sabato 30 giugno 2018
Frammenti di storia dei "da Romano" a San Zenone degli Ezzelini (TV)
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martedì 26 giugno 2018
Ivrea. Estate all'insegna del Medioevo
![]() |
| Ivrea, Campanile di Santo Stefano |
Per il quarto anno consecutivo, l’Ecomuseo dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea (A.M.I.), con il sostegno della
Fondazione Guelpa, apre al pubblico dodici siti romanici per tutta
l’estate.
Gli edifici, costruiti in quel periodo
dell’arte medievale compreso tra l’XI e la metà del XII secolo che
prende il nome di ‘romanico’, sono distribuiti su tutto il territorio
canavesano e saranno visitabili a partire dal 17 giugno fino al 30
settembre 2018.
Tra i siti che hanno aderito al progetto
vi sono la Chiesa di Santa Maria ad Andrate, la Chiesa di Santo Stefano
di Sessano a Chiaverano, peculiare per la presenza del campanile in
facciata e per il più importante ciclo di affreschi romanici dell’Alto
Canavese, la Chiesa di Santa Maria Maddalena a Burolo, la Chiesa dei
Santi Pietro e Paolo di Pessano a Bollengo e il Campanile di San Martino
di Paerno, meglio noto come ‘Ciucarun’; ancora, a Pavone, saranno
fruibili la Cappella e il Romitorio di San Grato sulla collina della
Paraj Auta, a Moncrivello il Santuario della Madonna di Miralta e a
Vialfrè la Chiesa di S. Pietro con il suo splendido campanile.
Per quanto riguarda la zona di Candia
Canavese invece, si potranno visitare la Chiesa Priorato di Santo
Stefano del Monte e la Chiesa di San Michele Arcangelo, normalmente
fruibile al pubblico.
Infine, ad Ivrea, oltre al celebre
Campanile di Santo Stefano, sarà possibile vedere il Duomo (Cattedrale
di Santa Maria Assunta), regolarmente aperto tutto l’anno per le
funzioni liturgiche.
Per agevolare la visita dei siti,
l’Ecomuseo AMI ha selezionato alcuni operatori culturali che si
occuperanno di soddisfare eventuali curiosità dei turisti; saranno
presenti anche alcuni volontari messi a disposizione dai comuni
coinvolti nel progetto.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di
valorizzare il territorio con le sue bellezze tramite un circuito
culturale e turistico, nonché di rendere consapevoli i cittadini del
valore storico e artistico dei monumenti che li circondano.
In linea con questo progetto, saranno
contemporaneamente accessibili gli undici musei della ‘Rete museale
dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea’: dall’Ecomuseo della Castagna a
Nomaglio, al Museo della Civiltà Contadina di Andrate, passando per
l’Ecomuseo l’Impronta del ghiacciaio di Caravino e il Museo all’Aperto
Arte e Poesia “Giulia Avetta” di Cossano; e ancora, da rimarcare il
Museo La Bötega del Frèr di Chiaverano, il Museo Dalla Saggina alla
Scopa di Foglizzo, come anche il Museum Vischorum di Vische, il Museo
Civico Nòssi Ràis di San Giorgio Canavese e il Museo Didattico Memorie
del Tempo di Perosa Canavese. Infine, nella provincia di Biella, saranno
aperti anche la Casa della Resistenza di Sala Biellese e l’Ecomuseo
Storie di Carri e Carradori di Zimone.
L’ingresso a tutte le chiese e ai musei sarà gratuito. Per informazioni più dettagliate sui giorni e gli orari di apertura delle chiese e dei musei, sarà utile consultare il sito www.ecomuseoami.it.
Ubicazione:
10015 Ivrea TO, Italia
lunedì 25 giugno 2018
A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo
Dal 26 giugno al 14 ottobre 2018 nella Limonaia Grande del Giardino di Boboli sarà allestita la mostra "A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo", curata da Lorenza Camin e Fabrizio Paolucci.
