giovedì 6 settembre 2012

Magnifici tre

Spettacolari come dipinti, preziosi come gioielli: sono i codici miniati fatti realizzare alla fine del Quattrocento da Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico, per le figlie Lucrezia, Luisa e Maddalena. Capolavori assoluti del Rinascimento che per la prima volta dopo cinque secoli saranno riuniti ed esposti insieme a Firenze nella mostra "Magnifici tre. I libri-gioiello di Lorenzo de' Medici" in programma dall'11 settembre al 20 ottobre 2012.
Promossa dalla Biblioteca Medicea Laurenziana e da Franco Cosimo Panini Editore con il patrocinio del Comune di Firenze, la mostra è la prima interamente dedicata ai tre libri d'Ore (cioè di preghiere) commissionati dal Magnifico come doni nuziali per le figlie Lucrezia, Luisa e Maddalena. Riccamente decorati e impreziositi da sontuose legature con ori, argenti, pietre dure e smalti policromi, questi codici sono piú simili a gioielli che a libri da sfogliare. Oggi i codici sono gelosamente custoditi da tre diverse biblioteche: la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco e la Rothschild Collection di Waddesdon Manor, in Inghilterra.
Il manoscritto conservato da quest'ultima – classificato come MS. 16 e noto come codice Medici-Rothschild dal nome degli attuali proprietari – tornerà in Italia e sarà esposto per la prima volta. Esso sarà affiancato dal codice Ms. Ashburnam 1874 della Biblioteca Medicea Laurenziana, preservato in un caveau blindato per ragioni di conservazioni e dunque abitualmente inaccessibile al pubblico. Del codice conservato in Germania, troppo fragile per essere trasportato in Italia, sarà esposta una fedele copia in facsimile, che andrà così a completare la "trilogia medicea". Una circostanza unica che permetterà al grande pubblico di scoprire questi tesori poco noti del Rinascimento e agli studiosi di confrontare dal vivo i manoscritti.
La visione dei manoscritti costituisce il momento finale di un percorso espositivo che immerge il visitatore all'interno delle tre opere. Oltre ai codici originali, in mostra saranno infatti esposte più di sessanta riproduzioni facsimilari delle pagine miniate, divise per tema: saranno così messe a confronto e commentate le illustrazioni dei tre Calendari (con le pittoresche scene delle attività svolte nei vari mesi dell'anno) e le straordinarie immagini degli Incipit, le più ricche di ogni libro. Le riproduzioni facsimilari delle pagine presentano le stesse caratteristiche formali, cromatiche e tattili degli originali, ma a differenza di questi ultimi possono essere ammirate e persino toccate dai visitatori.
La mostra, aperta dal lunedì al sabato (ore 9.30-13.30) si svolge presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Lo stesso biglietto (euro 3,00) permette di visitare anche il celeberrimo Vestibolo e la Sala di Lettura progettati da Michelangelo.
La mostra è organizzata e prodotta da Franco Cosimo Panini Editore, che ha recentemente pubblicato l'edizione in facsimile del codice Medici-Rothschild.
Informazioni per il pubblico:
Telefono 055 210760

lunedì 23 luglio 2012

Museo della Civiltà Normanna

IL CESN festeggia il traguardo dei 20 anni di attività arricchendo la collezione del Museo della civiltà Normanna. In mostra 220 esemplari autentici di armi che coprono 2000 anni di storia e un rarissimo pilum romano.
Il museo della civiltà normanna nel Castello di Ariano Irpino si arricchisce di una nuova importante collezione. Lunedì 23 luglio 2012 alle ore 17,00 sarà inaugurata la Sala delle Armi “Mario Troso”, che mette a disposizione del pubblico una raccolta unica nel suo genere. E’ il modo migliore per festeggiare il traguardo dei 20 anni di attività tagliato dal CESN, il Centro Europeo di Studi Normanni, l’istituzione fortemente voluta e guidata dal prof. Ortensio Zecchino e promotrice negli anni di iniziative di studio e divulgative di rilievo internazionale.
Al convegno inaugurale presiederà Girolamo Arnaldi, Accademico dei Lincei. Dopo i saluti del Sindaco, Antonio Mainiero, e dell’Assessore alla Cultura, Manfredi D’Amato, le relazioni di Ortensio Zecchino su “Spade e Vangelo” e di Mario Troso su “Armi in asta”; interverranno Luciano Criscuoli, Capo dipartimento Ricerca ed Istruzione della Regione Campania, Caterina Miraglia, Assessore Regionale Cultura, Musei e Biblioteche e Guido Possa, Presidente della Commissione Istruzione del Senato della Repubblica. La sala delle armi nel Museo della Civiltà Normanna, allestito dal Centro Europeo di Studi Normanni ed ospitato nel Castello di Ariano Irpino, fa rivivere nell’antico maniero il mito del “mestiere delle armi” con un’esposizione permanente di una grande varietà di armi che copre un arco temporale di oltre duemila anni, compreso tra i secoli V a.C. e XVIII d.C. A cominciare dalle armi in asta acquisite, inventariate in molti decenni, dalla passione e dalla competenza dell’Ing. Mario Troso, noto studioso di armi e strategie militari, al quale la sala è intitolata. Duecentoventi esemplari autentici di armi accolgono il visitatore come in una parata. Le armi sono organizzate secondo le famiglie tipologiche di appartenenza: alabarde, picche, corsesche, falcioni, lance, ronconi, brandistocchi, scure, buttafuoco, alighieri, quadrelloni, forche, tridenti, spiedi. La sala accoglie, inoltre, da fondi diversi, rari esemplari di armi da taglio pre-romane e longobarde tra queste un rarissimo pilum romano, esemplare forse unico nel panorama museale italiano. Oltre al grande plastico della battaglia di Hastinhgs, recentemente restaurato, che ricostruisce quanto avvenuto nel 1066 quando prese avvio l’epopea normanna in Europa, spiccano un’armatura cinquecentesca autentica, una scure da decapitazione del XII sec. ed un manichino che riproduce, in dimensioni naturali e con accurata ricercatezza filologica, un guerriero normanno a piedi, armato di tutto punto.

