Medina Roma fino a martedì 15 maggio 2018 le opere di Patrizia Gioia realizzate con l’antica tecnica dell’affresco. Durante il periodo di esposizione e oltre si terranno anche seminari e laboratori per apprendere l’antica arte dell’affresco.
Apertura al pubblico: Lun.- Ven. 10:00-13:00 e 15:00-19:00
“L’antica arte dell’affresco”
‘Il più vago e il più dolce lavorar che sia’
Cennino Cennini XV secolo
L’antica arte dell’affresco è una tecnica pittorica affascinante che regala grandi emozioni e soddisfazioni a quanti la ammirano e a quanti la praticano e le ragioni sono molteplici. Utilizza materiali semplicissimi e naturali, che sono rimasti immutati nei secoli, calce e terre naturali. E’ il sistema pittorico che ha resistito più a lungo nei tempi, frutto quindi di una tradizione secolare e grande patrimonio dell’arte italiana ed è la tecnica più impegnativa fra le tecniche artistiche, la madre di tutte le tecniche.
Richiede una summa di competenze per arrivare ad un buon risultato finale del quale la pittura vera e propria è solo una fase, infatti tutte le fasi contribuiscono a rendere l’opera in affresco eterna ed eccellente. La complessità di questa tecnica fa sì che la qualità e le competenze dell’affreschista siano legate all’esperienza, alla conoscenza dei materiali e dei colori e non solo alla sua sensibilità e abilità nel disegno.
L’insieme di questi motivi fa sì che il dipingere in affresco rappresenti molto di più del solo gesto pittorico, esigendo dall’affreschista conoscenze e competenze non comuni ed una rigorosa e attenta pianificazione del lavoro. Ogni fase del lavoro deve essere studiata con metodo, devono essere eseguiti bozzetti, disegni preparatori e provini di colori, per far proprio il soggetto in modo che nella fase pittorica vera e propria l'esecuzione avvenga con quella sicurezza della quale parlava il Vasari.
Il disegno e il colore vanno studiati in maniera dettagliata senza lasciare spazio alla casualità e all’errore in fase di esecuzione. Una caratteristica importante della tecnica è la variazione del tono, della saturazione e della luminosità del colore una volta asciutto l’intonaco. Il lavoro non può essere interrotto per essere poi ripreso in un secondo momento e impegna fisicamente per ore senza certezza del risultato. Ciò che rende questa tecnica così affascinante è il mezzo sul quale si dipinge ovvero l'intonaco fresco.
L’emozione, la lavorazione artigianale e artistica alla base della realizzazione di un affresco, sono uniche, come unico e irripetibile è il risultato del lavoro. Gli affreschi sono pitture murali di grandi dimensioni tramite le quali si raccontavano storie, miti o leggende grazie alle immagini dipinte comprensibili da tutti dall’uomo del medioevo e dall’uomo contemporaneo. Dovremmo tornare ad essere il punto di riferimento a livello internazionale per l’insegnamento e la divulgazione e non solo per quanto riguarda il restauro degli affreschi.
Ubicazione:
Via Angelo Poliziano, 32, 00184 Roma RM, Italia
venerdì 6 maggio 2016
"Le vie di Ambrogio" mostra a Massa Marittima (GR)
A Massa Marittima si inaugura venerdì 6 maggio 2016 la mostra "Le vie di Ambrogio", ospitata dal Complesso museale San Pietro all’Orto, dedicata al pittore medievale Ambrogio Lorenzetti e all’arte sacra lungo le vie commerciali della maremma senese. Al centro dell’esposizione ci sarà l’attività che Lorenzetti svolse tra il 1329 e il 1340 nei territori sotto potestà della grande Siena.
Mentre altri pittori suoi contemporanei, come Simone Martini, Lippo Lemmi, Segna di Bonaventura e il fratello maggiore Pietro Lorenzetti, si spostavano per prestare la loro preziosa attività nei grandi centri della Tuscia, dell’Umbria e alla corte dei papi in Avignone, Ambrogio Lorenzetti prestava la sua opera lungo le principali vie di collegamento dell’area senese.
Lungo questi percorsi, battuti dai pellegrini che si recavano a Roma,
dai pastori che guidavano le greggi ai pascoli della verde Maremma, dai
trasportatori di sale che facevano la spola tra Siena e la Val di
Chiana, dai commercianti dei metalli, che percorrevano la via che si
inerpicava da Siena verso l’alta valle del Merse, operò lungamente
Ambrogio Lorenzetti, e a questa varia umanità medievale si rivolgeva la
sua arte. "Le vie di Ambrogio" sono percorsi tracciati tra Asciano, Serre, Montenero d’Orcia e Roccalbegna, mentre più a nord lo la sua attività è arrivata fino alla pieve di Montesiepi e all’odierna Massa Marittima. In queste località Lorenzetti dipinse trittici, affreschi, pale d’altare ed un maestoso crocifisso.
La mostra “Le vie d’Ambrogio”, nasce dall’associazione BCP Progetti
con il contributo e la collaborazione dei Comuni di Roccalbegna e Massa Marittima e l’associazione Cella Sancti Miniati.
