lunedì 26 settembre 2022

"Passi di mille cavalieri" in mostra a Avigliana (TO)

Scriveva Umberto Eco: “Proprio per sfatare la leggenda degli evi bui, è infatti opportuno riflettere sul gusto medievale per la luce. Il Medioevo identificava la bellezza (oltre che con la proporzione) con la luce e il colore, e questo colore era sempre elementare: una sinfonia di rosso, azzurro, oro, argento, bianco e verde, senza sfumature e chiaroscuri, dove lo splendore si genera dall’accordo d’insieme anziché farsi determinare da una luce che avvolge le cose dall’esterno o far stillare il colore oltre i limiti della figura. Nelle miniature medievali la luce sembra irradiarsi dagli oggetti”; e ancora: “l’uomo medievale vedeva il mondo come una foresta piena di pericoli ma anche di rivelazioni straordinarie e la Terra come una distesa di Paesi remoti popolati da esseri splendidamente mostruosi.” Bertrand Russell si pone storicamente al centro di quell’epoca: “Il Medioevo è stato rude, cavalleresco e devoto; ma per giudicare un’epoca nella sua giusta luce, si dovrebbe cercare di vederla com’era per colore che ci vivevano. Soprattutto non bisogna dimenticare che, anche in quel tempo, gli uomini erano comuni mortali alle prese più con i loro quotidiani problemi che con gli elevati argomenti di cui parlano gli storici.” Luciano De Crescenzo, con tutto l’umorismo che lo contraddistingueva, ironizzava: “Il Medioevo è passato alla storia come il periodo dei secoli bui. Nessuno, però, mi ha mai spiegato chi era stato a spegnere la luce.”
E l’artista di oggi, al di là di ogni falsa convinzione, come lo interpreta quel periodo pieno di luce e di colore, avvolto nello studio e nel discernimento di rivelazioni straordinarie, narrato per leggende e per battaglie, illustrato per mostri immaginari, idealizzato per donne e madonne angelicate, per poemi e per versi che hanno posto le basi di una intera letteratura? Una risposta la può dare la mostra “Passi di mille cavalieri… – Storie del Medioevo”, curata da Luigi Castagna e Giuliana Cusino, artefici dell’”Associazione Culturale Arte per Voi”, e presentata (sino al 23 ottobre 2022, orario d’apertura sabato e domenica dalle ore 16,00 alle 20,00) nell’ex Chiesa di Santa Croce, in piazza Conte Rosso ad Avigliana (TO).
Una quarantina di artisti a raccontare, in un ampio panorama, attraverso ceramiche, sculture, dipinti, acquerelli e installazioni. Dalla rievocazione di Alfredo Ciocca, che invero non bada con esattezza ai secoli ma affascina riandando ai Magi di Benozzo Gozzoli, agli “Amanti” e al Liocorno di Giuliana Cusino, finemente “decorati” tra argille e smalti; dall’”Eden” rappresentato da Rocco Forgione in una affascinante prova storicamente posta sulla scia dell’immaginifico Savinio, alla “Strega al rogo” di Giancarlo Laurenti e al torneo di Pippo Leocata; ancora “Gli amanti” incisi su rame da Vinicio Perugia e i giullari chiamati a ricreare una piccola corte a firma di Nino Ventura.

mercoledì 10 agosto 2022

Storia di una Signoria nel Piceno al tempo degli Svevi

Il Centro Studi Sarnanesi, in collaborazione con il Comune di Sarnano, il comune di Mogliano e la fondazione Federico II Hohenstaufen di Jesi propongono “Storia di una Signoria nel Piceno al tempo degli Svevi”: un’esposizione di documenti del XIII secolo scelti tra i più belli e significativi per leggervi le vicende della signoria dei Brunforte e dei Da Mogliano nel periodo degli ultimi svevi.
L’evento si svolgerà nelle due sedi di Sarnano, dal 13 agosto al 30 settembre 2022, e di Mogliano dal 1 al 30 settembre 2022.
L’esposizione di Sarnano dedicata a “Rinaldo di Brunforte, un conteso alleato di Federico II”, collocata presso la Pinacoteca Comunale, verrà inaugurata sabato 13 agosto 2022 alle ore 17.30 e sarà visitabile con il seguente orario: 14/8 – 11/9 dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Dal 12 al 30 settembre soltanto il sabato e la domenica con stesso orario.
Per visite guidate o gruppi : 3492546775 - cstudisarnanesi@gmail.com.

venerdì 5 agosto 2022

La battaglia dei due Re con finte schiere

Mentre i  650 figuranti che daranno vita, dal 9 all’11 settembre, alla Partita a Scacchi Viventi stanno provando costumi, movimenti, coreografie e strategie, la Pro Marostica – organizzatrice della popolare disfida – invita ad approfondire la storia della nobile arte degli scacchi.

