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venerdì 3 maggio 2019

Sguardi di Medioevo a Roma

L’esposizione fotografica “SGUARDI DI MEDIOEVO” in mostra all'Istituto Storico Italiano per il Medioevo da martedì 7 a venerdì 31 maggio 2019 presenta ritratti in primo piano di persone in abiti medievali raccolti durante una ricerca, durata due anni e realizzata nelle diverse celebrazioni storiche. I soggetti ritratti assumono pose, espressioni del volto in un gioco di rappresentazione di sé, all’interno di un dialogo tra epoche diverse.
Le riprese fotografiche sono state effettuate con uno sfondo nero alle spalle del soggetto per drammatizzarne l’impatto visivo ed accentuare il legame della fotografia con la ritrattistica pittorica dell’epoca. Una selezione delle immagini raccolte, diventa una mostra itinerante in varie città d’Italia e 5 ritratti vengono scelti da FIOF per rappresentare i fotografi italiani alla Art Photography Festival di Lishui in Cina.
Roberto Campanaro negli anni Settanta frequenta Enzo Ghiringhelli e nel suo studio impara le tecniche di ripresa e stampa. In seguito, diventa fotografo di scena per la cooperativa Mocambo film.
Il suo lavoro lo porta a viaggiare e completa così alcuni reportage uno dei quali verrà pubblicato nel libro “BNCOLOR INDIA dal bianco e nero al colore”.
Dopo una personale in Giappone allo Shinjuku Nikon Salon di Tokyo, le sue foto vengono distribuite dall’agenzia Goro International Press.
In Italia fotografa alcuni paesi del Lazio per la “Storia dell’arte italiana” di Einaudi e inizia una ricerca sui monumenti ai caduti della Grande Guerra a Roma e nel Lazio, che diventa il libro “La memoria perduta” curato dall’Università la Sapienza; le stampe della ricerca sono attualmente conservate presso il Museo storico Piana delle Orme di Latina.

venerdì 24 agosto 2018

"Et ego scripsi. La Cattedrale e il suo archivio: storie di donne, storie di una terra"

A seguito del successo ottenuto in occasione della mostra “50 anni di passione Bianco – Azzurra. Il Rione Cattedrale si racconta”, il Comitato Palio Rione Cattedrale di Asti, in collaborazione col Museo Diocesano San Giovanni, l’Archivio Capitolare e l’Archivio Storico Diocesano organizza la mostra “Et ego scripsi. La Cattedrale e il suo archivio: storie di donne, storie di una terra”.
Curata da Sara Zito ed Elena Amerio in collaborazione con Barbara Molina (direttrice dell’Archivio Storico Comunale e responsabile dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Asti), la mostra illustrerà attraverso la documentazione custodita nell’Archivio Capitolare l’intensa attività notarile che ha visto protagoniste le nobili donne astigiane nella gestione dei loro beni e possedimenti.
Attraverso l’esposizione di documenti originali del XIV secolo, pannelli illustrativi, costumi, oggettistica e fotografie, si ripercorrerà il tema presentato dal Rione Cattedrale durante il corteo storico dello scorso anno paliofilo, dando voce attraverso le carte notarili ai personaggi, notai e nobildonne, rappresentati nella sfilata 2017.
La mostra, con il patrocinio del Comune di Asti, sarà aperta al pubblico presso il Museo Diocesano San Giovanni da venerdì 24 agosto a domenica 9 settembre 2018: venerdì 16-19, sabato e domenica 9,30-13 e 16-19, nei restanti giorni della settimana su prenotazione all’indirizzo museo@sicdat.it oppure allo 0141.592.176. Possibilità di visite guidate su prenotazione.
Per tutta la durata dell’evento l’ingresso al Museo Diocesano sarà con offerta libera.

