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sabato 24 marzo 2018

Il genio di Francesco Francia in mostra a Bologna

Da sabato 24 marzo a domenica 24 giugno 2018 alla Pinacoteca Nazionale di Bologna in programma la mostra "Il genio di Francesco Francia" a cura di Mario Scalini e Elena Rossoni.
La mostra è promossa dal Polo Museale Emilia Romagna – Pinacoteca Nazionale di Bologna in collaborazione con il Museo Civico Medioevale e la Società di Santa Cecilia, Amici della Pinacoteca di Bologna.
Francesco Francia fu uno dei protagonisti dell'arte bolognese dei decenni di passaggio tra Quattro e Cinquecento. La sua produzione segnò in modo significativo l'arte della stagione dei Bentivoglio, e continuò, anche attraverso la sua fiorente bottega, dopo la caduta di questi ultimi, con l'arrivo nel 1506 di papa Giulio II e il passaggio della città allo Stato della Chiesa.
La sua attività di orafo, esaltata da Vasari, lo vide protagonista della zecca di Bologna per la quale realizzò numerosi conii di monete, ma la sua bottega, come emerge dai documenti, produsse una grande varietà di manufatti, in parte perduti, che comprendono paci, monete, medaglie, miniature, gioielli, progetti per vetrate, oltre ai più noti affreschi e dipinti su tavola.
La mostra valorizza l'importante nucleo di opere dell'artista conservate in Pinacoteca, mettendole a confronto con manufatti legati alla produzione di orafo e medaglista della sua bottega. Un'attenzione particolare viene dedicata alla grafica, ai suoi disegni e alle stampe realizzate nella sua bottega da Marcantonio Raimondi.
Ingresso con biglietto della Pinacoteca Nazionale (in occasione della mostra 7 € intero, 3,50 € ridotto).

