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venerdì 12 novembre 2021

"Medioevo in Veste" a Cagliari

Un viaggio nel tempo alla scoperta degli abiti del Medioevo negli anni della dominazione pisana a Cagliari, dalla fondazione del Castellum Castri, l’odierno Castello, alla conquista catalana. È questo l’intento della mostra “Medioevo in Veste – Abiti e suggestioni nel cuore medievale di Cagliari”, che sarà ospitata dalla Città Metropolitana di Cagliari da venerdì 12 novembre a domenica 12 dicembre 2021 nel Palazzo Regio di Piazza Palazzo, un tempo la Platea Communis che fu centro e cuore pulsante della Cagliari medievale pisana.
Organizzata dall’associazione culturale Samarcanda in collaborazione con la Compagnia del Borgo di Sanluri, vuole aprire uno spiraglio su un’epoca storica di cui si conoscono vicende politiche, guerre e tradimenti, ma pochissimo è noto della vita quotidiana delle persone che popolavano la Cagliari pisana. Notabili, nobildonne, templari, monaci, medici, artigiani e popolani: quali abiti usavano e con quali tessuti venivano realizzati? C’era distinzione di forme e colori tra fasce sociali? La moda nel Medioevo aveva la stessa importanza che ha assunto oggi? Sono alcune tra le domande a cui la mostra intende dare risposta, con approccio storico-scientifico e grazie al rigoroso lavoro filologico e iconografico svolto da Lucia Laconi, studiosa del Medioevo promotrice dell’evento e presidente di Samarcanda, associazione che opera nel settore socio-culturale da oltre 20 anni.
Gli studi della professoressa Laconi hanno condotto alla creazione degli abiti secondo precisi criteri di verosimiglianza, con gli stessi materiali e tecniche utilizzati nel periodo storico oggetto della mostra. Indispensabile anche il contributo del costumista di fama internazionale Alessandro Lai, noto per le sue collaborazioni con i registi Ferzan Ozpetek e Francesca Archibugi, che ha trasformato gli abiti realizzati a mano dalle migliori sartorie toscane in manufatti carichi di un’aura vissuta agli occhi dello spettatore. La collezione di epoca pisana è integrata dalla veste di Eleonora d’Arborea, concessa dagli eredi del conte Villasanta di Sanluri, da un capitano a cavallo e due guardie messi a disposizione dalla Compagnya del Borgo di Sanluri, e da un abito da gendarme offerto in prestito dal Comune di Pisa. L’allestimento è curato dall’architetto Giorgia Origa.
I pisani fondarono ed edificarono il Castellum Castri nel 1217, a seguito di un accordo con il quale la giudicessa Benedetta concesse a Pisa il colle in cambio di una promessa di protezione che ben presto si tramutò in oppressione. Nel 1258 la città fu completamente distrutta e i suoi abitanti dispersi, segnando la fine del più antico stato della Sardegna medievale, il Giudicato di Calàri, e della sua capitale Santa Igia. Castel di Castro divenne la nuova capitale della Sardegna del sud e alla fine del Duecento uno dei più importanti centri commerciali del Mediterraneo occidentale. Una gloria che durò appena cento anni, fino a quando i nuovi conquistatori catalano-aragonesi, nel 1324, si insediarono trionfalmente in Castello scacciando i pisani e costringendoli ad abbandonare l’isola.
La mostra è realizzata con il patrocinio di Città Metropolitana di Cagliari, Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Cagliari, Comune di Pisa, Fondazione di Sardegna, Camera di Commercio Cagliari-Oristano, Ente Nazionale Attività Culturali, Comitato Italiano Associazioni Nazionali Storiche, e con il sostegno di Ecoserdiana, L’Orto di Eleonora, La Fucina del Drago, Myrsine, Taak Crative Agency e La.Ve.Al.
“Un’esposizione di straordinaria bellezza sulla nostra storia che ci auguriamo sia apprezzata dai cittadini e dai visitatori”, commenta il consigliere metropolitano delegato alla Cultura Franco Magi. “L’intento è quello di replicarla nella prossima primavera anche all’estero, per esempio in Spagna”, annuncia. “La mostra vuole avere un valore divulgativo per il grande pubblico, ma anche didattico per gli studenti di ogni ordine e grado, che avranno un’occasione per approfondire questo particolare aspetto del Medioevo nella nostra città”, spiega l’ideatrice Lucia Laconi.
L’esposizione sarà inaugurata venerdì 12 novembre 2021 alle ore 17,00 alla presenza dell’assessora alla Cultura del Comune di Cagliari Maria Dolores Picciau. Seguirà, alle 18.30 nella sala consiliare, un concerto del maestro, strumentista e compositore Nicola Agus, che presenterà il suo “Viaggio”, sonorità di strumenti nati nel Medioevo rivisitati in chiave moderna.