L’esposizione intende rendere noto al pubblico il forte legame che esiste tra uomo e cavallo fin dalla Preistoria.
L’esposizione intende rendere noto al pubblico il forte legame che esiste tra uomo e cavallo fin dalla Preistoria.
Saranno esposte riproduzioni di quattro reperti d’arte paleolitica
scoperti a Grotta Paglicci (Rignano Garganico, Foggia); sarà presente
inoltre un’ampia varietà di oggetti provenienti dai principali musei
archeologici italiani ed esteri risalenti al periodo compreso tra il X
secolo a.C. e il XV secolo d.C: statue, urne, rilievi, vasi, terrecotte
che raffigurano l’impiego del cavallo nel corso dei secoli.
Orari: Da lunedì a domenica dalle 8.15 alle 19.30 nei mesi di giugno,
luglio e agosto; dalle 8.15 alle 18.30 nei mesi di settembre e ottobre.
Chiuso il primo e l’ultimo lunedì del mese.
Per maggiori informazioni: www.uffizi.it.
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Ubicazione:
Piazza de' Pitti, 1, 50125 Firenze FI, Italia
giovedì 21 giugno 2018
Viaggio nel tempo con M4
Un ponte tra passato e futuro, dove ingegneria e archeologia
viaggiano in parallelo per realizzare un’opera pubblica fondamentale e
per valorizzare il patrimonio storico e culturale di Milano. È il
significato di “Viaggio nel tempo con M4”, un progetto dedicato
ai ritrovamenti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi per la
realizzazione della Blu.
Così, dal 20 giugno al 23 settembre 2018 al Museo Archeologico di corso Magenta 15 (aperto da martedì a domenica dalle ore 9alle ore 17:30. La
biglietteria chiude alle ore 16:30. Ingresso gratuito il primo e il
terzo martedì del mese dalle ore 14) è possibile visitare una mostra
originale: reperti inediti e un percorso informativo ci
raccontano tasselli importanti della storia della nostra città. Ma
questo racconto dei ritrovamenti è possibile leggerlo anche su pannelli speciali posizionati sulle cesate di alcuni cantieri
(Stazione S.Babila, Manufatto di Largo Augusto, Stazione Vetra,
Manufatto S.Calimero – via S.Sofia, angolo Corso di Porta Romana -,
Stazione De Amicis e Manufatto De Amicis, in via De Amicis). E una
sezione speciale del sito www.metro4milano.it è dedicata al progetto.
“Costruire un’opera fondamentale per il futuro di Milano non è in
contrasto con la riscoperta e la tutela della storia della nostra città –
hanno dichiarato gli assessori alla Mobilità e Cultura del Comune di
Milano Marco Granelli e Filippo Del Corno -. Questa mostra è
un’occasione unica per vedere le tracce della Milano romana e medievale che emergono
dagli scavi delle gallerie della M4. Ingegneri e archeologi hanno
sempre lavorato fianco a fianco per mappare e conservare i ritrovamenti
archeologici senza compromettere la costruzione della nuova linea
metropolitana che percorre un lungo tratto entro le mura di Mediolanum”.
Secondo la Soprintendente Antonella Ranaldi “si tratta di capire come
coniugare modernità e passato. I lavori in corso, compiuti con
l’assistenza degli archeologi, offrono un’occasione di metodo per
esplorare un passato nascosto nella terra”.
“Viaggio nel tempo con M4” è promosso dall’Assessorato alla Mobilità
del Comune di Milano, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per la Città Metropolitana di Milano, M4 spa e MM spa. Un
ringraziamento particolare ai consorzi dei costruttori CMM4 e MetroBlu
scrl che hanno reso possibile la realizzazione del progetto.
Qui una sintesi dei principali ritrovamenti: Scheda.