mercoledì 7 marzo 2018

Carlo Magno va alla guerra

La mostra Carlo Magno va alla guerra, allestita nella Corte Medievale di Palazzo Madama dal 29 marzo al 16 luglio 2018, presenta per la prima volta in Italia il rarissimo ciclo di pitture medievali del Castello di Cruet (Val d’Isère, Francia), una testimonianza unica della pittura del Trecento in Savoia.
Dopo una prima tappa a Ginevra nel 2017, l’esposizione giunge con importanti novità a Torino grazie alla collaborazione tra il Museo Civico d’Arte Antica di Torino e il Musée Savoisien di Chambery, nell’ambito delle iniziative della Rete internazionale di musei appartenenti ai territori originariamente parte del ducato di Savoia.
A Torino la mostra, grazie alla curatela di Simonetta Castronovo, conservatore di Palazzo Madama, rivolge particolare attenzione all’arredo e alla vita di corte nei castelli di Piemonte e Valle d’Aosta nel 1300, con opere provenienti da Torino, Moncalieri, Montaldo di Mondovì (Cuneo), San Vittoria d’Alba (Cuneo) e Quart (Aosta).
Le pitture murali provengono dal castello di Cruet, proprietà dei signori de la Rive, vassalli di Amedeo V di Savoia (1285-1323). Lunghe complessivamente oltre 40 metri, sono state staccate dalle pareti della dimora savoiarda nel 1985 per ragioni conservative e, dopo un restauro concluso nel 1988, sono da allora esposte presso il Musée Savoisien di Chambery.
Il ciclo rappresenta episodi tratti da una celebre chanson de geste, il Girart de Vienne di Bertrand de Bar-sur-Aube, composta nel 1180 e dedicata alle vicende di un cavaliere della corte di Carlo Magno. Raffigura pertanto scene di caccia nella foresta, battaglie, duelli, l’assedio a un castello, l’investitura feudale, la raffigurazione di un banchetto, accanto ad episodi narrativi specifici di questo poema cavalleresco.
Presentate in sequenza in Corte Medievale, le pitture ricostruiscono idealmente la decorazione della sala aulica del castello di Cruet grazie a uno scenografico allestimento realizzato dall’architetto Matteo Patriarca con Gabriele Iasi e Studio Vairano.
Accanto a queste straordinarie pitture, la mostra presenta una cinquantina di opere provenienti dalle collezioni di Palazzo Madama e da altre istituzioni, con pezzi mai esposti prima al pubblico. Essi arricchiscono il percorso consentendo di immaginare la vita nei castelli medievali della contea di Savoia tra 1200 e 1300. Sculture, mobili, armi, avori, oreficerie, codici miniati, ceramiche, vasellame da tavola, cofanetti preziosi, monete e sigilli documentano i tanti aspetti dell’arte di corte e della cultura materiale dell’epoca.
Il percorso espositivo si articola in dieci sezioni tematiche: Le pitture murali di Cruet, che racconta la storia dell’edificio e la delicata operazione di stacco degli affreschi; I committenti attivi all’epoca, come Amedeo V conte di Savoia e Filippo principe d’Acaia, attraverso l’esposizione di preziosi documenti duecenteschi; La guerra, i tornei e la caccia,  con spade, speroni, punte di freccia e di lancia, ad evocare le armature dei cavalieri medievali, mentre un rarissimo corno in avorio (olifante) richiama le battute di caccia al cervo e al cinghiale, passatempo preferito dell’aristocrazia; Interni gotici, con testimonianze di mobilio medievale; Poemi e romanzi cavallereschi, con codici e pagine miniate; Le spese di corte illustrate da un rotolo pergamenaceo con la contabilità dei conti di Savoia, affiancato ad alcune monete d’argento emesse durante il regno di Amedeo V e Aimone di Savoia; Gli oggetti preziosi e i giochi,  con cofanetti in cuoio e legno dipinto, pettini e specchi figurati in avorio e alcuni giochi da tavola per adulti (gli scacchi, il tris) e bambini (le bambole in terracotta); La tavola del principe, con oggetti in uso nella mensa dei castelli; La devozione privata con sculture sacre provenienti dalle cappelle dei castelli della Valle d’Aosta; I santi cavalieri, con sculture lignee e avori raffiguranti i santi venerati nel Medioevo, come san Vittore e sant’Eustachio.
L’esposizione rafforza quella sinergia tra Palazzo Madama e i musei francesi, che ha già consentito nel 2016 di realizzare la mostra dedicata agli smalti del Cardinale Guala Bicchieri in collaborazione con il Musée de Cluny di Parigi.
La mostra è, infatti, frutto dell’importante collaborazione con il Musée Savoisien di Chambéry, col quale Palazzo Madama lavora stabilmente dal 2001. I due musei appartengono entrambi alla Rete Sculpture dans les Alpes, circuito internazionale di istituzioni accomunate dall’appartenenza ai territori facenti originariamente parte del ducato sabaudo, costituitasi quindici anni fa per promuovere progetti di ricerca condivisi. Della rete fanno parte anche il Museo del Tesoro della Cattedrale di Aosta, la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta, il Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa, il Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra, il Musée d’Histoire du Valais di Sion, il Musée-Château di Annecy, il Musée–Monastère di Brou a Bourg-en-Bresse e la Conservation du Patrimoine della Savoie.  Un progetto volto a rafforzare le relazioni istituzionali in una Europa unita dalla cultura, della quale Carlo Magno è stato un precursore.
In occasione di questa esposizione Palazzo Madama si avvale inoltre del supporto dell’Alliance Française di Torino, che ha curato la traduzione francese dei testi in mostra.
Per tutto il periodo della mostra sono previsti vari incontri e conferenze per approfondire il tema del Medioevo cavalleresco tra Italia e Francia. Per i visitatori inoltre ci sarà la possibilità di partecipare a visite guidate, corsi di lingua francese a cura dell’Alliance Française e attività per le famiglie dedicate alla mostra.
Accompagna la mostra un catalogo scientifico edito da Libreria Geografica.