domenica 26 luglio 2020

Venticinque anni di Giostra Cavalleresca di Sulmona nei costumi in mostra al Museo civico

I costumi indossati da regine, dame e nobili di Borghi e Sestieri nei venticinque anni di Giostra cavalleresca di Sulmona, da domenica 26 luglio fino a domenica 23 agosto 2020, sono esposti in una mostra inaugurata nelle sale del Museo Civico a palazzo dell’Annunziata. Al taglio del nastro sono intervenuti il presidente dell’associazione Giostra, Maurizio Antonini e il sindaco, Annamaria Casini. “Questa mostra è occasione per fare ammirare più da vicino gli splendori degli abiti indossati dai figuranti nel corteo storico della Giostra – ha spiegato Alessandro Pischedda, stilista e ideatore della maggior parte degli abiti esposti -. I costumi sono tutti realizzati a mano, grazie all’abilità e alla maestria della sartoria della Giostra. C’è una grande cura per i dettagli, per ricami realizzati con perle, fili e pietre preziose: tutto è frutto di artigianato artistico.
Sono una trentina gli abiti in mostra, tutti di epoca rinascimentale, Il Rinascimento rappresentò un’epoca di ripresa dopo il Medioevo: ci si augura che sia di auspicio per il momento storico che stiamo vivendo oggi”. Per confezionare questi abiti occorre un lavoro certosino di circa tre mesi. “Si parte dal bozzetto, che strada facendo può essere anche modificato – ha precisato Pischedda – poi, prima di porre mano alla confezione, vanno cercati con cura tutti i materiali occorrenti per creare il vestito”.