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tardo antico
Ubicazione:
Corso Magenta, 15, 20123 Milano MI, Italia
sabato 16 giugno 2018
Gubbio al tempo di Giotto
Per maggiori infromazioni e programma completo visita il sito ufficiale della mostra !
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scultura
Ubicazione:
06024 Gubbio PG, Italia
domenica 10 giugno 2018
Capolavori del Trecento
L‘Umbria celebra l’arte del Trecento con una mostra diffusa visitabile dal 24 giugno al 4 novembre 2018.
70 dipinti a fondo oro su tavola, sculture
lignee policrome e miniature, che raccontano la meraviglia ambientale
dell’Appennino centrale e la civiltà storico-artistica, civile e
socio-religiosa nell’Italia di primo Trecento. Quattro sedi espositive:
Trevi, Montefalco, Spoleto e Scheggino, e una trama di itinerari che si
dipanano in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, per scoprire il valore di
una straordinaria unità di cultura, nelle terre ferite dal sisma che ha
colpito l’Italia centrale.
Il successo, nel cuore verde d’Italia, della lezione rivoluzionaria di Giotto
e dello stupefacente virtuosismo dei caposcuola senesi Pietro
Lorenzetti e Simone Martini, è raccontata in mostra attraverso una
costellazione di artisti, spesso anonimi, che si fecero interpreti
dell’anima più profonda e vera dell’Appennino, declinando emozioni di
fede e dolcezza, dipinte con un linguaggio pittorico intenso, ed un
magistero tecnico sorprendente. Fino alla meraviglia che nasce dalla
visione di capolavori conservati in musei e raccolte di grande
prestigio, come la Fondazione Cini di Venezia, il Museo Poldi Pezzoli di
Milano, l’Alana Collection di Newark (USA).
Da non perdere due stupefacenti dossali esposti nell’appartamento di rappresentanza di Sua Santità il Pontefice, entrambi provenienti da Montefalco, restaurati per l’occasione dai magistrali laboratori dei Musei Vaticani; oppure lo straordinario riavvicinamento del Trittico con l’Incoronazione della Vergine del Maestro di Cesi e il Crocifisso con Christus triumphans dipinti entrambi per il monastero di Santa Maria della Stella di Spoleto, oggi separati tra il Musée Marmottan Monet di Parigi e il Museo del Ducato di Spoleto. Per la prima volta, dall’inizio dell’Ottocento, torneranno insieme.
Per maggiori informazioni a breve sarà attivo il sito ufficiale della mostra: www.capolavorideltrecento.it.
Da non perdere due stupefacenti dossali esposti nell’appartamento di rappresentanza di Sua Santità il Pontefice, entrambi provenienti da Montefalco, restaurati per l’occasione dai magistrali laboratori dei Musei Vaticani; oppure lo straordinario riavvicinamento del Trittico con l’Incoronazione della Vergine del Maestro di Cesi e il Crocifisso con Christus triumphans dipinti entrambi per il monastero di Santa Maria della Stella di Spoleto, oggi separati tra il Musée Marmottan Monet di Parigi e il Museo del Ducato di Spoleto. Per la prima volta, dall’inizio dell’Ottocento, torneranno insieme.
Per maggiori informazioni a breve sarà attivo il sito ufficiale della mostra: www.capolavorideltrecento.it.
venerdì 8 giugno 2018
Le stoffe di un sogno
Come si veste un sogno? Con quali stoffe? E di quali colori?
Non sempre la ‘materia di cui sono fatti i sogni’ è impalpabile ed evanescente: se il sogno è il medioevo, e il medioevo del Mercato delle Gaite, essa si fa concreta e tattile nelle morbide lane, nelle sete preziose, nelle umili canape, profumata degli odori delle salde, e perfino musicale nell’elegante fruscio dei tessuti come nel cadenzato ritmo delle forbici che alacremente risuona sulle tavole da lavoro. È stata questa la scommessa del Mercato delle Gaite, una delle tante scommesse sulle quali si è giocata la credibilità di gente che, quasi trenta anni fa, ha coltivato il sogno di risvegliare un Medioevo assopito ma ancora vivo nelle pietre dei preziosi monumenti o delle nascoste viuzze.
Nascono così i primi vestiti delle Gaite, tagliati e cuciti dalle donne di Bevagna, che hanno cercato consigli e direttive in costumisti esperti, individuato modelli negli abiti indossati dai personaggi dei cicli di Giotto e Simone Martini ad Assisi (come non pensare, infatti, che questi dipinti – al di là di ogni significato dottrinario o devozionale – siano stati guardati dagli uomini e dalle donne del tempo con lo stesso malcelato desiderio con cui noi sfogliamo le riviste di moda?), ma anche interpretato, senza tradimenti beninteso, quei modelli per renderli unici e assolutamente bevanati e, infine, in qualche modo moderni.
Per questo l’Accademia di Bevagna, l’Associazione Mercato delle Gaite e Sistema Museo, con il patrocinio del Comune di Bevagna, hanno pensato di rintracciare quei costumi per metterli in mostra (9 giugno - 26 agosto 2018). Con questo si è voluto rendere omaggio a tanto lavoro e passione e contemporaneamente fornire, a chi vorrà interessarsene, materia di studio e valutazione per le scelte presenti. Si ringraziano per la collaborazione: le Gaite, le attività commerciali Novità 2000, Les Chics, Garçon & Femme e tutti coloro che hanno messo a disposizione i loro vestiti.
Info e prenotazioni:
Corso Matteotti 70 – Bevagna
bevagna@sistemamuseo.it
tel 0742.360081
Non sempre la ‘materia di cui sono fatti i sogni’ è impalpabile ed evanescente: se il sogno è il medioevo, e il medioevo del Mercato delle Gaite, essa si fa concreta e tattile nelle morbide lane, nelle sete preziose, nelle umili canape, profumata degli odori delle salde, e perfino musicale nell’elegante fruscio dei tessuti come nel cadenzato ritmo delle forbici che alacremente risuona sulle tavole da lavoro. È stata questa la scommessa del Mercato delle Gaite, una delle tante scommesse sulle quali si è giocata la credibilità di gente che, quasi trenta anni fa, ha coltivato il sogno di risvegliare un Medioevo assopito ma ancora vivo nelle pietre dei preziosi monumenti o delle nascoste viuzze.
Nascono così i primi vestiti delle Gaite, tagliati e cuciti dalle donne di Bevagna, che hanno cercato consigli e direttive in costumisti esperti, individuato modelli negli abiti indossati dai personaggi dei cicli di Giotto e Simone Martini ad Assisi (come non pensare, infatti, che questi dipinti – al di là di ogni significato dottrinario o devozionale – siano stati guardati dagli uomini e dalle donne del tempo con lo stesso malcelato desiderio con cui noi sfogliamo le riviste di moda?), ma anche interpretato, senza tradimenti beninteso, quei modelli per renderli unici e assolutamente bevanati e, infine, in qualche modo moderni.
Per questo l’Accademia di Bevagna, l’Associazione Mercato delle Gaite e Sistema Museo, con il patrocinio del Comune di Bevagna, hanno pensato di rintracciare quei costumi per metterli in mostra (9 giugno - 26 agosto 2018). Con questo si è voluto rendere omaggio a tanto lavoro e passione e contemporaneamente fornire, a chi vorrà interessarsene, materia di studio e valutazione per le scelte presenti. Si ringraziano per la collaborazione: le Gaite, le attività commerciali Novità 2000, Les Chics, Garçon & Femme e tutti coloro che hanno messo a disposizione i loro vestiti.
Info e prenotazioni:
Corso Matteotti 70 – Bevagna
bevagna@sistemamuseo.it
tel 0742.360081
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