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venerdì 12 novembre 2021

"Medioevo in Veste" a Cagliari

Un viaggio nel tempo alla scoperta degli abiti del Medioevo negli anni della dominazione pisana a Cagliari, dalla fondazione del Castellum Castri, l’odierno Castello, alla conquista catalana. È questo l’intento della mostra “Medioevo in Veste – Abiti e suggestioni nel cuore medievale di Cagliari”, che sarà ospitata dalla Città Metropolitana di Cagliari da venerdì 12 novembre a domenica 12 dicembre 2021 nel Palazzo Regio di Piazza Palazzo, un tempo la Platea Communis che fu centro e cuore pulsante della Cagliari medievale pisana.
Organizzata dall’associazione culturale Samarcanda in collaborazione con la Compagnia del Borgo di Sanluri, vuole aprire uno spiraglio su un’epoca storica di cui si conoscono vicende politiche, guerre e tradimenti, ma pochissimo è noto della vita quotidiana delle persone che popolavano la Cagliari pisana. Notabili, nobildonne, templari, monaci, medici, artigiani e popolani: quali abiti usavano e con quali tessuti venivano realizzati? C’era distinzione di forme e colori tra fasce sociali? La moda nel Medioevo aveva la stessa importanza che ha assunto oggi? Sono alcune tra le domande a cui la mostra intende dare risposta, con approccio storico-scientifico e grazie al rigoroso lavoro filologico e iconografico svolto da Lucia Laconi, studiosa del Medioevo promotrice dell’evento e presidente di Samarcanda, associazione che opera nel settore socio-culturale da oltre 20 anni.
Gli studi della professoressa Laconi hanno condotto alla creazione degli abiti secondo precisi criteri di verosimiglianza, con gli stessi materiali e tecniche utilizzati nel periodo storico oggetto della mostra. Indispensabile anche il contributo del costumista di fama internazionale Alessandro Lai, noto per le sue collaborazioni con i registi Ferzan Ozpetek e Francesca Archibugi, che ha trasformato gli abiti realizzati a mano dalle migliori sartorie toscane in manufatti carichi di un’aura vissuta agli occhi dello spettatore. La collezione di epoca pisana è integrata dalla veste di Eleonora d’Arborea, concessa dagli eredi del conte Villasanta di Sanluri, da un capitano a cavallo e due guardie messi a disposizione dalla Compagnya del Borgo di Sanluri, e da un abito da gendarme offerto in prestito dal Comune di Pisa. L’allestimento è curato dall’architetto Giorgia Origa.
I pisani fondarono ed edificarono il Castellum Castri nel 1217, a seguito di un accordo con il quale la giudicessa Benedetta concesse a Pisa il colle in cambio di una promessa di protezione che ben presto si tramutò in oppressione. Nel 1258 la città fu completamente distrutta e i suoi abitanti dispersi, segnando la fine del più antico stato della Sardegna medievale, il Giudicato di Calàri, e della sua capitale Santa Igia. Castel di Castro divenne la nuova capitale della Sardegna del sud e alla fine del Duecento uno dei più importanti centri commerciali del Mediterraneo occidentale. Una gloria che durò appena cento anni, fino a quando i nuovi conquistatori catalano-aragonesi, nel 1324, si insediarono trionfalmente in Castello scacciando i pisani e costringendoli ad abbandonare l’isola.
La mostra è realizzata con il patrocinio di Città Metropolitana di Cagliari, Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Cagliari, Comune di Pisa, Fondazione di Sardegna, Camera di Commercio Cagliari-Oristano, Ente Nazionale Attività Culturali, Comitato Italiano Associazioni Nazionali Storiche, e con il sostegno di Ecoserdiana, L’Orto di Eleonora, La Fucina del Drago, Myrsine, Taak Crative Agency e La.Ve.Al.
“Un’esposizione di straordinaria bellezza sulla nostra storia che ci auguriamo sia apprezzata dai cittadini e dai visitatori”, commenta il consigliere metropolitano delegato alla Cultura Franco Magi. “L’intento è quello di replicarla nella prossima primavera anche all’estero, per esempio in Spagna”, annuncia. “La mostra vuole avere un valore divulgativo per il grande pubblico, ma anche didattico per gli studenti di ogni ordine e grado, che avranno un’occasione per approfondire questo particolare aspetto del Medioevo nella nostra città”, spiega l’ideatrice Lucia Laconi.
L’esposizione sarà inaugurata venerdì 12 novembre 2021 alle ore 17,00 alla presenza dell’assessora alla Cultura del Comune di Cagliari Maria Dolores Picciau. Seguirà, alle 18.30 nella sala consiliare, un concerto del maestro, strumentista e compositore Nicola Agus, che presenterà il suo “Viaggio”, sonorità di strumenti nati nel Medioevo rivisitati in chiave moderna.