mercoledì 22 gennaio 2020

"Bassano feudale" alla Torre di Guardia del Castello degli Ezzelini

Una nuova esposizione va ad arricchire l’offerta storico-culturale della città di Bassano del Grappa (VI): è il secondo importante progetto realizzato in pochi mesi all’interno delle mura del Castello, per ridare linfa e vitalità ad uno dei luoghi storici più importanti della città.
Negli spazi della Torre di Guardia del Castello degli Ezzelini rinasce la “Bassano feudale”, un viaggio nella storia e nella vita del Medioevo, ricostruite fedelmente grazie ad un’accurata e attenta ricerca storica e archeologica.
Curato dall’associazione “Arieti di Ventura” con la collaborazione di Roberto “Popi” Frison, l’allestimento, che veste tutti gli ambienti della torre, riproduce la vita a corte nel Medioevo, ricostruendone passo passo ogni suo aspetto con metodica precisione e solide fondamenta storiche.
Al piano terra trovano spazio la cucina, l’ospedaletto e lo speziale, mentre al primo piano a dominare è l’alloggio del capitano, affiancato da una nutrita armeria. Nel soppalco, cinque armature complete, racconteranno la storia dell’armatura medievale dal X al XV secolo, mentre una parte del camminamento del Castello è impiegata per riprodurre l’orto o il pozzo dell’epoca.
In ogni stanza, ogni pezzo esposto è la fedele ricostruzione di ambientazioni, utensili, costumi o strumenti realmente esistiti e la cui storicità è testimoniata dall’esposizione fotografica della fonte originale.
Immancabile la presenza di Ezzelino, la cui figura è già rievocata nell’esposizione di un abito nobiliare e che da metà febbraio sarà completa con la presenza della spada ingioiellata.
Far entrare i visitatori nella storia, l’obiettivo del progetto che vanta la presenza di alcuni pezzi assolutamente unici. È il caso della riproduzione della spada cosiddetta di San Maurizio, datata 1200-1250 e conservata all’Armeria Reale di Torino e usata per oltre 400 anni nell’investitura reale del Sacro Romano Impero. La lama esposta al Castello degli Ezzelini vanta il primato di essere la riproduzione più fedele all’originale del XIII secolo, poiché forgiata con tecniche dell’epoca da un artigiano specializzato. Una ricostruzione che ha permesso di fare anche una preziosa scoperta: è emerso, infatti, che le misurazioni della spada indicate della stessa Armeria Reale ed elencate nel libro “Armi Bianche Italiane” di Lionello G. Boccia erano imprecise. La riproduzione bassanese, dunque, risulta essere ad oggi l’unica esistente con le misure corrette, e pertanto la più simile all’originale.
Altro pezzo unico è rappresentato dalla replica dell’armatura “S18”, conservata a Castel Coira in Alto Adige, la cui particolarità è costituita dal presentare come elmo il primo esempio di armet della storia.
Per spiegare origine, datazione e caratteristiche di ciascun ambientazione a giorni saranno posizionate apposite didascalie in 4 lingue: italiano, inglese, tedesco e veneto.
Aperta gratuitamente ai visitatori, “Bassano Feudale - viaggio nel tempo” rivolge uno sguardo diretto anche al mondo della scuola, fornendo a studenti ed insegnanti un percorso didattico di assoluta qualità, arricchito anche da attrazioni rivolte direttamente ai ragazzi, come la fedele riproduzione della leggendaria “spada nella roccia” di San Galgano, ancora conservata nell’eremo di Montesiepi, in Toscana.
All’interno della torre è prevista anche la presenza di una “biblioteca a tema”, realizzata in collaborazione con librerie, che vede esposti libri di storici bassanesi, dedicati proprio all’epoca medievale.
L’esposizione sarà aperta tutti i fine settimana fino al prossimo febbraio, ampliando l’apertura al pubblico anche nelle giornate di giovedì, venerdì e festivi, nel periodo compreso tra marzo e ottobre.
Già in programma anche una serie di eventi pensati per animare ulteriormente il Castello e che permetteranno ai visitatori di immergersi nel clima feudale, trovandosi di volta in volta ospiti ad un matrimonio, protagonisti dell’assalto al castello, spettatori di un torneo cortese o commensali alla cena medievale.
L’inaugurazione è in programma sabato 25 gennaio 2020. Un corteo in abiti d’epoca, fedelmente riprodotti, partirà alle 15 da Angarano e dopo aver attraversato le principali vie del centro storico, raggiungerà il Castello. Qui è prevista la ricostruzione fedele di una cerimonia dell’epoca, con la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco al Castellano.
Una cerimonia di forte impatto simbolico in grado di riportare in auge antiche pratiche e tradizioni, nel rispetto della storia.

venerdì 24 agosto 2018

"Et ego scripsi. La Cattedrale e il suo archivio: storie di donne, storie di una terra"

A seguito del successo ottenuto in occasione della mostra “50 anni di passione Bianco – Azzurra. Il Rione Cattedrale si racconta”, il Comitato Palio Rione Cattedrale di Asti, in collaborazione col Museo Diocesano San Giovanni, l’Archivio Capitolare e l’Archivio Storico Diocesano organizza la mostra “Et ego scripsi. La Cattedrale e il suo archivio: storie di donne, storie di una terra”.
Curata da Sara Zito ed Elena Amerio in collaborazione con Barbara Molina (direttrice dell’Archivio Storico Comunale e responsabile dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Asti), la mostra illustrerà attraverso la documentazione custodita nell’Archivio Capitolare l’intensa attività notarile che ha visto protagoniste le nobili donne astigiane nella gestione dei loro beni e possedimenti.
Attraverso l’esposizione di documenti originali del XIV secolo, pannelli illustrativi, costumi, oggettistica e fotografie, si ripercorrerà il tema presentato dal Rione Cattedrale durante il corteo storico dello scorso anno paliofilo, dando voce attraverso le carte notarili ai personaggi, notai e nobildonne, rappresentati nella sfilata 2017.
La mostra, con il patrocinio del Comune di Asti, sarà aperta al pubblico presso il Museo Diocesano San Giovanni da venerdì 24 agosto a domenica 9 settembre 2018: venerdì 16-19, sabato e domenica 9,30-13 e 16-19, nei restanti giorni della settimana su prenotazione all’indirizzo museo@sicdat.it oppure allo 0141.592.176. Possibilità di visite guidate su prenotazione.
Per tutta la durata dell’evento l’ingresso al Museo Diocesano sarà con offerta libera.

