martedì 26 giugno 2018

Ivrea. Estate all'insegna del Medioevo

Ivrea, Campanile di Santo Stefano
Per il quarto anno consecutivo, l’Ecomuseo dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea (A.M.I.), con il sostegno della Fondazione Guelpa, apre al pubblico dodici siti romanici per tutta l’estate.
Gli edifici, costruiti in quel periodo dell’arte medievale compreso tra l’XI e la metà del XII secolo che prende il nome di ‘romanico’, sono distribuiti su tutto il territorio canavesano e saranno visitabili a partire dal 17 giugno fino al 30 settembre 2018.
Tra i siti che hanno aderito al progetto vi sono la Chiesa di Santa Maria ad Andrate, la Chiesa di Santo Stefano di Sessano a Chiaverano, peculiare per la presenza del campanile in facciata e per il più importante ciclo di affreschi romanici dell’Alto Canavese, la Chiesa di Santa Maria Maddalena a Burolo, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Pessano a Bollengo e il Campanile di San Martino di Paerno, meglio noto come ‘Ciucarun’; ancora, a Pavone, saranno fruibili la Cappella e il Romitorio di San Grato sulla collina della Paraj Auta, a Moncrivello il Santuario della Madonna di Miralta e a Vialfrè la Chiesa di S. Pietro con il suo splendido campanile.
Per quanto riguarda la zona di Candia Canavese invece, si potranno visitare la Chiesa Priorato di Santo Stefano del Monte e la Chiesa di San Michele Arcangelo, normalmente fruibile al pubblico.
Infine, ad Ivrea, oltre al celebre Campanile di Santo Stefano, sarà possibile vedere il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta), regolarmente aperto tutto l’anno per le funzioni liturgiche.
Per agevolare la visita dei siti, l’Ecomuseo AMI ha selezionato alcuni operatori culturali che si occuperanno di soddisfare eventuali curiosità dei turisti; saranno presenti anche alcuni volontari messi a disposizione dai comuni coinvolti nel progetto.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di valorizzare il territorio con le sue bellezze tramite un circuito culturale e turistico, nonché di rendere consapevoli i cittadini del valore storico e artistico dei monumenti che li circondano.
In linea con questo progetto, saranno contemporaneamente accessibili gli undici musei della ‘Rete museale dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea’: dall’Ecomuseo della Castagna a Nomaglio, al Museo della Civiltà Contadina di Andrate, passando per l’Ecomuseo l’Impronta del ghiacciaio di Caravino e il Museo all’Aperto Arte e Poesia “Giulia Avetta” di Cossano; e ancora, da rimarcare il Museo La Bötega del Frèr di Chiaverano, il Museo Dalla Saggina alla Scopa di Foglizzo, come anche il Museum Vischorum di Vische, il Museo Civico Nòssi Ràis di San Giorgio Canavese e il Museo Didattico Memorie del Tempo di Perosa Canavese. Infine, nella provincia di Biella, saranno aperti anche la Casa della Resistenza di Sala Biellese e l’Ecomuseo Storie di Carri e Carradori di Zimone.
L’ingresso a tutte le chiese e ai musei sarà gratuito. Per informazioni  più dettagliate sui giorni e gli orari di apertura delle chiese e dei musei, sarà utile consultare il sito www.ecomuseoami.it.

lunedì 25 giugno 2018

A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo

Dal 26 giugno al 14 ottobre 2018 nella Limonaia Grande del Giardino di Boboli sarà allestita la mostra "A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo", curata da Lorenza Camin e Fabrizio Paolucci.
L’esposizione intende rendere noto al pubblico il forte legame che esiste tra uomo e cavallo fin dalla Preistoria.
Saranno esposte riproduzioni di quattro reperti d’arte paleolitica scoperti a Grotta Paglicci (Rignano Garganico, Foggia); sarà presente inoltre un’ampia varietà di oggetti provenienti dai principali musei archeologici italiani ed esteri risalenti al periodo compreso tra il X secolo a.C. e il XV secolo d.C: statue, urne, rilievi, vasi, terrecotte che raffigurano l’impiego del cavallo nel corso dei secoli.
Orari: Da lunedì a domenica dalle 8.15 alle 19.30 nei mesi di giugno, luglio e agosto; dalle 8.15 alle 18.30 nei mesi di settembre e ottobre. Chiuso il primo e l’ultimo lunedì del mese.
Per maggiori informazioni: www.uffizi.it.