martedì 27 febbraio 2018

Tutta l'Umbria una mostra

Nel 2018 si celebrano i cento anni della Galleria Nazionale dell’Umbria, uno dei più importanti musei della nazione – fondato il 17 gennaio 1918 – che vanta una straordinaria collezione di capolavori di artisti come Duccio, Beato Angelico, Piero della Francesca, Pintoricchio, Perugino e Pietro da Cortona.
Molte sono le iniziative in programma per celebrare l’evento pensate per promuovere e valorizzare l’arte della regione, con una particolare attenzione alla raccolta della Galleria, vera e propria antologia dei vertici della scuola umbra.
La prima in ordine di tempo è l’esposizione dal titolo "Tutta l’Umbria una mostra. La mostra del 1907 e l’arte umbra tra Medioevo e Rinascimento" in programma alla Galleria Nazionale dell'Umbria da domenica 11 marzo a domenica 10 giugno 2018.
La rassegna, curata da Cristina Galassi e Marco Pierini, prende spunto dalla storica “Mostra d’antica arte umbra” del 1907, la più imponente esposizione mai organizzata nella regione, che attraverso poco meno di mille pezzi (170 dipinti, più di 30 sculture e arredi lignei e in pietra, un centinaio di manufatti di oreficeria, 300 oggetti tra paramenti sacri, tessuti e merletti antichi, 160 codici miniati e circa 200 ceramiche), contribuì a definire per la prima volta le caratteristiche della scuola umbra e i suoi tratti originali.
La mostra presenterà circa 130 opere di autori quali Arnolfo di Cambio, Gentile da Fabriano, Niccolò di Liberatore, Benozzo Gozzoli, Matteo da Gualdo, Pintoricchio e Perugino, e riproporrà, con grande impatto visivo grazie all’allestimento progettato da Daria Ripa di Meana e Bruno Salvatici, la sorprendente ricchezza dell’arte che fiorì in Umbria tra Medioevo e Rinascimento, mettendo parallelamente in evidenza l’evoluzione degli studi storico-critici condotti nel lasso di tempo che va dal 1907 a oggi.
L’iniziativa coinvolgerà l’intera regione, chiamata in causa per il patrimonio artistico dei musei comunali, per quello delle istituzioni ecclesiastiche e per quello di proprietà privata. Ed è proprio per questo motivo che si è deciso di riproporre, come titolo, lo slogan che fu allora efficacemente coniato: “Tutta l’Umbria una Mostra”.

giovedì 25 gennaio 2018

"Dalla pietra all'oro" mostra a Sassari

La vita dei sardi raccontata attraverso i gioielli e gli ornamenti che dalla Preistoria a oggi hanno accompagnato l'esistenza delle popolazioni isolane. È il fil rouge della mostra "Dalla pietra all'oro. Gioielli e ornamenti dalla Preistoria ad oggi nelle collezioni del Museo Sanna", che sarà inaugurata venerdì 26 gennaio 2018, alle ore 17,00 nella Sala Conferenze del Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico"G.A. Sanna" di Sassari, a cura di Antonio Luiu, e Barbara Rossi, demoetnoantropologo e archeologa del Polo Museale della Sardegna.
L'esposizione presenterà una selezione di gioielli e ornamenti visibili in due sezioni, una etnografica e una archeologica. La prima parte comprende alcuni esemplari della gioielleria tradizionale sarda realizzati con metalli preziosi e con l'utilizzo di antiche tecniche di lavorazione: spille, anelli, orecchini, collane, amuleti e ornamenti per le vesti, appartenenti alle collezioni "Gavino Clemente" e "Zely Bertolio".
La sezione archeologica contiene i primi monili realizzati in pietra, conchiglia e osso, e, attraverso un viaggio nel tempo, conduce i visitatori ai gioielli e agli ornamenti in bronzo, oro e argento, creati dall'epoca nuragica a quella medievale. A inaugurare la mostra saranno, Giorgio Murru, direttore del Menhir Museum, Museo della Statuaria Preistorica in Sardegna di Laconi, l'orafo Pier Andrea Carta e Nicola Castangia, fotografo di ArcheoFoto, che terranno una conferenza dal titolo "I Gioielli delle Janas: dal mito delle janas fino alle tipologie più diffuse della gioielleria popolare".

