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venerdì 22 marzo 2024

“Il castello che non c’è” mostra virtuale medievale della storia di Schio


Ricostruire una fortezza medievale grande quasi come un campo da calcio, nel centro della città. Con pietre e mattoni, camminamenti e spalti, porte fortificate e accessi vigilate da masnade armate. A partire dal 6 aprile con l’inaugurazione della mostra “Il castello che non c’è” verrà riportata in “vita” la fortezza che dominava Schio e tutto l’Alto Vicentino fino a sei secoli fa. Una fortezza che oggi esiste solo in libri, nei dipinti cinquecenteschi di Francesco Verla e in alcuni residui nella collina: la torre campanaria e la chiesa di Santa Maria della Neve sono infatti ricostruzioni barocche.

Fino al 31 ottobre 2024 al Lanificio Conte sarà possibile rivedere il Castello di Schio, sede dei nobili Maltraversi, grazie alla realtà virtuale. Il progetto nasce dall’idea di un team di studiosi e appassionati di storia locale e nuove tecnologie, tra cui la start-up scledense Setpointstudio srl, con la collaborazione dell’Ufficio Cultura del Comune. Tutto è partito da un’indagine storicoarcheologica, che prende le mosse da un rinnovato esame di rilievi cartografici eseguiti all’inizio del 1900 e di altra documentazione di epoche varie custodita sia in archivi pubblici che privati, come il fondo Guido Cibin (reso disponibile agli studiosi dalla famiglia Gori).
Da quanto emerso da questa analisi, e utilizzando la realtà virtuale, è nato un percorso interattivo e spettacolare non solo per far scoprire ai visitatori la fortezza, ma anche tutto ciò che era Schio nel Medioevo: un borgo ai confini con l’impero tedesco e i domini veneziani, in lotta con le realtà contermini per far emergere la propria autonomia, ma anche possedimento centrale di una famiglia aristocratica che per secoli dominò le campagne vicentine.
La mostra sarà aperta al pubblico ogni sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Il costo del biglietto Live show 7€ intero, 4€ ridotto, gratis fino ai 6 anni. Il prezzo del biglietto Realtà Virtuale 3€. Il costo della visita guidata sul territorio accompagnati da Cooperativa Trama 3€. Maggiori informazioni: www.ilcastellochenonce.it .

venerdì 30 aprile 2021

"I luoghi di Dante nelle tavole di Massimo Tosi" al Castello di Poppi

La mostra "I luoghi di Dante", in programma al Castello di Poppi dal 30 aprile al 30 giugno 2021, raccoglie le tavole presenti nel sesto volume della collana Viaggio in Toscana di Massimo Tosi della Federighi Editori, lavoro dedicato al genio di Dante Alighieri nell’anno in cui si celebrano con manifestazioni nazionali e internazionali i settecento anni dalla morte. Firenze, Ravenna e le città che lo hanno ospitato, celebrano con convegni e mostre il Sommo Poeta. Il progetto è pensato quindi per descrivere un aspetto importante della storiografia e della fortuna del Poeta stesso. La città che l’ha visto nascere e crescere, quelle che l’hanno accolto nel suo peregrinare da esiliato, i luoghi dei suoi viaggi e le nobili dimore che l’hanno ospitato sono trattati dall’Autore con la consueta maestria, descritti con accurati disegni e ricostruzioni non privi di spunti artistici di grande livello. Non a caso Massimo Tosi nel 2018 è stato insignito del titolo di Accademico d’Onore dall’ Accademia delle Arti del Disegno di Firenze; la più antica del mondo, che fu fondata da Vasari nel 1563 e che ha annoverato importanti figure, prima fra tutte quella di Michelangelo Buonarroti.

mercoledì 14 ottobre 2020

Inaugurazione del nuovo polo culturale “EmozionArti” del Comune di Minervino Murge (BT)