domenica 8 luglio 2018

#SECRETPHOTOCITERNA: TRA SOGNO E MEDIOEVO, LA DONNA

La collettiva fotografica, esposta nella suggestiva Sala de “Gli Ammassi” a Citerna (PG) da sabato 7 luglio a domenica 26 agosto 2018, nasce da un progetto dell’ Amministrazione comunale di Citerna guidato dall’assessore alle Politiche Culturali Giulia Gragnoli con un sapore del tutto inedito, ma con una forza implicita di mantenere salda ed unita a Citerna (PG) la tradizione e l’ amore verso la Fotografia e la semantica che le appartiene .
La mostra rientra nel festival “E se le donne”, rassegna di eventi al femminile. Il titolo della collettiva è “#secretphotociterna: tra sogno e Medioevo, la Donna”. La fase progettuale è stata affidata e coordinata da Carlo Campi e Alessandro Rossi, anche loro fotografi della collettiva e residenti del comune. Le opere dei 7 fotografi scelti, dall’Alta Valle del tevere umbro-toscano al perugino, saranno esposte nei giorni festivi e dal venerdì alla domenica dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00.
La selezione dei fotografi è stata fatta sulla base di alcuni criteri tecnici, ma soprattutto sulla base dello spirito di collaborazione dimostrato dai protagonisti, per una progettualità plurima, cioè non finalizzata unicamente all’impegno immediato della mostra, ma sulla base dell’affettività dimostrata verso Citerna per porre le basi propositive per nuovi futuri spazi e momenti espositivi dedicati alla fotografia.
Lo spettatore vedrà non un collage di foto, ma un progetto ben più ampio nel suo significato, che ha l’ambizioso obiettivo di coinvolgere ragazzi - ragazze, uomini - donne, appassionati di fotografia, con un’attenzione particolare rivolta alle persone del territorio, che possono - in simili occasioni - trovare l’animo giusto per trasformare una passione in una futura professione.
Ai protagonisti della collettiva è stato affidato un tema preciso, ben espresso nel titolo, che li ha tenuti impegnati per diversi mesi, portando la loro strumentazione nei momenti più vari a Citerna, perché il progetto parte dalla storia che ancora le stesse mura del borgo riescono ad emanare.
Infatti, tutto il lavoro ha un raccordo con il luogo, con la storia e con il fascino che abbraccia e identifica l’appartenenza ad un’epoca che fu e che mai può essere dimenticata: il Medioevo. Di questo periodo fitto intenso nelle sue contrarietà e vicissitudini, si è preso in esame la sfera dei sogni.
Gli autori in tutto sono 7: Elisa Nocentini, la loro protagonista donna, Daniele Accorsi, Carlo Campi, Davide Marconi, Alessandro Rossi, Samuel Webster, Matteo Alunno Selleri.

venerdì 9 marzo 2018

I volti nascosti della Cattedrale

Uno scrigno di tesori svelati. La meravigliosa Cattedrale romanica di Bitonto, nota per il suo splendore e le sue magnificenze artistiche, è sede in realtà anche di piccoli ma interessantissimi particolari. Sculture antropomorfe, immagini del bestiario classico medievale, apprezzabili raffigurazioni devozionali. Un patrimonio ora in parte riconsegnato al nostro sguardo grazie alle suggestive foto di Vincenzo Parisi, docente nella scuola primaria, realizzate scandagliando appunto alcuni aspetti meno noti del tempio bitontino.
Ed ecco così l'idea della mostra "I volti nascosti della Cattedrale", pensata dal Centro Ricerche di Storia e Arte bitontina. La rassegna avrà luogo nella chiesa di San Gaetano, altro straordinario esempio della ricchezza delle offerte culturali della città, dal 9 al 15 marzo, dalle ore 18,00 alle 20,00.
Appuntamento venerdì 9 marzo 2018 alle 18.30 per l'inaugurazione, con l'intervento di Rosanna Bianco, docente di Storia dell'Arte medievale all'Università di Bari, sul tema "Il medioevo fantastico della Cattedrale di Bitonto". Dopo la voce di Stefano Milillo, presidente del Centro Ricerche, interventi anche del sindaco Michele Abbaticchio e di Rosa Calò, assessore ai Beni Culturali. Non mancherà la diretta testimonianza di Vincenzo Parisi, il cui lavoro egli interpreta come ispirato dono alla sua città.
La serata sarà arricchita dalla lettura di laudes medievali, a cura di Liliana Tangorra e Maria Antonia Capriglione. Il catalogo di immagini arricchisce l'evento, con brevi scritti di Milillo, Bianco, Parisi e Marino Pagano. L'iniziativa, realizzata anche grazie al contributo della confraternita di San Giuseppe, si inserisce nel fitto cartellone di momenti di cultura e approfondimenti allestito in occasione dell'importante ricorrenza dei cinquant'anni di vita del Centro Ricerche (1968-2018). La grafica è stata a cura di Lino Minenna.