lunedì 19 giugno 2017

1143: la croce ritrovata di Santa Maria Maggiore

I Musei Civici d’Arte Antica, in collaborazione con l'Arcidiocesi di Bologna, organizzano presso il Museo Civico Medievale una mostra dedicata alla croce di Santa Maria Maggiore, ritrovata nell'ottobre 2013, durante i lavori di pavimentazione del portico della chiesa. L'esposizione,  in calendario da giovedì 22 giugno 2017 a domenica 7 gennaio 2018, è curata da Massimo Medica e nasce dall'occasione di esporre per la prima volta al pubblico la croce viaria dopo il restauro eseguito da Giovanni Giannelli (Laboratorio di restauro Ottorino Nonfarmale S.r.l.).
L'opera rientra nella tipologia di croci poste su colonne che venivano collocate nei punti focali della città a segnalare spazi sacri come chiese e cimiteri, o di particolare aggregazione come i trivi o i crocicchi e le piazze. Stando alla tradizione tale uso si diffuse già in epoca tardo antica a partire dalle "leggendarie" quattro croci poste a protezione della città retratta romana da sant'Ambrogio o san Petronio e oggi conservate nella basilica petroniana. È però soprattutto a paritre della nascita del Comune (1116) e con l'espansione urbanistica della città del XII e XIII secolo che si venne a sviluppare tale fenomeno. Talvolta le croci venivano protette da piccole cappelle e corredate di reliquie, di altari per la preghiera, e di tutto il necessario per la celebrazione della messa. Segno distintivo e identificativo per la città le croci segnarono lo spazio urbano fino al 1796, quando l’arrivo delle truppe napoleoniche e l’instaurazione della nuova Repubbilica, trasformarono la città e suoi simboli.
La croce ritrovata di Santa Maria Maggiore è di notevole interesse sia perché rientra tra i molti esemplari andati dispersi, sia perchè è possibile datarla
1143, grazie all’iscrizione presente nel braccio destro. L’opera si viene così a collocare tra i più antichi modelli a noi pervenuti, come quella di poco successiva degli Apostoli ed Evangelisti, detta anche di piazza di Porta Ravegnana che risale al 1159. Scolpita su entrambe le facce, la croce ritrovata presenta sul recto la figura del Cristo dal modellato assai contenuto, caratterizzato da incisivi grafismi che rilevano le fisionomie del volto e il gioco delle pieghe del panneggio.
Sul verso invece la scultura è mpreziosita da sinuosi ed eleganti tralci d’acanto, intervallati da fiori e da elementi vitinei posti a cornice della mano di Dio benedicente, ormai non più leggibile. Tali motivi decorativi richiamano modelli antichi o tardoantichi, reinterpretati con una verve esecutiva che trova un suo riscontro in certi repertori decorativi della coeva miniatura come dimostrano i codici miniati dell'XI e XII secolo, esposti in mostra accanto a tavolette d'avorio E preziose opere di oreficeria esempi della cultura artistica diffusa nella città felsinea.

