mercoledì 10 agosto 2022

Storia di una Signoria nel Piceno al tempo degli Svevi

Il Centro Studi Sarnanesi, in collaborazione con il Comune di Sarnano, il comune di Mogliano e la fondazione Federico II Hohenstaufen di Jesi propongono “Storia di una Signoria nel Piceno al tempo degli Svevi”: un’esposizione di documenti del XIII secolo scelti tra i più belli e significativi per leggervi le vicende della signoria dei Brunforte e dei Da Mogliano nel periodo degli ultimi svevi.
L’evento si svolgerà nelle due sedi di Sarnano, dal 13 agosto al 30 settembre 2022, e di Mogliano dal 1 al 30 settembre 2022.
L’esposizione di Sarnano dedicata a “Rinaldo di Brunforte, un conteso alleato di Federico II”, collocata presso la Pinacoteca Comunale, verrà inaugurata sabato 13 agosto 2022 alle ore 17.30 e sarà visitabile con il seguente orario: 14/8 – 11/9 dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Dal 12 al 30 settembre soltanto il sabato e la domenica con stesso orario.
Per visite guidate o gruppi : 3492546775 - cstudisarnanesi@gmail.com.

venerdì 5 agosto 2022

La battaglia dei due Re con finte schiere

Mentre i  650 figuranti che daranno vita, dal 9 all’11 settembre, alla Partita a Scacchi Viventi stanno provando costumi, movimenti, coreografie e strategie, la Pro Marostica – organizzatrice della popolare disfida – invita ad approfondire la storia della nobile arte degli scacchi.

Lo fa proponendo, dal 6 agosto al 18 settembre 2022,  nelle Sale del Castello Inferiore la preziosa mostra “La battaglia dei due Re con finte schiere. La storia degli scacchi tra XIII e XVIII secolo nei libri della Biblioteca Bertoliana”.

Come indica il sottotitolo, la mostra attinge ai tesori della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, che, attiva sin dal   700, è la più importante del territorio vicentino e tra le più importanti biblioteche storiche italiane.

La Bertoliana, tra i suoi tanti tesori, accoglie una rara collezione di letteratura scacchistica universale. Sono opere manoscritte e a stampa datate tra il XIII e il XIX secolo, spesso arricchite da disegni e incisioni.

A guidare tra i contenuti della sezione della Biblioteca riservata al gioco  degli scacchi, è un manoscritto di piccolissime dimensioni, redatto nell'Ottocento dai bibliotecari Ignazio Savi e Andrea Capparozzo, contenente il censimento bibliografico dei libri sul gioco degli scacchi all’epoca patrimonio della Biblioteca vicentina. Quell’inventario è stato  in seguito ampliato a livello di bibliografia specialistica.

Tra i tesori, il “Liber ... super ludo scachorum” (1493) di Jacopo da Cessole, con straordinarie illustrazioni e il “manuale” per “imparare giocare a scachi et de le partite” di Pedro Damiano da Odemira (1512), “Il gioco de gli scacchi” (1584) di Ruy Lopez de Segura, o il trattato “Scacchia ludus” (1527) di Girolamo Vida o, ancora “Il gioco de gli scachi” (1617)Pietro Carrera, o l’ “Analyse du jeu des echecs” (1749) di François-André Danican Philidor. Affascina, nelle “Lettres ... accompagnee de trois gravures ... qui representant ce fameux Automate “(1783), le immagini del celeberrimo Automa che gioca a scacchi. Opere rare, spesso impreziosite da notevoli tavole illustrative delle diverse fasi del ludus.

Tra i tanti tesori della mostra, accanto ai trattati scacchistici che hanno segnato la storia del gioco in Europa, va segnalata la splendida miniatura che decora la Bibbia del copista Cambius Vicentinus. La piccola scena miniata rappresenta un chierico e un laico che, seduti, giocano a scacchi: si tratta di una delle prime rappresentazioni di partita a scacchi ad oggi nota, realizzata in Francia nel terzo quarto del XIII secolo, negli anni in cui il pio re Luigi IX  vietava il gioco degli scacchi.

Simone Bucco Presidente Associazione Pro Marostica sottolinea che “La celebrazione degli Scacchi nelle loro diverse forme è sempre l’occasione per ricordare la nostra manifestazione più famosa, nata da un libretto teatrale del vulcanico Mirco Vucetich e in programma negli anni pari sull’amata scacchiera posta a pavimentazione della piazza. La mostra ha il merito anche di valorizzare lo straordinario patrimonio scacchistico conservato dall’Associazione Pro Marostica, da sempre impegnata nell’organizzazione e nella promozione della celebre rievocazione storica, che mette in scena con pezzi grandi et viviuna sfida unica ed emozionante.”

Mostra curata da Laura Sbicego e realizzata in collaborazione con il Comune di Marostica, l’Associazione Pro Marostica, il Circolo scacchistico “Città di Marostica”, A.S.D. Scacchi Berici, Fondazione Benetton Studi Ricerche e con lo storico degli scacchi Diego D’Elia.

Info e prenotazioni: www.marosticascacchi.it.

domenica 3 luglio 2022

Percorsi del sacro dall’Altomedioevo all’Età moderna a Bibbiena

Sarà inaugurato domenica 3 luglio 2022, alle ore 17, il nuovo percorso espositivo del Museo Archeologico del Casentino ‘Piero Albertoni’ di Bibbiena, in provincia di Arezzo. La nuova sala si chiama "Percorsi del sacro dall’Altomedioevo all’Età moderna" e porterà il nome del prof. Giovanni Cherubini, illustre accademico già docente di storia medievale all’Università di Firenze e originario del paese di Partina, nel comune di Bibbiena. L’inaugurazione sarà anche l’occasione per ricordare, a dieci anni dalla scomparsa, la figura di Piero Albertoni, membro del gruppo archeologico, cui proprio il Museo di Bibbiena è stato intitolato nel 2013.
 
L’intervento sulla sala è stato ideato dai Laboratori Archeologi San Gallo, società cooperativa aderente a Confcooperative Toscana Nord, grazie alla collaborazione del direttore scientifico del Museo Archeologico, Francesco Trenti, del Gruppo Archeologico Casentinese e della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio. Il riallestimento della piccola sala, usata finora per mostre temporanee, è stato realizzato grazie a una campagna di crowdfunding online che ha raccolto la cifra necessaria. La sala è dedicata a un percorso che dalle decorazioni lapidee delle prime chiese altomedievali arriva alla Pietà seicentesca della Mausolea donata dai Monaci Camaldolesi, passando per materiali rinvenuti negli scavi presso abbazie e monasteri casentinesi.
Chiara Marcotulli presidente della cooperativa Laboratori Archeologi San Gallo spiega che la sala “affronta l’epoca medievale e, in piccola parte, l’età moderna. Finora il museo arrivava fino all’epoca antica, ai romani, e questa sala chiude il percorso cronologico del medioevo casentinese. Noi ci siamo occupati della cura dell’allestimento, dei testi e dei pannelli. Il filo conduttore è il tema del sacro, quindi vengono allestite opere scultoree e ceramiche, ma anche monete che vengono da contesti sacri soprattutto da pievi del Casentino. I testi dei pannelli spiegano l’evoluzione del cristianesimo nel Casentino, affrontando il tema dell'incastellamento, della diffusione degli edifici ecclesiastici e delle vie di pellegrinaggio che caratterizzano questa parte della Toscana”. Laboratori Archeologi San Gallo è una cooperativa di archeologi specializzati nel medioevo che si occupa di ricerca storica e archeologica, ma anche di comunicazione e divulgazione dei beni culturali.

domenica 26 giugno 2022

"The Fantasy of the Middle Ages" al J. Paul Getty Museum di Los Angeles

Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori: il gusto di Ludovico Ariosto è un po’ quello di cui si è innamorata la cultura pop, che ha mutuato dal Medioevo una visione un po’ reale e un po’ favolosa di un mondo pieno di pathos e meraviglia. Dai fratelli Grimm alla Bella Addormentata nel Bosco, dalla Spada nella Roccia al Trono di Spade e a Harry Potter, sono innumerevoli i grandi protagonisti della cultura contemporanea a dovere alla visione fantastica del Medioevo la propria fortuna: questo immaginario fantasy – sia esso in arte, arte, letteratura, fotografia, film e rievocazioni –, che nasce dalla fusione di materiale storico con elementi dai tratti leggendari, è ora al centro della grande mostra The Fantasy of the Middle Ages al J. Paul Getty Museum di Los Angeles.
Distribuito su due gallerie e diviso in cinque sezioni, The Fantasy of the Middle Ages in mostra da martedì 21 giugno a domenica 11 settembre 2022 esamina da vicino l’ispirazione dietro i capolavori di JRR Tolkien, Howard Pyle, Arthur Rackham e degli artisti e sceneggiatori della Disney con l’aiuto di una collezione unica: quella dei manoscritti medievali del museo, che mostrano il punto di inizio di una suggestione lunga secoli. “Il Medioevo ispira continuamente versioni revivalistiche di arte, letteratura, fotografia, film, rievocazioni immersive, videogiochi e molto altro. Questa mostra cattura parte della magia evocata da questo periodo, esplorando anche temi di genere, sessualità, razza e religione sia nel fantasy medievale che moderno“, ha commentato Bryan C. Keene, assistente professore di storia dell’arte al Riverside City College, autore del saggio Toward a Global Middle Ages: Encountering the World through Illuminated Manuscripts e già curatore associato per i manoscritti al Getty.
La mostra passa dall’esplorare una prima ispirazione “realistica” alle opere medievali per poi registrare l’origine delle reinterpretazioni di costumi, ambientazioni e architetture con l’emergere di fate, maghi, goblin e altre creature nel revival di racconti popolari e tradizionali. Una sezione dedicata al dramma cavalleresco recupera l’eredità del ciclo arturiano in particolare, e la sua lunga impronta sull’immaginario rievocativo moderno – dal castello pop-up di Andy Warhol agli studi sui costumi per i film Hollywoodiani – mostrando anche come le ambientazioni medievali, dai castelli alle cattedrali, ritornino come ambientazioni in film e videogiochi. Per un tocco ancora più pop, a fianco dei manoscritti è esposta anche una ricca collezione di oggetti provenienti dalle collezioni personali dello staff del Getty: dalle miniature di Dungeons & Dragons, alle illustrazioni di Magic: The Gathering, fino alle cartucce di gioco di The Legend of Zelda e ai memorabilia del Signore degli Anelli e di Barbie, l’impatto di questo immaginario sulla vita di ciascuno di noi emerge con impressionante chiarezza. “Questa mostra apre il sipario su alcune delle scene originali che hanno commosso artisti e narratori per secoli“, ha commentato Larisa Grollemond, assistente curatrice dei manoscritti del Getty Museum: “La nostra speranza è che i visitatori apprezzino il collegamento tra i manoscritti miniati e le opere che hanno ispirato”.
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