giovedì 11 luglio 2019

"Una sera a Palazzo” a Narni

Venerdì 12 luglio 2019 con l’evento “Una sera a Palazzo” verrà presentato l’allestimento permanente aperto al pubblico.
Palazzo dei Priori a Narni sarà fruibile tutto l’anno grazie all’Associazione Corsa all’Anello ed a Sistema Museo. Il maestoso palazzo del centro storico, cuore pulsante della Corsa all’Anello, non vivrà quindi soltanto per la Sfida e la Rivincita, ma i visitatori avranno la possibilità di visitare il piano dedicato alla festa cittadina tutto l’anno, ammirando allestimenti che verranno presentat in occasione dell’evento “Un sera a Palazzo”, inaugurazione dell’apertura al pubblico.
Si inizierà alle ore 19,00 con la visita dell’allestimento curato dall’Associazione Corsa all’Anello. Attraverso quattro tappe simboliche si potrà percorrere l’intera festa storica. Si inizierà dalla Saletta del Banditore, dove è esposto il bando che ogni anno all’inizio della festa viene letto per le vie della città, gli abiti dei tre banditori ed un bravio. La seconda sala sarà quella del “Sacro & Profano” dedicata al 3 maggio (giornata del patrono di Narni San Giovenale), dove storia, religione e tradizione si mescolano. Sono presenti un vecchio palio con grifo e San Giovenale, forse tra i primi realizzati, e due bravi: la donna sacra di Pizzitillo, e l’altro di Irene Veschi, rappresentante una processione in costume. Ci sarà anche un costume da donna con  mantello da cerimonia religiosa. Nella Sala Della Vergine, i visitatori troveranno una “pillola” del corteo storico della Corsa all’Anello, con le dame degli  anelli dei terzieri, i simboli di Mezule, Fraporta e Santa Maria, le autorità comunali, seguite da un tamburino ed il vessillo Civitas Narniae. Il tutto accompagnato da un suggestivo video del corteo. Infine nella saletta successiva e nello scoperto attiguo verranno posizionati altri nove bravi che rappresentano nelle sue sfaccettature la Corsa all’Anello. Si tratta di cavalieri, lance, anelli e una dama che rappresenta colei che consegna l’anello della vittoria.
In occasione dell’inaugurazione di venerdì prossimo Sistema Museo presenterà l’ampliamento del percorso alla scoperta degli ambienti medievali ispirati alla Narnia del 1371. Il Palazzo dei Priori entrerà a far parte infatti del circuito come edificio simbolo della città nell’Età di Mezzo. L’antica sede dei priori dei terzieri si aggiungerà alla visita dei luoghi più caratteristici della città medievale attraverso curiosità, tradizioni e aneddoti: dalla cerimonia dell’investitura del cavaliere giostrante, alle produzioni artistiche di una bottega di un vasaio e di un decoratore, fino al racconto della vita di uno speziale francescano e dei segreti della sua officina.
La serata continuerà alle ore 20,00 al Giardino dei Semplici dove sarà la volta dell’anteprima “I suoni del tempo”, serata aperitivo con musica che anticiperà uno degli eventi presenti nel programma della Rivincita di settembre.  E proprio la Rivincita alle 21.30 sarà protagonista dell’intervento del presidente dell’Associazione Corsa all’Anello Federico Montesi che darà qualche anticipazione sulla festa che si svolgerà dal 13 al 22 settembre. Per l’occasione verrà proiettato in anteprima il filmato promozionale della Rivincita.