domenica 19 marzo 2017

"Haveria carissimo vedervi in questo habito"

Come si vestivano nel 1300 e nel 1400 gli abitanti e i frequentatori del Castello Visconteo di Pavia? Quali abiti, calzature e copricapi, quali accessori e tessuti indossavano i cavalieri e gli umanisti, le dame di corte e i castellani, i duchi e i loro ospiti illustri? Sono domande che sorgono spontanee percorrendo i loggiati e le immense sale del trecentesco castello.
La mostra "Haveria carissimo vedervi in questo habito – dettagli di moda alla corte dei Visconti e degli Sforza" in programma da domenica 19 marzo a lunedì 19 giugno 2017 prova a rispondere a queste domande, proponendo al visitatore un itinerario attraverso tre sezioni dei Musei Civici di Pavia: Bibliothec@ di corte, Pinacoteca Malaspina e Quadreria dell’Ottocento.
Questa mostra, che si disloca in tre sezioni dei nostri Musei Civici, si presenta come un percorso per suggestioni, dove lo spettatore è guidato alla scoperta di oggetti, provenienti direttamente da un passato affascinante e remoto, quali dipinti, miniature, incisioni, illustrazioni e carte da gioco, che descrivono abitudini e occasioni della vita di corte, racconti di un mondo di sfarzo e attenzione al dettaglio pregiato. Tra gli oggetti, spicca una minuscola scarpetta ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del Castello, preziosa per la rarità del reperto, molto ben conservato, e documenti solo apparentemente aridi, come i lunghi elenchi di capi d’abbigliamento e biancheria registrati nei corredi nuziali delle spose legate alla famiglia ducale, dichiara Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura del Comune di Pavia.
Le tre sezioni museali corrispondono alle tre parti in cui è suddivisa la mostra: Tesori raccoglie, nell’antica sala che ospitò per più di un secolo la ricchissima Biblioteca visconteo-sforzesca, una minuscola scarpetta ritrovata durante i lavori di ristrutturazione del Castello, preziosa per la rarità del reperto, molto ben conservato, e insieme, alcuni pezzi notevoli come un tessuto con il celebre emblema del biscione visconteo, miniature francesi e un esempio dei Tarocchi cosiddetti del Mantegna.
Fonti presenta dettagli di moda come le pale d’altare, i dipinti, gli affreschi della Pinacoteca Malaspina e, oltre le opere della collezione permanente, esemplari di pregio come una copia quattrocentesca delle Cronache di Norimberga.
Visioni illustra, nella Quadreria dell’Ottocento, come i miti, le vicende, i protagonisti della storia milanese e pavese rivivano attraverso il recupero romantico, intriso di implicazioni risorgimentali. Pittori come Hayez, Faruffini, Massacra si misurano con il passato medievale e rinascimentale e ricostruiscono l’apparenza di un mondo fatto di architetture, gesti, fogge di abiti e accessori. La messa in scena richiede una regia efficace e un’attenta resa dei costumi, attraverso un linguaggio, che migra anche sulle pagine dei libri, nelle illustrazioni di romanzi storici e fiabe, e che va ad arricchire il nostro immaginario.
In occasione della mostra sono previste iniziative collaterali, quali itinerari guidati, conferenze e visite guidate gratuite per le scolaresche, che si possono prenotare presso Decumano Est: decumanoest@yahoo.it; tel. 3480624218.