sabato 14 luglio 2012

Vestes armaque in Media Aetate

Prorogata, grazie all’ottimo successo di pubblico, la esposizione “La forza e l’eleganza – Vestes armaque in Media Aetate”, realizzata dalla Associazione Palio di Feltre in occasione della mostra dell’Artigianato ed ora nuovamente visitabile, e allestita nello splendido Salone affrescato del Castello di Feltre, da sabato 14 luglio sino al 4 agosto 2012.
In mostra al Castello le due anime del Palio di Feltre: la forza e l’eleganza.
Ammirabili nello spazio espositivo ricavato nella parte antica, cinquecentesca, del maniero sono armi del periodo medievale, simbolo di forza, potenza e virilità e vesti riccamente decorate, emblema di raffinata e femminile eleganza.
La mostra, infatti, si sviluppa secondo due tematiche principali proprie dell’epoca medioevale: costumi del corteo storico del Palio (XIV secolo) e armi e armature dal XII-XV secolo esposte assieme a una nutrita serie di archi di varie epoche e origini.
Le vesti del Palio, frutto dell’attento studio iconografico dell’epoca quattrocentesca realizzato su affreschi conservati a Feltre e in luoghi storici vicini, propongono le monture nobili, da nobildonna e signore del XIV secolo. Il confezionamento dei costumi è stato realizzato, grazie all’attento lavoro di Luisa Gorza, dalla sartoria del Palio.
La sezione dedicata alle armi bianche e alle armature vede la presenza di numerose spade medioevali di varia foggia del periodo dal XII al XV secolo, armature di Crociato del XII sec. e di soldati a piedi con montura in cuoio borchiato del XV sec, nonché diversi tipi di alabarde, anche da parata, dal XV-XVI secolo.
La parte espositiva del’arceria, comprende una importante varietà degli archi, sia occidentali che orientali compresi dal XI al XVII secolo. (gli archi sono stati forniti dalla Arceria la “Jurta” di Villa Lagarina di Trento). Singolari alcuni pezzi esposti come l’Arco cinese originale del XI sec. – il famoso “lombo inglese” del XIV sec. potente e di lunga gittata.
Completano la mostra numerosi scudi e frecce di varia foggia e di diverse epoche. La esposizione realizzata dall’Associazione Il Palio di Feltre, curata da Fabio Giudice e da Alfonso Sampieri, sarà visitabile, grazie agli animatori culturali dell’associazione Il Fondaco per Feltre, che ne assicureranno l’apertura fornendo al visitatore utili e interessanti informazioni, nelle giornate di sabato e domenica, dal 14 luglio sino al 4 agosto, nei seguenti orari: 10.30-12.30 e 16.00-19.00.

mercoledì 4 luglio 2012

Pittori a Lucca al tempo di Paolo Guinigi

Dal 6 luglio 2012 al 6 gennaio 2013 il Museo nazionale di Villa Guinigi di Lucca ospitera' la mostra ''Pittori a Lucca al tempo di Paolo Guinigi. Battista di Gerio in San Quirico all'Olivo''. L'evento e' organizzato dalla Soprintendenza BAPSAE di Lucca e Massa Carrara in collaborazione con il Muse'e du Petit Palais di Avignone e il CICRP (Centro Interregionale per la Conservazione e il Restauro del Patrimonio) di Marsiglia.
Fulcro della mostra e' la ricomposizione del trittico realizzato nel 1417 da Battista di Gerio per la Chiesa di San Quirico all'Olivo, oggi di proprieta' privata e chiusa al culto, le cui parti furono disperse tra Lucca, Avignone e Philadelphia.
L'esposizione, integrata da supporti multimediali, sara' allestita all'interno del percorso museale nella sezione dedicata al Gotico e al Rinascimento, offrendo al visitatore non solo l'occasione di vedere la mostra, ma anche di scoprire il Museo di Villa Guinigi, la grandiosa residenza estiva voluta da Paolo Guinigi, signore di Lucca dal 1400 al 1430, nella zona suburbana dei borghi di Levante della citta' (fuori della cerchia muraria medievale). In occasione dell'iniziativa, e' previsto il libero ingresso alla mostra e al Museo nazionale di Villa Guinigi.

