sabato 30 gennaio 2021

Ritratti d'oro e d'argento. Reliquiari medievali in Piemonte, Valle d’Aosta, Svizzera e Savoia

Bottega lombarda. Busto reliquiario di sant'Evasio (1446 ?)

Ritratti d'oro e d'argento. Reliquiari medievali in Piemonte, Valle d’Aosta, Svizzera e Savoia in mostra a Palazzo Madama dal 5 febbraio al 12 luglio 2021.
Documentati già dall’XI secolo per contenere la reliquia di alcuni santi, i busti sono a tutti gli effetti ritratti in oreficeria, solitamente in rame o in argento dorato, spesso arricchiti da pietre preziose, vetri colorati e smalti. Una produzione specificatamente medievale, in cui convivono il gusto per il ritratto di tradizione classica - di qui la presenza di dettagli relativi all’acconciatura o all’abbigliamento - e le pratiche devozionali teorizzate da alcuni ecclesiastici e filosofi del XII secolo, secondo cui la contemplazione dell’immagine di un santo, realizzata con materiali preziosi, poteva condurre il fedele verso l’elevazione spirituale. I busti e le teste reliquiario si configurano quindi come opere di valenza doppia: sia opere d’arte sia ricettacolo delle reliquie dei santi che rappresentano e in quanto tali oggetto della venerazione dei fedeli. Il Piemonte e l’area alpina contano un numero molto elevato di queste testimonianze per il periodo XII-XVI secolo, soprattutto in rapporto alle altre regioni d’Italia. La mostra vuole documentare questa ricchezza, anche stilistica, cercando di comprendere le ragioni del successo di questa tipologia nel nostro territorio.
La mostra dossier è a cura di Simonetta Castronovo e presenta nella Sala Atelier una galleria di busti reliquiario dal Duecento al primo Cinquecento, raffiguranti santi legati alle devozioni del territorio e alle titolazioni di determinate chiese locali: le opere provengono da tutte le diocesi del Piemonte oltre ad alcuni esemplari dalla Svizzera e dall’Alta Savoia.  
L’esposizione, organizzata in partnership con il Museo del Tesoro della Cattedrale di Aosta e in collaborazione con la Consulta Regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici Piemonte e Valle d’Aosta, nasce da un’iniziativa condivisa con i musei facenti parte della rete internazionale Art Médiéval dans les Alpes, nata nel 2001, che lavora su progetti riguardanti il patrimonio artistico alpino, tanto sul fronte piemontese e valdostano che su quello francese (Savoia) e svizzero (Vaud e Valais), con riferimento, quindi, ai confini storici del ducato di Savoia. I musei e le istituzioni coinvolte nel progetto sono: Susa, Museo Diocesano d’Arte Sacra; Aosta, Museo del Tesoro della Cattedrale e Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta; Annecy, Musée - Château; Chambéry, Musée Savoisien; Bourg-en-Bresse, Musée Monastère royal de Brou; Ginevra, Musée d’Art et d’Histoire; Sion, Musée Historique du Valais.

mercoledì 27 gennaio 2021

I Musei Civici di Monza a casa tua

Lezioni di storia dell’arte, mini visite guidate, laboratori a tema per i più piccoli: ecco le proposte dei Musei civici di Monza in tempo di pandemia. Visto il grande successo riscosso dalle proposte virtuali organizzate durante il periodo natalizio, la pinacoteca cittadina replica con una rassegna di attività pensate sia per i grandi sia per i piccini.
Tutti, comodamente seduti a casa a scoprire i tesori custoditi nella ex Casa degli Umiliati.
Omaggio a Teodolinda con una serie di video lezioni live dal titolo “Da Teodolinda al Novecento. Arte e storia a Monza e nella Brianza”. I percorsi proposti partiranno dalle collezioni dei Musei Civici e proseguiranno in un viaggio virtuale fra opere d’arte, monumenti e luoghi di Monza e della provincia. Gli incontri si svolgeranno dal vivo dando la possibilità al pubblico di interagire in diretta con i relatori. Sarà possibile seguire l’intero corso oppure una o più lezioni. Gli incontri si terranno il giovedì pomeriggio alle 15.,00.
Ecco date e argomenti: 4 febbraio l’età antica altomedioevale; l’11 febbraio la Monza medioevale; il 18 febbraio il periodo degli Spagnoli e dei Borromeo; il 25 febbraio l’Ottocento; il 4 marzo il Novecento.
Per chi non ha mai visitato i Musei civici è l’occasione giusta. In programma quattro video pillole a distanza (la domenica) alla scoperta di quattro dipinti carichi di mitologia e simboli illustrati dalla storica dell’arte Francesca Milazzo. Quattro pillole di arte disponibili sui canali social del museo e sul sito. In programma anche due visite guidate a tema: il 14 febbraio alle 15 Un amore di Museo, e il 7 marzo alle 15 visita guidata in inglese.
Laboratori per i bambini e visite guidate per gli studenti Infine una serie di attività per i più piccoli. Prosegue il progetto GiocaMuseo da casa: grazie all’ausilio di una piattaforma digitale di videoconferenze, verranno proposte, partendo dalle opere esposte al Museo, attività creative a distanza: il 6 febbraio alle 15 tutti i colori della neve; il 13 febbraio alle 15 storie in maschera; il 27 febbraio alle 15 c’è un gatto nel museo. Per gli studenti delle superiori sono già partite le attività didattiche a distanza, per continuare a “vivere” il museo e la città, sebbene in modo virtuale.
Per informazioni e prenotazioni consultare il sito www.museicivicimonza.it oppure telefonare allo 039.2307126.