mercoledì 21 dicembre 2016

"Media Aetas Duellatorum", apertura straordinria a Oria

Una nuova apertura straordinaria della mostra di armi, costumi e iconografie “Media Aetas Duellatorum” è prevista anche in queste settimane di festa.
“Media Aetas Duellatorum” sarà, come sempre, allestita presso la Chiesa di San Giovanni Battista, a Oria (BR): un edificio di origine romanica, successivamente inglobato in un grande complesso barocco progettato dai padri Celestini nel XVII secolo, oggi utilizzato come auditorium per convegni e concerti.
Si tratta di un’esposizione tematica di repliche di armi, costumi ed iconografie del Medioevo che si propone di condurre il visitatore alla conoscenza e alla comprensione di un'epoca storica mediante un approccio attivo e diretto. Gli ospiti saranno condotti alla scoperta della civiltà medievale tramite l'immedesimazione e il coinvolgimento diretto nella ricostruzione della vita quotidiana del passato. Attraverso la conoscenza degli oggetti, delle loro tecniche di fabbricazione, del loro valore economico, della loro funzione sociale e culturale, si acquisiranno informazioni più specifiche riguardanti il periodo storico, la struttura sociale e i valori culturali.
Presente, inoltre, la mostra dei Palii del Torneo dei Rioni, preparata dalla Pro Loco di Oria in occasione del 50° anniversario del celebre evento che, da decenni, è il fiore all’occhiello della città.
“Media Aetas Duellatorum” sarà visitabile da venerdì 23 dicembre 2016 a domenica 8 gennaio 2017, tutti i giorni, dalle ore 11:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.

sabato 15 ottobre 2016

"Mulier Capitanate" mostra al Museo Civico di Foggia

MULIER CAPITINATE - Abbigliamento ed oggettistica di uso quotidiano della donna in epoca sveva.
Da sabato 15 a domenica 30 ottobre 2016 presso il Museo Civico di Foggia - Piazza Nigri 1.
INAUGURAZIONE Sabato 15 Ottobre 2016 alle ore 18:00.
La Capitanata durante l’epoca sveva era una regione del Regno di Sicilia molto particolare, poiché vedeva all’interno del suo territorio la stabile coesistenza di sudditi di culture, estrazione sociale e religioni molto diverse tra loro. La contemporanea convivenza, non sempre facile, di occidentali, saraceni ed ebrei, ha reso tale territorio un banco di prova nel panorama del Duecento. La continua presenza della corte itinerante dell’imperatore Federico II di Svevia testimonia la sua predilezione per la provincia di Capitanata, da lui amata così tanto da appellarla “pupille dei nostri occhi”.
Scopo della presente mostra è illustrare la figura della donna e la sua condizione in epoca sveva. Per condizione femminile si intende il complesso di norme, costumi e visioni del mondo che riguardano il ruolo della donna nella società duecentesca.
Numerose e diverse culture hanno riconosciuto alla donna capacità e ruoli limitati alla procreazione e alla cura della prole e della famiglia; è con le “canzoni”, proprie del Duecento, che la donna venne angelicata e considerata un tramite tra Dio e l’uomo. Questa esposizione vuole quindi rivalutare la donna medievale dandole il giusto spazio e il riconoscimento che merita.
Nel quotidiano la donna ha sempre espresso la sua femminilità, il proprio status e le condizioni in cui ha vissuto attraverso la cura del corpo, l’abbigliamento, i gioielli, gli oggetti utilizzati per lavoro o per diletto. Pudica o peccatrice, ricca o povera, integrata o discriminata, ha contribuito in maniera decisiva alla costruzione della società odierna e alla sua emancipazione, che ha rappresentato, negli ultimi secoli, la ricerca di un’uguaglianza formale e sostanziale tra lei e l’uomo.
L’esposizione racconta la moda, come specchio della società, e alcuni degli oggetti della vita quotidiana dal punto di vista femminile ricreando lo “spirito del tempo” attraverso un’analisi della cultura materiale, espressione con la quale si indicano tutti gli aspetti visibili e concreti di una cultura. L’abbigliamento costituisce uno stato culturale. È una manifestazione di cultura, non meno dell’arte, dell’architettura, della letteratura e della musica. Come tutti i fenomeni culturali, esso comunica una grande quantità di informazioni, sia a livello fisico che simbolico, sulla società di cui fa parte. Le mode, o i modi di vestire, riflettono non solo il gusto estetico di una società particolare, ma anche i suoi costumi sociali e i suoi valori. L’abito, inoltre, è spesso un chiaro indicatore economico: il tessuto, la qualità del taglio e gli ornamenti di un indumento sono comunemente distintivi dello status socio-economico. Più sottilmente, e spesso simbolicamente, l’abbigliamento è un riflesso delle norme politiche e religiose.
A cura dell'Associazione Storico Culturale IMPERIALES FRIDIERICI II di Foggia.