martedì 11 dicembre 2018

40 Anni di Centro Storico del Finale

In coda alle manifestazioni 2018 organizzate dall’Associazione, in occasione dell’appuntamento tradizionale Dinô da Nüxe in programma domenica 6 gennaio 2019, dal 7 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019 verrà allestita la mostra “40 anni di Centro Storico del Finale”.
1978-2018, 40 anni di manifestazioni in un percorso dove immagini, video, accessori e abiti faranno ripercorrere i momenti salienti della vita associativa, raccontando la “fabula” del Centro Storico del Finale. Manifesti d’epoca e 34 pannelli originali con immagini, storie, curiosità, racconti inediti e retroscena degli eventi che hanno animato la cittadina per quattro decenni e coinvolto in qualche modo la vita di circa un migliaio di Soci iscritti nei primi quarant’anni di attività del sodalizio.
Oltre agli originali pannelli, dove storia e immagini si alternano e si inseguono come in un ancestrale balletto, la cui realizzazione grafica è stata interamente curata da uno staff di giovani grafici - coordinati dalla segreteria dell’associazione - saranno filmati “d’epoca” con alcuni spezzoni inediti e nuove produzioni. Nel percorso a ritroso di questo viaggio nel tempo, le immagini virtuali saranno supportate da alcuni veri accessori e abiti che renderanno multisensoriale la mostra: non solo grafica, video e immagini, ma tessuti, abiti e oggetti, collegati alle immagini in video per cercare di trasmettere al “viaggiatore” l’emozione che sta alla base di questa opera di volontariato culturale. Abiti storici, con il magico potere di animare insospettabili cittadini e trasformarli in cavalieri, popolani o giullari.
La storia delle manifestazioni e delle persone che l’hanno create; la storia della passione iniziata quando per la prima volta un vessillo dorato con cinque bande rosse ha sfilato per la città. Il corteo storico, il Palio delle Compagne, il teatro dialettale “Oltre Govi”, le mostre, il mercatino delle “vecchie cose”, le visite ai castelli, i tornei di Arco antico, la cena medievale, il Dino da Nuxe, la musica antica, il castello incantato, il progetto nelle scuole finalesi, fino ad arrivare al Viaggio nel Medioevo, da alcuni anni attività principale dell’Associazione. Un percorso ricco di pubblicazioni, di riconoscimenti e di gratificazioni. Quattro generazioni di giovani e le loro “imprese”, a Castel San Giovanni i primi 40 anni del Centro Storico del Finale.
Con il patrocinio del Polo Museale della Liguria e del Comune di Finale Ligure, la mostra sarà visitabile durante i giorni di apertura della Fortezza: venerdì sabato e domenica dalle 11.00 alle 17.00.

sabato 18 agosto 2018

Il corredo di Valentina Visconti a Castell'Arquato

Nel 1385 il padre di Valentina Visconti, Gian Galeazzo, diventato signore di Milano, decise di maritare la figlia a Luigi di Valois duca di Orléans e fratello del re di Francia. Il 27 gennaio 1387 fu stipulato il contratto matrimoniale, il rito nuziale fu officiato per procura di Milano l'8 aprile del 1387, ma, per impedirle di lasciare Milano, Gian Galeazzo impugnò la giovane età della figlia.
Il 7 settembre del 1388, nacque Giovanni Maria e Valentina fu costretta a raggiungere il marito e così il 23 giugno del 1389 partì Milano con trecento cavalieri a garanzia di un ingente corredo.
Il corredo rappresentava per tutti un elemento di prestigio e indicava le condizioni socio-economiche della famiglia. Tali beni erano registrati negli inventari notarili e sono un prezioso documento per conoscere le moda dell'epoca.
La mostra, realizzata da Michela Renzi di Vestioevo, propone alcune vesti e sopravvesti e accessori indicati nel corredo e utilizzate da Valentina Visconti attraverso riferimenti storici.
L’esposizione è aperta al pubblico, ingresso gratuito, ogni sabato e domenica da sabato 25 agosto a domenica 30 settembre, compresi i giorni 8 e 9 settembre durante l’evento Rivivi il Medioevo, presso il Locale del Mezzanino del Palazzo del Podestà a Castell’Arquato in provincia di Piacenza.
Inaugurazione sabato pomeriggio 25 agosto.
All’interno del Locale del Mezzanino sono presenti altre esposizioni di appassionati a tema medievale su codici miniati, armi, armature e immagini.
Presso il Palazzo del Podestà si potrà vedere anche un bellissimo cimiero Visconteo affrescato.
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lunedì 30 luglio 2018

