giovedì 14 ottobre 2021

Dante a Novara

Dante a Novara: in mostra codici e libri antichi alla Negroni Edizioni e personaggi della Commedia tra Sesia e Ticino Dall' 11 ottobre al 27 novembre 2021 la Biblioteca Civica Negroni di Novara ospita un percorso espositivo alla scoperta di libri preziosi e rari della collezione dantesca di Carlo Negroni, unica in Italia. Attraverso i versi della Divina Commedia questi antichi volumi sfidano i secoli e raccontano la storia del libro: dai manoscritti alla stampa a caratteri mobili, dalla nascita a Venezia del corsivo e del formato tascabile alla prima volta in cui nel titolo compare l'appellativo Divina. A cura dei giovani volontari del Centro Novarese di Studi Letterari con catalogo Educatt e aperture speciali per le scuole. Una collezione unica in Italia è al centro della mostra "Dante a Novara" nel VII centenario dantesco con codici manoscritti medievali, edizioni antiche e capolavori dell'arte tipografica, a cura di Roberto Cicala e Paolo Testori con la collaborazione di Alessandro Audisio, Federica Rossi e Valentina Zanon. L'esposizione, a palazzo Vochieri in corso Cavallotti 6 a Novara, e ad ingresso gratuito ma solo su prenotazione on line:  
Il progetto, di Centro Novarese di Studi Letterari e Comune di Novara con il coinvolgimento di molti enti locali e del Comitato dantesco novarese, propone una selezione della collezione che il senatore Carlo Negroni lasciò alla comunità cittadina e oggi conservata presso la Biblioteca che porta il suo nome. È una raccolta tra le più importanti tutt'oggi presenti in Italia sia per consistenza, con oltre 2200 esemplari, tra volumi e opuscoli, sia per il valore e rarità delle edizioni che abbracciano oltre tre secoli di storia della tradizione dantesca. L'esposizione si chiude con una comparazione tra edizioni di vari formati, da piccolissimi fino alla monumentale opera di Gustave Dorè, illustratore tra i più famosi in Europa nella seconda metà dell'Ottocento, per la quale ideò ben 136 xilografie di grande formato L'esposizione dei libri antichi, con un progetto di allestimento sotto la supervisione del dirigente Cultura del comune di Novara Davide Zanino, è autorizzata dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e della Valle d'Aosta, con l'apporto del personale della Biblioteca e con vari enti coinvolti tra cui Archivio di Stato di Novara, Associazione di volontariato Amici Opera Pia Carlo Negroni, Biblioteca Gaudenziana della Diocesi di Novara, Biblioteca del liceo classico e linguistico Carlo Alberto, Biblioteca del liceo delle Scienze Umane ed Economico Sociale Contessa Tornielli Bellini, Laboratorio di editoria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Ufficio Scolastico Provinciale.
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venerdì 8 ottobre 2021

La “Biblioteca” di Dante a Palazzo Corsini

La “Biblioteca” di Dante

a cura di Roberto Antonelli, Ebe Antetomaso, Marco Guardo, Lorenzo Mainini

8 ottobre 202116 gennaio 2022

Palazzo Corsini, Roma

Nell’opera dantesca, e nella Commedia in particolare, la tradizione della cultura classica, cristiana e medievale si ricapitola come in una summa: autori, libri, scuole di poeti e filosofi, enciclopedie, mitologie antiche e dogmi cristiani, scrittori canonici e autori più eccentrici vengono tutti riattraversati dallo sguardo di Dante, che scrivendo il suo testo ne riscrive simultaneamente la tradizione d’appartenenza. In tal senso sapere di quali letture, di quali libri, si sia materialmente nutrita la cultura e la fantasia poetica dell’Alighieri ha da sempre costituito un interrogativo profondo tanto per i critici che per i lettori per arrivare a una comprensione più profonda della Commedia. La ricerca tuttavia si scontra sull’evidenza che Dante non ebbe mai una vera e propria biblioteca, stabile e personale, come poi invece fu per Petrarca; non possediamo neppure autografi o libri sicuramente a lui appartenuti. Il dibattito su quali opere Dante abbia effettivamente letto e quali egli conoscesse solo per altrui citazioni o epitomi è pertanto ancora aperto e di grande rilevanza: il convegno e la mostra intendono offrire lo status quaestionis integrato con nuove ricerche mirate.
Nella mostra saranno per la prima volta esposte tutte le opere da Dante esplicitamente citate e presumibilmente lette, quindi parte d’una sua "biblioteca", secondo i più recenti accertamenti e secondo un percorso rappresentativo del suo iter intellettuale e poetico. Saranno esposti in larga prevalenza codici dei secoli XIII e XIV, ovvero libri che corrispondono alle tipologie manoscritte che Dante potrebbe aver praticato; saranno esposti inoltre alcuni codici provenienti dal fondo duecentesco della biblioteca di Santa Croce, il convento fiorentino che, secondo gli studi più recenti, potrebbe aver ospitato la prima formazione del poeta. I manoscritti saranno ordinati tematicamente e cronologicamente secondo lo sviluppo dell’opera dantesca, in base anche ai suoi possibili spostamenti prima e dopo l’esilio. Saranno invece escluse tutte le opere che dalla critica sono state a lui ricondotte in base ad ipotesi, allusioni o riscontri degli interpreti moderni, spesso discordi, privilegiando invece quei testi, coi loro antichi libri, che con maggiore sicurezza permetteranno al visitatore di conoscere e d’esplorare i “punti fermi” della “biblioteca” dantesca.
La mostra sarà articolata in sei grandi sezioni: 1) La “Bibbia” e la tradizione cristiana; 2) La tradizione classica: gli Auctores nella “Vita nuova”; 3) La tradizione romanza; 4) La tradizione classica dalla “Vita nuova”; 5) Retorica e trattatistica medievale; 6) Filosofia, scienza e teologia.
La partizione della mostra, che in più occasioni fa perno su un “prima” e un “dopo” la Vita nuova, vuole in tal modo distinguere due fasi della biografia dantesca e della sua “biblioteca”, quella riferibile alla vita fiorentina e quella, testimoniata nelle opere successive al “libello giovanile”, segnata invece dall’esilio.
Fra gli oltre 70 codici che saranno esposti, provenienti dalle maggiori collezioni italiane e internazionali – tutti libri fondamentali per la comprensione della poesia e della cultura dantesca – si segnalano il manoscritto della Biblioteca Nazionale di Roma Vitt. Emm. 1502, che raccoglie, riccamente illustrati, i testi profetici di Gioacchino da Fiore, «il calavrese abate Giovacchino /di spirito profetico dotato», immortalato in Pd XII; i diversi codici fiorentini provenienti dall’antica biblioteca di Santa Croce – il convento francescano che forse Dante frequentò prima del suo esilio –, tra i quali l’antichissimo codice di Servio, il commentatore virgiliano (Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 22 sin 1), o il manoscritto della Consolatio philosophiae di Boezio (Plut. 23 dex 11), glossata in volgare all’inizio del Trecento e ricordata dall’Alighieri come una delle sue letture fondamentali dopo la morte di Beatrice; o ancora il canzoniere della lirica trobadorica, raccolto nel codice laurenziano Plut. 41.42, libro per certi aspetti affine alla silloge di poesia provenzale che fu nota a Dante; il manoscritto corsiniano del Roman de la rose (Roma, Biblioteca dell’Accademia nazionale dei Lincei e Corsiniana, 55 K 4), sulla cui conoscenza dantesca si è sviluppato, e si svolge, un lungo e appassionato dibattito filologico-letterario; per continuare inoltre coi manoscritti filosofici e scolastici, che, coi loro testi, fondano la struttura mentale della visione dantesca, della sua morale e della sua teologia: l’Etica aristotelica della Biblioteca Nazionale di Napoli (VIII.G.25) o gli scritti di Sigieri di Brabante, il filosofo eterodosso che in Paradiso «silogizzò invidïosi veri» (X, 138), proveniente dalla Biblioteca Cathariniana di Pisa (ms. 17); per tornare poi ai libri letterari, fonti per l’Alighieri di stile e invenzione, come il Giovenale parigino (Paris, BnF, lat. 8073), o il Lancillotto della Marciana di Venezia (Fr. Z 11), dalle cui storie fuoriesce una delle immagini più durature della poesia dantesca, quella del bacio tra Paolo e Francesca, doppione infernale del bacio letterario fra Lancillotto e Ginevra.
A integrazione dell’esposizione, sempre dall’8 ottobre, Paesaggi e personaggi della Commedia. Un'iconografia digitale, una mostra che – prodotta in collaborazione con l'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e ideata da Roberto Andreotti, Federico De Melis, Francesco De Melis e Luca Ruzza - intende illustrare, con una speciale messa in scena digitale, alcuni aspetti della fortuna iconografica dantesca di luoghi, paesaggi e personaggi della Divina Commedia, fino alla Contemporaneità. Il visitatore potrà entrare, in uno scenario avvolgente, in “capsule” monografiche, “camere oscure” al cui interno si potrà vivere l'esperienza di un'immersione multisensoriale attraverso varie tecniche, non ultima il cosiddetto “fantasma di Pepper”, sorta di ologramma originato dal teatro del Seicento. I file visivi e sonori si basano sulle immagini delle opere che artisti di ogni epoca hanno dedicato al poema dantesco, in dialogo con le altre iniziative espositive dell’Accademia dei Lincei dedicate alla biblioteca letteraria, culturale, artistica e filosofica di Dante.
Con la mostra La Biblioteca di Dante si intende affrontare per la prima volta il problema di come è stato possibile il miracolo della Commedia; su quali basi culturali ha potuto contare Dante nella composizione del poema e quali siano le ragioni di un successo ancora così straordinario.
Un grande sforzo, dunque, probabilmente il più articolato e impegnativo dell'anno dantesco, reso possibile dall'impegno congiunto dell'Accademia Nazionale dei Lincei, di Intesa Sanpaolo, in particolare del Presidente emerito Giovanni Bazoli, del Presidente Gian Maria Gros-Pietro, di Stefano Lucchini, del presidente dell’Associazione “Amici dei Lincei” dott. Umberto Quadrino, ma anche dell'ENIT, dell'Istituto centrale per il patrimonio immateriale del Ministero della Cultura e delle tante istituzioni, musei e biblioteche, a cominciare dalle grandi biblioteche storiche romane, ma con sforzo generoso anche dalle biblioteche di tutta l’Italia e l’Europa, e, ultimi ma non ultimi, dai contributi assicurati dal Comitato Nazionale dantesco.

sabato 2 ottobre 2021

Multimediale al Complesso Museale di San Francesco a Montone

Nel corso del mese di Ottobre il Complesso Museale di San Francesco a Montone (PG) offre ai visitatori un nuovo e accattivante appuntamento per rendere più fruibile questo stupendo scrigno di opere d’arte proponendo, al suo interno, un percorso di visita guidata sensoriale ed evocativa.
La visita all’imponente Chiesa di San Francesco, sarà fruibile attraverso un percorso multimediale che ne valorizza la storia ed il patrimonio. Si tratta di un percorso di visita approfondito nel quale il visitatore si immergerà nel racconto della storia di Montone: i personaggi che l’hanno contraddistinta e le sue magnifiche opere d’arte.
La Chiesa sarà, attraverso un susseguirsi di luci, musiche e racconti di sottofondo, uno scenario affascinante per tutti coloro che assisteranno a questo “spettacolo” unico. In un contesto trecentesco, perfettamente conservato, un passato medievale incontrandosi con le nuove tecnologie, crea un connubio ideale che permette al visitatore di non lasciarsi sfuggire nessun prezioso particolare.
Ad arricchire la narrazione sarà il ricollocamento virtuale della Madonna della Misericordia di Bartolomeo Caporali e una suggestiva illuminazione delle opere della chiesa. Il percorso è in lingua italiana e inglese e percorre le mappe artistiche più significative all’interno della Chiesa, nucleo centrale del museo che conserva al suo interno numerosi lacerti di affreschi per gran parte a carattere votivo e realizzati prevalentemente tal la metà del 1300 e il tardo 1500. Raccontando la storia del borgo medievale, delle sue committenze, dei suoi personaggi e delle tante vicissitudini in cui Montone è stata protagonista, si percorrono alcuni aspetti di particolare importanza storico- artistica.
Una seconda parte prevede la visita in Pinacoteca, sede di numerosi opere mobili provenienti da edifici storici e religiosi di Montone: spicca tra essi la Madonna della Misericordia di Bartolomeo Caporali ed il gruppo ligneo di Deposizione dalla Croce del XIII secolo. Completa la visita la sezione ai paramenti sacri e una sezione archeologica riconducibile a testimonianze romane. 
Il tour multimediale è previsto tutti i venerdì, sabato e domenica alle ore 11 e alle ore 12 la mattina, mentre nel pomeriggio è alle ore 15.30 e alle ore 16.30. La durata del tour è di circa 45 minuti: la prenotazione è consigliata. 
Il costo del tour, comprensivo del biglietto di ingresso, è di €5,00, €4,00 per gruppi, €2,00 per ragazzi dai 6 ai 14, gratuito sotto i 6 anni.
Il progetto multimediale nella Chiesa di San Francesco è stato ideato e curato da Sistema Museo, realizzato con il contributo della Regione Umbria in collaborazione con il Comune di Montone (PG). Gli interventi multimediali sono stati progettati da Sound Studio Service, il progetto illuminotecnico è stato a cura di Maurizio Gianandrea.