giovedì 31 agosto 2017

Altino prima di Venezia

Dopo il successo ottenuto al Centro Culturale Candiani di Mestre, la mostra Altino. Prima di Venezia in programma da venerdì 15 settembre a mercoledì 1 novembre 2017 approda, con nuovi contenuti, nel prestigioso Battistero di S. Giovanni della cattedrale di Treviso.
La mostra è un progetto condiviso dal Polo Museale del Veneto-Museo Archeologico Nazionale di Altino, dalla Diocesi trevigiana, dal Comune di Treviso, dai Musei Civici Trevigiani, dal Comune di Quarto d’Altino, e dall’Associazione di Promozione Sociale La Carta di Altino.
Immagini, testi, video, animazioni 3D e plastici che illustrano e ricostruiscono la straordinaria vicenda di Altino, la città-madre di Venezia, sono il nucleo originario della mostra. La seconda e la terza area tematica propongono ipotesi sulla forma urbis della Treviso antica, materiali archeologici delle raccolte civiche trevigiane ed un approfondimento sulla diffusione del Cristianesimo nel territorio.
Dapprima città e porto importante dei Veneti Antichi, l’antica città romana di Altinum fu un capoluogo lagunare e centro di scambi commerciali e culturali che visse per 1500 anni, prima di Venezia. Dopo l’epoca dello splendore romano, con le invasioni e l’impaludamento, in età tardo antica avvenne l’abbandono della città. Molte pietre e laterizi altinati furono riutilizzati per costruire Venezia e alcune presero probabilmente la via per Treviso ma, nonostante lo spoglio, gli scavi e gli studi scientifici più recenti hanno restituito l’impronta dell’antica città, perfettamente leggibile. Si sono potuti meglio definire il foro, il teatro, l’odeon, l’anfiteatro, la basilica, le terme, i quartieri residenziali con le domus, l’intreccio di strade e canali che determina l’impianto urbano e l’immagine di una città-isola, collegata alla laguna ed al mare con porte-approdo monumentali.
La mostra fonde in un racconto testimonianze degli autori antichi, foto, grafica, video e animazioni, mentre i plastici realizzati con la stampa 3D ed il taglio laser vogliono restituire l’immagine della città e dei suoi monumenti nel momento del massimo splendore. La fotografia esplora l’ambiente naturale, i volti degli antichi altinati e ricerca tracce di Altino nella Venezia di oggi. Una nuova serie di pannelli evidenzia il rapporto fra Altino e la prima Treviso, presenta mappe e ipotesi ricostruttive, si sofferma sullo sviluppo del Cristianesimo nei due centri urbani.
Nata come progetto sulla cittadinanza attiva condotto da alcuni giovani coordinati da un gruppo di esperti, la mostra vuole valorizzare una realtà archeologica tra le più importanti della regione, invitando a conoscerla e ad avvicinare i preziosi e numerosi reperti esposti sia nelle sedi museali di Treviso, sia nel nuovo museo inaugurato di recente ad Altino.
Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale della mostra.