Un giorno nel Medioevo. La vita quotidiana nelle città italiane dei secoli XI-XV

Un giorno nel Medioevo. La vita quotidiana nelle città italiane dei secoli XI-XV
Logge dei Tiratori della Lana, Piazza dei Quaranta Martiri, Gubbio
Dal 26 luglio 2018 al 6 gennaio 2019
Orari di apertura: dal martedì al venerdì 15-18; sabato e domenica 10-13 / 15-18
Le attività economiche, gli stili di vita, le pratiche religiose, gli aspetti culturali e ludici di una città italiana tra il 1000 e il 1500. Dal 26 luglio la mostra “Un giorno nel Medioevo. La vita quotidiana nelle città italiane dei secoli XI-XV” documenta un’epoca troppo spesso distorta e mistificata, ricostruita attraverso luoghi comuni e pregiudizi.
Una lettera in cui la figlia di Marco Polo reclama in dote i beni che il padre ha portato dalla Cina. Un trattato medico, impreziosito da figure anatomiche, per fornire consigli su come evitare la peste. Ma anche strumenti utili alla vita di tutti i giorni: dalle armi per difendere la città, ai banchi di commercio e delle attività economiche che si aprivano sulle piazze, fino agli aspetti più intimi della quotidianità: dalla dimensione religiosa al letto e alla tavola imbandita per i pasti, agli svaghi e alla musica di una società che sapeva anche gioire e divertirsi. Il percorso, progettato nelle sei sezioni “Uno spazio difeso”, “La città dei mestieri”, “Un mondo impregnato di Dio”, “La casa il primo status symbol”, “Saperi e professioni intellettuali” e “Giochi di bambini, passatempi di adulti”, illustra gli aspetti contraddittori e dinamici, multiformi e sorprendenti di “Un giorno nel Medioevo”.
Lo storico Alberto Grohmann regala ai visitatori la panoramica a volo d’uccello su una città medievale, mentre Franco Cardini parla di scienza e conoscenza e Massimo Montanari spiega la tavola come centro di potere. Da Maria Giuseppina Muzzarelli a Franco Mezzanotte e Giovanni Vitolo, sono diciotto gli storici autori di altrettanti video che corredano ogni sezione della mostra. Il percorso espositivo è arricchito da mini lezioni di storia su La città (A. Grohmann), I mercati e le Fiere (F. Franceschi), I porti (A. Feniello), Il sarto (E. Tosi Brandi), La preghiera (N. D’Acunto), Gli ordini religiosi (F. Mezzanotte), I Templari (S. Merli), La tavola (M. Montanari), Gli abiti (M. G. Muzzarelli), La scienza (F. Cardini), Il notaio (A. Bartoli Langeli), I Viaggi (A. Vanoli), L’Università (G. Vitolo), L’impresa della guerra (M. Vaquero Pineiro), Il gioco (E. Percivaldi), La musica (D. Bernardini) e La bombarda (M. Nardella), strumento musicale dell’epoca, per finire con Il medievalismo (R. Facchini), la disciplina che indaga sulla percezione e l’uso del Medioevo da parte della società contemporanea. Piccole perle di conoscenza che, con un linguaggio semplice e diretto, completano e approfondiscono le sei tappe di visita di “Un giorno nel Medioevo”.
Il progetto, voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è frutto della collaborazione tra la Fondazione CariPerugia Arte e il Festival del Medioevo, la manifestazione punto di riferimento nel panorama nazionale che ogni anno, nell’ultima settimana di settembre, richiama a Gubbio più di cento storici, saggisti, scrittori e giornalisti per affrontare e documentare i temi che hanno caratterizzato l’Età di Mezzo.

martedì 10 luglio 2018

"La sopravveste estiva: la giornea"

Da sabato 14 luglio a domenica 19 agosto 2018 al Castello Dal Verme di Zavattarello (Pv) - Sala Ovale è visitabile la mostra "La sopravveste estiva: la giornea".
Mostra di vesti e sopravvesti in uso durante il periodo di Pietro Dal Verme, realizzata da Michela Renzi di Vestioevo.
La mostra è visitabile ogni sabato, domenica e festivi durante le visite guidate al Castello di Zavattarello.
Info su orari e biglietto d'ingresso: http://www.zavattarello.org/castello_prezzi.html
La Sala Ovale del Castello Dal Verme di Zavattarello in provincia di Pavia ospita la mostra di vesti e sopravvesti, sia maschili sia femminili, in uso nella seconda metà del XV secolo, durante il dominio del grande condottiero Pietro Dal Verme.
L’argomento della mostra realizzata da Michela Renzi verte sulla “giornea”: una sopravveste ampiamente usata nella seconda metà del 1400.
Le varie informazioni e i dettagli storici al riguardo si potranno visionare in dettaglio su www.vestioevo.com.
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venerdì 8 giugno 2018