Lo fa proponendo, dal 6 agosto al 18 settembre 2022,  nelle Sale del Castello Inferiore la preziosa mostra “La battaglia dei due Re con finte schiere. La storia degli scacchi tra XIII e XVIII secolo nei libri della Biblioteca Bertoliana”.

Come indica il sottotitolo, la mostra attinge ai tesori della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, che, attiva sin dal   700, è la più importante del territorio vicentino e tra le più importanti biblioteche storiche italiane.

La Bertoliana, tra i suoi tanti tesori, accoglie una rara collezione di letteratura scacchistica universale. Sono opere manoscritte e a stampa datate tra il XIII e il XIX secolo, spesso arricchite da disegni e incisioni.

A guidare tra i contenuti della sezione della Biblioteca riservata al gioco  degli scacchi, è un manoscritto di piccolissime dimensioni, redatto nell'Ottocento dai bibliotecari Ignazio Savi e Andrea Capparozzo, contenente il censimento bibliografico dei libri sul gioco degli scacchi all’epoca patrimonio della Biblioteca vicentina. Quell’inventario è stato  in seguito ampliato a livello di bibliografia specialistica.

Tra i tesori, il “Liber ... super ludo scachorum” (1493) di Jacopo da Cessole, con straordinarie illustrazioni e il “manuale” per “imparare giocare a scachi et de le partite” di Pedro Damiano da Odemira (1512), “Il gioco de gli scacchi” (1584) di Ruy Lopez de Segura, o il trattato “Scacchia ludus” (1527) di Girolamo Vida o, ancora “Il gioco de gli scachi” (1617)Pietro Carrera, o l’ “Analyse du jeu des echecs” (1749) di François-André Danican Philidor. Affascina, nelle “Lettres ... accompagnee de trois gravures ... qui representant ce fameux Automate “(1783), le immagini del celeberrimo Automa che gioca a scacchi. Opere rare, spesso impreziosite da notevoli tavole illustrative delle diverse fasi del ludus.

Tra i tanti tesori della mostra, accanto ai trattati scacchistici che hanno segnato la storia del gioco in Europa, va segnalata la splendida miniatura che decora la Bibbia del copista Cambius Vicentinus. La piccola scena miniata rappresenta un chierico e un laico che, seduti, giocano a scacchi: si tratta di una delle prime rappresentazioni di partita a scacchi ad oggi nota, realizzata in Francia nel terzo quarto del XIII secolo, negli anni in cui il pio re Luigi IX  vietava il gioco degli scacchi.

Simone Bucco Presidente Associazione Pro Marostica sottolinea che “La celebrazione degli Scacchi nelle loro diverse forme è sempre l’occasione per ricordare la nostra manifestazione più famosa, nata da un libretto teatrale del vulcanico Mirco Vucetich e in programma negli anni pari sull’amata scacchiera posta a pavimentazione della piazza. La mostra ha il merito anche di valorizzare lo straordinario patrimonio scacchistico conservato dall’Associazione Pro Marostica, da sempre impegnata nell’organizzazione e nella promozione della celebre rievocazione storica, che mette in scena con pezzi grandi et viviuna sfida unica ed emozionante.”

Mostra curata da Laura Sbicego e realizzata in collaborazione con il Comune di Marostica, l’Associazione Pro Marostica, il Circolo scacchistico “Città di Marostica”, A.S.D. Scacchi Berici, Fondazione Benetton Studi Ricerche e con lo storico degli scacchi Diego D’Elia.

Info e prenotazioni: www.marosticascacchi.it.

domenica 3 luglio 2022

Percorsi del sacro dall’Altomedioevo all’Età moderna a Bibbiena

Sarà inaugurato domenica 3 luglio 2022, alle ore 17, il nuovo percorso espositivo del Museo Archeologico del Casentino ‘Piero Albertoni’ di Bibbiena, in provincia di Arezzo. La nuova sala si chiama "Percorsi del sacro dall’Altomedioevo all’Età moderna" e porterà il nome del prof. Giovanni Cherubini, illustre accademico già docente di storia medievale all’Università di Firenze e originario del paese di Partina, nel comune di Bibbiena. L’inaugurazione sarà anche l’occasione per ricordare, a dieci anni dalla scomparsa, la figura di Piero Albertoni, membro del gruppo archeologico, cui proprio il Museo di Bibbiena è stato intitolato nel 2013.
 
L’intervento sulla sala è stato ideato dai Laboratori Archeologi San Gallo, società cooperativa aderente a Confcooperative Toscana Nord, grazie alla collaborazione del direttore scientifico del Museo Archeologico, Francesco Trenti, del Gruppo Archeologico Casentinese e della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio. Il riallestimento della piccola sala, usata finora per mostre temporanee, è stato realizzato grazie a una campagna di crowdfunding online che ha raccolto la cifra necessaria. La sala è dedicata a un percorso che dalle decorazioni lapidee delle prime chiese altomedievali arriva alla Pietà seicentesca della Mausolea donata dai Monaci Camaldolesi, passando per materiali rinvenuti negli scavi presso abbazie e monasteri casentinesi.
Chiara Marcotulli presidente della cooperativa Laboratori Archeologi San Gallo spiega che la sala “affronta l’epoca medievale e, in piccola parte, l’età moderna. Finora il museo arrivava fino all’epoca antica, ai romani, e questa sala chiude il percorso cronologico del medioevo casentinese. Noi ci siamo occupati della cura dell’allestimento, dei testi e dei pannelli. Il filo conduttore è il tema del sacro, quindi vengono allestite opere scultoree e ceramiche, ma anche monete che vengono da contesti sacri soprattutto da pievi del Casentino. I testi dei pannelli spiegano l’evoluzione del cristianesimo nel Casentino, affrontando il tema dell'incastellamento, della diffusione degli edifici ecclesiastici e delle vie di pellegrinaggio che caratterizzano questa parte della Toscana”. Laboratori Archeologi San Gallo è una cooperativa di archeologi specializzati nel medioevo che si occupa di ricerca storica e archeologica, ma anche di comunicazione e divulgazione dei beni culturali.

domenica 26 giugno 2022

"The Fantasy of the Middle Ages" al J. Paul Getty Museum di Los Angeles

Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori: il gusto di Ludovico Ariosto è un po’ quello di cui si è innamorata la cultura pop, che ha mutuato dal Medioevo una visione un po’ reale e un po’ favolosa di un mondo pieno di pathos e meraviglia. Dai fratelli Grimm alla Bella Addormentata nel Bosco, dalla Spada nella Roccia al Trono di Spade e a Harry Potter, sono innumerevoli i grandi protagonisti della cultura contemporanea a dovere alla visione fantastica del Medioevo la propria fortuna: questo immaginario fantasy – sia esso in arte, arte, letteratura, fotografia, film e rievocazioni –, che nasce dalla fusione di materiale storico con elementi dai tratti leggendari, è ora al centro della grande mostra The Fantasy of the Middle Ages al J. Paul Getty Museum di Los Angeles.
Distribuito su due gallerie e diviso in cinque sezioni, The Fantasy of the Middle Ages in mostra da martedì 21 giugno a domenica 11 settembre 2022 esamina da vicino l’ispirazione dietro i capolavori di JRR Tolkien, Howard Pyle, Arthur Rackham e degli artisti e sceneggiatori della Disney con l’aiuto di una collezione unica: quella dei manoscritti medievali del museo, che mostrano il punto di inizio di una suggestione lunga secoli. “Il Medioevo ispira continuamente versioni revivalistiche di arte, letteratura, fotografia, film, rievocazioni immersive, videogiochi e molto altro. Questa mostra cattura parte della magia evocata da questo periodo, esplorando anche temi di genere, sessualità, razza e religione sia nel fantasy medievale che moderno“, ha commentato Bryan C. Keene, assistente professore di storia dell’arte al Riverside City College, autore del saggio Toward a Global Middle Ages: Encountering the World through Illuminated Manuscripts e già curatore associato per i manoscritti al Getty.
La mostra passa dall’esplorare una prima ispirazione “realistica” alle opere medievali per poi registrare l’origine delle reinterpretazioni di costumi, ambientazioni e architetture con l’emergere di fate, maghi, goblin e altre creature nel revival di racconti popolari e tradizionali. Una sezione dedicata al dramma cavalleresco recupera l’eredità del ciclo arturiano in particolare, e la sua lunga impronta sull’immaginario rievocativo moderno – dal castello pop-up di Andy Warhol agli studi sui costumi per i film Hollywoodiani – mostrando anche come le ambientazioni medievali, dai castelli alle cattedrali, ritornino come ambientazioni in film e videogiochi. Per un tocco ancora più pop, a fianco dei manoscritti è esposta anche una ricca collezione di oggetti provenienti dalle collezioni personali dello staff del Getty: dalle miniature di Dungeons & Dragons, alle illustrazioni di Magic: The Gathering, fino alle cartucce di gioco di The Legend of Zelda e ai memorabilia del Signore degli Anelli e di Barbie, l’impatto di questo immaginario sulla vita di ciascuno di noi emerge con impressionante chiarezza. “Questa mostra apre il sipario su alcune delle scene originali che hanno commosso artisti e narratori per secoli“, ha commentato Larisa Grollemond, assistente curatrice dei manoscritti del Getty Museum: “La nostra speranza è che i visitatori apprezzino il collegamento tra i manoscritti miniati e le opere che hanno ispirato”.
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mercoledì 15 giugno 2022

The Vercelli Book Saga. La mostra

Da sabato 18 giugno a venerdì 12 agosto 2022, al Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli.
"The Vercelli Book Saga. La mostra" è l'evento dedicato al videogioco "Hwæt! The Vercelli Book Saga" sviluppato dalla Fondazione Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli, dedicato al Vercelli Book e scaricabile gratuitamente dagli store Apple e Android.
Il famoso manoscritto anglosassone della fine del X secolo, svela alcuni dei suoi segreti grazie all'avventuroso viaggio compiuto da Eve.
La mostra è un'occasione per vedere dal vivo i disegni utilizzati per la creazione del videogioco, realizzati da Andrea Capone e Matteo Capobianco (in arte Ufocinque).
Quando: da mercoledì a venerdì 15-18; sabato 10-12 e 15-18; domenica 15-18.
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domenica 15 maggio 2022

A Parigi ha riaperto il Museo del Medioevo

Dopo importanti lavori di restauro rinasce a Parigi il Museo Nazionale del Medio Evo, meglio noto come Musée de Cluny, ha riaperto le porte al pubblico giovedì 12 maggio 2022.
 
Nei meravigliosi spazi del cosiddetto 'Hotel de Cluny' addossato alle antiche terme romane di Lutetia Parisiorum - il primo nome attribuito dagli antichi romani al momento della fondazione di Parigi - i visitatori potranno tornare ad ammirare in un percorso espositivo completamente rinnovato e ripensato straordinari pezzi d'arte, tra cui vetrate, mobili, sculture e manoscritti, oltre che i 6 celeberrimi arazzi de 'La Dame a La Licorne - La dama e l'unicorno", considerati tra i massimi capolavori del Medioevo, vestiti di nuova luce.
Tra le novità lungo il percorso espositivo da 1.600 opere anche una sala consacrata all'arte italiana del XIV/o e XV/o secolo.. All'avvio del progetto, nel 2011, si trattava solo di rendere il museo agibile alle persone con mobilità ridotta ma poi si è deciso di spingers oltre. Addossato alle antiche terme di Lutetia - un pezzo di Roma nel cuore di Parigi - il Musée National du Moyen Age ingloba un Frigidarium del primo secolo, la dimora medievale degli abbati di Cluny e un edificio posticcio del diciottesimo secolo. Un dedalo di corridoi e scalette che andavano ammodernati e dotati di ascensori (adesso ne sono stati costruiti tre) per i visitatori a mobilità ridotta. I lavori veri e propri sono cominciati nel 2013 con chiusure parziali, poi il museo ha serrato definitivamente i battenti tra il 2020 e il 2022. Lo spazio dispone ora di un nuovo ingresso in ferro, sobrio e contemporaneo, lungo il Boulevard Saint-Michel.

domenica 3 aprile 2022

“Medioevo – Storia, storie e mito a fumetti” a Milano

Da sabato 14 aprile a domenica 18 settembre 2022 da Wow Spazio Fumetto di Milano arriva la mostra “Medioevo – Storia, storie e mito a fumetti”.
La mostra racconta attraverso tavole originali a fumetti, riproduzioni di armi e armature, manifesti, e tanto altro un periodo storico fondamentale, sia attraverso i punti fondamentali che permettono di comprendere meglio un millennio di Storia, sia attraverso i miti e le leggende ancora amatissime ai giorni nostri, dal Sacro Graal a Re Artù fino a Robin Hood passando, ovviamente, per il falso mito della Terra piatta.
ll Medioevo è un’età storica affascinante e misteriosa: la parola significa età di mezzo, e la definizione viene inventata nel Rinascimento. Agli occhi dei sapienti di quel periodo, il Medioevo era un lungo periodo di decadenza, tra le meraviglie dell’antichità e quelle nuove che sarebbero sicuramente arrivate. Ma non fu così!  In un periodo di 1000 anni, dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C. alla scoperta dell’America nel 1492, è successo davvero di tutto, tantissimo è quello che forse non è nemmeno successo, ma che ha ispirato fumettisti, artisti, ma anche registi e scrittori, imponendosi come un tassello fondamentale del nostro immaginario e della nostra storia. Fumetto, illustrazione e cinema d’animazione hanno avuto un ruolo fondamentale in tutto questo parlando ai giovani lettori, talvolta ingannandoli, talvolta istruendoli, ma sempre con grandi immagini magnifiche di castelli, dame, armi, qualche mago e strega di troppo, e cavalieri a catturare l’attenzione.