giovedì 14 gennaio 2021

Sul web i documenti della mostra Vercelli Medievale

La storia di una città e del suo territorio non è raccontata soltanto dagli elementi visibili, come il paesaggio, le architetture, i monumenti, le chiese, le statue e i dipinti, ma lo è anche dai documenti che il più delle volte hanno deciso le sorti della città stessa e di rimando del modo di vivere dei suoi abitanti.
La mostra I segreti della Vercelli medievale espone proprio alcuni di quei documenti sui quali è scritto il passato nobile della città che in quell’epoca ha vissuto uno dei suoi momenti più floridi. Attualmente non è possibile recarsi fisicamente in Arca, tuttavia il Comune di Vercelli ha aperto da poco un canale YouTube con sette approfondimenti relativi alla mostra, così da offrire al pubblico un’esperienza formativa diversa da quella in presenza, ma ugualmente interessante.
Tutti i documenti e gli oggetti esposti nell’ex chiesa di San Marco provengono dall’Archivio Storico Diocesano, dalla Biblioteca Diocesana Agnesiana, dall’Archivio e dalla Biblioteca del Comune di Vercelli, dalla Fondazione Museo Tesoro del Duomo, dal Museo Leone e dall’Archivio di Stato.
Dei tre video inerenti la Città turrita, il Vercelli Book e il Crocifisso ottoniani già avevamo dato notizia. Ne restano quattro e sono quelli che parlano del Protocollo notarile sulla peste del 1361, spiegato dal dottor Silvio Borrè, direttore della reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Sant’Andrea; della Pace di Costanza, illustrato dal professor Giovanni Ferraris della Società Storica Vercellese; del Diploma del 999, nelle parole del funzionario della Soprintendenza Giuseppe Banfo; dei Biscioni, insieme al professor Angelo Fragonara. Presente in tutti e sette i contributi il professor Alessandro Barbero.

sabato 9 gennaio 2021

Il museo dell’Opera del Duomo: il nuovo percorso espositivo e il nuovo allestimento museografico

Giovedì 14 gennaio 2021
alle ore 17 si terrà il primo appuntamento con il ciclo di conferenze Nuovi Miracoli, organizzato dall’Opera della Primaziale Pisana e dalla Società Storica Pisana, dedicato alla scoperta del Museo dell’Opera del Duomo di Pisa e pensato per compensare in qualche modo la dolorosa scelta della sua chiusura, avvenuta a pochi mesi dall’inaugurazione. Nell’intenso programma d’interventi di restauro e di rinnovamento nel complesso monumentale sottoposto alla sua tutela, l’impegno di maggior respiro dell’Opera della Primaziale Pisana è rappresentato dalla completa ristrutturazione e riorganizzazione del Museo dell’Opera del Duomo, sia come edificio sia come percorso espositivo.
La complessa operazione ha preso avvio nel 2015 con la chiusura del Museo e si è conclusa nell’ottobre 2019 con l’inaugurazione della nuova struttura. Cinque anni durante i quali sono state riprese e approfondite le riflessioni di una commissione scientifica di studiosi, incaricata fin dal 2010 di esaminare più attuali scelte museologiche, da tradurre poi nel linguaggio di un moderno impianto museografico, delineato, verificato e approntato nei minimi dettagli progettuali da una équipe di architetti.
Ad aprire il calendario degli appuntamenti saranno proprio i protagonisti di questa vasta operazione: lo storico dell’arte medievale Marco Collareta e gli architetti dello Studio Guicciardini & Magni, che hanno instaurato un intenso dialogo per restituire al pubblico di studiosi e appassionati un museo che si pone oggi al livello dei migliori standard europei.
Gli incontri seguiranno con cadenza mensile affrontando singole tematiche affidate a specialisti di fama internazionale, in grado non solo di assicurare successo all’iniziativa ma anche di offrire il più ampio risalto alle attività svolte nel quinquennio 2015-2020 dall’Opera. Il luogo in cui si potrà partecipare all’iniziativa è lo spazio virtuale che l’emergenza sanitaria ci ha reso familiare nei mesi del lockdown, con l’auspicio di poter presto rientrare di persona nel museo: le modalità di accesso saranno estremamente semplici e basterà entrare nel sito dell’Opera della Primaziale Pisana www.opapisa.it e registrarsi nella pagina dedicata all’evento presente nella home page.