S
arà inaugurato giovedì 15 ottobre 2020 alle ore 10,00 presso il Palazzo Comunale di Minervino Mirge (BT) il nuovo polo culturale “EmozionArti” del Comune di Minervino Murge (BT). Le antiche stanze della zona medievale del nostro castello di origini normanne saranno adibite a luoghi della cultura, della conoscenza, del sapere, dell’arte a disposizione di tutti i cittadini. Al già presente Museo Archeologico “D’Aloja” ospitato nelle sale al piano terra, vengono aggiunte, nel corpo sul piano soprastante, la Biblioteca Comunale “Barbera”, trasferita dalla precedente sede privata di Corso De Gasperi, e la nuova pinacoteca comunale “Roccotelli”.
Libri, pitture e sculture insieme per dare alla lettura, allo studio, alla ricerca un contesto tutto speciale fatto di colore, arte, paesaggio, luce. Noi di Minervino Live abbiamo avuto il privilegio speciale da parte dell’Amministrazione di visitare in anteprima il nuovo sito culturale ristrutturato. Le aule che fino a qualche anno fa ospitavano gli uffici e il tribunale del Giudice di Pace, sono state adeguate per ospitare i libri del fondo comunale e le opere d’arte donate alla comunità cittadina dall’artista minervinese Michele Roccotelli, in un' integrazione tra pinacoteca e biblioteca. Si tratta di un vero e proprio percorso che partendo dalla maestosa scalinata che succede il museo ti accompagna nel cuore del castello dove ammirare tra androni, stanze, torri e corridoi, le tele e le sculture del Roccotelli con lo sguardo sempre teso sul territorio, immergendosi nei testi dei libri conservati, su postazioni multimediali allestite, con lo sfondo dei paesaggi incantevoli mostrati dalle finestre nel “nido d’aquila”, come definì la sua dimora arroccata sulla Murgia uno dei primi abitanti di questo luogo, il principe Giovanni Pipino.  
Le stanze che diedero alla luce la regina d’Italia Isabella Del Balzo, che divennero rifugio per il Cavalier Bayard, che furono da casa d’infanzia per il papa Innocenzo XII, oggi diventano la casa di tutti, la casa della cultura, un luogo per “EmozionArti”.
L’evento inaugurale organizzato dalla Sindaca, prof.ssa Maria Laura Mancini, dall’Amministrazione Comunale e il contributo dell’azienda Sangalli Ambiente, avrà luogo alla presenza del prefetto della BAT, dott. Mauzio Valiante, ospite d’onore il principe don Marzio Pignatelli, gli interventi di Bianca Tragni, Lino Patruno, Yvonne Carbonaro, Rita Ceci. Nel corso dell’inaugurazione della nuova sede della Biblioteca Comunale “Luigi Barbera” e della Pinacoteca Comunale “Michele Roccotelli”, sarà presentato il libro “La camera delle meraviglie” a cura di Rita Ceci e dello stesso autore. Saranno inoltre sorteggiate le opere che faranno parte di un concorso social dedicato ai lettori del libro.

sabato 15 agosto 2020

Nuovo allestimento permanente al Castello di Ossana (TN)

Al Castello di San Michele, a Ossana in Val di Sole, ha aperto un nuovo allestimento permanente dell’itinerario di visita curato dalla Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.
Il percorso espositivo offre uno sguardo inedito sulla vita all’interno del castello nei secoli a cavallo fra Medioevo e Rinascimento.
Una selezione di un centinaio di reperti esposti al pubblico per la prima volta, conduce il visitatore nelle affascinanti vicende storiche del castello e dell’intera vallata.
Il castello è visitabile nella stagione estiva fino al 6 settembre, ogni giorno con orario 10.00-12.30 e 14.00-18.30.
Per informazioni su orari e visite: 340 4183540, info@fondazionesanvigilio.it.
A partire da un primo nucleo sorto probabilmente fra il VI e l’VIII secolo, un vasto insediamento fortificato sorse sulla rupe di Ossana nel XII secolo, con la chiesa dedicata a San Michele – da cui il castello avrebbe tratto il nome – e un palazzo appartenente al principe vescovo di Trento.
Fu al principio del XV secolo che il castello assunse l’imponente forma attuale per iniziativa della famiglia Federici, titolare del feudo di Ossana e del governo delle miniere di ferro della vicina val di Pejo.
Abitato per tutto il Cinque e il Seicento, il complesso cadde poi in rovina fino al 1992, quando fu acquisito dalla Provincia autonoma di Trento, che ne avviò la messa in sicurezza e il restauro, concluso con la riapertura al pubblico nel 2014.
Oggi il Castello di San Michele è uno dei siti monumentali più importanti e visitati della val di Sole.
L’allestimento curato dalla Soprintendenza per i beni culturali rappresenta l’ultimo atto del recupero del monumento di proprietà della Provincia.
Coordinato dall’Ufficio beni architettonici con il decisivo apporto dell’Ufficio beni archeologici per quanto attiene ai reperti mobili, il nuovo percorso si articola in diverse tappe.
Due i temi caratterizzanti l’esposizione permanente ospitata nei locali della corte interna: le miniere di ferro e la vita materiale a cavallo fra XV e XVI secolo.
Delle miniere di ferro, il castello fu per almeno due secoli il principale centro amministrativo e di controllo. Il minerale, estratto dalle gallerie in quota sui versanti della val di Pejo, era trasportato a valle ove veniva sottoposto a un articolato processo di fusione e quindi alla lavorazione in fucina, dalla quale uscivano non solo oggetti finiti, ma soprattutto semilavorati da inviare sulle piazze commerciali tirolesi e italiane.

mercoledì 27 novembre 2019

Le origini di un paesaggio di Leonardo. Il castello di Fucecchio

Il Museo Civico e Diocesano di Fucecchio (FI) compie cinquant’anni. Per festeggiare la chiusura di questo anno e allo stesso tempo celebrare il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, sabato 30 novembre 2019 alle ore 16,00 verrà inaugurata la mostra “Le origini di un paesaggio di Leonardo. Il castello di Fucecchio”.
L’idea di fondo dell’iniziativa, che più che una mostra vera e propria si configura come un nuovo allestimento permanente di alcune sale del museo, è quella di ripercorrere le origini del castello di Fucecchio a partire dall'età carolingia, fino all’aspetto che acquisì nel basso Medioevo e che Leonardo osservò. Un castello che il vinciano raffigurò più volte, con maggiore o minore grado di dettaglio, nei suoi disegni dedicati alla valle dell’Arno databili intorno al 1503. Questi documenti, pur nella loro schematicità, costituiscono la più antica rappresentazione del castello e la testimonianza che Leonardo lo osservò ancora nel suo aspetto medievale, prima delle maggiori trasformazioni che ne alterarono definitivamente la forma alla fine dello stesso secolo.

La narrazione si svolge attraverso nuovi pannelli, immagini e video ricostruttivi di grande effetto che illustrano i vari aspetti di questo processo, facendo parlare in modo nuovo e maggiormente efficace i reperti del museo grazie a un allestimento che dà grande spazio alle applicazioni informatiche attraverso ricostruzioni virtuali di grande effetto, ottenute anche mediante rilievi effettuati con droni dalla ditta Libra. Nell’antica Salamarzana, ‘capitale’ della signoria territoriale dei Cadolingi, saranno anche virtualmente riunite per la prima volta, grazie alle aggiornate tecniche di scansione e stampa 3D, le epigrafi riferite alla famiglia e sparse in tutta la Toscana. Mentre le tecniche di ricostruzione del paesaggio antico (virtual landscaping), basate sui dati storici e archeologici, realizzate dal Laboratorio di Geografia applicata dell’Università di Firenze e dalla ditta specializzata Digitalismi, permetteranno di ‘vedere’ le trasformazioni del paesaggio dalla Salamarzana alla Fucecchio comunale, quella stessa che Leonardo raffigurò agli inizi del Cinquecento.

L’allestimento è curato da Andrea Vanni Desideri (Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Firenze e Direttore del Museo), Silvia Leporatti e Margherita Azzari (Università di Firenze, Dipartimento di Storia Archeologia Geografia Arti e Spettacolo).
Per seguire l'evento su Facebook clicca qui !