Le stoffe di un sogno

Come si veste un sogno? Con quali stoffe? E di quali colori?
Non sempre la ‘materia di cui sono fatti i sogni’ è impalpabile ed evanescente: se il sogno è il medioevo, e il medioevo del Mercato delle Gaite, essa si fa concreta e tattile nelle morbide lane, nelle sete preziose, nelle umili canape, profumata degli odori delle salde, e perfino musicale nell’elegante fruscio dei tessuti come nel cadenzato ritmo delle forbici che alacremente risuona sulle tavole da lavoro. È stata questa la scommessa del Mercato delle Gaite, una delle tante scommesse sulle quali si è giocata la credibilità di gente che, quasi trenta anni fa, ha coltivato il sogno di risvegliare un Medioevo assopito ma ancora vivo nelle pietre dei preziosi monumenti o delle nascoste viuzze.
Nascono così i primi vestiti delle Gaite, tagliati e cuciti dalle donne di Bevagna, che hanno cercato consigli e direttive in costumisti esperti, individuato modelli negli abiti indossati dai personaggi dei cicli di Giotto e Simone Martini ad Assisi (come non pensare, infatti, che questi dipinti – al di là di ogni significato dottrinario o devozionale – siano stati guardati dagli uomini e dalle donne del tempo con lo stesso malcelato desiderio con cui noi sfogliamo le riviste di moda?), ma anche interpretato, senza tradimenti beninteso, quei modelli per renderli unici e assolutamente bevanati e, infine, in qualche modo moderni.
Per questo l’Accademia di Bevagna, l’Associazione Mercato delle Gaite e Sistema Museo, con il patrocinio del Comune di Bevagna, hanno pensato di rintracciare quei costumi per metterli in mostra (9 giugno - 26 agosto 2018). Con questo si è voluto rendere omaggio a tanto lavoro e passione e contemporaneamente fornire, a chi vorrà interessarsene, materia di studio e valutazione per le scelte presenti. Si ringraziano per la collaborazione: le Gaite, le attività commerciali Novità 2000, Les Chics, Garçon & Femme e tutti coloro che hanno messo a disposizione i loro vestiti.
Info e prenotazioni:
Corso Matteotti 70 – Bevagna
bevagna@sistemamuseo.it
tel 0742.360081

venerdì 1 dicembre 2017

Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento

Arriverà direttamente dal National Museum di Copenhagen l’abito che aprirà la mostra “Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura” presso la Galleria dell’Accademia del capoluogo toscano. L’esposizione inaugurerà martedì 5 dicembre 2017 e resterà aperta al pubblico fino a domenica 18 marzo 2018, raccontando la raffinata arte della tessitura a Firenze e i suoi legami con il resto d’Europa.
Il pezzo centrale della mostra è un rarissimo reperto risalente alla metà del XIV secolo: un vestitino in lana rinvenuto nel 1921 dall’archeologo danese Paul Norland a Herjolfnaes, sulla costa orientale della Groenlandia, insieme ad altri numerosi abiti e costumi dell’epoca. La particolarità del vestito che sarà esposto per la prima volta in Italia è quella di essere stato confezionato per una bambina di non più di tre anni.
Per maggiori informazioni visito il sito della Galleria dell'Accademia !

domenica 9 aprile 2017

Moda e arte alla corte dei Visconti

Da domenica 9  a domenica 30 aprile 2017 nel Palazzo Del Podestà Castell Arquato, un evento unico nel suo genere, una mostra dedicata a più settori nata dalla collaborazione tra Vestioevo e la Dottoressa Daniela Miragoli.
Come vestivano alla corte dei Visconti tra il 1300 e il 1400?
Un'esposizione di abiti storici maschili e femminili realizzati secondo gli aspetti stilistici del XIV/XV secolo; due ambienti dedicati alle vesti in uso tra gli abitanti del borgo fino alle eleganti sopravvesti nobiliari trovando riscontro nelle fonti storiche del periodo e del luogo.
L'Arte:
Un'esposizione di manufatti su tavolette di legno, fogli di carta e di sughero che riproducono fedelmente nei colori e nelle imperfezioni originali diversi Codici Miniati-