giovedì 26 novembre 2020

Il Santo Stefano di Giotto al Museo Horne di Firenze

Sabato 28 novembre 2020
alle ore 16,00 e alle 17,00 primo appuntamento con "Parliamo d'Arte" del Museo Horne di Firenze.
L'argomento di questo appuntamento è "Il Santo Stefano di Giotto".
Il Museo Horne organizza un calendario di conversazioni online per esplorare i suoi capolavori. 
In questo momento complesso il museo offre l’opportunità di mantenere una relazione con l’arte e con le persone.
Parliamo d’arte, è rivolto a tutti gli amanti dell’arte e della storia, ma anche a chi desideri conoscere il patrimonio culturale che è memoria del nostro passato.
Gli incontri sono fruibili gratuitamente tramite piattaforma Zoom, la prenotazione obbligatoria.
Per partecipare all’incontro è necessario REGISTRARSI QUI.
Il giorno dell’incontro i prenotati riceveranno un’email con le credenziali per accedere alla piattaforma, per partecipare basterà cliccare il link ricevuto. In alternativa sarà possibile accedere nella sezione “join a meeting” direttamente dal sito Zoom, inserendo il meeting ID ricevuto.

giovedì 19 novembre 2020

Al via i lavori del Monumento Fieschi al Museo Diocesano a Genova

Si avvicina un appuntamento online, come si conviene in tempi da contenimento e prevenzione dal Covid-19, venerdì 20 novembre 2020 alle ore 15:30 sulla Pagina Facebook del Museo Diocesano oppure su YouTube al link https://youtu.be/d4yVL9djXJg (streaming a cura dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi e de Il Cittadino di Genova) dal titolo “Rinasce un capolavoro. Il monumento Fieschi al Museo Diocesano”. Già da qui si intuisce l’intento di riscoperta dell’arte trecentesca e di valorizzazione della casata Fieschi come protagonista nella storia della città, nell’ambito di uno studio attento e in itinere promosso dall’Arcidiocesi di Genova e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo come maggior sostenitore,sponsor Coop Liguria, redatto nella sua veste finale da Paola Martini (Direzione del Museo Diocesano) con l’architetto Giovanni Tortelli (Studio Tortelli Frassoni) per la progettazione e l’allestimento museografico. Si avvale del supporto scientifico di Clario Di Fabio, uno  tra i più importanti studiosi del medioevo genovese e in particolare del Monumento Fieschi e di un comitato consultivo delle più autorevoli istituzioni culturali della città andando a ricreare un vero e proprio spazio apposito al Museo Diocesano di Genova, che cambierà dunque connotazione arricchendosi di un altro punto chiave nel percorso espositivo.  Un avvio lavori in questo periodo di chiusure che connota come il Museo Diocesano non si fermi e come riesca ad attrarre pubblici diversi attraverso apposite modalità comunicative, coaugulando dagli studiosi agli appassionati e del resto è stato anche uno dei primi ad aderire a Lilliput, progetto per rendere i poli museali della Liguria a misura di famiglie e di bambini.
Il monumento Fieschi era già stato allestito temporaneamente al Museo Diocesano con la direzione di Giulio Sommariva, attuale conservatore del Museo dell’Accademia Ligustica, ora, dopo ulteriori indagini, con la speranza di rievocarne il gigantismo e l’importanza nonostante la dispersione di molti frammenti architettonici, consci dell’avvincente sapore della conquista e di una sorta di “giallo” storico, si riescono a ritrovare ulteriori elementi all’estero o in collezioni private.
L’intento non è quello di una semplice riproposizione, che non sarebbe possibile con una ricostruzione archeologica completamente fedele, ma di restituire la centralità e l’emozione originaria, riparando anche a quella cancellazione della storia dell’influenza della casata Fieschi, dopo il colpo di Stato naufragato di Gianluigi Fieschi.
Questo evento, che sarà altresì trasmesso da emittenti televisive e rimarrà sul canale de Il Cittadino, vedrà alternarsi alla presenza di Sua Eccellenza Mons. Marco Tasca, Arcivescovo di Genova, Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria, Ilaria Cavo, Assessore alla Cultura regionale, Marco Bucci, Sindaco di Genova, Barbara Grosso, Assessore alla Cultura del Comune di Genova, Nicoletta Viziano, ingegnere, Comitato di Gestione della Fondazione Compagnia di San Paolo per il versante istituzionale, mentre come relatori Paola Martini, Conservatore Museo Diocesano, responsabile del progetto, storica dell’arte, Gianluca Ameri, ricercatore di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università degli Studi di Genova, Clario Di Fabio, docente di Storia dell’Arte Medievale dell’Università degli Studi di Genova, supporto scientifico del progetto, Giovanni Tortelli, architetto, progettazione e allestimento del progetto. Saranno presenti alla conferenza con dibattito moderato dalla giornalista Giulia CassiniManuela Salvitti, Architetto e Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria, Massimo Bartoletti, Storico dell’arte, funzionario Soprintendenza della Liguria, Antonio Quarta, Ten.Col. Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
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