venerdì 15 giugno 2012

Ricetti del Piemonte. I castelli del popolo.

Il Borgo Medievale di Torino presenta, nell’estate del 2012, una mostra dedicata ai ricetti, forma piemontese di rifugio e fortificazione, diffusa lungo tutto il medioevo. L’accesso al Borgo avviene - oggi come nel 1884 - attraverso una torre-porta fortificata, munita di ponte levatoio: uno degli elementi più famosi e fotografati del museo. La torre in questione trae origine da un modello situato a Oglianico, nel basso Canavese, ingresso al ricetto locale. Proprio questa suggestione ha fornito lo spunto per realizzare una mostra che illustri al pubblico del Borgo Medievale l’importanza dei ricetti per la storia del Piemonte, la loro architettura, le tipologie più diffuse, le aree di localizzazione.
Ogni ricetto ha una storia differente, ma si può affermare che esistono degli elementi comuni: una cinta muraria potenziata da torri d’angolo, una o più torri porta d’accesso ed edifici interni non molto grandi, destinati ad abitazione e magazzino, separati tra loro da strette vie che s’incrociano a scacchiera. La fondazione di un ricetto è una questione complessa: poteva essere costruito per volontà di un signore, di un’abbazia o di una comunità, quest’ultimo caso soprattutto a partire dal Quattrocento. È preponderante, tuttavia, il caso della gestione condivisa dalla comunità e dal signore.
La torre-porta
, su tutti, riveste un ruolo importante nel complesso architettonico: non è soltanto la via d’accesso, ma è anche la struttura su cui si regge il sistema difensivo. Era avanzata rispetto alla cortina muraria, si ergeva su due o più piani collegati da scale a pioli; le aperture verso l’esterno erano poche e limitate a finestre e feritoie per il controllo del territorio circostante. In molti casi potevano esserci due ingressi uno, per il transito dei carri, merci e cavalieri, l’altro per le persone a piedi. L’importanza di quest’elemento talvolta era rilevata anche da una decorazione architettonica più o meno elaborata.
La mostra, realizzata in collaborazione con l’Università di Torino, vuole presentare lo stato dell’arte sull’idea di ricetto e di fortificazione, cercando, al contempo, di valorizzare la capillare diffusione sul territorio di queste opere architettoniche piemontesi.
Venerdì 15 giugno 2012, giorno dell’inaugurazione, a partire dalle ore 17 la Compagnia di Sant’Uberto - associazione di volontariato composta da appassionati di storia medievale - proporrà una rievocazione storica con l’intento di ricreare un’ambientazione inerente la vita civile e militare dell’epoca. L’Associazione, basandosi rigorosamente su fonti scritte ed iconografiche, attraverso quest’attività intende sperimentare e far sperimentare in prima persona le modalità di vita nel medioevo italiano.   Parallelamente alla mostra, si terranno nella sala baronale della Rocca tre conferenze divulgative a cura del CRISM (Centro di Ricerca sulle Istituzioni e le Società Medievali), sulle tematiche trattate il 13 giugno, 5 settembre e 3 ottobre 2012. La prima, il 13 giugno alle ore 17,30 dal titolo “Fortificazioni del medioevo: per proteggere, per dominare, per esibire” è a cura del professor Giuseppe Sergi (Università di Torino). Saranno inoltre proposte, in collaborazione con Torino Città Capitale visite guidate a Candelo (BI) e Oglianico (TO) alla scoperta dei ricetti meglio conservati dell’area torinese.
Ingresso libero.
Orario:
tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
Info: 011 4431701
www.borgomedievaletorino.it