Inaugurazione domenica 9 Aprile ore 17:00
Orari:
Pre-festivi 15:00/18:00 - Festivi 10:30/12:00 - 15:00/18:00
Per informazioni: vestioevo@libero.it.
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domenica 19 marzo 2017

"Haveria carissimo vedervi in questo habito"

Come si vestivano nel 1300 e nel 1400 gli abitanti e i frequentatori del Castello Visconteo di Pavia? Quali abiti, calzature e copricapi, quali accessori e tessuti indossavano i cavalieri e gli umanisti, le dame di corte e i castellani, i duchi e i loro ospiti illustri? Sono domande che sorgono spontanee percorrendo i loggiati e le immense sale del trecentesco castello.
La mostra "Haveria carissimo vedervi in questo habito – dettagli di moda alla corte dei Visconti e degli Sforza" in programma da domenica 19 marzo a lunedì 19 giugno 2017 prova a rispondere a queste domande, proponendo al visitatore un itinerario attraverso tre sezioni dei Musei Civici di Pavia: Bibliothec@ di corte, Pinacoteca Malaspina e Quadreria dell’Ottocento.
Questa mostra, che si disloca in tre sezioni dei nostri Musei Civici, si presenta come un percorso per suggestioni, dove lo spettatore è guidato alla scoperta di oggetti, provenienti direttamente da un passato affascinante e remoto, quali dipinti, miniature, incisioni, illustrazioni e carte da gioco, che descrivono abitudini e occasioni della vita di corte, racconti di un mondo di sfarzo e attenzione al dettaglio pregiato. Tra gli oggetti, spicca una minuscola scarpetta ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del Castello, preziosa per la rarità del reperto, molto ben conservato, e documenti solo apparentemente aridi, come i lunghi elenchi di capi d’abbigliamento e biancheria registrati nei corredi nuziali delle spose legate alla famiglia ducale, dichiara Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura del Comune di Pavia.
Le tre sezioni museali corrispondono alle tre parti in cui è suddivisa la mostra: Tesori raccoglie, nell’antica sala che ospitò per più di un secolo la ricchissima Biblioteca visconteo-sforzesca, una minuscola scarpetta ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del Castello, preziosa per la rarità del reperto, molto ben conservato, e insieme, alcuni pezzi notevoli come un tessuto con il celebre emblema del biscione visconteo, miniature francesi e un esempio dei Tarocchi cosiddetti del Mantegna.
Fonti presenta dettagli di moda come le pale d’altare, i dipinti, gli affreschi della Pinacoteca Malaspina e, oltre le opere della collezione permanente, esemplari di pregio come una copia quattrocentesca delle Cronache di Norimberga.
Visioni illustra, nella Quadreria dell’Ottocento, come i miti, le vicende, i protagonisti della storia milanese e pavese rivivano attraverso il recupero romantico, intriso di implicazioni risorgimentali. Pittori come Hayez, Faruffini, Massacra si misurano con il passato medievale e rinascimentale e ricostruiscono l’apparenza di un mondo fatto di architetture, gesti, fogge di abiti e accessori. La messa in scena richiede una regia efficace e un’attenta resa dei costumi, attraverso un linguaggio, che migra anche sulle pagine dei libri, nelle illustrazioni di romanzi storici e fiabe, e che va ad arricchire il nostro immaginario.
In occasione della mostra sono previste iniziative collaterali, quali itinerari guidati, conferenze e visite guidate gratuite per le scolaresche, che si possono prenotare presso Decumano Est: decumanoest@yahoo.it; tel. 3480624218.