sabato 1 aprile 2017

Sguardi dal Medioevo a Todi

Sarà inaugurata sabato 1 aprile 2017 alle ore 17,00 nella Sala delle Pietre di Todi la mostra fotografica ‘Sguardi dal Medioevo’ di Roberto Campanaro, visitabile fino al 17 aprile. Dopo la tappa nella cittadina di Jacopone, nell’arco del 2017 l’esposizione toccherà altri quattro comuni dell’Umbria (Narni, Perugia, Bevagna e Trevi) che, insieme alla Regione Umbria, patrocinano l’iniziativa.
Il progetto nasce da una ricerca di oltre due anni, realizzata nelle tante manifestazioni storiche tradizionali che si svolgono in Umbria. Protagonisti, i figuranti in abiti medievali delle diverse rievocazioni, immortalati in un totale di più di trecento scatti, tra i quali ne sono stati selezionati sessanta.
L’esposizione si compone di sessanta stampe fotografiche Fine art a colori di grande formato, raffiguranti ritratti in primo piano, montate su supporti rigidi neri, senza alcuna cornice per evitare la sensazione di delimitazione dei volti. Prosegue Campanaro: «Gente di ogni età e professione, dal sindaco all’imprenditrice, dall’impiegato comunale al fabbro, dal medico alla studentessa, con orgoglio ed entusiasmo hanno posato di fronte alla macchina fotografica, mostrando un vigoroso attaccamento a tradizioni già fortemente radicate nella caratterizzazione stessa dei tanti borghi medievali presenti nel territorio umbro».
Grazie alla collaborazione della Pro Todi, la mostra resterà aperta tutti i giorni dall’1 al 17 aprile dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Nutrimenti. Dopo la permanenza a Todi, l’esposizione sarà ospitata a palazzo Eroli di Narni dal 24 aprile al 14 maggio e, dal 27 maggio all’11 giugno, nella rocca Paolina di Perugia. Dal 16 giugno al 26 giugno ‘Sguardi dal Medioevo’ sarà al teatro Francesco Torti di Bevagna, per arrivare alla tappa finale di palazzo Lucarini a Trevi il 7 ottobre (esposizione fino al 29 ottobre).
Per seguire l'evento su Facebook clicca qui !

giovedì 23 giugno 2016

Mostra itinerante e multimediale del Medioevo sul Garda

Durante l’Anno Santo, l’esposizione itinerante di immagini relative ai beni culturali medievali ecclesiastici del Garda bresciano è un evento che mira a valorizzare i secoli in cui il cristianesimo ha avuto un ruolo fondamentale, non solo dal punto di vista religioso ma anche culturale, politico e sociale. Quaranta immagini, selezionate con il criterio della rappresentatività, sia territoriale, sia per l’importanza storica. La mostra è stata creata da L.A.CU.S. per incentivare la fruizione e creare nuove motivazioni di viaggi; si articola in tre sezioni: basso, medio e alto Garda bresciano. Ogni sezione descrive itinerari con immagini corredate da QR code in italiano e inglese, contenenti la scheda descrittiva dei singoli edifici medievali così come descritti nei testi della pubblicazione de “Le chiese medievali del Garda bresciano” curata dal prof. Giampietro Brogiolo.
In collaborazione con monsignor Evelino Dal Bon, parroco di Sirmione, con il sindaco Alessandro Mattinzoli e con la presidente della biblioteca Anna Motta, sabato 25 giugno 2016 alle ore 11,00 nella splendida cornice altomedievale della chiesa di San Pietro in Mavino, ci sarà l’inaugurazione della mostra del Medioevo religioso sul Garda. Seguirà un rinfresco inaugurale offerto dall’azienda vitivinicola sirmionese “Malavasi” della Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, partner del progetto.
L’esposizione rimarrà aperta nella chiesetta di San Pietro in Mavino a Sirmione (BS) fino a venerdì 8 luglio 2016, anche con la collaborazione degli alunni del Liceo Fermi di Salò, il martedì, giovedì, sabato e domenica in orario pomeridiano dalle 15 alle 18; la domenica anche in orario mattutino dalle 10 alle 12.

martedì 17 maggio 2016

"Cibus Convivium" mostra fotografica a Novara

Da sabato 21 maggio a domenica 17 luglio 2016 il Museo di Storia Naturale Faraggiana Ferrandi di Novara ospiterà la mostra fotografica “Cibus et Convivium”. 30 fotografie per un affascinante viaggio virtuale attraverso i secoli, in un flash back ricco di personaggi e sorprese. Un tuffo nel passato, alla riscoperta del ruolo del cibo e della convivialità nella vita quotidiana come occasione per stare insieme e per condividere tempo ed emozioni.
“Cibus et Convivium” è una porta aperta sulla Storia, una macchina del tempo che affascina e insieme istruisce.
In occasione dell’inaugurazione ufficiale, sabato 21 maggio 2016 alle ore 17:00, insieme ad alcuni rievocatori in abito storico, sarà presente come maestro di cerimonia Gianluca Foresi, attore e regista orvietano, che da oltre un ventennio si esibisce nelle principali rievocazioni storiche del nostro Paese.
Orari:
da martedì a venerdì 9:00-12:30
sabato 9:00-12:30; 14:00-19:00
domenica 14:00-19:00
lunedì chiuso
Ingresso libero

domenica 20 marzo 2016

“Personaggi in facciata – Chiesa di San Michele” mostra a Lucca

Prende il via lunedì 21 marzo, alle 11,30, all'auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca (piazza San Martino, 7) la mostra fotografica “Personaggi in facciata – Chiesa di San Michele” di Enrico Nardi. La mostra, a cura di Vittorio Barsotti, è allestita nell'atrio della Banca del Monte di Lucca, ad ingresso libero e rientra nel programma espositivo 2016 della Fondazione Banca del Monte di Lucca.
Protagoniste degli scatti di Nardi, le numerose teste scolpite e collocate sulla facciata della Chiesa di San Michele in Foro, a Lucca: opere di raffinata bellezza o semplicemente abbozzate, guardano i distratti passanti, testimoniando il nostro passato con il loro carico di personaggi storici: poeti, politici, papi, santi, re e regine, del Medioevo e non solo.
“Intorno a loro vi sono teste e corpi di animali – ricorda Filippo Gemignani, presidente del Fotoclub Lucchese nell'introduzione del catalogo della mostra - rosoni e fiori, iscrizioni di animali con aquile e grifoni, con scene di caccia, con elementi esoterici misteriosi, nel rispetto di una simbologia medioevale che ci richiama con forza a passati lontani, a secoli di buio intellettuale, ma anche a scoperte che hanno rivoluzionato la vita dell’uomo, come ad esempio la raffigurazione di Gutenberg”.
Enrico Nardi nasce a Lucca nel 1944 dove abita e vive. Figlio d’arte, il padre Mario Nardi è ricordato come pittore appartenente al primo periodo del 900’, dal 1990 ha ritrovato il suo “essere” nella fotografia “creativa”. Ha tenuto corsi di fotografia e ha partecipato a mostre collettive del Fotoclub Lucchese, di cui è segretario dal 1995. oltre pubblicate sue foto su riviste,libri e cataloghi.
La mostra rimarrà aperta fino al 10 aprile 2016, ed è visitabile in orario apertura al pubblico della sede centrale della Banca del Monte di Lucca dal lunedì al venerdì 8.30 – 13.30 e 14.30 – 16.00.