L'inaugurazione al pubblico si terrà giovedì 22 giugno 2017 alle ore 18,00.

giovedì 3 novembre 2016

"Lo scrigno del cardinale" a Palazzo Madama

Lo scrigno del cardinale. 
Guala Bicchieri collezionista di arte gotica tra Vercelli, Limoges, Parigi e Londra
A cura di Simonetta Castronovo e Christine Descatoire
Sala Atelier

Dopo la tappa parigina al Musée de Cluny, l’esposizione sulla figura di Guala Bicchieri approda a Palazzo Madama da venerdì 11 novembre 2016 a lunedì 6 febbraio 2017.
Guala Bicchieri, nato a Vercelli (1150 circa - 1227), divenne prima canonico nella cattedrale di Sant’Eusebio, poi cardinale nel 1205, e iniziò da questa data un’importante carriera di diplomatico e “ministro degli esteri” del pontefice Innocenzo III. Le legazioni a Parigi, Limoges e presso le abbazie di Corbie e Clairvaux in Francia (1208), quindi la lunga permanenza in Inghilterra (1216-1218) come reggente del regno insieme a William conte di Pembroke – dopo la morte di Giovanni Senza Terra e durante la minore età di Enrico III Plantageneto -, impegnato a fronteggiare le mire espansionistiche di Luigi VIII di Francia, gli permisero di venire a contatto con i principali centri dell’arte gotica dell’Europa settentrionale e di costituire una collezione straordinaria di oreficerie, smalti di Limoges, paramenti sacri, reliquiari e codici miniati in maggioranza di produzione nordica: un tesoro poi donato per legato testamentario all’abbazia di canonici agostiniani di Sant’Andrea di Vercelli, fondata da Guala Bicchieri stesso nel 1219, un cantiere ambizioso - la prima fabbrica gotica edificata in Italia - nella quale vennero coinvolte maestranze emiliane formatesi con Benedetto Antelami e maestranze francesi, legata strettamente all’abbazia di Saint-Victor a Parigi, da cui provenne anche il primo abate, il teologo francese Tommaso Gallo.
La mostra è articolata in diverse sezioni con un focus didattico sulla vita di Guala Bicchieri, i suoi viaggi attraverso l’Europa settentrionale, le committenze a Vercelli e a Roma nella chiesa di San Martino ai Monti, arricchito da alcuni documenti duecenteschi che descrivono la consistenza delle raccolte del prelato. Quindi, il percorso illustra le principali opere sopravvissute di questa raccolta preziosa: oltre agli smalti di Limoges - in tutto una ventina (tra cui il grande cofano di Palazzo Madama – capolavoro acquistato da Città di Torino e Regione Piemonte nel 2004 -, il cofanetto del Museo Camillo Leone di Vercelli e un gruppo di dodici medaglioni con animali e creature fantastiche, già decoranti uno degli scrigni del cardinale, poi reimpiegati sul coro rinascimentale di Biella) - anche un manoscritto miniato di area renana, testimonianza della ricca biblioteca del cardinale che contava 118 codici, e un rarissimo coltello eucaristico-reliquiario, il cui manico è decorato con le raffigurazioni dei lavori dei Mesi. Una vetrina sarà dedicata alle opere del Musée de Cluny: placchette in metallo traforato, medaglioni con animali e scene cortesi, tutte prodotte a Limoges nel corso del Duecento, a documentare il contesto in cui vanno inseriti il cofano di Guala Bicchieri di Palazzo Madama e il cofanetto di Vercelli, e il grande successo dei soggetti iconografici profani nell’Europa medievale. Una terza sezione sarà dedicata al tema della diffusione dell’oreficeria di Limoges, sacra e profana, in Piemonte e Valle d’Aosta: con opere del Museo Civico e alcuni importanti prestiti di collezionisti privati. L’ultima sezione racconterà la fortuna degli smalti di Guala Bicchieri nell’Ottocento presso collezionisti, studiosi e architetti, in linea con la riscoperta del Medioevo che caratterizzò la cultura piemontese, ma anche nazionale ed europea, nella seconda metà del XIX secolo. E quindi il tema dei falsi, oreficerie in stile di Limoges realizzate da restauratori e docenti delle Scuole Professionali del territorio. Attraverso l’esposizione di disegni, lettere e fotografie riguardanti il cofano di Guala Bicchieri; accanto a calchi in gesso e copie in ottone degli esemplari originali del XIII secolo.
La mostra si inserisce tra le iniziative della Rete europea dei musei di arte medievale, un network nato nel 2014 e che riunisce, oltre a Palazzo Madama, il Musée de Cluny di Parigi - museo fondatore -, il Bargello di Firenze, lo Schnütgen Museum di Colonia, il Museo Diocesano di Vic in Catalogna, il Musée Mayer van den Bergh di Anversa e il Catharijnconvent di Utrecht.

Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
CHIUSO IL MARTEDI'
La biglietteria chiude alle 17.00
In caso di eventi straordinari, notti bianche, festività, gli orari possono subire variazioni. Controlla la sezione news per gli ultimi aggiornamenti
Tel. +39.011.4433501 -
MAIL.
Intero € 10,00 – Ridotto  € 8,00
Gratuito per i minori di 18 anni e altre categorie
Il primo mercoledì del mese, non festivo, l'ingresso è gratuito per tutti.
Le tariffe possono subire variazioni in presenza di mostre temporanee.

venerdì 30 settembre 2016

“Tesori gotici dalla Slovacchia” al Quirinale

Compianto sul Cristo morto dall’altare dei Santi Giovanni Pavol di Levoča 1520
Da venerdì 30 settembre a domenica 13 novembre 2016 è aperta al pubblico al Quirinale, nella Palazzina Gregoriana, la mostra “Tesori gotici dalla Slovacchia”, realizzata in occasione della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea affidata alla Slovacchia per il secondo semestre del 2016.
La mostra presenta 36 opere risalienti ai secoli XV e XVI, molte delle quali esposte per la prima volta.
I capolavori, provenienti dai più importanti musei e chiese della Slovacchia, riflettono le grandi correnti culturali e spirituali che attraversavano l’intera Europa alla vigilia dell’esplosione del Rinascimento.
Le opere esibite si possono suddividere in due gruppi. Il primo è costituito dai capolavori realizzati da Pavol di Levoča, un maestro fortemente inserito nel tessuto artistico e culturale europeo, e databili alla prima metà del Cinquecento. Si tratta di realizzazioni ispirate agli episodi della vita di Cristo. Il secondo gruppo è formato da oggetti essenzialmente liturgici, concepiti e realizzati nelle botteghe degli orafi slovacchi. La produzione di questi antichi maestri del Cinquecento e del Seicento era largamente sconosciuta.
La mostra è a cura di Louis Godart, Consulente del Presidente della Repubblica in materia di iniziative ed eventi culturali ed espositivi, Mária Novotná, Curatrice dell’Arte medievale del Museo Nazionale Slovacco, e Alena Piatrová, Curatrice dell’Artigianato del Museo Nazionale Slovacco.
Giorni di apertura: martedì – mercoledì – venerdì – sabato - domenica
Giorni di chiusura: lunedì – giovedì
Orario: dalle ore 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso ore 15.00)
Occorre prenotarsi.

venerdì 29 gennaio 2016

“Bologna 1116. Dalla rocca imperiale alla città del Comune”