Per l'inaugurazione alle ore 17,00 di venerdì 6 maggio 2016
Saluti e presentazione di:
Marco Paperini, Assessore alla Cultura del Comune di Massa Marittima
Gilia Pandolfi, Associazione Cella Sancti Miniati
Introduzione alla mostra
Oris Carrucoli, BCP Progetti
A seguire:
visita guidata alla mostra
giovedì 10 marzo 2016
Dentro il cantiere con gli studiosi e i restauratori di Lorenzetti
L'allestimento al Santa Maria della Scala del
cantiere di restauro di alcune opere di Ambrogio Lorenzetti rappresenta
un'occasione unica di conoscenza della pittura dell'artista da parte del
pubblico, ma è anche un ideale “cantiere di ricerca” per gli studiosi
del settore. Accanto ai restauratori, è stato infatti istituito un
gruppo di lavoro formato da giovani studiosi di storia dell’arte
medievale dell'Università di Siena, coordinati dai curatori scientifici
del progetto su Ambrogio Lorenzetti.
Il gruppo di lavoro ha il compito
di studiare le opere di Ambrogio Lorenzetti da molteplici punti di vista
(linguaggio figurativo, iconografia, committenza, ricostruzione di
contesti perduti, conservazione delle opere, loro fortuna storiografica,
periodizzazione dell’attività dell’artista, ecc.) e, al termine del
lavoro di ricerca, redigerà i testi del catalogo scientifico che
accompagnerà la mostra programmata per il 2017.
Tutti i sabati, alle ore 10.30, dal 12 marzo al 25 giugno 2016 il
Santa Maria della Scala intende offrire ai visitatori l’opportunità di
incontrare i restauratori degli affreschi di Ambrogio Lorenzetti che
illustreranno al pubblico i risultati del lavoro in corso e lo
accompagneranno nella visita al cantiere alla scoperta delle opere.
Ingresso € 10.00; rersidenti a Siena e bambni fino a 11 anni di età € 5.00.
Gli eventi sono promossi dal Santa Maria della Scala con
l’organizzazione di Opera – Civita Group. Per informazioni e
prenotazioni 0577/286300 oppure ambrogiolorenzettisms@operalaboratori.com dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.00.
Etichette:
affreschi,
Ambrogio Lorenzetti,
arte,
medievale,
medioevo,
restauri,
visite guidate
Ubicazione:
Piazza del Duomo, 1, 53100 Siena SI, Italia
martedì 10 novembre 2015
Riapre il Nuovo Museo degli Affreschi Cavalcaselle a Verona
Domenica 15 novembre 2015 riapre, rinnovato e ampliato, il Museo degli Affreschi Cavalcaselle.
Un nuovo percorso espositivo, grazie a spazi sapientemente recuperati, integra la grande raccolta di affreschi,
già presenti nel sito sin dal 1973 anno della sua apertura per cura
di Licisco Magagnato, allora direttore dei civici musei , con importanti
opere, realizzate sempre con la tecnica a fresco, del Medioevo e del Rinascimento.
Sede del museo è l’area dell’ex convento di San Francesco al Corso, dove si trova anche la celebere Tomba di Giulietta, con annessi spazi adibiti a verde e all’esposizione di reperti lapidei.
Nel nuovo ordinamento, ad accogliere il visitatore nel chiostro, sono collocate sei statue provenienti dal recinto delle Arche Scaligere,
qui riunite al fine di creare un ideale dialogo con i pezzi
trecenteschi esposti nelle sale superiori del museo. Proseguendo,
mediante un percorso cronologico, il nuovo museo consente di compiere un
viaggio attraverso i secoli nella città dipinta.
Partendo dall’anno Mille, in un suggestivo piccolo ambiente, sono
esposti frammenti lapidei e architettonici, iscrizioni, capitelli,
mensole e patere di grande valore storico e decorativo, provenienti da
edifici religiosi distrutti coevi al ciclo affrescato della grotta di
San Nazaro. Tali rarissime pitture, il cui primo strato è datato 955 e
il secondo risale al XII secolo, in occasione della riapertura del museo
sono state smontate e ricomposte secondo una nuova restituzione
studiata dall’Università di Verona.
Nell’adiacente salone sono
esposti gli imponenti sottarchi con ritratti di imperatori romani,
provenienti dal Palazzo scaligero di Cansignorio, affrescati da
Altichiero a partire dal 1364 e staccati nel 1967. Dopo un accurato
restauro, eseguito dal laboratorio di restauro della Soprintendenza per
le Belle Arti e il Paesaggio delle province di Verona, Rovigo e Vicenza,
i sottoarchi sono ora presentati con un particolare sistema a
sospensione che ne consente una lettura dal basso simile a quella che il
ciclo aveva originalmente.
Poco lontano, una monumentale
Crocifissione e affreschi trecenteschi provenienti dal chiostro di Santa
Eufemia, dalla chiesa di Santa Felicita e da altre chiese veronesi.
Infine il lungo fregio continuo, affrescato da Jacopo Ligozzi e bottega
(1547-1627), raffigurante la Cavalcata di Carlo V e Clemente VII a
Bologna nel 1530. Esso è costituito da tredici grandi elementi che
compongono un ciclo di circa trenta metri lineari. Dieci di tali
elementi vengono presentati nella fascia sommitale della parete, a
richiamare l’antica collocazione, mentre tre elementi contigui sono
abbassati all’altezza dello sguardo dello spettatore, per consentirne un
più diretto apprezzamento, con riferimento alle fonti grafiche che li
ispirarono.
Da questo punto in avanti il percorso museale si connette
con quello esistente continuando il racconto della città dipinta con
altri preziosi affreschi, affiancati da dipinti, bozzetti, ceramiche.
Ingresso gratuito al pubblico sabato 14 novembre a partire dalle ore 14.30 e per tutta la giornata di domenica 15 novembre.
Ubicazione:
Via del Pontiere, 37122 Verona VR, Italia
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