venerdì 4 settembre 2015

C’era una volta una Principessa. Elena da Lacon Giudicessa di Gallura

Domenica 6 settembre 2015 all’interno della manifestazione “Bisarcio nel Medioevo” e da venerdì 11 a domenica 20 settembre 2015 presso la Pinacoteca cittadina Giuseppe Altana di Ozieri (SS) sarà allestita la mostra di Giuseppe Ortu “C’era una volta una Principessa. Elena da Lacon Giudicessa di Gallura”.
L’esposizione propone al visitatore un viaggio nel Medioevo, una sfida per l’autore che ha ricostruito una vicenda storica realmente accaduta nel 1207: il matrimonio tra Elena de Lacon, giudicessa di Gallura, e il pisano Lamberto Visconti, celebrato nella basilica di San Simplicio ad Olbia. La ricostruzione scenica è avvenuta proprio nella basilica di Sant’Antioco ad Ozieri.
Completano la mostra un interessante video/documento realizzato da Chiara Mela con musiche di Sandro Fresi, e un catalogo a colori, impreziosito dai testi di Manlio Brigaglia, dal contributo di Gian Franco Saba, docente di storia e filosofia, dalla recensione di Telemaco Rendine, direttore artistico di Photissima Art Sair di Torino.
La mostra, realizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ozieri e l’Istituzione san Michele, sarà inaugurata venerdì 11 alle ore 18.00 con una conferenza sul medioevo alla quale interverranno l’Assessore alla Cultura Giuseppina Sanna, Antonio Canalis, Gian Franco Saba, Durdica Bacciu ed Elena Marongiu e sarà visitabile dal martedì a domenica dalle 17.00 alle 20.00.
Info e Contatti: +39 349 4934049 - info@giuseppeortu.it - www.giuseppeortu.it.

mercoledì 2 settembre 2015

Vedere oggi, come nel Quattrocento, i decori esterni della rocca di Vignola

Nel Quattrocento la rocca di Vignola era molto diversa da oggi: la parte sommitale appariva interamente colorata e affrescata con motivi architettonici e araldici. Purtroppo i secoli hanno agito sulla Rocca cancellando la sua “pelle” originaria e lasciando solo minime tracce dell’antico splendore.
Tracce in luce. La mostra ripercorrerà le tappe principali degli studi e delle indagini che hanno permesso l’interpretazione e la ricomposizione dei frammenti dei decori esterni. Saranno presentate le ricerche d’archivio ed esposti alcuni dei documenti storici che attestano la presenza e le vicende dei decori. La mostra illustrerà inoltre le innovative tecnologie impiegate per le indagini e vedrà il suo culmine nell’esposizione delle tavole a grande scala, dipinte a mano con la tecnica dell’acquerello, in grado di restituire la resa pittorica quattrocentesca.

Informazioni sulla mostra:

Da sabato 5 settembre a domenica 18 ottobre 2015
Rocca di Vignola
Piazza dei Contrari, 4 – Vignola (MO)
L’ingresso della mostra è gratuito
Orari:
feriali: 9:00 / 12:00 – 15:30 / 19:00
festivi: 10:30 / 13:00 – 15:30 / 19:00
lunedì chiuso

sabato 15 agosto 2015

A ferragosto visita guidata al Borgo Medievale di Torino

Sabato 15 agosto 2015 alle ore 16,30 al Borgo Medievale di Torino una proposta Medievale per passare assieme il Ferragosto tra Borgo e Rocca, accompagnati in una visita guidata dedicata a tutta la famiglia.
All'interno delle mura merlate, oltre il ponte levatoio, le costruzioni del Borgo si susseguono lungo la via maestra, in un percorso estremamente suggestivo. Esse ripropongono edifici piemontesi e valdostani, accostati a costituire un nucleo abitato animato dalle botteghe artigiane. Dalla fontana  alla tettoia del forno per il pane, dal laboratorio del maniscalco, all'Ospizio per accogliere i pellegrini. Sotto il portico della Casa di Bussoleno è allestita una cartiera, ove l'antica pila a magli sfilaccia gli stracci per la carta. Dietro alla facciata della chiesa è da pochi anni allestita una sala mostre, dove, in determinati periodi, si propongono al pubblico esposizioni e allestimenti temporanei.
La Rocca costituisce il punto focale, elevato rispetto al percorso del Borgo. E' la dimora signorile fortificata, con stanze sontuose ricche di mobili, suppellettili, tessuti, a mostrare gli usi di vita del Quattrocento. Le corazze, le armi, i passatempi lasciati nel camerone degli uomini d'arme, la sala da pranzo, la cucina, offrono una idea davvero "palpitante e parlante" di un castello sabaudo del XV secolo. Oltrepassata la sala del trono, ove sfilano i Prodi e le Eroine, la camera da letto colpisce per il grande baldacchino dalle cortine ricamate; la cappella chiude il percorso.

Costo: 4,00 euro (+1€ biglietto di ingresso – Speciale ferragosto).
Informazioni e Prenotazioni: 
tel.011 5211788

mercoledì 12 agosto 2015

“Subiaco 1465-2015”

Esattamente cinque secoli e mezzo fa il Monastero di Santa Scolastica di Subiaco fu il luogo dove furono stampati i primi libri della storia italiana. Ora il borgo medioevale nell’alta valle dell’Aniene celebra la storica ricorrenza con la mostra “Subiaco 1465-2015”. Un percorso espositivo  a cura di Valerio Ottavino e Marco Valentini con chiari intenti divulgativi, che si snoda nelle sale del pian terreno dello storico palazzo della Rocca Abbaziale, tra pannelli descrittivi e ricostruzioni di macchine d’epoca e di un'intera tipografia, oltre alle copie fedeli dei primi due libri stampati: il “De Oratore” e il “Lattanzio”, esaltate da un'illuminazione mirata ed evocativa.
Subiaco, Rocca Abbaziale, fino a sabato 31 ottobre solo nei weekend, aperta tutti i giorni fino al 23 agosto, dalle ore 10,00 alle 19,00.

giovedì 6 agosto 2015

I Pupi Siciliani al Village

La Compagnia Fratelli Napoli
L’impero potente di Carlo Magno, le battaglie eroiche contro i soldati saraceni, la bellezza ammaliante di Angelica e l’amore per lei conteso da Rinaldo e Orlando, fino alla proverbiale follia: il fascino della Chanson de geste medievale vive in Sicilia una tradizione immortale grazie alla celebre Opera dei Pupi. Un folklore conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, annoverato tra i maggiori simboli artistici e culturali dell’isola, al punto da essere designato Bene immateriale dell’Umanità e patrimonio dell’Unesco.
Con l’intento sociale di celebrare e valorizzare questa eccellenza del territorio, il Sicilia Outlet Village, da sabato 8 agosto a domenica 6 settembre 2015, ospiterà una mostra all’aperto di 14 opere pittoriche, realizzate da Jole Prato, che riproducono i Pupi Siciliani.
L’iniziativa – patrocinata dal Club Unesco di Enna, con il sostegno della Commissione nazionale e delle Federazioni europea e italiana – sarà presentata e inaugurata venerdì 7 agosto 2015, alle 17.00, negli spazi del Village, alla presenza dell’artista, della presidente del Club ennese Marcella Tuttobene Virardi, della direttrice del Centro regionale per la Progettazione e il Restauro Enza Cilia Platamone, del sindaco di Aidone Enzo Lacchiana.
La mostra, intitolata proprio “I Pupi Siciliani al Village”, è a ingresso gratuito e propone una rilettura delle storiche marionette rendendo viva l’espressività dei volti e dando evidenza alla loro raffinatezza, come sottolineato dalla sua autrice, siciliana d’origine e protagonista di un’importante carriera internazionale a fianco di registi, scenografi e artisti acclamati. Le 14 opere, dopo essere state presentate virtualmente all’Expo 2015 presso Piazzetta Sicilia, verranno esposte per la prima volta in assoluto al Sicilia Outlet Village, che così diverrà ancora una volta “teatro” di un evento volto a dare visibilità all’isola e alle sue eccellenze. Il sipario si aprirà soprattutto in occasione dello spettacolo “Il duello di Agricane e Agamennone” – in programma domenica 9 agosto 2015 alle 18.00 – messo in scena dalla Compagnia dei Fratelli Napoli, i maggiori eredi della tradizione catanese dei “pupari” e punto di riferimento assoluto in Sicilia e nel mondo di quest’Opera teatrale.
L’episodio – tra le “serate” più belle della storia dei paladini di Francia, come definito dalla stessa Compagnia – confronta, in un cavalleresco duello di tre giorni e tre notti, l’amore puro ed ingenuo di Orlando per Angelica e l’amore tramutato in odio del forte e generoso Gran Khan dei Tartari ricusato dalla principessa indiana. Gli eroi paladini, unitamente all’esaltazione dei valori morali di cui sono campioni, mettono in risalto il confronto tra la civiltà europea e islamica, di cui la Sicilia è stata teatro, rimanendo così nella cultura popolare tra il mito e la storia vera.

mercoledì 29 luglio 2015

"L'eredità di Bisanzio" in mostra a Bellagio (CO)

Apre al pubblico sabato 8 agosto 2015 a Bellagio (CO), nella medioevale cornice de la Torre delle Arti, “L’Eredità di Bisanzio”, la più vasta esposizione, in termini di provenienza geografica e varietà stilistica, di icone bizantine e post-bizantine dell’ecumene cristiana che conta 100 opere, datate dalla metà del XIV agli inizi del XX sec., di molteplici provenienze diverse (Italia, Grecia - Creta, Corfù, Isole Ionie -, Balcani, Bulgaria, Serbia, Romania - Valacchia, Transilvania, Moldavia -, Polonia, Ucraina, Bielorussia, Russia, Siria e Palestina), in mostra fino a domenica 23 agosto 2015.
Annunciata, in occasione della mostra, anche la straordinaria scoperta di una rarissima icona firmata da Doménikos Theotokópoulos, meglio conosciuto come El Greco, raffigurante San Demetrio, la più integra delle uniche tre icone, sinora conosciute, di questo straordinario artista, genio del ‘500. L’opera, proposta da una piccola società d’asta francese come post-bizantina, si è rivelata autografa di El Greco grazie ad approfondite indagini diagnostiche, commissionate dal fortunato collezionista tedesco a Mariella Lobefaro, che ha ideato e curato questa originale mostra coinvolgendo il prof. Puppi, considerato il più grande conoscitore del periodo italiano del El Greco, nelle sue ricerche che completano quelle storico-artistiche svolte fin da 1963 dallo studioso sull’arte veneto-cretese. Il prof. Puppi introdurrà a Bellagio questa importante icona, firmata dal Theotokópoulos, che sarà poi presentata nella mostra di Treviso, El Greco in Italia, Metamorfosi di un Genio, in programma a Casa dei Carraresi dal 24 ottobre al 10 aprile prossimi, il più importante evento europeo sulla giovinezza de El Greco.
L’icona rimarrà, eccezionalmente esposta il weekend dell’8 agosto, ma anche in seguito a disposizione di ogni storico dell’arte accreditato per essere visionata*.
L’evento unico e straordinario, a entrata gratuita, è un progetto promosso dal Comune di Bellagio e dall’Associazione Torre delle Arti di Bellagio che si pone come obiettivo la promozione della conoscenza delle icone cristiane, contestualizzandole storicamente e geograficamente e ampliando, quindi, il ventaglio dei paesi di provenienza, i periodi storici di appartenenza e la meravigliosa varietà di tecniche e stilemi che le contraddistingue.
La mostra è il frutto di oltre 30 anni di studi e ricerche da parte della Curatrice della mostra, Mariella Lobefaro, restauratrice e una delle massime esperte di icone antiche in Italia, a cui va il merito di essere riuscita a riunire in uno stesso luogo un numero incredibile di opere d’arte, grazie ai rapporti privilegiati instaurati con collezionisti europei nel corso degli anni.
Un’occasione irripetibile che porterà il visitatore, in un viaggio spazio temporale, attraverso la scoperta dell’affascinante mondo delle icone, spiegando come Bisanzio, capitale dell’Impero Romano d’Oriente, sia di fatto la “culla” dell’iconografia canonica stabilita nel VII Concilio Ecumenico quando la Chiesa era indivisa, e come il Sacco di Costantinopoli (nome assunto da Bisanzio nel 330 d.C. sotto il dominio dell’imperatore Costantino), il saccheggio della Capitale Bizantina da parte dei Crociati nel 1204, abbia portato non solo alla “diaspora” delle più importanti opere d’arte, ma anche alla successiva fusione della nascente arte figurativa medioevale con lo stile bizantino, preludio dell’arrivo del gotico in Europa.
Andrea Ritzos, Madre di Dio Odighitria, Seconda metà del XV sec

A simbolo di questa tesi, l’opera n.0 della mostra è la “Vergine della Tenerezza”, una rara scultura della seconda metà del XIII secolo, proveniente dall’Ile de France, raffigurante una Madonna che abbraccia teneramente il Bambino Gesù in una postura inedita per l’allora tradizione stilistica romanica, guancia a guancia, ma tipica della tradizione bizantina. Grazie a un affascinante scritto in prosa realizzato appositamente per l’evento dall’artista Piero Crida, l’opera sarà la silente testimone del cruciale passaggio dallo stile romanico al gotico, così come dimostra anche una monumentale icona del XVIII secolo esposta in mostra, opera derivante dalla famosa “Madre di Dio della Tenerezza di Vladimir”, icona costantinopolitana del XII secolo, Palladio della Russia, e una delle più famose icone giunte sino a noi.
Durante il percorso, il visitatore potrà usufruire di un catalogo multimediale, accessibile da smartphone e iPad, che, attraverso pillole di storia, di letteratura e di tecnica artistica, ci racconterà come, per esempio, anche il più piccolo dettaglio di una icona, se ingrandito di 10 volte, è perfetto come se fosse stato dipinto a grandezza naturale, oppure i segreti che si celano dietro le diverse tecniche di doratura.
Aneddoti che ci faranno comprendere, attraverso la straordinaria bellezza delle opere in mostra, perché il loro mito è ancora così vivo e il loro collezionismo è un fenomeno che non accenna a diminuire.
La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00. Venerdì e sabato anche dalle 21,00 alle 23,00.
*le richieste per visionare l’icona “San Demetrio” possono essere inoltrate all’Associazione Culturale Icone: Ricerca e Conoscenza: icone.ricerca@fastwebnet.it

martedì 28 luglio 2015

"Giotto, l'Italia" da settembre a Palazzo Reale di Milano

Polittico Stefaneschi
Con «Giotto, l’Italia», in calendario da mercoledì 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016, Palazzo Reale di Milano chiude la stagione espositiva legata al semestre di Expo 2015.
Coordinata da un comitato scientifico di prim’ordine, la mostra conta un corpus eccezionale di tredici opere, in prevalenza su tavola, mai riunite prima. «Fra i prestiti da segnalare – racconta Serena Romano, curatrice dell’esposizione assieme a Pietro Petraroia – c’è sicuramente il Polittico Stefaneschi, che finora non aveva mai lasciato la Città del Vaticano, dove è esposto dal 1932. Ma è un prestito importante anche il Polittico Baroncelli, tempera di S. Croce, a Firenze, che, dopo aver preso parte a una rassegna allestita nel 1937, non ha piú girato.
E dal Museo di San Diego, in California, è arrivata la cuspide centrale del polittico fiorentino, che per la prima volta viene ricongiunta all’insieme originario».
Sull’impianto scientifico del progetto espositivo, la curatrice spiega: «Invece di costruire una panoramica del Trecento, che sarebbe stata un’operazione forse piú facile, per la maggiore disponibilità di dipinti, abbiamo preferito puntare su un progetto austero, con lavori certamente giotteschi, di provenienza sicura e documentata. Abbiamo cercato pezzi che, essendo legati a luoghi, committenti, cronologia, ci permettano di avanzare ipotesi sul percorso di Giotto e sul suo viaggio in Italia».
La mostra si avvale di un prestigioso Comitato Scientifico che riunisce i responsabili delle istituzioni italiane che nel corso degli anni e fino ad oggi hanno contribuito non solo alla conservazione e alla tutela delle opere di Giotto, ma anche – e in misura straordinaria – alla conoscenza e all’approfondimento scientifico e tecnico della pittura del maestro.
Il Comitato è composto dal presidente Antonio Paolucci e da Cristina Acidini, Davide Banzato, Giorgio Bonsanti, Caterina Bon Valsassina, Gisella Capponi, Marco Ciatti, Luigi Ficacci, Cecilia Frosinini, Marica Mercalli, Angelo Tartuferi.
Il progetto allestitivo è a cura di Mario Bellini.
Tutte le informazioni sul sito ufficiale della mostra !