sabato 15 ottobre 2016

"Mulier Capitanate" mostra al Museo Civico di Foggia

MULIER CAPITINATE - Abbigliamento ed oggettistica di uso quotidiano della donna in epoca sveva.
Da sabato 15 a domenica 30 ottobre 2016 presso il Museo Civico di Foggia - Piazza Nigri 1.
INAUGURAZIONE Sabato 15 Ottobre 2016 alle ore 18:00.
La Capitanata durante l’epoca sveva era una regione del Regno di Sicilia molto particolare, poiché vedeva all’interno del suo territorio la stabile coesistenza di sudditi di culture, estrazione sociale e religioni molto diverse tra loro. La contemporanea convivenza, non sempre facile, di occidentali, saraceni ed ebrei, ha reso tale territorio un banco di prova nel panorama del Duecento. La continua presenza della corte itinerante dell’imperatore Federico II di Svevia testimonia la sua predilezione per la provincia di Capitanata, da lui amata così tanto da appellarla “pupille dei nostri occhi”.
Scopo della presente mostra è illustrare la figura della donna e la sua condizione in epoca sveva. Per condizione femminile si intende il complesso di norme, costumi e visioni del mondo che riguardano il ruolo della donna nella società duecentesca.
Numerose e diverse culture hanno riconosciuto alla donna capacità e ruoli limitati alla procreazione e alla cura della prole e della famiglia; è con le “canzoni”, proprie del Duecento, che la donna venne angelicata e considerata un tramite tra Dio e l’uomo. Questa esposizione vuole quindi rivalutare la donna medievale dandole il giusto spazio e il riconoscimento che merita.
Nel quotidiano la donna ha sempre espresso la sua femminilità, il proprio status e le condizioni in cui ha vissuto attraverso la cura del corpo, l’abbigliamento, i gioielli, gli oggetti utilizzati per lavoro o per diletto. Pudica o peccatrice, ricca o povera, integrata o discriminata, ha contribuito in maniera decisiva alla costruzione della società odierna e alla sua emancipazione, che ha rappresentato, negli ultimi secoli, la ricerca di un’uguaglianza formale e sostanziale tra lei e l’uomo.
L’esposizione racconta la moda, come specchio della società, e alcuni degli oggetti della vita quotidiana dal punto di vista femminile ricreando lo “spirito del tempo” attraverso un’analisi della cultura materiale, espressione con la quale si indicano tutti gli aspetti visibili e concreti di una cultura. L’abbigliamento costituisce uno stato culturale. È una manifestazione di cultura, non meno dell’arte, dell’architettura, della letteratura e della musica. Come tutti i fenomeni culturali, esso comunica una grande quantità di informazioni, sia a livello fisico che simbolico, sulla società di cui fa parte. Le mode, o i modi di vestire, riflettono non solo il gusto estetico di una società particolare, ma anche i suoi costumi sociali e i suoi valori. L’abito, inoltre, è spesso un chiaro indicatore economico: il tessuto, la qualità del taglio e gli ornamenti di un indumento sono comunemente distintivi dello status socio-economico. Più sottilmente, e spesso simbolicamente, l’abbigliamento è un riflesso delle norme politiche e religiose.
A cura dell'Associazione Storico Culturale IMPERIALES FRIDIERICI II di Foggia.

giovedì 8 settembre 2016

"Nobili presenze al Castello Monforte", mostra permanente a Campobasso

"Nobili presenze al Castello Monforte" è il titolo della mostra permanente che sarà inaugurata lunedì 12 settembre 2016 alle ore 17,00 nel maniero simbolo della città di Campobasso.
L’evento è organizzato dall’associazione Centro Studi Storici e Sociali ‘Fusco’ (gruppo di studio ‘La Mantigliana’) in collaborazione con la cooperativa sociale ‘Laboratorio Aperto’, ‘Incima’ e con il patrocinio del Comune di Campobasso.
Si tratta di una mostra permanente, uno studio e ricostruzione storico-sartoriale di abiti maschili e femminili popolari e nobiliari di epoca medievale. Gli abiti in mostra sono stati realizzati in occasione della prima edizione della rappresentazione storica ‘Cola di Monforte, l’arrivo di Cola e Altabella a Campobasso’ dello scorso 7 agosto.
Grazie all’esposizione i visitatori potranno calarsi in prima persona nella quotidianità dell’epoca, assaporando un’atmosfera suggestiva. A coronamento dell’evento saranno in esposizione anche le foto del 7 agosto. In occasione della conferenza stampa, cui parteciperà l’assessore comunale alla Cultura Emma de Capoa, saranno premiati i primi tre classificati al contest fotografico #unoscattoincima, organizzato da Laboratorio Aperto.
Sarà possibile visitare la mostra di abiti medievali tutti i giorni, rispettando gli orari di apertura-chiusura del castello (dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 20.00) con ingresso gratuito.

lunedì 18 aprile 2016

Moda al Castello di Zumelle (BL)

"Moda al Castello: un salto tra abiti e accessori da Carlo Magno al Rinascimento" con l'esposizione di abiti e accessori curata da Sara Piccolo Paci, dal 23 aprile al 16 ottobre 2016.
Legato a questo evento, un workshop sulla sartoria e sulla cucina medievale il 24 aprile.
Per info e programma visita il sito ufficiale del Castello.