mercoledì 20 gennaio 2016

"Voci dalle pietre. Manufatti romani e bizantini" in mostra a Ferrara

Voci dalle Pietre, esposizione fotografica di marmi romani e bizantini finalizzata a presentare e a far conoscere le "antichità" romane e bizantine che Ferrara conserva: vi confluirono a partire dal momento in cui sorse la cattedrale.
Epigrafi funerarie variamente decorate, lastre con fregi floreali, un clipeo con il busto di una divinità classica e altro ancora, proveniente dai territori ravennati e veneti, furono murati nella nuova fabbrica.
Successivamente, vi furono trasferiti da Voghenza arredi sacri di manifattura orientale e alcuni sarcofagi ravennati divennero arche per illustri personaggi della comunità locale.
La Chiesa e l'Antiquaria (si veda, ad esempio, la stele di Aelia Regilla e L. Annius Decoratus, appartenuta al Baruffaldi, scoperta in Ferrara durante i lavori per la costruzione del castello, ora nel civico lapidario) furono i principali trait d'union con il passato.
Il numero delle "antichità" ferraresi si accrebbe con "arrivi" più recenti, quali il sarcofago portato dalla capitale nel palazzo delle Poste Italiane e il cippo funerario donato all'Università di Ferrara.
E' quindi giunto il momento di richiamare nuovamente l'attenzione su questi pezzi ripresentandoli alla città con una mostra fotografica e con alcuni incontri di approfondimento e di aggiornamento. Nel periodo compreso tra gennaio e marzo sul contenuto dell'esposizione e per una più incisiva conoscenza delle "antichità" e dei monumenti nei quali talune di esse sono murate; saranno tenute cinque conferenze con relatori, oltre all'arcivescovo di Ferrara-Comacchio Luigi Negri, gli studiosi Stella Patitucci, Sauro Gelichi, Paola Porta, Stefano Bruni.
La mostra, con le fotografie e con il commento che accompagna queste "pietre", spesso parlanti in virtù delle epigrafi che le corredano, intende rinnovare l'interesse su "pezzi" dal complesso e forse oggi da troppo tempo dimenticato significato storico e culturale.
L'esposizione si compone di 19 pannelli; in 17 sono presentate le 17 "pietre". Negli altri 2 pannelli, in uno viene presentata la pianta della città e il percorso che, partendo dalla cattedrale, consente di raggiungere gli edifici nei quali le varie "pietre" sono conservate e visibili: il Lapidario civico, Palazzo di Renata di Francia, basilica di S. Francesco, chiesa soppressa di S. Apollonia, monastero di S. Giorgio, Museo della Cattedrale, Palazzo delle Poste Italiane; e nell'altro i promotori della mostra: l'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, il Capitolo della Cattedrale, il Comune di Ferrara, l'Associazione Ferrariae Decus, la Deputazione Ferrarese di Storia Patria, il Polo Museale Emilia Romagna Ferrara, il Comune di Voghiera.
La mostra verrà inaugurata venerdì 22 gennaio 2016 alle h. 17,30 nel Palazzo Municipale di Ferrara (Salone d'Onore), e resterà aperta fino a venerdì 19 febbraio 2016; successivamente, sarà visibile prima nel Palazzo di Ludovico il Moro, sede del Museo Archeologico Nazionale e poi nel Comune di Voghiera.
Coordinatori della mostra sono la dott.ssa Fede Berti, il prof. Franco Cazzola, il dott. Francesco Guaraldi, l'arch. Michele Pastore, il dott. Aniello Zamboni.

domenica 13 dicembre 2015

"Crotone medievale in... mostra"

L'associazione "Don Pedro de Toledo" vi invita a "Crotone medievale in... mostra", manifestazione a carattere artistico, storico e culturale che si terrà al Museo di Arte Contemporanea di Crotone (palazzo Barracco) da martedì 15 a lunedì 21 dicembre 2015 con rassegna pittorica (di Antonio Sfortuniano e Francesco Giordano) e gli incontri d'approfondimento che si terranno ogni giorno dell'evento (domenica esclusa) sempre alle 18.30 con Pino Rende, Andrea e Romano Pesavento, Pasquale Attianese e Bruno Tassone.