Al Museo Civico Medievale da venerdì 18 marzo a domenica 17 luglio 2016 nell'ambito delle celebrazioni per il IX Centenario della nascita del Comune di Bologna è in programma la mostra “Bologna 1116. Dalla rocca imperiale alla città del Comune”.
La mostra si propone di illustrare alcuni aspetti sociali ed artistici della città agli esordi delle sue istituzioni politiche e culturali. Particolare rilievo viene dato alla città delle Quattro Croci e al castello imperiale che i Bolognesi distrussero nel 1115 all'indomani della morte di Matilde di Canossa, signora delle città padane e toscane con vicariato imperiale. Il castello, di cui il Palazzo Ghisilardi (sede del museo) conserva alcuni notevoli resti murari in selenite, fu sede dei funzionari matildici che si opponevano al dinamismo politico ed economico della città, ormai da tempo avviata ad affermare l'autonomia comunale. Mentre si consumava anche il conflitto della Lotta per le Investiture, la ribellione dei Bolognesi fu ricomposta nel 1116 dall'imperatore Enrico V con un diploma che favorì indirettamente l'affermazione del Comune, di cui vengono tracciate le fasi istituzionali, fino all'apertura di Piazza Maggiore (1200-1201) e alla liberazione dei servi (1256). Una specifica sezione è dedicata anche alla storia dello Studium (Università), da Irnerio ai monumenti dei dottori presenti in museo.
L'esposizione, oltre a valorizzare il patrimonio presente in museo, si avvale di alcuni importanti prestiti, per portare all'attenzione dei visitatori significativi manufatti dei secoli XI, XII e XIII, tra cui sculture, armi, oreficerie, documenti e codici miniati. Museo Davia Bargellini “Il Senato bolognese” Un percorso fra i ritratti dei senatori della famiglia Bargellini esposti in museo, per evidenziare il ruolo delle famiglie senatorie bolognesi nel governo della città. Collezioni Comunali d'Arte “Palazzo d'Accursio centro del Governo” Un percorso negli ambienti monumentali del primo piano di Palazzo d'Accursio (Cappella Farnese e Sala Farnese) per ricostruire alcuni dei momenti salienti della storia della città, quali l'incoronazione di Carlo V e la presenza dei Pontefici e dei Legati in città.
Museo Civico Medievale
Via Manzoni, 4
40121 Bologna
tel. 051 2193930 - 2193916
fax 051 232312

venerdì 6 febbraio 2015

"Palazzo Pretorio sotto la lente: il Medioevo", visita guidata

Agnolo Gaddi, Madonna col Bambino
Domenica 8 febbraio 2015, alle ore 15,30, presso il Museo di Palazzo Pretorio, Piazza del Comune, a Prato, si terrà la visita guidata Palazzo Pretorio sotto la lente: il Medioevo.
Si potranno ammirare la collezione di fondi oro, veri e propri gioielli di un'arte fatta per ispirare sentimenti religiosi e per raccontare storie di Santi o di Reliquie, come nel caso della predella di Bernardo Daddi, Agnolo Gaddi, Giovanni da Milano, Pietro di Miniato e di altri protagonisti della scena artistica tra Trecento e Quattrocento.
Costo della Visita: 5,00 euro a persona + biglietto di ingresso al museo.

martedì 9 settembre 2014

Doni d'amore. Donne e rituali in epoca tardogotica e rinascimentale

Doni d'amore
Donne e rituali in epoca tardogotica e rinascimentale
A cura di Patricia Lurati
12 ottobre 2014 - 11 gennaio 2015
La mostra presenta al pubblico una selezione di oggetti preziosi che tra il XIV e il XVI secolo venivano offerti alla donna per celebrare il fidanzamento, il matrimonio e la nascita di un erede. In queste occasioni la cultura del tempo conferiva alla figura femminile, solitamente relegata all’ambito domestico, un ruolo fondamentale che le famiglie abbienti festeggiavano con fastose cerimonie e commissionando pregiati manufatti da offrirle in dono. Si tratta della prima manifestazione su questo tema. L’esposizione propone al pubblico i doni destinati alla figura femminile: dal cofanetto contenente piccoli oggetti in avorio e costose cinture, che il futuro sposo inviava alla giovane per suggellare il fidanzamento, ai gioielli e alle suppellettili, offerte dal marito e dal suo parentado il giorno delle nozze, fino a comprendere le stoviglie in maiolica utilizzate per servire alla puerpera il primo pasto rinvigorente dopo le fatiche, e lo scampato pericolo, del parto.
Tra i regali nuziali figurano anche cassoni - e fronti di cassoni dipinti -, arredi nei quali la sposa riponeva il corredo. Attraverso questi oggetti è possibile delineare una storia del ruolo della figura femminile in epoca tardogotica e rinascimentale e dei rituali che ne segnavano il passaggio da fanciulla posta sotto la tutela del padre a sposa assoggettata al marito. Tema dominante del percorso espositivo sarà la lettura delle valenze simboliche attribuite dalla società del tempo alle suppellettili realizzate per questi eventi.