mercoledì 9 dicembre 2015

Moda e eleganza nel conviviio natalizio medievale

Mostra Michela Renzi
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Dopo il grande successo della mostra di abiti ed accessori medioevali legata alla storia dalla Via Francigena al Rinascimento presentata in occasione della Festa di Primavera, le grandi vetrine dell'ex negozio Buratti di Fiorenzuola, all'angolo tra Corso Garibaldi e Via della Liberazione, tornano ad accendersi e ad ospitare una mostra ad ambientazione medievale che resterà sempre visibile nel periodo natalizio fino al 6 gennaio 2016.
Mostra Michela Renzi
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L'ideatrice è ancora la fiorenzuolana Michela Renzi, appassionata titolare del sito VestioEvo che, con migliaia e migliaia di visualizzazioni, e la relativa pagina Facebook, con quasi 7.000 like, costituiscono un punto di riferimento nazionale per l’informazione dei gruppi storici sull’abbigliamento, costumi ed accessori di tutto il periodo medievale.
Ed in questa occasione il tema non poteva che essere legato alle festività natalizie, stavolta visto sotto l'aspetto conviviale alle corti signorili dell'epoca, dove i moderni passanti di "Strá dritta" vengono idealmente catapultati ammirando riproduzioni di abiti e oggetti del periodo con riferimenti, fonti storiche, curiosità sull'abbigliamento e sulla moda ed i costumi signorili.
La mostra, resa possibile ancora una volta dalla grande disponibilità delle proprietarie dell'immobile, sig.re Casella, è una vera e propria rappresentazione di come si svolgeva il Natale in casa, i nostri sapori tipici in cui risaltano i "pisarei e fasö" dalla ricetta tradizionale "della Francigena" ed una tavola quattrocentesca imbandita con richiami ad ospiti eleganti come i Visconti e gli Sforza.
Una cavalcata a ritroso nel tempo attraverso uno scenario di festa, cibo, musica ed il relax della "stufa", un bagno caldo ove rilassarsi, mangiare e chiacchierare.
Una proposta culturale che Michela Renzi offre ai suoi concittadini nella chiave di lettura che predilige, quella storica medievale fruibile a tutti che l'ha portata ad organizzare nell'anno in corso non solo esposizioni come questa ma anche sfilate di abiti medievali della sua collezione privata, tra cui una di particolare successo in Salento nella serata finale del Festival della Moda e della Musica.
MODA ED ELEGANZA NEL CONVIVIO NATALIZIO MEDIOEVALE
Mostra sempre aperta in vetrina dall' 8 Dicembre 2015 al 6 Gennaio 2016
Corso Garibaldi 78/80 (Ex negozio Buratti) a Fiorenzuola d'Arda (PC)
A cura di Michela Renzi di Vestioevo con la collaborazione di Pro Loco e Comune di Fiorenzuola D'Arda (PC).
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mercoledì 23 settembre 2015

"Cosa nutre la vita", mostra a Gallarate (VA)