giovedì 21 giugno 2018

Viaggio nel tempo con M4

Un ponte tra passato e futuro, dove ingegneria e archeologia viaggiano in parallelo per realizzare un’opera pubblica fondamentale e per valorizzare il patrimonio storico e culturale di Milano. È il significato di “Viaggio nel tempo con M4”, un progetto dedicato ai ritrovamenti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi per la realizzazione della Blu.
Così, dal 20 giugno al 23 settembre 2018 al Museo Archeologico di corso Magenta 15 (aperto da martedì a domenica dalle ore 9alle ore 17:30. La biglietteria chiude alle ore 16:30. Ingresso gratuito il primo e il terzo martedì del mese dalle ore 14) è possibile visitare una mostra originale: reperti inediti e un percorso informativo ci raccontano tasselli importanti della storia della nostra città. Ma questo racconto dei ritrovamenti è possibile leggerlo anche su pannelli speciali posizionati sulle cesate di alcuni cantieri (Stazione S.Babila, Manufatto di Largo Augusto, Stazione Vetra, Manufatto S.Calimero – via S.Sofia, angolo Corso di Porta Romana -, Stazione De Amicis e Manufatto De Amicis, in via De Amicis). E una sezione speciale del sito www.metro4milano.it è dedicata al progetto.
“Costruire un’opera fondamentale per il futuro di Milano non è in contrasto con la riscoperta e la tutela della storia della nostra città – hanno dichiarato gli assessori alla Mobilità e Cultura del Comune di Milano Marco Granelli e Filippo Del Corno -. Questa mostra è un’occasione unica per vedere le tracce della Milano romana e medievale che emergono dagli scavi delle gallerie della M4. Ingegneri e archeologi hanno sempre lavorato fianco a fianco per mappare e conservare i ritrovamenti archeologici senza compromettere la costruzione della nuova linea metropolitana che percorre un lungo tratto entro le mura di Mediolanum”.
Secondo la Soprintendente Antonella Ranaldi “si tratta di capire come coniugare modernità e passato. I lavori in corso, compiuti con l’assistenza degli archeologi, offrono un’occasione di metodo per esplorare un passato nascosto nella terra”.
“Viaggio nel tempo con M4” è promosso dall’Assessorato alla Mobilità del Comune di Milano, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano, M4 spa e MM spa. Un ringraziamento particolare ai consorzi dei costruttori CMM4 e MetroBlu scrl che hanno reso possibile la realizzazione del progetto.
Qui una sintesi dei principali ritrovamenti: Scheda.

domenica 10 giugno 2018

Capolavori del Trecento

L‘Umbria celebra l’arte del Trecento con una mostra diffusa visitabile dal 24 giugno al 4 novembre 2018.
70 dipinti a fondo oro su tavola, sculture lignee policrome e miniature, che raccontano la meraviglia ambientale dell’Appennino centrale e la civiltà storico-artistica, civile e socio-religiosa nell’Italia di primo Trecento. Quattro sedi espositive: Trevi, Montefalco, Spoleto e Scheggino, e una trama di itinerari che si dipanano in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, per scoprire il valore di una straordinaria unità di cultura, nelle terre ferite dal sisma che ha colpito l’Italia centrale.
Il successo, nel cuore verde d’Italia, della lezione rivoluzionaria di Giotto e dello stupefacente virtuosismo dei caposcuola senesi Pietro Lorenzetti e Simone Martini, è raccontata in mostra attraverso una costellazione di artisti, spesso anonimi, che si fecero interpreti dell’anima più profonda e vera dell’Appennino, declinando emozioni di fede e dolcezza, dipinte con un linguaggio pittorico intenso, ed un magistero tecnico sorprendente. Fino alla meraviglia che nasce dalla visione di capolavori conservati in musei e raccolte di grande prestigio, come la Fondazione Cini di Venezia, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l’Alana Collection di Newark (USA).
Da non perdere due stupefacenti dossali esposti nell’appartamento di rappresentanza di Sua Santità il Pontefice, entrambi provenienti da Montefalco, restaurati per l’occasione dai magistrali laboratori dei Musei Vaticani; oppure lo straordinario riavvicinamento del Trittico con l’Incoronazione della Vergine del Maestro di Cesi e il Crocifisso con Christus triumphans dipinti entrambi per il monastero di Santa Maria della Stella di Spoleto, oggi separati tra il Musée Marmottan Monet di Parigi e il Museo del Ducato di Spoleto. Per la prima volta, dall’inizio dell’Ottocento, torneranno insieme.
Per maggiori informazioni a breve sarà attivo il sito ufficiale della mostra: www.capolavorideltrecento.it.

venerdì 8 giugno 2018

Le stoffe di un sogno

Come si veste un sogno? Con quali stoffe? E di quali colori?
Non sempre la ‘materia di cui sono fatti i sogni’ è impalpabile ed evanescente: se il sogno è il medioevo, e il medioevo del Mercato delle Gaite, essa si fa concreta e tattile nelle morbide lane, nelle sete preziose, nelle umili canape, profumata degli odori delle salde, e perfino musicale nell’elegante fruscio dei tessuti come nel cadenzato ritmo delle forbici che alacremente risuona sulle tavole da lavoro. È stata questa la scommessa del Mercato delle Gaite, una delle tante scommesse sulle quali si è giocata la credibilità di gente che, quasi trenta anni fa, ha coltivato il sogno di risvegliare un Medioevo assopito ma ancora vivo nelle pietre dei preziosi monumenti o delle nascoste viuzze.
Nascono così i primi vestiti delle Gaite, tagliati e cuciti dalle donne di Bevagna, che hanno cercato consigli e direttive in costumisti esperti, individuato modelli negli abiti indossati dai personaggi dei cicli di Giotto e Simone Martini ad Assisi (come non pensare, infatti, che questi dipinti – al di là di ogni significato dottrinario o devozionale – siano stati guardati dagli uomini e dalle donne del tempo con lo stesso malcelato desiderio con cui noi sfogliamo le riviste di moda?), ma anche interpretato, senza tradimenti beninteso, quei modelli per renderli unici e assolutamente bevanati e, infine, in qualche modo moderni.
Per questo l’Accademia di Bevagna, l’Associazione Mercato delle Gaite e Sistema Museo, con il patrocinio del Comune di Bevagna, hanno pensato di rintracciare quei costumi per metterli in mostra (9 giugno - 26 agosto 2018). Con questo si è voluto rendere omaggio a tanto lavoro e passione e contemporaneamente fornire, a chi vorrà interessarsene, materia di studio e valutazione per le scelte presenti. Si ringraziano per la collaborazione: le Gaite, le attività commerciali Novità 2000, Les Chics, Garçon & Femme e tutti coloro che hanno messo a disposizione i loro vestiti.
Info e prenotazioni:
Corso Matteotti 70 – Bevagna
bevagna@sistemamuseo.it
tel 0742.360081