Ad arricchire e rendere più suggestiva la rassegna è proposto l’accostamento con dipinti coevi nei quali i gioielli, i tessuti, i mobili, le maioliche presenti in mostra si trovano raffigurati, in modo da creare un dialogo stimolante.
Orari Martedì – Venerdì: 09.00-12.00 / 14.00-18.00 Sabato, Domenica e festivi: 10.00-12.00 / 14.00-18.00 Chiuso il lunedì (festivi aperto); 24 e 25/12. Altri festivi aperto. Ingresso: CHF 10.-/€8,70; ridotto (pensionati, studenti, gruppi): CHF 8.-/€7; gratuito per le scuole ticinesi; visite guidate su prenotazione anche fuori orario.

mercoledì 2 luglio 2014

"Petala Aurea" in mostra a Chianciano Terme (SI)

Ori bizantini e longobardi nelle terre di Siena. La mostra Petala aurea (“petali d’oro”, in riferimento alle decorazioni a sbalzo in lamina dorata) aprirà i battenti venerdì 4 luglio 2014 alle ore 18.00 nel Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme, presentando al pubblico circa cinquanta opere provenienti dalla collezione privata del Professor Luigi Rovati, appassionato collezionista di monete e reperti altomedievali.
Fino a domenica 28 settembre 2014, gli spazi del museo, già scrigno prestigioso capace di narrare la storia dei popoli etruschi, verranno arricchiti da rari pezzi di oreficeria dei maestri bizantini e longobardi, in un affascinante dialogo “multiculturale” con la collezione del museo.
La mostra, promossa e realizzata da Rottapharm|Madaus in collaborazione con Comune di Chianciano Terme e Fondazione Musei Senesi, propone una raffinata selezione di croci d’ambito longobardo e lamine sagomate di cultura bizantina, prevalentemente databili al VI e VII secolo e realizzate attraverso la lavorazione di sottili lamine e foglie d’oro, quindi utilizzate per decorare manufatti in legno, osso o avorio (come cassette o reliquiari), in cuoio (come cinture o borse) oppure tessuti (come abiti cerimoniali, coperte di uso liturgico, o infine sudari e veli funebri). Un repertorio iconografico che varia dai semplici motivi geometrici e vegetali, alle figure umane e animali, che perfettamente si raccorda alla collezione del museo e, in particolare, a un corredo funebre longobardo, fino ad oggi conservato nei depositi, rinvenuto pochi anni fa nel territorio di Chianciano Terme.
L’inaugurazione della mostra prevista per le ore 18.00 sarà preceduta, alle ore 17.30, dalla presentazione dei lavori di ristrutturazione, adeguamento e arredo del museo, del laboratorio di restauro e di Villa Simoneschi, ubicata sul lato opposto del museo, che insieme costituiscono il PACT ovvero il Polo Archeologico di Chianciano Terme: un complesso museale unico e completato grazie ad ARCUS Spa in collaborazione con Fondazione Musei Senesi.
5 luglio 2014 - 28 settembre 2014 - Inaugurazione 4 luglio ore 18.00
Museo Civico Archeologico – Chianciano Terme (SI)
Orari: aperto dal martedì alla domenica ore 10-13/16-19, chiuso il lunedì.
Ingresso libero incluso nel biglietto di accesso al museo (5 € intero, 4 € ridotto, gruppi 2,50 €)
Informazioni: tel. 0578 30471; 0577 530164