Il cibo dell’anima, nell’arte medievale, attraverso tre temi portanti. In occasione di Expo il Centro Culturale Tommaso Moro in collaborazione con il Decanato di Gallarate (VA) presenta la mostra “Cosa nutre la vita. Il cibo e l’arte sacra in Varesotto e Canton Ticino”, allestita nella suggestiva cornice della chiesa romanica di San Pietro, in piazza Libertà, pieno centro della città.
Realizzata col Centro culturale Massimiliano Kolbe di Varese (che l’ha presentata tra fine maggio e inizio giugno), curata da Paola Viotto, Francesca Urizzi, Sara Poretti e Laura Bonicalzi e con la produzione dello studio varesino Concreo di Andrea Benzoni, la mostra vuole approfondire le rappresentazioni del cibo nell’arte sacra del nostro territorio in età tardogotica.
In particolare, attraverso le tre sezioni che compongono i 20 pannelli del percorso espositivo, vengono presentate le iconografie della Madonna del Latte, dell’Ultima Cena e del Ciclo dei Mesi in quanto sono le più frequentemente attestate nel territorio insubrico. “
Se il cibo costituisce la metafora più efficace del bisogno che anima il cuore di ogni uomo, il cristianesimo che ha il suo baricentro nell’avvenimento dell’Incarnazione, in un Dio che si fa uomo e che attraverso la sua debolezza salva l’uomo offrendo se stesso, vero pane del cielo, rappresenta un’interessante prospettiva con cui confrontarsi. L’arte sacra ha sempre avuto una funzione innanzi tutto didattica prima che ornamentale e così se la Madonna del Latte, attraverso la tenera immagine di Gesù Bambino che sugge come ogni bambino dal seno della Vergine, vuol esprimere visivamente il mistero dell’Incarnazione, gli affreschi delle Ultime Cene vogliono ricordare l’istituzione dell’Eucaristia anticipando il tema della Passione. I cicli dei mesi infine, incardinando l’azione umana nel Tempo Divino, permettono al visitatore di accostarsi ad una concezione del valore e della dignità del lavoro assolutamente entusiasmante, quanto eccezionale: esso infatti diventa strumento e possibilità privilegiata per raggiungere il proprio compimento”.
La mostra sarà accompagnata anche da un incontro pubblico sul tema, che si terrà giovedi 1 ottobre 2015 ore 21 presso l’Aula Magna dell’Istituto Sacro Cuore (in via Bonomi 4 Gallarate). Tra i relatori, oltre all ‘arch. Laura Bonicalzi, una delle curatrici e al prof. Silvano Gomaraschi, vicepreside del locale Istituto professionale alberghiero, ci sarà anche il prof. Mons. Luca Bressan, Vicario episcopale nella diocesi di Milano per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione sociale .
La mostra sarà visitabile da mercoledi 23 settembre a domenica 4 ottobre 2015
da lunedi a venerdi: 16 – 19; 21 – 22.30
sabato e festivi: 10 – 12.30; 15 – 19; 21- 22.30

lunedì 22 giugno 2015

"Societas Legnanensis: cibo usi e costumi del XII secolo", mostra al Castello di Legnano

Un "tuffo" nel Medioevo, la mostra "Societas Legnanensis: cibo usi e costumi del XII secolo" inaugurata sabato 20 giugno e visitabile fino al 20 settembre 2015.
Nelle sale espositive del Castello di Legnano, riaperte recentemente a conclusione della riqualificazione idraulica dell'isola, è allestita l'esposizione voluta dal Comitato Palio. Un'iniziativa pensata per valorizzare il patrimonio di abiti della sfilata storica e offrire un'occasione di approfondimento sull'argomento principale di "Expo 2015".
Nelle stanze del castello, ecco ricostruito un mercato medievale, il mondo contadino, quello nobiliare e militare. Temi raccontati solo attraverso il cibo e i preziosi costumi prodotti nelle 8 contrade di Legnano.
Un allestimento scenografico curato in particolar modo da Roberto Clerici. Ad accogliere lo spettatore, nella prima stanza, la raffigurazione dell'Alberto Da Giussano e uno schermo interattivo utile a spiegare la mostra. Un percorso tra le diverse caste sociali che si sconclude con la rievocazione dello storico "Incontro della Pace di Venezia" fra Papa Alessandro III e Federico di Hoenstauffen detto il Barbarossa.
E' possibile prenotare visite guidate per gruppi telefonando all'Ufficio Palio 0331/471251.