lunedì 11 giugno 2012

Francesco, il Santo. Capolavori nei secoli e dal territorio reatino

Un cammino culturale e spirituale per comprendere la straordinaria novità del messaggio del Poverello, emblema del misticismo occidentale. «Francesco, il Santo. Capolavori nei secoli e dal territorio reatino» è una mostra «pretesto» per conoscere Rieti e la Valle Santa, «vivendo» il francescanesimo nei quattro santuari di Greccio (dove nel Natale del 1223 realizzò la rievocazione della nascita di Gesù mediante il celebre "Presepe vivente"), Poggio Bustone, La Foresta e Fontecolombo, luogo questo dove il Santo di Assisi scrisse l'ultima «regola». È anche un evento perché una mostra di tale importanza non viene delocalizzata nella Capitale, ma realizzata a Rieti per promuoverne la conoscenza sul piano iconografico ed artistico e per valorizzarne il territorio nella sua vicenda biografica e nella storia del francescanesimo. E non da ultimo, per riconoscere alla città un degno ruolo nel «Museo Italia». Peraltro, la centralità dell'area laziale per la definizione e la diffusione dell'immagine di Francesco è attestata dalla antica rappresentazione del Santo nella cappella di San Gregorio nel Sacro Speco di Subiaco, tanto che la regione può essere considerata una meta privilegiata per la conoscenza degli aspetti storici e artistici legati all'origine e alla diffusione della Regola francescana. La mostra, che comprende cento opere legate alla figura del Santo, sarà inaugurata sabato 16 giugno 2012 per rimanere aperta fino al 4 novembre 2012. Presentata al Chiostro degli Aranci di Palazzetto Venezia a Roma e ideata da Anna Imponente e Gianfranco Formichetti, nasce dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio e il Comune di Rieti. Si articola in tre diverse sedi. Negli spazi della sezione storico-artistica del Museo Civico viene presentato un nucleo di capolavori provenienti da tutta Italia: opere di grandi artisti tra cui Cimabue e Margarito d'Arezzo per il Medioevo; Antoniazzo Romano, Correggio proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze e Tiziano dalla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno per il Rinascimento; Annibale Carracci dalla Galleria dell'Accademia di Venezia, Pietro da Cortona per il Seicento. E, ancora, Giambattista Tiepolo dalla Fondazione Querini Stampalia di Venezia per il Settecento; Domenico Morelli dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma per l'Ottocento; per il Novecento Duilio Cambellotti e Adolfo Wildt, per giungere all'originale interpretazione fornitane ai nostri giorni da Mimmo Paladino dal MART di Rovereto e da Norberto. Nella seconda sede, il Salone delle Udienze del Palazzo Papale della Curia che ospita il Museo dei Beni Ecclesiastici, sono esposte le opere provenienti dal territorio reatino selezionate tra quanto di più interessante è stato espresso in onore di San Francesco: dipinti, sculture e paramenti sacri che testimoniano l'alta qualità della produzione locale. Tra le più notevoli le tele di Vincenzo Manenti, Giovanni Paolo Cardone, Francesco da Castello e il dipinto recentemente restituito al caravaggesco Bartolomeo Manfredi, proveniente da Leonessa per le quali, in considerazione della particolare fragilità delle opere su supporto ligneo, la Soprintendenza ha promosso restauri finalizzati alla stabilizzazione delle condizioni conservative e a renderne possibile l'esposizione in mostra per fornire un'occasione importante di valorizzazione e di studio di queste opere, il più delle volte conservate sacrestie di chiese e conventi difficilmente accessibili. Nella terza sede, negli spazi espositivi della Fondazione Varrone nel Palazzo Potenziani, sono raccolti oggetti preziosi: codici, incisioni, stampe, reliquiari, abiti, testimonianze vive e concrete della storia del movimento francescano nel territorio reatino dalle origini ai giorni nostri. La comunicazione dell'evento è arricchita dalla disponibilità di due applicazioni gratuite per iPhone, iPad e Ipodtouch. Insomma, misticismo, arte, turismo e tecnologia: una formula vincente.

mercoledì 6 giugno 2012

L’avventura della conoscenza

Venerdì 8 giugno 2012 l’Istituto Italiano di Cultura di Sofia ospiterà l’inaugurazione della mostra “Masaccio - Beato Angelico - Piero della Francesca. L’avventura della conoscenza”. Interverrà il Prof. Alessandro Rovetta, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, curatore della mostra.
L'eredità comune ai tre artisti è l'aspirazione alla conoscenza e alla bellezza che cercarono di raggiungere confrontandosi con la tradizione e impegnandosi nella ricerca del reale. Le opere rappresentate - Masaccio (1401-1428), Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine a Firenze, Beato Angelico (1387-1455), affreschi del Convento di San Marco a Firenze, e Piero della Francesca (1410-1492), La leggenda della Vera Croce della Chiesa di San Francesco ad Arezzo - testimoniano il passaggio dal Medioevo al Rinascimento.
Obiettivo della mostra è quello di rendere partecipi i visitatori di una straordinaria esperienza di conoscenza e creatività. Le immagini esposte sono a grandezza naturale ed osservandole si ha l'impressione di viverle da dentro.
Mostra, aperta fino al 20 giugno 2012, è realizzata dall’Università Cattolica di Milano, in collaborazione con l’Università Cattolica Péter Pázmány e l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest.