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mercoledì 21 giugno 2023
"Uno sguardo sul Medioevo" a Melegnano (MI)
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Ubicazione:
Piazza Vittoria, 20077 Melegnano MI, Italia
venerdì 13 maggio 2022
"Honore al Duca" mostra fotografica al Castello di Vigevano
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Vigevano
Ubicazione:
Piazza Ducale, 20, 27029 Vigevano PV, Italia
sabato 22 maggio 2021
sabato 25 luglio 2020
Alvito. Le origini del Ducato
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Ubicazione:
Via Gallia, 13, 03041 Alvito FR, Italia
venerdì 3 maggio 2019
Sguardi di Medioevo a Roma
L’esposizione fotografica “SGUARDI DI MEDIOEVO” in mostra all'Istituto Storico Italiano per il Medioevo da martedì 7 a venerdì 31 maggio 2019 presenta ritratti in
primo piano di persone in abiti medievali raccolti durante una ricerca,
durata due anni e realizzata nelle diverse celebrazioni storiche. I
soggetti ritratti assumono pose, espressioni del volto in un gioco di
rappresentazione di sé, all’interno di un dialogo tra epoche diverse.
Le
riprese fotografiche sono state effettuate con uno sfondo nero alle
spalle del soggetto per drammatizzarne l’impatto visivo ed accentuare il
legame della fotografia con la ritrattistica pittorica dell’epoca. Una
selezione delle immagini raccolte, diventa una mostra itinerante in
varie città d’Italia e 5 ritratti vengono scelti da FIOF per
rappresentare i fotografi italiani alla Art Photography Festival di
Lishui in Cina.
Roberto Campanaro negli anni Settanta frequenta Enzo Ghiringhelli e nel suo studio impara le tecniche di ripresa e stampa. In seguito, diventa fotografo di scena per la cooperativa Mocambo film.
Il suo lavoro lo porta a viaggiare e completa così alcuni reportage uno dei quali verrà pubblicato nel libro “BNCOLOR INDIA dal bianco e nero al colore”.
Dopo una personale in Giappone allo Shinjuku Nikon Salon di Tokyo, le sue foto vengono distribuite dall’agenzia Goro International Press.
In Italia fotografa alcuni paesi del Lazio per la “Storia dell’arte italiana” di Einaudi e inizia una ricerca sui monumenti ai caduti della Grande Guerra a Roma e nel Lazio, che diventa il libro “La memoria perduta” curato dall’Università la Sapienza; le stampe della ricerca sono attualmente conservate presso il Museo storico Piana delle Orme di Latina.
Roberto Campanaro negli anni Settanta frequenta Enzo Ghiringhelli e nel suo studio impara le tecniche di ripresa e stampa. In seguito, diventa fotografo di scena per la cooperativa Mocambo film.
Il suo lavoro lo porta a viaggiare e completa così alcuni reportage uno dei quali verrà pubblicato nel libro “BNCOLOR INDIA dal bianco e nero al colore”.
Dopo una personale in Giappone allo Shinjuku Nikon Salon di Tokyo, le sue foto vengono distribuite dall’agenzia Goro International Press.
In Italia fotografa alcuni paesi del Lazio per la “Storia dell’arte italiana” di Einaudi e inizia una ricerca sui monumenti ai caduti della Grande Guerra a Roma e nel Lazio, che diventa il libro “La memoria perduta” curato dall’Università la Sapienza; le stampe della ricerca sono attualmente conservate presso il Museo storico Piana delle Orme di Latina.
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Ubicazione:
Piazza dell'Orologio, 4, 00186 Roma RM, Italia
venerdì 24 agosto 2018
"Et ego scripsi. La Cattedrale e il suo archivio: storie di donne, storie di una terra"
A seguito del successo ottenuto in occasione della mostra
“50 anni di passione Bianco – Azzurra. Il Rione Cattedrale si racconta”,
il Comitato Palio Rione Cattedrale di Asti, in collaborazione col Museo Diocesano San Giovanni, l’Archivio Capitolare e l’Archivio Storico
Diocesano organizza la mostra “Et ego scripsi. La Cattedrale e il suo
archivio: storie di donne, storie di una terra”.
Curata da Sara Zito ed Elena Amerio in collaborazione con Barbara
Molina (direttrice dell’Archivio Storico Comunale e responsabile
dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Asti), la mostra illustrerà
attraverso la documentazione custodita nell’Archivio Capitolare
l’intensa attività notarile che ha visto protagoniste le nobili donne
astigiane nella gestione dei loro beni e possedimenti.
Attraverso l’esposizione di documenti originali del XIV secolo,
pannelli illustrativi, costumi, oggettistica e fotografie, si
ripercorrerà il tema presentato dal Rione Cattedrale durante il corteo
storico dello scorso anno paliofilo, dando voce attraverso le carte
notarili ai personaggi, notai e nobildonne, rappresentati nella sfilata
2017.
La mostra, con il patrocinio del Comune di Asti, sarà aperta al
pubblico presso il Museo Diocesano San Giovanni da venerdì 24 agosto a domenica 9
settembre 2018: venerdì 16-19, sabato e domenica 9,30-13 e 16-19, nei
restanti giorni della settimana su prenotazione all’indirizzo
museo@sicdat.it oppure allo 0141.592.176. Possibilità di visite guidate
su prenotazione.
Per tutta la durata dell’evento l’ingresso al Museo Diocesano sarà con offerta libera.
Ubicazione:
Via Natta, 36, 14100 Asti AT, Italia
mercoledì 11 luglio 2018
Torri costiere e fortezze di Calabria
Ubicazione:
Piazza Castello, 88069 Squillace CZ, Italia
domenica 8 luglio 2018
#SECRETPHOTOCITERNA: TRA SOGNO E MEDIOEVO, LA DONNA
La collettiva fotografica, esposta nella suggestiva Sala de “Gli
Ammassi” a Citerna (PG) da sabato 7 luglio a domenica 26 agosto 2018, nasce da un progetto dell’
Amministrazione comunale di Citerna guidato dall’assessore alle
Politiche Culturali Giulia Gragnoli con un sapore del tutto inedito, ma
con una forza implicita di mantenere salda ed unita a Citerna (PG) la
tradizione e l’ amore verso la Fotografia e la semantica che le
appartiene .
La mostra rientra nel festival “E se le donne”, rassegna di eventi al femminile. Il titolo della collettiva è “#secretphotociterna: tra sogno e Medioevo, la Donna”. La fase progettuale è stata affidata e coordinata da Carlo Campi e Alessandro Rossi, anche loro fotografi della collettiva e residenti del comune. Le opere dei 7 fotografi scelti, dall’Alta Valle del tevere umbro-toscano al perugino, saranno esposte nei giorni festivi e dal venerdì alla domenica dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00.
La selezione dei fotografi è stata fatta sulla base di alcuni criteri tecnici, ma soprattutto sulla base dello spirito di collaborazione dimostrato dai protagonisti, per una progettualità plurima, cioè non finalizzata unicamente all’impegno immediato della mostra, ma sulla base dell’affettività dimostrata verso Citerna per porre le basi propositive per nuovi futuri spazi e momenti espositivi dedicati alla fotografia.
Lo spettatore vedrà non un collage di foto, ma un progetto ben più ampio nel suo significato, che ha l’ambizioso obiettivo di coinvolgere ragazzi - ragazze, uomini - donne, appassionati di fotografia, con un’attenzione particolare rivolta alle persone del territorio, che possono - in simili occasioni - trovare l’animo giusto per trasformare una passione in una futura professione.
Ai protagonisti della collettiva è stato affidato un tema preciso, ben espresso nel titolo, che li ha tenuti impegnati per diversi mesi, portando la loro strumentazione nei momenti più vari a Citerna, perché il progetto parte dalla storia che ancora le stesse mura del borgo riescono ad emanare.
Infatti, tutto il lavoro ha un raccordo con il luogo, con la storia e con il fascino che abbraccia e identifica l’appartenenza ad un’epoca che fu e che mai può essere dimenticata: il Medioevo. Di questo periodo fitto intenso nelle sue contrarietà e vicissitudini, si è preso in esame la sfera dei sogni.
Gli autori in tutto sono 7: Elisa Nocentini, la loro protagonista donna, Daniele Accorsi, Carlo Campi, Davide Marconi, Alessandro Rossi, Samuel Webster, Matteo Alunno Selleri.
La mostra rientra nel festival “E se le donne”, rassegna di eventi al femminile. Il titolo della collettiva è “#secretphotociterna: tra sogno e Medioevo, la Donna”. La fase progettuale è stata affidata e coordinata da Carlo Campi e Alessandro Rossi, anche loro fotografi della collettiva e residenti del comune. Le opere dei 7 fotografi scelti, dall’Alta Valle del tevere umbro-toscano al perugino, saranno esposte nei giorni festivi e dal venerdì alla domenica dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00.
La selezione dei fotografi è stata fatta sulla base di alcuni criteri tecnici, ma soprattutto sulla base dello spirito di collaborazione dimostrato dai protagonisti, per una progettualità plurima, cioè non finalizzata unicamente all’impegno immediato della mostra, ma sulla base dell’affettività dimostrata verso Citerna per porre le basi propositive per nuovi futuri spazi e momenti espositivi dedicati alla fotografia.
Lo spettatore vedrà non un collage di foto, ma un progetto ben più ampio nel suo significato, che ha l’ambizioso obiettivo di coinvolgere ragazzi - ragazze, uomini - donne, appassionati di fotografia, con un’attenzione particolare rivolta alle persone del territorio, che possono - in simili occasioni - trovare l’animo giusto per trasformare una passione in una futura professione.
Ai protagonisti della collettiva è stato affidato un tema preciso, ben espresso nel titolo, che li ha tenuti impegnati per diversi mesi, portando la loro strumentazione nei momenti più vari a Citerna, perché il progetto parte dalla storia che ancora le stesse mura del borgo riescono ad emanare.
Infatti, tutto il lavoro ha un raccordo con il luogo, con la storia e con il fascino che abbraccia e identifica l’appartenenza ad un’epoca che fu e che mai può essere dimenticata: il Medioevo. Di questo periodo fitto intenso nelle sue contrarietà e vicissitudini, si è preso in esame la sfera dei sogni.
Gli autori in tutto sono 7: Elisa Nocentini, la loro protagonista donna, Daniele Accorsi, Carlo Campi, Davide Marconi, Alessandro Rossi, Samuel Webster, Matteo Alunno Selleri.
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Ubicazione:
Corso Garibaldi, 26, 06010 Citerna PG, Italia
venerdì 9 marzo 2018
I volti nascosti della Cattedrale
Uno scrigno di tesori svelati. La meravigliosa Cattedrale romanica di Bitonto,
nota per il suo splendore e le sue magnificenze artistiche, è sede in
realtà anche di piccoli ma interessantissimi particolari. Sculture
antropomorfe, immagini del bestiario classico medievale, apprezzabili
raffigurazioni devozionali. Un patrimonio ora in parte riconsegnato al
nostro sguardo grazie alle suggestive foto di Vincenzo Parisi, docente nella scuola primaria, realizzate scandagliando appunto alcuni aspetti meno noti del tempio bitontino.
Ed ecco così l'idea della mostra "I volti nascosti della Cattedrale", pensata dal Centro Ricerche di Storia e Arte bitontina. La rassegna avrà luogo nella chiesa di San Gaetano, altro straordinario esempio della ricchezza delle offerte culturali della città, dal 9 al 15 marzo, dalle ore 18,00 alle 20,00.
Appuntamento venerdì 9 marzo 2018 alle 18.30 per l'inaugurazione, con l'intervento di Rosanna Bianco,
docente di Storia dell'Arte medievale all'Università di Bari, sul tema
"Il medioevo fantastico della Cattedrale di Bitonto". Dopo la voce di Stefano Milillo, presidente del Centro Ricerche, interventi anche del sindaco Michele Abbaticchio e di Rosa Calò,
assessore ai Beni Culturali. Non mancherà la diretta testimonianza di
Vincenzo Parisi, il cui lavoro egli interpreta come ispirato dono alla
sua città.
La serata sarà arricchita dalla lettura di laudes medievali, a cura di Liliana Tangorra e Maria Antonia Capriglione. Il catalogo di immagini arricchisce l'evento, con brevi scritti di Milillo, Bianco, Parisi e Marino Pagano. L'iniziativa, realizzata anche grazie al contributo della confraternita di San Giuseppe, si inserisce nel fitto cartellone di momenti di cultura e approfondimenti allestito in occasione dell'importante ricorrenza dei cinquant'anni di vita del Centro Ricerche (1968-2018). La grafica è stata a cura di Lino Minenna.
giovedì 31 agosto 2017
Altino prima di Venezia
Dopo il successo ottenuto al Centro Culturale Candiani di Mestre, la mostra Altino. Prima di Venezia in programma da venerdì 15 settembre a mercoledì 1 novembre 2017 approda, con nuovi contenuti, nel prestigioso Battistero di S. Giovanni della cattedrale di Treviso.
La mostra è un progetto condiviso dal Polo Museale del Veneto-Museo
Archeologico Nazionale di Altino, dalla Diocesi trevigiana, dal Comune
di Treviso, dai Musei Civici Trevigiani, dal Comune di Quarto d’Altino, e
dall’Associazione di Promozione Sociale La Carta di Altino.
Immagini, testi, video, animazioni 3D e plastici che illustrano e ricostruiscono la straordinaria vicenda di Altino, la città-madre di Venezia, sono il nucleo originario della mostra. La seconda e la terza area tematica propongono ipotesi sulla forma urbis della Treviso antica, materiali archeologici delle raccolte civiche trevigiane ed un approfondimento sulla diffusione del Cristianesimo nel territorio.
Dapprima città e porto importante dei Veneti Antichi, l’antica città romana di Altinum
fu un capoluogo lagunare e centro di scambi commerciali e culturali che
visse per 1500 anni, prima di Venezia. Dopo l’epoca dello splendore
romano, con le invasioni e l’impaludamento, in età tardo antica avvenne
l’abbandono della città. Molte pietre e laterizi altinati furono
riutilizzati per costruire Venezia e alcune presero probabilmente la via
per Treviso ma, nonostante lo spoglio, gli scavi e gli studi scientifici più recenti hanno restituito l’impronta dell’antica città, perfettamente leggibile. Si sono potuti meglio definire il foro, il teatro, l’odeon, l’anfiteatro, la basilica, le terme, i quartieri residenziali con le domus,
l’intreccio di strade e canali che determina l’impianto urbano e
l’immagine di una città-isola, collegata alla laguna ed al mare con
porte-approdo monumentali.
La mostra fonde in un racconto testimonianze degli autori antichi, foto, grafica, video e animazioni, mentre i plastici realizzati con la stampa 3D ed il taglio laser
vogliono restituire l’immagine della città e dei suoi monumenti nel
momento del massimo splendore. La fotografia esplora l’ambiente
naturale, i volti degli antichi altinati e ricerca tracce di Altino
nella Venezia di oggi. Una nuova serie di pannelli evidenzia il
rapporto fra Altino e la prima Treviso, presenta mappe e ipotesi
ricostruttive, si sofferma sullo sviluppo del Cristianesimo nei due
centri urbani.
Nata come progetto sulla cittadinanza attiva condotto da alcuni
giovani coordinati da un gruppo di esperti, la mostra vuole valorizzare
una realtà archeologica tra le più importanti della regione, invitando a
conoscerla e ad avvicinare i preziosi e numerosi reperti esposti sia
nelle sedi museali di Treviso, sia nel nuovo museo inaugurato di recente
ad Altino.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale della mostra.
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Ubicazione:
Piazza Duomo, 31100 Treviso TV, Italia
martedì 18 aprile 2017
sabato 1 aprile 2017
Sguardi dal Medioevo a Todi
Sarà inaugurata sabato 1 aprile 2017 alle ore 17,00
nella Sala delle Pietre di Todi la mostra fotografica ‘Sguardi dal
Medioevo’ di Roberto Campanaro, visitabile fino al 17 aprile. Dopo la
tappa nella cittadina di Jacopone, nell’arco del 2017 l’esposizione
toccherà altri quattro comuni dell’Umbria (Narni, Perugia, Bevagna e
Trevi) che, insieme alla Regione Umbria, patrocinano l’iniziativa.
Il progetto nasce da una ricerca di
oltre due anni, realizzata nelle tante manifestazioni storiche
tradizionali che si svolgono in Umbria. Protagonisti, i figuranti in
abiti medievali delle diverse rievocazioni, immortalati in un totale di
più di trecento scatti, tra i quali ne sono stati selezionati sessanta.
L’esposizione si compone di sessanta stampe fotografiche Fine art a colori di grande formato, raffiguranti ritratti in primo piano, montate su supporti rigidi neri, senza alcuna cornice per evitare la sensazione di delimitazione dei volti. Prosegue Campanaro: «Gente di ogni età e professione, dal sindaco all’imprenditrice, dall’impiegato comunale al fabbro, dal medico alla studentessa, con orgoglio ed entusiasmo hanno posato di fronte alla macchina fotografica, mostrando un vigoroso attaccamento a tradizioni già fortemente radicate nella caratterizzazione stessa dei tanti borghi medievali presenti nel territorio umbro».
L’esposizione si compone di sessanta stampe fotografiche Fine art a colori di grande formato, raffiguranti ritratti in primo piano, montate su supporti rigidi neri, senza alcuna cornice per evitare la sensazione di delimitazione dei volti. Prosegue Campanaro: «Gente di ogni età e professione, dal sindaco all’imprenditrice, dall’impiegato comunale al fabbro, dal medico alla studentessa, con orgoglio ed entusiasmo hanno posato di fronte alla macchina fotografica, mostrando un vigoroso attaccamento a tradizioni già fortemente radicate nella caratterizzazione stessa dei tanti borghi medievali presenti nel territorio umbro».
Grazie alla collaborazione della Pro
Todi, la mostra resterà aperta tutti i giorni dall’1 al 17 aprile dalle
ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. La mostra è accompagnata
da un catalogo edito da Nutrimenti. Dopo la permanenza a Todi,
l’esposizione sarà ospitata a palazzo Eroli di Narni dal 24 aprile al 14
maggio e, dal 27 maggio all’11 giugno, nella rocca Paolina di Perugia.
Dal 16 giugno al 26 giugno ‘Sguardi dal Medioevo’ sarà al teatro
Francesco Torti di Bevagna, per arrivare alla tappa finale di palazzo
Lucarini a Trevi il 7 ottobre (esposizione fino al 29 ottobre).
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Ubicazione:
06059 Todi PG, Italia
giovedì 23 giugno 2016
Mostra itinerante e multimediale del Medioevo sul Garda
Durante l’Anno Santo, l’esposizione itinerante di immagini relative ai
beni culturali medievali ecclesiastici del Garda bresciano è un evento
che mira a valorizzare i secoli in cui il cristianesimo ha avuto un
ruolo fondamentale, non solo dal punto di vista religioso ma anche
culturale, politico e sociale. Quaranta immagini, selezionate con il
criterio della rappresentatività, sia territoriale, sia per l’importanza
storica. La mostra è stata creata da L.A.CU.S. per incentivare la
fruizione e creare nuove motivazioni di viaggi; si articola in tre
sezioni: basso, medio e alto Garda bresciano. Ogni sezione descrive
itinerari con immagini corredate da QR code in italiano e inglese,
contenenti la scheda descrittiva dei singoli edifici medievali così come
descritti nei testi della pubblicazione de “Le chiese medievali del
Garda bresciano” curata dal prof. Giampietro Brogiolo.
In collaborazione con monsignor Evelino Dal Bon, parroco di Sirmione,
con il sindaco Alessandro Mattinzoli e con la presidente della
biblioteca Anna Motta, sabato 25 giugno 2016 alle ore 11,00 nella splendida
cornice altomedievale della chiesa di San Pietro in Mavino, ci sarà
l’inaugurazione della mostra del Medioevo religioso sul Garda. Seguirà
un rinfresco inaugurale offerto dall’azienda vitivinicola sirmionese
“Malavasi” della Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, partner del
progetto.
L’esposizione rimarrà aperta nella chiesetta di San Pietro in Mavino a Sirmione (BS)
fino a venerdì 8 luglio 2016, anche con la collaborazione degli alunni del Liceo
Fermi di Salò, il martedì, giovedì, sabato e domenica in orario
pomeridiano dalle 15 alle 18; la domenica anche in orario mattutino
dalle 10 alle 12.
martedì 17 maggio 2016
"Cibus Convivium" mostra fotografica a Novara
Da sabato 21 maggio a domenica 17 luglio 2016 il Museo di Storia Naturale Faraggiana Ferrandi di Novara ospiterà la mostra fotografica “Cibus et Convivium”.
30 fotografie per un affascinante viaggio virtuale attraverso i secoli,
in un flash back ricco di personaggi e sorprese. Un tuffo nel passato,
alla riscoperta del ruolo del cibo e della convivialità nella vita
quotidiana come occasione per stare insieme e per condividere tempo ed
emozioni.
“Cibus et Convivium” è una porta aperta sulla Storia, una macchina del tempo che affascina e insieme istruisce.
In occasione dell’inaugurazione ufficiale, sabato 21 maggio 2016 alle ore 17:00, insieme ad alcuni rievocatori in abito storico, sarà presente come maestro di cerimonia Gianluca Foresi, attore e regista orvietano, che da oltre un ventennio si esibisce nelle principali rievocazioni storiche del nostro Paese.
“Cibus et Convivium” è una porta aperta sulla Storia, una macchina del tempo che affascina e insieme istruisce.
In occasione dell’inaugurazione ufficiale, sabato 21 maggio 2016 alle ore 17:00, insieme ad alcuni rievocatori in abito storico, sarà presente come maestro di cerimonia Gianluca Foresi, attore e regista orvietano, che da oltre un ventennio si esibisce nelle principali rievocazioni storiche del nostro Paese.
Orari:
da martedì a venerdì 9:00-12:30
sabato 9:00-12:30; 14:00-19:00
domenica 14:00-19:00
lunedì chiuso
Ingresso libero
da martedì a venerdì 9:00-12:30
sabato 9:00-12:30; 14:00-19:00
domenica 14:00-19:00
lunedì chiuso
Ingresso libero
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domenica 20 marzo 2016
“Personaggi in facciata – Chiesa di San Michele” mostra a Lucca
Prende il via lunedì 21 marzo, alle 11,30, all'auditorium della
Fondazione Banca del Monte di Lucca (piazza San Martino, 7) la mostra
fotografica “Personaggi in facciata – Chiesa di San Michele” di Enrico Nardi.
La mostra, a cura di Vittorio Barsotti, è allestita nell'atrio della
Banca del Monte di Lucca, ad ingresso libero e rientra nel programma
espositivo 2016 della Fondazione Banca del Monte di Lucca.
Protagoniste degli scatti di Nardi, le numerose teste scolpite e
collocate sulla facciata della Chiesa di San Michele in Foro, a Lucca:
opere di raffinata bellezza o semplicemente abbozzate, guardano i
distratti passanti, testimoniando il nostro passato con il loro carico
di personaggi storici: poeti, politici, papi, santi, re e regine, del
Medioevo e non solo.
“Intorno a loro vi sono teste e corpi di animali – ricorda Filippo Gemignani,
presidente del Fotoclub Lucchese nell'introduzione del catalogo della
mostra - rosoni e fiori, iscrizioni di animali con aquile e grifoni, con
scene di caccia, con elementi esoterici misteriosi, nel rispetto di una
simbologia medioevale che ci richiama con forza a passati lontani, a
secoli di buio intellettuale, ma anche a scoperte che hanno
rivoluzionato la vita dell’uomo, come ad esempio la raffigurazione di
Gutenberg”.
Enrico Nardi nasce a Lucca nel 1944 dove abita e vive. Figlio d’arte,
il padre Mario Nardi è ricordato come pittore appartenente al primo
periodo del 900’, dal 1990 ha ritrovato il suo “essere” nella fotografia
“creativa”. Ha tenuto corsi di fotografia e ha partecipato a mostre
collettive del Fotoclub Lucchese, di cui è segretario dal 1995. oltre
pubblicate sue foto su riviste,libri e cataloghi.
La mostra rimarrà aperta fino al 10 aprile 2016, ed è visitabile in
orario apertura al pubblico della sede centrale della Banca del Monte di
Lucca dal lunedì al venerdì 8.30 – 13.30 e 14.30 – 16.00.
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Ubicazione:
Piazza S. Martino, 4, 55100 Lucca LU, Italia
mercoledì 20 gennaio 2016
"Voci dalle pietre. Manufatti romani e bizantini" in mostra a Ferrara
Voci dalle Pietre, esposizione fotografica di marmi romani e bizantini
finalizzata a presentare e a far conoscere le "antichità" romane e
bizantine che Ferrara conserva: vi confluirono a partire dal momento in
cui sorse la cattedrale.
Epigrafi funerarie variamente decorate, lastre con fregi floreali, un clipeo con il busto di una divinità classica e altro ancora, proveniente dai territori ravennati e veneti, furono murati nella nuova fabbrica.
Successivamente, vi furono trasferiti da Voghenza arredi sacri di manifattura orientale e alcuni sarcofagi ravennati divennero arche per illustri personaggi della comunità locale.
La Chiesa e l'Antiquaria (si veda, ad esempio, la stele di Aelia Regilla e L. Annius Decoratus, appartenuta al Baruffaldi, scoperta in Ferrara durante i lavori per la costruzione del castello, ora nel civico lapidario) furono i principali trait d'union con il passato.
Il numero delle "antichità" ferraresi si accrebbe con "arrivi" più recenti, quali il sarcofago portato dalla capitale nel palazzo delle Poste Italiane e il cippo funerario donato all'Università di Ferrara.
E' quindi giunto il momento di richiamare nuovamente l'attenzione su questi pezzi ripresentandoli alla città con una mostra fotografica e con alcuni incontri di approfondimento e di aggiornamento. Nel periodo compreso tra gennaio e marzo sul contenuto dell'esposizione e per una più incisiva conoscenza delle "antichità" e dei monumenti nei quali talune di esse sono murate; saranno tenute cinque conferenze con relatori, oltre all'arcivescovo di Ferrara-Comacchio Luigi Negri, gli studiosi Stella Patitucci, Sauro Gelichi, Paola Porta, Stefano Bruni.
La mostra, con le fotografie e con il commento che accompagna queste "pietre", spesso parlanti in virtù delle epigrafi che le corredano, intende rinnovare l'interesse su "pezzi" dal complesso e forse oggi da troppo tempo dimenticato significato storico e culturale.
L'esposizione si compone di 19 pannelli; in 17 sono presentate le 17 "pietre". Negli altri 2 pannelli, in uno viene presentata la pianta della città e il percorso che, partendo dalla cattedrale, consente di raggiungere gli edifici nei quali le varie "pietre" sono conservate e visibili: il Lapidario civico, Palazzo di Renata di Francia, basilica di S. Francesco, chiesa soppressa di S. Apollonia, monastero di S. Giorgio, Museo della Cattedrale, Palazzo delle Poste Italiane; e nell'altro i promotori della mostra: l'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, il Capitolo della Cattedrale, il Comune di Ferrara, l'Associazione Ferrariae Decus, la Deputazione Ferrarese di Storia Patria, il Polo Museale Emilia Romagna Ferrara, il Comune di Voghiera.
La mostra verrà inaugurata venerdì 22 gennaio 2016 alle h. 17,30 nel Palazzo Municipale di Ferrara (Salone d'Onore), e resterà aperta fino a venerdì 19 febbraio 2016; successivamente, sarà visibile prima nel Palazzo di Ludovico il Moro, sede del Museo Archeologico Nazionale e poi nel Comune di Voghiera.
Coordinatori della mostra sono la dott.ssa Fede Berti, il prof. Franco Cazzola, il dott. Francesco Guaraldi, l'arch. Michele Pastore, il dott. Aniello Zamboni.
Epigrafi funerarie variamente decorate, lastre con fregi floreali, un clipeo con il busto di una divinità classica e altro ancora, proveniente dai territori ravennati e veneti, furono murati nella nuova fabbrica.
Successivamente, vi furono trasferiti da Voghenza arredi sacri di manifattura orientale e alcuni sarcofagi ravennati divennero arche per illustri personaggi della comunità locale.
La Chiesa e l'Antiquaria (si veda, ad esempio, la stele di Aelia Regilla e L. Annius Decoratus, appartenuta al Baruffaldi, scoperta in Ferrara durante i lavori per la costruzione del castello, ora nel civico lapidario) furono i principali trait d'union con il passato.
Il numero delle "antichità" ferraresi si accrebbe con "arrivi" più recenti, quali il sarcofago portato dalla capitale nel palazzo delle Poste Italiane e il cippo funerario donato all'Università di Ferrara.
E' quindi giunto il momento di richiamare nuovamente l'attenzione su questi pezzi ripresentandoli alla città con una mostra fotografica e con alcuni incontri di approfondimento e di aggiornamento. Nel periodo compreso tra gennaio e marzo sul contenuto dell'esposizione e per una più incisiva conoscenza delle "antichità" e dei monumenti nei quali talune di esse sono murate; saranno tenute cinque conferenze con relatori, oltre all'arcivescovo di Ferrara-Comacchio Luigi Negri, gli studiosi Stella Patitucci, Sauro Gelichi, Paola Porta, Stefano Bruni.
La mostra, con le fotografie e con il commento che accompagna queste "pietre", spesso parlanti in virtù delle epigrafi che le corredano, intende rinnovare l'interesse su "pezzi" dal complesso e forse oggi da troppo tempo dimenticato significato storico e culturale.
L'esposizione si compone di 19 pannelli; in 17 sono presentate le 17 "pietre". Negli altri 2 pannelli, in uno viene presentata la pianta della città e il percorso che, partendo dalla cattedrale, consente di raggiungere gli edifici nei quali le varie "pietre" sono conservate e visibili: il Lapidario civico, Palazzo di Renata di Francia, basilica di S. Francesco, chiesa soppressa di S. Apollonia, monastero di S. Giorgio, Museo della Cattedrale, Palazzo delle Poste Italiane; e nell'altro i promotori della mostra: l'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, il Capitolo della Cattedrale, il Comune di Ferrara, l'Associazione Ferrariae Decus, la Deputazione Ferrarese di Storia Patria, il Polo Museale Emilia Romagna Ferrara, il Comune di Voghiera.
La mostra verrà inaugurata venerdì 22 gennaio 2016 alle h. 17,30 nel Palazzo Municipale di Ferrara (Salone d'Onore), e resterà aperta fino a venerdì 19 febbraio 2016; successivamente, sarà visibile prima nel Palazzo di Ludovico il Moro, sede del Museo Archeologico Nazionale e poi nel Comune di Voghiera.
Coordinatori della mostra sono la dott.ssa Fede Berti, il prof. Franco Cazzola, il dott. Francesco Guaraldi, l'arch. Michele Pastore, il dott. Aniello Zamboni.
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domenica 13 dicembre 2015
"Crotone medievale in... mostra"
L'associazione "Don Pedro de Toledo" vi invita a "Crotone medievale in... mostra",
manifestazione a carattere artistico, storico e culturale che si terrà
al Museo di Arte Contemporanea di Crotone (palazzo Barracco) da martedì 15 a lunedì 21 dicembre 2015 con
rassegna pittorica (di Antonio Sfortuniano e Francesco Giordano) e gli
incontri d'approfondimento che si terranno ogni giorno dell'evento
(domenica esclusa) sempre alle 18.30 con Pino Rende, Andrea e Romano
Pesavento, Pasquale Attianese e Bruno Tassone.
Ubicazione:
Piazza Castello, 88900 Crotone KR, Italia
domenica 6 settembre 2015
In mostra alla Rotonda le foto che raccontano vita e storia di Matilde
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| Interno della Rotonda di San Lorenzo |
Matilde di Canossa racconta se stessa, il formarsi della sua
personalità e i suoi pensieri più intimi, da quando, ragazzina, le muore
il padre, fino alla vigilia della morte, nella mostra dell'americana
Selby Hickey, inaugurata sabato 5 settembre nella Rotonda di San Lorenzo a Mantova da Giovanni Pasetti e che sarà visitabile fino a domenica 1 novembre 2015
(ore 10-19 nei week end e durante il Festivaletteratura, 10-13 e 14-16.30
gli altri giorni, ingresso libero).
È l'opera di una docente di
scienze politiche all'università di Stato di New York, ora in pensione,
che si dedica da tempo alla fotografia, e con il marito, il pittore Luiz
Camnitzer, ha una casa a Bagni di Lucca, vicino al Ponte del Diavolo
nelle zone di origine dei Canossa. Selby Hickey, conosciuta la figura di
Matilde, ne è rimasta affascinata. E si è messa in contatto con Paolo
Golinelli, lo storico mantovano tra i massimi studiosi della
Grancontessa. La mostra comprende una serie di fotografie, tutte molto
suggestive, che ritraggono vecchi muri, figure in ombra, particolari di
oggetti, macchie, sprazzi di luce che evocano, spiega il critico
Giovanni Pasetti, l'oscurità del periodo medievale che Matilde
attraversa, ma anche la forza positiva e la ricerca dell'equilibrio tra
papato e impero che la donna riesce a esprimere.
Ogni fotografia è
accompagnata da una frase attribuita a Matilde da Selby Hickey. «Mi ha
spiegato - ha detto Paolo Golinelli - che avrebbe voluto utilizzare le
parole della Grancontessa dal libro del Donizone, ma erano troppo
arcaiche e impersonali e quindi le ha riscritte lei, componendo una
biografia». Il percorso è affascinante perché Matilde parla della madre,
dei fratelli morti, dei matrimoni di convenienza (il secondo a 43 anni
con un ragazzo di 17) all'intesa con il Papa, fino alla sommossa dei
mantovani quando la credevano già in fin di vita. Ma lei ebbe ancora la
forza di venire in città e sedare gli animi.
L'Associazione per i monumenti domenicani celebra i 900 anni dalla morte di Matilde con
questa mostra e altri due appuntamenti. Giovedì 24 settembre 2015 alle 17.30,
Paolo Golinelli, ordinario di Storia Medievale all'Università di Verona,
parlerà della "Donna di potere" e presenterà due suoi libri, venerdì 9 ottobre 2015
alle 21,00, lo spettacolo Matilde, donna e contessa della compagnia teatrale Hic sunt Istriones sul sagrato della Rotonda di San Lorenzo.
venerdì 4 settembre 2015
C’era una volta una Principessa. Elena da Lacon Giudicessa di Gallura
Domenica 6 settembre 2015 all’interno della manifestazione “Bisarcio nel Medioevo” e da venerdì 11 a domenica 20 settembre 2015 presso la Pinacoteca cittadina
Giuseppe Altana di Ozieri (SS) sarà allestita la mostra di Giuseppe Ortu
“C’era una volta una Principessa. Elena da Lacon Giudicessa di Gallura”.
L’esposizione propone al visitatore un viaggio nel Medioevo, una
sfida per l’autore che ha ricostruito una vicenda storica realmente
accaduta nel 1207: il matrimonio tra Elena de Lacon, giudicessa di
Gallura, e il pisano Lamberto Visconti, celebrato nella basilica di San
Simplicio ad Olbia. La ricostruzione scenica è avvenuta proprio nella basilica di
Sant’Antioco ad Ozieri.
Completano la mostra un interessante
video/documento realizzato da Chiara Mela con musiche di Sandro Fresi, e
un catalogo a colori, impreziosito dai testi di Manlio Brigaglia, dal
contributo di Gian Franco Saba, docente di storia e filosofia, dalla
recensione di Telemaco Rendine, direttore artistico di Photissima Art
Sair di Torino.
La mostra, realizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura
del Comune di Ozieri e l’Istituzione san Michele, sarà inaugurata
venerdì 11 alle ore 18.00 con una conferenza sul medioevo alla quale
interverranno l’Assessore alla Cultura Giuseppina Sanna, Antonio
Canalis, Gian Franco Saba, Durdica Bacciu ed Elena Marongiu e sarà
visitabile dal martedì a domenica dalle 17.00 alle 20.00.
Info e Contatti: +39 349 4934049 -
info@giuseppeortu.it - www.giuseppeortu.it.
Etichette:
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medievale,
medioevo,
mostre
Ubicazione:
Via Alcide De Gasperi, 07014 Ozieri SS, Italia
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