giovedì 8 settembre 2016

"Nobili presenze al Castello Monforte", mostra permanente a Campobasso

"Nobili presenze al Castello Monforte" è il titolo della mostra permanente che sarà inaugurata lunedì 12 settembre 2016 alle ore 17,00 nel maniero simbolo della città di Campobasso.
L’evento è organizzato dall’associazione Centro Studi Storici e Sociali ‘Fusco’ (gruppo di studio ‘La Mantigliana’) in collaborazione con la cooperativa sociale ‘Laboratorio Aperto’, ‘Incima’ e con il patrocinio del Comune di Campobasso.
Si tratta di una mostra permanente, uno studio e ricostruzione storico-sartoriale di abiti maschili e femminili popolari e nobiliari di epoca medievale. Gli abiti in mostra sono stati realizzati in occasione della prima edizione della rappresentazione storica ‘Cola di Monforte, l’arrivo di Cola e Altabella a Campobasso’ dello scorso 7 agosto.
Grazie all’esposizione i visitatori potranno calarsi in prima persona nella quotidianità dell’epoca, assaporando un’atmosfera suggestiva. A coronamento dell’evento saranno in esposizione anche le foto del 7 agosto. In occasione della conferenza stampa, cui parteciperà l’assessore comunale alla Cultura Emma de Capoa, saranno premiati i primi tre classificati al contest fotografico #unoscattoincima, organizzato da Laboratorio Aperto.
Sarà possibile visitare la mostra di abiti medievali tutti i giorni, rispettando gli orari di apertura-chiusura del castello (dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 20.00) con ingresso gratuito.

martedì 19 gennaio 2016

“Da Otranto a Santa Maria al Bagno. 2000 anni di presenze ebraiche in provincia di Lecce”

“Da Otranto a Santa Maria al Bagno. 2000 anni di presenze ebraiche in provincia di Lecce”
Castello Carlo V di Lecce
La mostra nasce dall’idea di creare un percorso espositivo documentario che testimoni e faccia conoscere alla popolazione locale e ai turisti una interessante parte della storia del territorio salentino dai più ancora poco conosciuta. La presenza di comunità ebraiche nel territorio, attestata fin da età antica, come testimonia una stele funeraria del III sec. d.C. rinvenuta ad Otranto, ha avuto una funzione importante nello sviluppo economico e culturale del Salento in età medievale. Dopo una “scomparsa silenziosa” di alcuni secoli causata dagli editti di espulsione della monarchia spagnola, gli Ebrei ricompaiono nel Salento del secondo dopoguerra, in una realtà fortemente provata dal conflitto che, nonostante questo, li accolse in alcuni di campi di accoglienza istituiti in alcune delle più rimate località balneari.
La mostra racconta attraverso documenti, testimonianze e immagini una storia di convivenza e integrazione tra la popolazione ebraica e quella locale sia in età antica, ma ancora di più nel periodo recente, come dimostrano le numerose testimonianze lasciate da persone che nel transitare nel nostro territorio provenienti dai campi di concentramento, ricordano il Salento come una terra di “accoglienza”. Per questo motivo si è scelto di collocare la mostra nel periodo in cui si celebra la “Giornata della Memoria”, il cui intento è di “conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano più accadere”.
La mostra, allestita all’interno delle sale polifunzionali del Castello Carlo V, luogo simbolo della presenza ebraica medievale in città, si svolgerà da venerdì 22 gennaio a domenica 28 febbraio 2016.
La realizzazione della mostra, indirizzata a turisti, locali e soprattutto alle nuove generazioni si pone la finalità di approfondire tematiche relative alla tolleranza, l’inclusione sociale, la discriminazione, partendo dal presupposto che la conoscenza della storia, e ancora di più della storia del territorio in cui si vive, può aiutare alla comprensione e all’analisi critica del presente. A questo proposito l’esposizione risponde perfettamente alle finalità della legge 20 luglio 2000, n. 211 di istituzione del “Giorno della Memoria”.
La mostra è promossa dalla Cooperativa Theutra, con la collaborazione del prof. F. Lelli (Università del Salento), dell’Archivio di Stato di Lecce, dell’Arci Lecce, della Pro Loco Leuca, dell’Ass. Meditinere e della società A.R.Va e con il patrocinio di Comune di Lecce, Nardò, Tricase, Castrignano del Capo, Sogliano Cavour, Soleto, Otranto.
Castello Carlo V, Via XXV Luglio, Lecce
Orari: dal lun. al ven. 9.00 - 20.30 /sab. e dom. 9.30 - 20.30
Info, tariffe e visite guidate: 0832/246517
Biglietti:
Residenti a Lecce e Provincia: Intero:3 € , € Ridotto: 2 € , Bambini:2 €, Scolaresche/Gruppi:2 €
Non Residenti: Intero:5 € (Mostra+Ingresso al Castello), Ridotto: 4 € (Mostra+Ingresso al Castello), Bambini:2 €, Scolaresche/Gruppi:2 €.