domenica 6 settembre 2015

In mostra alla Rotonda le foto che raccontano vita e storia di Matilde

Interno della Rotonda di San Lorenzo
Matilde di Canossa racconta se stessa, il formarsi della sua personalità e i suoi pensieri più intimi, da quando, ragazzina, le muore il padre, fino alla vigilia della morte, nella mostra dell'americana Selby Hickey, inaugurata sabato 5 settembre nella Rotonda di San Lorenzo a Mantova da Giovanni Pasetti e che sarà visitabile fino a domenica 1 novembre 2015 (ore 10-19 nei week end e durante il Festivaletteratura, 10-13 e 14-16.30 gli altri giorni, ingresso libero).
È l'opera di una docente di scienze politiche all'università di Stato di New York, ora in pensione, che si dedica da tempo alla fotografia, e con il marito, il pittore Luiz Camnitzer, ha una casa a Bagni di Lucca, vicino al Ponte del Diavolo nelle zone di origine dei Canossa. Selby Hickey, conosciuta la figura di Matilde, ne è rimasta affascinata. E si è messa in contatto con Paolo Golinelli, lo storico mantovano tra i massimi studiosi della Grancontessa. La mostra comprende una serie di fotografie, tutte molto suggestive, che ritraggono vecchi muri, figure in ombra, particolari di oggetti, macchie, sprazzi di luce che evocano, spiega il critico Giovanni Pasetti, l'oscurità del periodo medievale che Matilde attraversa, ma anche la forza positiva e la ricerca dell'equilibrio tra papato e impero che la donna riesce a esprimere.
Ogni fotografia è accompagnata da una frase attribuita a Matilde da Selby Hickey. «Mi ha spiegato - ha detto Paolo Golinelli - che avrebbe voluto utilizzare le parole della Grancontessa dal libro del Donizone, ma erano troppo arcaiche e impersonali e quindi le ha riscritte lei, componendo una biografia». Il percorso è affascinante perché Matilde parla della madre, dei fratelli morti, dei matrimoni di convenienza (il secondo a 43 anni con un ragazzo di 17) all'intesa con il Papa, fino alla sommossa dei mantovani quando la credevano già in fin di vita. Ma lei ebbe ancora la forza di venire in città e sedare gli animi.
L'Associazione per i monumenti domenicani celebra i 900 anni dalla morte di Matilde con questa mostra e altri due appuntamenti. Giovedì 24 settembre 2015 alle 17.30, Paolo Golinelli, ordinario di Storia Medievale all'Università di Verona, parlerà della "Donna di potere" e presenterà due suoi libri, venerdì 9 ottobre 2015 alle 21,00, lo spettacolo Matilde, donna e contessa della compagnia teatrale Hic sunt Istriones sul sagrato della Rotonda di San Lorenzo.

venerdì 4 settembre 2015

C’era una volta una Principessa. Elena da Lacon Giudicessa di Gallura

Domenica 6 settembre 2015 all’interno della manifestazione “Bisarcio nel Medioevo” e da venerdì 11 a domenica 20 settembre 2015 presso la Pinacoteca cittadina Giuseppe Altana di Ozieri (SS) sarà allestita la mostra di Giuseppe Ortu “C’era una volta una Principessa. Elena da Lacon Giudicessa di Gallura”.
L’esposizione propone al visitatore un viaggio nel Medioevo, una sfida per l’autore che ha ricostruito una vicenda storica realmente accaduta nel 1207: il matrimonio tra Elena de Lacon, giudicessa di Gallura, e il pisano Lamberto Visconti, celebrato nella basilica di San Simplicio ad Olbia. La ricostruzione scenica è avvenuta proprio nella basilica di Sant’Antioco ad Ozieri.
Completano la mostra un interessante video/documento realizzato da Chiara Mela con musiche di Sandro Fresi, e un catalogo a colori, impreziosito dai testi di Manlio Brigaglia, dal contributo di Gian Franco Saba, docente di storia e filosofia, dalla recensione di Telemaco Rendine, direttore artistico di Photissima Art Sair di Torino.
La mostra, realizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ozieri e l’Istituzione san Michele, sarà inaugurata venerdì 11 alle ore 18.00 con una conferenza sul medioevo alla quale interverranno l’Assessore alla Cultura Giuseppina Sanna, Antonio Canalis, Gian Franco Saba, Durdica Bacciu ed Elena Marongiu e sarà visitabile dal martedì a domenica dalle 17.00 alle 20.00.
Info e Contatti: +39 349 4934049 - info@giuseppeortu.it - www.giuseppeortu.it.